L’Estudiantes de La Plata conquista la finale di Copa Libertadores al termine di una semifinale combattutissima contro il Flamengo, decisa ai calci di rigore nella cornice suggestiva del Maracanã. Una notte indimenticabile per i tifosi del Pincha, che possono sognare un nuovo trionfo continentale. E dietro questa impresa c’è anche un filo nerazzurro: tre figure del club argentino hanno infatti un passato, più o meno recente, con la maglia dell’Inter. Tre storie diverse, unite da un legame con Milano e da un presente che parla di grande calcio sudamericano.
Gli ex Inter
Il primo nome è quello di Juan Sebastián Verón, presidente dell’Estudiantes ed ex centrocampista nerazzurro. Arrivato all’Inter in prestito dal Chelsea nell’estate del 2004, rimase a Milano fino al 2006. Il suo unico grande amore calcistico, però, è sempre stato l’Estudiantes, il club in cui è cresciuto e con cui ha scelto di chiudere la carriera da giocatore. Per i tifosi argentini è la Brujita, una vera leggenda. Dopo aver ricoperto diversi incarichi dirigenziali, è diventato presidente, contribuendo a consolidare il ruolo della società nel panorama argentino. Raggiungere la finale di Libertadores rappresenta un altro capitolo importante di un legame che va ben oltre il campo.
Il secondo protagonista è Joaquín Correa, attaccante che in Italia ha vestito proprio la maglia dell’Inter. In questa edizione della Copa Libertadores ha trovato anche la via del gol, mettendo a disposizione della squadra tecnica, fantasia e capacità di creare occasioni. Partito titolare nella semifinale contro il Flamengo, è stato costretto a lasciare il campo dopo appena 37 minuti a causa di un problema muscolare, che lo ha tenuto lontano dal terreno di gioco. Nonostante le difficoltà fisiche e le poche opportunità di esprimersi con continuità, Correa ha conquistato i tifosi del Pincha grazie a quelle qualità tecniche che gli avevano permesso di distinguersi anche in Europa.
Il terzo nome è quello di Tomás Palacios, probabilmente una delle sorprese più belle della stagione. Il difensore argentino sembra aver trovato a La Plata l’ambiente ideale per rilanciarsi. Dopo le difficoltà incontrate in Italia, prima con l’Inter e poi durante l’esperienza al Monza, Palacios sta vivendo una vera rinascita. All’Estudiantes si è ritagliato un ruolo centrale nella retroguardia, guadagnandosi fiducia e continuità. La sua struttura fisica, la capacità di giocare da centrale e la versatilità che gli consente di agire anche come braccetto di sinistra lo rendono una risorsa preziosa. Quello che in Italia era apparso ancora acerbo e bisognoso di adattamento, in Argentina sta dimostrando di poter crescere e imporsi. La finale sarà un’occasione importante per confermare questa maturazione.
Muslera: il pararigori.
Ma il percorso dell’Estudiantes non si spiega soltanto attraverso i tre ex nerazzurri. La semifinale del Maracanã è stata soprattutto una prova di carattere e resistenza. Dopo lo 0-0 dell’andata, anche il ritorno si è chiuso senza reti, con i Pinchas capaci di resistere alla pressione brasiliana nonostante le difficoltà della partita.
A decidere tutto sono stati i calci di rigore, dove è salito in cattedra Fernando Muslera. Il portiere uruguaiano ha firmato una prestazione straordinaria, neutralizzando tre conclusioni dal dischetto: quelle di Jorginho, Lucas Paquetá e Bruno Henrique. Grazie alle sue parate, l’Estudiantes si è imposto per 3-2 nella serie, eliminando il Flamengo davanti al proprio pubblico e conquistando un posto nella finale continentale.
Verso la finale
Adesso, per il club di La Plata, si apre la possibilità di scrivere un’altra pagina importante della propria storia. Il prossimo appuntamento sarà la finale contro il Palmeiras, in programma il 28 novembre allo stadio Centenario di Montevideo, in Uruguay. L’Estudiantes tornerà così a giocarsi la Copa Libertadores dopo il trionfo del 2009, andando alla ricerca del quinto titolo della sua storia.
L’Estudiantes de La Plata conquista la finale di Copa Libertadores al termine di una semifinale combattutissima contro il Flamengo, decisa ai calci di rigore nella cornice suggestiva del Maracanã. Una notte indimenticabile per i tifosi del Pincha, che possono sognare un nuovo trionfo continentale. E dietro questa impresa c’è anche un filo nerazzurro: tre figure del club argentino hanno infatti un passato, più o meno recente, con la maglia dell’Inter. Tre storie diverse, unite da un legame con Milano e da un presente che parla di grande calcio sudamericano.
Gli ex Inter
Il primo nome è quello di Juan Sebastián Verón, presidente dell’Estudiantes ed ex centrocampista nerazzurro. Arrivato all’Inter in prestito dal Chelsea nell’estate del 2004, rimase a Milano fino al 2006. Il suo unico grande amore calcistico, però, è sempre stato l’Estudiantes, il club in cui è cresciuto e con cui ha scelto di chiudere la carriera da giocatore. Per i tifosi argentini è la Brujita, una vera leggenda. Dopo aver ricoperto diversi incarichi dirigenziali, è diventato presidente, contribuendo a consolidare il ruolo della società nel panorama argentino. Raggiungere la finale di Libertadores rappresenta un altro capitolo importante di un legame che va ben oltre il campo.
Il secondo protagonista è Joaquín Correa, attaccante che in Italia ha vestito proprio la maglia dell’Inter. In questa edizione della Copa Libertadores ha trovato anche la via del gol, mettendo a disposizione della squadra tecnica, fantasia e capacità di creare occasioni. Partito titolare nella semifinale contro il Flamengo, è stato costretto a lasciare il campo dopo appena 37 minuti a causa di un problema muscolare, che lo ha tenuto lontano dal terreno di gioco. Nonostante le difficoltà fisiche e le poche opportunità di esprimersi con continuità, Correa ha conquistato i tifosi del Pincha grazie a quelle qualità tecniche che gli avevano permesso di distinguersi anche in Europa.
Il terzo nome è quello di Tomás Palacios, probabilmente una delle sorprese più belle della stagione. Il difensore argentino sembra aver trovato a La Plata l’ambiente ideale per rilanciarsi. Dopo le difficoltà incontrate in Italia, prima con l’Inter e poi durante l’esperienza al Monza, Palacios sta vivendo una vera rinascita. All’Estudiantes si è ritagliato un ruolo centrale nella retroguardia, guadagnandosi fiducia e continuità. La sua struttura fisica, la capacità di giocare da centrale e la versatilità che gli consente di agire anche come braccetto di sinistra lo rendono una risorsa preziosa. Quello che in Italia era apparso ancora acerbo e bisognoso di adattamento, in Argentina sta dimostrando di poter crescere e imporsi. La finale sarà un’occasione importante per confermare questa maturazione.
Muslera: il pararigori.
Ma il percorso dell’Estudiantes non si spiega soltanto attraverso i tre ex nerazzurri. La semifinale del Maracanã è stata soprattutto una prova di carattere e resistenza. Dopo lo 0-0 dell’andata, anche il ritorno si è chiuso senza reti, con i Pinchas capaci di resistere alla pressione brasiliana nonostante le difficoltà della partita.
A decidere tutto sono stati i calci di rigore, dove è salito in cattedra Fernando Muslera. Il portiere uruguaiano ha firmato una prestazione straordinaria, neutralizzando tre conclusioni dal dischetto: quelle di Jorginho, Lucas Paquetá e Bruno Henrique. Grazie alle sue parate, l’Estudiantes si è imposto per 3-2 nella serie, eliminando il Flamengo davanti al proprio pubblico e conquistando un posto nella finale continentale.
Verso la finale
Adesso, per il club di La Plata, si apre la possibilità di scrivere un’altra pagina importante della propria storia. Il prossimo appuntamento sarà la finale contro il Palmeiras, in programma il 28 novembre allo stadio Centenario di Montevideo, in Uruguay. L’Estudiantes tornerà così a giocarsi la Copa Libertadores dopo il trionfo del 2009, andando alla ricerca del quinto titolo della sua storia.