Lautaro riparte col gol: l’Argentina ritrova il Toro

Certe ferite non si cancellano con una partita. Ma per un attaccante esiste sempre una medicina particolare: il gol. E Lautaro Martinez ha scelto il modo migliore per ripartire con la maglia dell’Argentina. 

Nel primo impegno dell’Albiceleste dopo il Mondiale, Lautaro ha aperto le marcature nella netta vittoria per 4-0 contro la Bolivia, al Mario Alberto Kempes di Córdoba. Una rete arrivata al 19’ del primo tempo, con il capitano nerazzurro bravo ad attaccare lo spazio, controllare il pallone e battere il portiere con una conclusione incrociata. 

Ma dietro questo gol c’è molto più di una semplice amichevole. 

Dalla panchina nella finale alla risposta sul campo 

L’ultima immagine mondiale di Lautaro era stata difficile da digerire. Dopo aver trascinato l’Argentina in finale con il gol decisivo al 92’ contro l’Inghilterra, il Toro era rimasto per tutti i 120 minuti in panchina contro la Spagna, senza avere la possibilità di entrare e provare a cambiare una finale poi persa dall’Albiceleste. 

Una scelta di Scaloni che aveva inevitabilmente lasciato amarezza. Lo stesso Lautaro, nei giorni successivi, aveva ammesso che gli sarebbe piaciuto poter aiutare i compagni in campo, pur ribadendo il rispetto per le decisioni del commissario tecnico. A settembre era tornato sull’argomento spiegando di essersi preparato nel migliore dei modi per quel Mondiale e di aver vissuto il torneo anche come una sorta di riscatto personale dopo le difficoltà incontrate in Qatar nel 2022. 

Ecco perché il gol contro la Bolivia assume un significato particolare. 

Il capitano della Beneamata non ha avuto bisogno di proclami. Ha fatto quello che gli riesce meglio: si è ripreso l’Argentina segnando.

Il Toro vede Agüero

E poi ci sono i numeri. Numeri che cominciano a diventare davvero pesanti. 

Con la rete contro la Bolivia, Lautaro è arrivato a 41 gol con la Nazionale argentina. Davanti a lui, nella graduatoria dei grandi bomber dell’Albiceleste, restano soltanto alcuni monumenti della storia del calcio argentino. Raggiunto Sergio Agüero, anche lui a 41 gol, al terzo posto nella classifica dei marcatori della Selección. Davanti a lui solo Gabriel Omar Batistuta e Lionel Messi. 

E pensare che soltanto alla vigilia della finale mondiale il centravanti dell’Inter era a quota 40. La sua crescita nella graduatoria racconta soprattutto la continuità avuta con l’Argentina negli ultimi anni. 

Non è più semplicemente l’attaccante chiamato ad alternarsi con Julián Álvarez. Lautaro è ormai uno dei riferimenti della Selección, per esperienza, personalità e peso nello spogliatoio.

Un’Argentina che cambia, “El Toro” resta

Il momento è particolare anche per l’Argentina. La Nazionale di Scaloni sta entrando in una nuova fase, con diversi giovani da inserire e con il ciclo di Lionel Messi arrivato alle sue ultime pagine. Contro la Bolivia sono arrivati anche i gol di Nico Paz, Cristian Romero e José Manuel López, in una partita nella quale il ct ha iniziato a sperimentare volti e soluzioni differenti. 

In mezzo a questo cambiamento, Lautaro può diventare ancora più importante. 

A 29 anni è nel pieno della maturità calcistica. Ha vinto, ha sofferto, ha accettato la concorrenza e anche decisioni difficili. E soprattutto ha continuato a segnare. 

Dopo la gara ha parlato anche della responsabilità che sente all’interno della Nazionale, sottolineando l’orgoglio di essere uno dei capitani e la volontà di continuare a dare tutto per quella maglia. 

La finale mondiale resterà una pagina amara: Lautaro avrebbe voluto giocarla e non ne ha avuto la possibilità. Ma il calcio concede sempre un’altra partita, un’altra occasione, un altro pallone dentro l’area. 

Contro la Bolivia il Toro se l’è ripreso. 

Gol numero 41 con l’Argentina. Agüero è a un passo. E Lautaro Martinez è tornato a fare quello che sa fare meglio: segnare e guardare avanti.

 

Certe ferite non si cancellano con una partita. Ma per un attaccante esiste sempre una medicina particolare: il gol. E Lautaro Martinez ha scelto il modo migliore per ripartire con la maglia dell’Argentina.

Nel primo impegno dell’Albiceleste dopo il Mondiale, Lautaro ha aperto le marcature nella netta vittoria per 4-0 contro la Bolivia, al Mario Alberto Kempes di Córdoba. Una rete arrivata al 19’ del primo tempo, con il capitano nerazzurro bravo ad attaccare lo spazio, controllare il pallone e battere il portiere con una conclusione incrociata.

Ma dietro questo gol c’è molto più di una semplice amichevole.

Dalla panchina nella finale alla risposta sul campo 

L’ultima immagine mondiale di Lautaro era stata difficile da digerire. Dopo aver trascinato l’Argentina in finale con il gol decisivo al 92’ contro l’Inghilterra, il Toro era rimasto per tutti i 120 minuti in panchina contro la Spagna, senza avere la possibilità di entrare e provare a cambiare una finale poi persa dall’Albiceleste.

Una scelta di Scaloni che aveva inevitabilmente lasciato amarezza. Lo stesso Lautaro, nei giorni successivi, aveva ammesso che gli sarebbe piaciuto poter aiutare i compagni in campo, pur ribadendo il rispetto per le decisioni del commissario tecnico. A settembre era tornato sull’argomento spiegando di essersi preparato nel migliore dei modi per quel Mondiale e di aver vissuto il torneo anche come una sorta di riscatto personale dopo le difficoltà incontrate in Qatar nel 2022.

Ecco perché il gol contro la Bolivia assume un significato particolare.

Il capitano della Beneamata non ha avuto bisogno di proclami. Ha fatto quello che gli riesce meglio: si è ripreso l’Argentina segnando.

Il Toro vede Agüero

E poi ci sono i numeri. Numeri che cominciano a diventare davvero pesanti.

Con la rete contro la Bolivia, Lautaro è arrivato a 41 gol con la Nazionale argentina. Davanti a lui, nella graduatoria dei grandi bomber dell’Albiceleste, restano soltanto alcuni monumenti della storia del calcio argentino. Raggiunto Sergio Agüero, anche lui a 41 gol, al terzo posto nella classifica dei marcatori della Selección. Davanti a lui solo Gabriel Omar Batistuta e Lionel Messi.

E pensare che soltanto alla vigilia della finale mondiale il centravanti dell’Inter era a quota 40. La sua crescita nella graduatoria racconta soprattutto la continuità avuta con l’Argentina negli ultimi anni.

Non è più semplicemente l’attaccante chiamato ad alternarsi con Julián Álvarez. Lautaro è ormai uno dei riferimenti della Selección, per esperienza, personalità e peso nello spogliatoio.

Un’Argentina che cambia, “El Toro” resta

Il momento è particolare anche per l’Argentina. La Nazionale di Scaloni sta entrando in una nuova fase, con diversi giovani da inserire e con il ciclo di Lionel Messi arrivato alle sue ultime pagine. Contro la Bolivia sono arrivati anche i gol di Nico Paz, Cristian Romero e José Manuel López, in una partita nella quale il ct ha iniziato a sperimentare volti e soluzioni differenti.

In mezzo a questo cambiamento, Lautaro può diventare ancora più importante.

A 29 anni è nel pieno della maturità calcistica. Ha vinto, ha sofferto, ha accettato la concorrenza e anche decisioni difficili. E soprattutto ha continuato a segnare.

Dopo la gara ha parlato anche della responsabilità che sente all’interno della Nazionale, sottolineando l’orgoglio di essere uno dei capitani e la volontà di continuare a dare tutto per quella maglia.

La finale mondiale resterà una pagina amara: Lautaro avrebbe voluto giocarla e non ne ha avuto la possibilità. Ma il calcio concede sempre un’altra partita, un’altra occasione, un altro pallone dentro l’area.

Contro la Bolivia il Toro se l’è ripreso.

Gol numero 41 con l’Argentina. Agüero è a un passo. E Lautaro Martinez è tornato a fare quello che sa fare meglio: segnare e guardare avanti.