La Juventus si prepara alla sfida di domenica sera contro il Napoli con una scelta che fotografa bene il momento attraversato dai bianconeri. Da venerdì la squadra andrà in ritiro anticipato al J Hotel e resterà insieme fino alla partita dell’Allianz Stadium. Una decisione presa da Luciano Spalletti e condivisa dalla società, arrivata all’indomani della deludente sconfitta per 2-0 sul campo del Genoa.
Prima dell’allenamento alla Continassa è arrivato anche il confronto tra l’amministratore delegato Giovanni Carnevali e la squadra. La fiducia nel gruppo non è venuta meno, ma il messaggio della dirigenza è stato netto: ognuno deve assumersi le proprie responsabilità e sul campo è attesa una risposta immediata.
Non è soltanto una questione di risultati
Il problema, però, va oltre la sconfitta di Genova. La Juventus fatica a trovare continuità e soprattutto a dare la sensazione di avere in mano le partite. Contro il Genoa è arrivato un altro passo indietro dopo la vittoria di Lecce, tanto che lo stesso Spalletti nel post partita ha parlato apertamente di poca lotta e della necessità di alzare il livello nei duelli e nell’intensità. Il tecnico ha anche chiesto scusa ai tifosi per la prestazione.
Anche davanti alla porta avversaria la squadra continua a mostrare difficoltà nel concretizzare quanto riesce a creare. A Genova le occasioni non sono mancate del tutto, soprattutto nel primo tempo, ma ancora una volta è mancata la capacità di sfruttarle.
L'emergenza infortuni complica i piani
A rendere ancora più difficile il lavoro dell’allenatore c’è poi una rosa fortemente condizionata dagli infortuni. Verso il Napoli risultano ancora indisponibili diversi elementi importanti, tra cui Locatelli, Yildiz, Thuram, Conceição, Nico Gonzalez e Celik, oltre a Grabara.
Lo stesso Spalletti ha ammesso di avere a disposizione un numero ridotto di giocatori e di non poter sempre contare su ricambi equilibrati. Un problema che inevitabilmente pesa anche sulla possibilità di cambiare volto alla squadra durante le partite.
Contro il Napoli serve qualcosa di diverso
Ed è qui che il ritiro assume un significato che va oltre la semplice preparazione della partita. Isolare il gruppo per qualche giorno significa provare a ritrovare concentrazione, compattezza e soprattutto quella reazione che la società pretende.
Il Napoli, dunque, arriva nel momento forse più delicato. Per Spalletti sarà anche una partita particolare dal punto di vista personale, vista la sua storia con la città e lo Scudetto conquistato in azzurro. Ma domenica sera ci sarà poco spazio per i sentimenti.
La Juventus deve soprattutto ritrovare se stessa e dare finalmente una risposta ai propri tifosi. Il ritiro può servire a compattare il gruppo, ma la vera risposta dovrà arrivare sul campo. E contro il Napoli non basterà semplicemente cambiare il risultato: servirà cambiare passo.
La Juventus si prepara alla sfida di domenica sera contro il Napoli con una scelta che fotografa bene il momento attraversato dai bianconeri. Da venerdì la squadra andrà in ritiro anticipato al J Hotel e resterà insieme fino alla partita dell’Allianz Stadium. Una decisione presa da Luciano Spalletti e condivisa dalla società, arrivata all’indomani della deludente sconfitta per 2-0 sul campo del Genoa.
Prima dell’allenamento alla Continassa è arrivato anche il confronto tra l’amministratore delegato Giovanni Carnevali e la squadra. La fiducia nel gruppo non è venuta meno, ma il messaggio della dirigenza è stato netto: ognuno deve assumersi le proprie responsabilità e sul campo è attesa una risposta immediata.
Non è soltanto una questione di risultati
Il problema, però, va oltre la sconfitta di Genova. La Juventus fatica a trovare continuità e soprattutto a dare la sensazione di avere in mano le partite. Contro il Genoa è arrivato un altro passo indietro dopo la vittoria di Lecce, tanto che lo stesso Spalletti nel post partita ha parlato apertamente di poca lotta e della necessità di alzare il livello nei duelli e nell’intensità. Il tecnico ha anche chiesto scusa ai tifosi per la prestazione.
Anche davanti alla porta avversaria la squadra continua a mostrare difficoltà nel concretizzare quanto riesce a creare. A Genova le occasioni non sono mancate del tutto, soprattutto nel primo tempo, ma ancora una volta è mancata la capacità di sfruttarle.
L'emergenza infortuni complica i piani
A rendere ancora più difficile il lavoro dell’allenatore c’è poi una rosa fortemente condizionata dagli infortuni. Verso il Napoli risultano ancora indisponibili diversi elementi importanti, tra cui Locatelli, Yildiz, Thuram, Conceição, Nico Gonzalez e Celik, oltre a Grabara.
Lo stesso Spalletti ha ammesso di avere a disposizione un numero ridotto di giocatori e di non poter sempre contare su ricambi equilibrati. Un problema che inevitabilmente pesa anche sulla possibilità di cambiare volto alla squadra durante le partite.
Contro il Napoli serve qualcosa di diverso
Ed è qui che il ritiro assume un significato che va oltre la semplice preparazione della partita. Isolare il gruppo per qualche giorno significa provare a ritrovare concentrazione, compattezza e soprattutto quella reazione che la società pretende.
Il Napoli, dunque, arriva nel momento forse più delicato. Per Spalletti sarà anche una partita particolare dal punto di vista personale, vista la sua storia con la città e lo Scudetto conquistato in azzurro. Ma domenica sera ci sarà poco spazio per i sentimenti.
La Juventus deve soprattutto ritrovare se stessa e dare finalmente una risposta ai propri tifosi. Il ritiro può servire a compattare il gruppo, ma la vera risposta dovrà arrivare sul campo. E contro il Napoli non basterà semplicemente cambiare il risultato: servirà cambiare passo.