La Roma batte 2-0 il Genoa grazie a Castro e Lulli

Roma-Genoa è stata una sfida di ricordi e vecchie storie: Gasperini che con il Genoa è diventato un grande allenatore, El Shaarawy che l’anno scorso era alla Roma e De Rossi, allenatore del Genoa, ma che per una vita ha indossato la maglia con quei colori che ora si ritrova da avversario. La Roma cercava di riprendersi dopo la batosta subita col Real, dopo che per 81 minuti aveva dominato la partita e senza Dybala, affaticato, e Malen, squalificato, spazio fin dal primo minuto per Mora e Castro; mentre il Genoa cercava di continuare a convincere dopo la vittoria contro la Fiorentina nonostante le varie defezioni, fra cui Colombo e Sow.

Un primo tempo che ha regalato pochissime emozioni

La prima occasione è stata proprio di un ex, El Shaarawy che è andato molto vicino al gol, ma Pisilli ha deviato in angolo. La prima occasione per il Grifone ha certificato come l’inizio è stato molto positivo, con una Roma in balia della freschezza degli avversari e incapace di reagire, ma ai genoani è mancata un po' di precisione negli ultimi 16 metri. La Roma ha faticato a ingranare e neanche i continui richiami del Gasp hanno dato un cambio di marcia: nei primi 20 minuti solo un tiro, quello di Soulè, centrale e bloccato facilmente da Bijlow. L'avvio di partita non è stato uno dei più emozionanti di questo avvio di campionato, nessuna delle due squadre è stata in grado di rendere propria la partita, anzi entrambe sembravano aver paura nel fare il passo decisivo per poter incidere. La mancanza di Malen si è fatta sentire, ma anche quella di giocatori come Hermoso, Mancini e soprattutto Dybala: l’ampio turnover, in parte forzato e in parte voluto, non ha ripagato, almeno all’inizio. La partita si è accesa però al 30’ quando Balerdi di testa su corner ha preso in pieno la traversa a portiere battuto: Roma vicinissima al vantaggio. Al 32’ però è stato di nuovo El Shaarawy da fuori area a prendere la traversa, con Gollini che non ci sarebbe mai potuto arrivare. La partita, dunque, con due traverse è entrata nel vivo con le squadre che con rabbia hanno cercato di trovare il gol: ma né Castro per la Roma, né Osmajic per il Genoa sono riusciti a non far rimpiangere i titolari, ossia Malen e Colombo. La squadra di Gasperini ha provato spesso a cercare i giocatori offensivi, ma senza successo e la partita si è dunque trascinata fino all’intervallo. Giocatori che sono andati nello spogliatoio col punteggio di 0-0: partita bloccata, con sole due traverse come highlights del primo tempo.

Gasperini sveglia la sua squadra: 2-0 e tre punti portati a casa

Il secondo tempo sembra aver svegliato la Roma e soprattutto Castro: al 48’ al secondo tocco in area della sua partita, su un parapiglia successivo ad un calcio d’angolo, l'argentino si è inventato uno scavetto d’esterno destro meraviglioso che si insacca nell’angolo più lontano di Bijlow, che non può mai arrivarci. Gasperini dunque avrà dato una scossa decisiva ai suoi nello spogliatoio, che hanno risposto presente portando il risultato sull’1-0. Uno dei migliori in avvio di ripresa è stato il giovane Lulli che sulla fascia destra ha macinato chilometri su chilometri: che forza di volontà questo ragazzo, onnipresente in difesa e in attacco. La partita è risultata totalmente diversa rispetto ai primi 45 minuti: la Roma si è resa più coraggiosa e precisa, costringendo spesso il Genoa a rintanarsi nella propria area. Quello più sottotono fra i romanisti è stato Koulierakis che sia nel primo tempo sia nel secondo, ha faticato a contenere Messias: il greco deve ancora entrare perfettamente nei meccanismi di gioco che il Gasp pretende. Infatti i primi cambi hanno riguardato la fascia sinistra, e proprio il greco che ha fatto spazio ad Hermoso, mentre Mora, che ancora non riesce a lasciare la propria impronta nelle partite, è uscito al posto di Pellegrini. Al 64’ applausi a scena aperta per l’ex El Shaarawy che viene sostituito da Vitinha: ottima prova del faraone che però nel secondo tempo è calato come tutto il Genoa, ma i tifosi romanisti non hanno dimenticato ciò che ha fatto per la loro squadra. Al 65’ Ostigard ha rischiato grosso perché ha messo le mani al collo a Castro: solo ammonizione secondo Abisso. Al 67’ Soulè dalla fascia destra si accentra con dei dribbling che nessun difensore può fermare: ne salta ben tre, la passa a Pellegrini, che la ridà all’argentino che tira, ma la deviazione di Ostigard ha consegnato il pallone al giovane Lulli, che tutto solo, mette la palla dentro: 2-0 e primo gol per il classe 2007, che conferma quanto di buono aveva fatto in questo match e anche in questo inizio di stagione. Il Genoa non è riuscito più a rialzare la testa, col solo Messias che da solo ha potuto fare ben poco. De Rossi non è riuscito con i cambi a dare la giusta sterzata, con la propria squadra che si è innervosita con i minuti che passavano. All’82 c’è anche spazio per l’esordio di Robinho Jr. al posto di Frendrup: e pensare che El Shaarawy giocò col padre e ora sono compagni di squadra. Soulé uno dei più attivi, tutte le palle più importanti sono passate fra i suoi piedi: grande momento per l’argentino che con le sue prestazioni sta convincendo chi questa estate aveva pensato che sarebbe stato meglio cederlo. C’è stato spazio anche per l’esordio del 2007 Alessandro Di Nunzio per la Roma, centrocampista della primavera. La partita è terminata senza più nessuna azione di livello, ma con una certezza: la Roma torna alla vittoria dopo il pareggio col Como e il Real, con un grande secondo tempo che non ha lasciato scampo al Grifone.

Gasperini vs De Rossi: l'esperienza batte la novità

La differenza oggi c'è stata nelle panchine. Se il primo tempo di fatto è stato equilibrato, nel secondo si è vista la mano di Gasperini che con i cambi ha dato una nuova linfa, ma sono stati gli undici scelti prima a dare l'imput giusto per una vittoria importantissima. De Rossi invece non ha usufruito di tutti i cambi (solo 3 su 5) ed è sembrato come in balia della forza della Roma, che ha risucchiato il Genoa come una tempesta inarrestabile. Gasperini ha dovuto far fronte a dei cambi obbligati, ma alla fine anche chi ha giocato è cresciuto durante la partita e ha aiutato il gruppo a portare a casa il risultato; mentre De Rossi non è riuscito a trovare i sostituti giusti a chi era indisponibile. Alla fine è stata la Roma, che dopo il pareggio col Como e la sconfitta inspiegabile contro il Real, a riprendersi per tornare momentaneamente la secondo posto, in attesa della Lazio. Gasperini può dunque sorridere: la sua squadra c'è e non si vuole fermare per puntare a quel sogno chiamato Scudetto.
 

Roma-Genoa è stata una sfida di ricordi e vecchie storie: Gasperini che con il Genoa è diventato un grande allenatore, El Shaarawy che l’anno scorso era alla Roma e De Rossi, allenatore del Genoa, ma che per una vita ha indossato la maglia con quei colori che ora si ritrova da avversario. La Roma cercava di riprendersi dopo la batosta subita col Real, dopo che per 81 minuti aveva dominato la partita e senza Dybala, affaticato, e Malen, squalificato, spazio fin dal primo minuto per Mora e Castro; mentre il Genoa cercava di continuare a convincere dopo la vittoria contro la Fiorentina nonostante le varie defezioni, fra cui Colombo e Sow.

Un primo tempo che ha regalato pochissime emozioni

La prima occasione è stata proprio di un ex, El Shaarawy che è andato molto vicino al gol, ma Pisilli ha deviato in angolo. La prima occasione per il Grifone ha certificato come l’inizio è stato molto positivo, con una Roma in balia della freschezza degli avversari e incapace di reagire, ma ai genoani è mancata un po' di precisione negli ultimi 16 metri. La Roma ha faticato a ingranare e neanche i continui richiami del Gasp hanno dato un cambio di marcia: nei primi 20 minuti solo un tiro, quello di Soulè, centrale e bloccato facilmente da Bijlow. L'avvio di partita non è stato uno dei più emozionanti di questo avvio di campionato, nessuna delle due squadre è stata in grado di rendere propria la partita, anzi entrambe sembravano aver paura nel fare il passo decisivo per poter incidere. La mancanza di Malen si è fatta sentire, ma anche quella di giocatori come Hermoso, Mancini e soprattutto Dybala: l’ampio turnover, in parte forzato e in parte voluto, non ha ripagato, almeno all’inizio. La partita si è accesa però al 30’ quando Balerdi di testa su corner ha preso in pieno la traversa a portiere battuto: Roma vicinissima al vantaggio. Al 32’ però è stato di nuovo El Shaarawy da fuori area a prendere la traversa, con Gollini che non ci sarebbe mai potuto arrivare. La partita, dunque, con due traverse è entrata nel vivo con le squadre che con rabbia hanno cercato di trovare il gol: ma né Castro per la Roma, né Osmajic per il Genoa sono riusciti a non far rimpiangere i titolari, ossia Malen e Colombo. La squadra di Gasperini ha provato spesso a cercare i giocatori offensivi, ma senza successo e la partita si è dunque trascinata fino all’intervallo. Giocatori che sono andati nello spogliatoio col punteggio di 0-0: partita bloccata, con sole due traverse come highlights del primo tempo.

Gasperini sveglia la sua squadra: 2-0 e tre punti portati a casa

Il secondo tempo sembra aver svegliato la Roma e soprattutto Castro: al 48’ al secondo tocco in area della sua partita, su un parapiglia successivo ad un calcio d’angolo, l'argentino si è inventato uno scavetto d’esterno destro meraviglioso che si insacca nell’angolo più lontano di Bijlow, che non può mai arrivarci. Gasperini dunque avrà dato una scossa decisiva ai suoi nello spogliatoio, che hanno risposto presente portando il risultato sull’1-0. Uno dei migliori in avvio di ripresa è stato il giovane Lulli che sulla fascia destra ha macinato chilometri su chilometri: che forza di volontà questo ragazzo, onnipresente in difesa e in attacco. La partita è risultata totalmente diversa rispetto ai primi 45 minuti: la Roma si è resa più coraggiosa e precisa, costringendo spesso il Genoa a rintanarsi nella propria area. Quello più sottotono fra i romanisti è stato Koulierakis che sia nel primo tempo sia nel secondo, ha faticato a contenere Messias: il greco deve ancora entrare perfettamente nei meccanismi di gioco che il Gasp pretende. Infatti i primi cambi hanno riguardato la fascia sinistra, e proprio il greco che ha fatto spazio ad Hermoso, mentre Mora, che ancora non riesce a lasciare la propria impronta nelle partite, è uscito al posto di Pellegrini. Al 64’ applausi a scena aperta per l’ex El Shaarawy che viene sostituito da Vitinha: ottima prova del faraone che però nel secondo tempo è calato come tutto il Genoa, ma i tifosi romanisti non hanno dimenticato ciò che ha fatto per la loro squadra. Al 65’ Ostigard ha rischiato grosso perché ha messo le mani al collo a Castro: solo ammonizione secondo Abisso. Al 67’ Soulè dalla fascia destra si accentra con dei dribbling che nessun difensore può fermare: ne salta ben tre, la passa a Pellegrini, che la ridà all’argentino che tira, ma la deviazione di Ostigard ha consegnato il pallone al giovane Lulli, che tutto solo, mette la palla dentro: 2-0 e primo gol per il classe 2007, che conferma quanto di buono aveva fatto in questo match e anche in questo inizio di stagione. Il Genoa non è riuscito più a rialzare la testa, col solo Messias che da solo ha potuto fare ben poco. De Rossi non è riuscito con i cambi a dare la giusta sterzata, con la propria squadra che si è innervosita con i minuti che passavano. All’82 c’è anche spazio per l’esordio di Robinho Jr. al posto di Frendrup: e pensare che El Shaarawy giocò col padre e ora sono compagni di squadra. Soulé uno dei più attivi, tutte le palle più importanti sono passate fra i suoi piedi: grande momento per l’argentino che con le sue prestazioni sta convincendo chi questa estate aveva pensato che sarebbe stato meglio cederlo. C’è stato spazio anche per l’esordio del 2007 Alessandro Di Nunzio per la Roma, centrocampista della primavera. La partita è terminata senza più nessuna azione di livello, ma con una certezza: la Roma torna alla vittoria dopo il pareggio col Como e il Real, con un grande secondo tempo che non ha lasciato scampo al Grifone.

Gasperini vs De Rossi: l'esperienza batte la novità

La differenza oggi c'è stata nelle panchine. Se il primo tempo di fatto è stato equilibrato, nel secondo si è vista la mano di Gasperini che con i cambi ha dato una nuova linfa, ma sono stati gli undici scelti prima a dare l'imput giusto per una vittoria importantissima. De Rossi invece non ha usufruito di tutti i cambi (solo 3 su 5) ed è sembrato come in balia della forza della Roma, che ha risucchiato il Genoa come una tempesta inarrestabile. Gasperini ha dovuto far fronte a dei cambi obbligati, ma alla fine anche chi ha giocato è cresciuto durante la partita e ha aiutato il gruppo a portare a casa il risultato; mentre De Rossi non è riuscito a trovare i sostituti giusti a chi era indisponibile. Alla fine è stata la Roma, che dopo il pareggio col Como e la sconfitta inspiegabile contro il Real, a riprendersi per tornare momentaneamente la secondo posto, in attesa della Lazio. Gasperini può dunque sorridere: la sua squadra c'è e non si vuole fermare per puntare a quel sogno chiamato Scudetto.