Boban si schiera con Sucic: “Più spazio sennò non ha senso restare”

A soli 22 anni, dopo una stagione in cui è riuscito a collezionare più di 40 presenze, Petar Sucic sembrava destinato a prendersi l’Inter. Il Mondiale disputato da protagonista nella Croazia aveva alimentato in lui la speranza di conquistarsi un posto da titolare nella mediana nerazzurra. Il suo avvio di campionato, però, racconta un’altra storia. Dopo cinque giornate, l’ex Dinamo Zagabria ha collezionato solo 182 minuti e, in nessuno di questi, è riuscito a convincere davvero. Il mister Chivu, infatti, ha deciso di impiegarlo meno del solito e il croato sembra averne risentito: “Soddisfatto del minutaggio con l’Inter? Sono cose che preferirei lasciare per un’altra volta. Adesso, quando torneremo al club, lotteremo lì e vedremo come saranno le cose tra due o tre mesi”. 

Il rendimento

Al momento la sua condizione fisica e il suo rendimento non sembrano essere quelli dello scorso anno, ma c’è chi continua a stravedere per il croato. Zvonimir Boban, infatti, ha espresso un giudizio molto positivo sul centrocampista senza, però, sembrare al corrente delle sue prestazioni in maglia nerazzurra: “Credo debba avere più spazio nell'Inter, è un giocatore completo, straordinario, che ha tanta classe, tanto coraggio. È evidente che non si senta a suo agio. Se continua così non so quanto senso abbia che resti lì. È una delle migliori mezzali al mondo”. I minuti giocati, sì, sono pochi, ma bisogna sempre ricordare che fino a poco più di un anno fa Sucic giocava alla Dinamo Zagabria e oggi si trova in uno dei centrocampi più forti d’Europa. Suggerirgli di lasciare questa Inter rischia di essere uno dei peggiori consigli che Petar Sucic possa ascoltare in questo momento. Il ragazzo ha ancora tutto il tempo per crescere e conquistarsi un posto da titolare, ma ora il suo unico pensiero dovrebbe essere quello di lavorare duro, perché in questa squadra nessuno regala niente. 

Aspettative diverse

La sensazione è che, dopo aver rotto il ghiaccio al primo anno in nerazzurro, Petar Sucic non si aspettasse di dover affrontare una concorrenza di questo livello. Con il ritorno di Stankovic e la permanenza di Mkhitaryan, il centrocampo sembrava essere, almeno numericamente, al completo. Poi, però, l’arrivo di Curtis Jones ha cambiato le carte in tavola. Un giocatore pagato più di 30 milioni di euro a un anno dalla scadenza del contratto, deve, per forza di cose, essere tra i più utilizzati dal mister. E così è stato. In poco tempo, Sucic si è ritrovato, infatti, a essere la riserva sia di Zielinski e sia di Jones e questo potrebbe avergli torto alcune certezze che si era costruito durante la sua esperienza in nerazzurro. 

Il croato, quindi, non sembra per niente soddisfatto e ora spetta anche al mister rumeno essere bravo nelle rotazioni, in modo da evitare la nascita di malumori all’interno dello spogliatoio. D’altronde, Chivu è stato il primo a sottolineare l’importanza della gestione della rosa: “Le rotazioni sono la strada giusta. Si gioca ogni 3 giorni e c’è bisogno di tutti. Abbiamo una rosa competitiva e devo riuscire ad accontentare tutti perché devono sentirsi parte del progetto”. Con il ritmo che aumenterà sempre di più dopo la sosta nazionali e con partite che diventeranno sempre più importanti, anche Petar Sucic riuscirà a trovare il giusto minutaggio e a continuare a essere una pedina fondamentale della Beneamata. 

Protagonista nell’inter del futuro 

Il croato non ha bisogno di preoccuparsi: il suo futuro può essere tranquillamente quello di un calciatore importante. Le qualità le ha e, in parte, sono state già messe in mostra. Lo step ulteriore da fare riguarda soprattutto la mentalità. Se vorrà essere protagonista nell’Inter dei prossimi anni, dovrà iniziare a lavorare anche su questo aspetto. Un giocatote che viene impiegato poco nelle prime cinque giornate non può trasformare già il proprio minutaggio in un problema. Il suo impiego è stato proporzionato anche alla sua condizione fisica e, nei momenti in cui è stato chiamato in causa, ha fatto fatica a mettersi in mostra.

Se Sucic vorrà davvero prendere in mano questa Inter, dovrà capire che anche dieci minuti possono fare la differenza e che entrare in campo con la mentalità sbagliata può rischiare di rovinare un ingranaggio che funziona da anni. Per vincere, insieme, c’è bisogno di umiltà e della massima disponibilità nei confronti del mister. I casi vanno lasciati ad altre squadre, non a chi ha l’ambizione di provare a conquistare tutto anche quest’anno. Se Boban voleva provare a destabilizzare l’ambiente e il mondo attorno a Sucic, il suo consiglio è risultato decisamente fuori tempo. Il croato avrà modo di dimostrare sul campo che il suo futuro può essere ancora a tinte nerazzurre.
 

A soli 22 anni, dopo una stagione in cui è riuscito a collezionare più di 40 presenze, Petar Sucic sembrava destinato a prendersi l’Inter. Il Mondiale disputato da protagonista nella Croazia aveva alimentato in lui la speranza di conquistarsi un posto da titolare nella mediana nerazzurra. Il suo avvio di campionato, però, racconta un’altra storia. Dopo cinque giornate, l’ex Dinamo Zagabria ha collezionato solo 182 minuti e, in nessuno di questi, è riuscito a convincere davvero. Il mister Chivu, infatti, ha deciso di impiegarlo meno del solito e il croato sembra averne risentito: “Soddisfatto del minutaggio con l’Inter? Sono cose che preferirei lasciare per un’altra volta. Adesso, quando torneremo al club, lotteremo lì e vedremo come saranno le cose tra due o tre mesi”.

Il rendimento

Al momento la sua condizione fisica e il suo rendimento non sembrano essere quelli dello scorso anno, ma c’è chi continua a stravedere per il croato. Zvonimir Boban, infatti, ha espresso un giudizio molto positivo sul centrocampista senza, però, sembrare al corrente delle sue prestazioni in maglia nerazzurra: “Credo debba avere più spazio nell'Inter, è un giocatore completo, straordinario, che ha tanta classe, tanto coraggio. È evidente che non si senta a suo agio. Se continua così non so quanto senso abbia che resti lì. È una delle migliori mezzali al mondo”. I minuti giocati, sì, sono pochi, ma bisogna sempre ricordare che fino a poco più di un anno fa Sucic giocava alla Dinamo Zagabria e oggi si trova in uno dei centrocampi più forti d’Europa. Suggerirgli di lasciare questa Inter rischia di essere uno dei peggiori consigli che Petar Sucic possa ascoltare in questo momento. Il ragazzo ha ancora tutto il tempo per crescere e conquistarsi un posto da titolare, ma ora il suo unico pensiero dovrebbe essere quello di lavorare duro, perché in questa squadra nessuno regala niente.

Aspettative diverse

La sensazione è che, dopo aver rotto il ghiaccio al primo anno in nerazzurro, Petar Sucic non si aspettasse di dover affrontare una concorrenza di questo livello. Con il ritorno di Stankovic e la permanenza di Mkhitaryan, il centrocampo sembrava essere, almeno numericamente, al completo. Poi, però, l’arrivo di Curtis Jones ha cambiato le carte in tavola. Un giocatore pagato più di 30 milioni di euro a un anno dalla scadenza del contratto, deve, per forza di cose, essere tra i più utilizzati dal mister. E così è stato. In poco tempo, Sucic si è ritrovato, infatti, a essere la riserva sia di Zielinski e sia di Jones e questo potrebbe avergli torto alcune certezze che si era costruito durante la sua esperienza in nerazzurro. Il croato, quindi, non sembra per niente soddisfatto e ora spetta anche al mister rumeno essere bravo nelle rotazioni, in modo da evitare la nascita di malumori all’interno dello spogliatoio. D’altronde, Chivu è stato il primo a sottolineare l’importanza della gestione della rosa: “Le rotazioni sono la strada giusta. Si gioca ogni 3 giorni e c’è bisogno di tutti. Abbiamo una rosa competitiva e devo riuscire ad accontentare tutti perché devono sentirsi parte del progetto”. Con il ritmo che aumenterà sempre di più dopo la sosta nazionali e con partite che diventeranno sempre più importanti, anche Petar Sucic riuscirà a trovare il giusto minutaggio e a continuare a essere una pedina fondamentale della Beneamata.

Protagonista nell’inter del futuro 

Il croato non ha bisogno di preoccuparsi: il suo futuro può essere tranquillamente quello di un calciatore importante. Le qualità le ha e, in parte, sono state già messe in mostra. Lo step ulteriore da fare riguarda soprattutto la mentalità. Se vorrà essere protagonista nell’Inter dei prossimi anni, dovrà iniziare a lavorare anche su questo aspetto. Un giocatote che viene impiegato poco nelle prime cinque giornate non può trasformare già il proprio minutaggio in un problema. Il suo impiego è stato proporzionato anche alla sua condizione fisica e, nei momenti in cui è stato chiamato in causa, ha fatto fatica a mettersi in mostra.

Se Sucic vorrà davvero prendere in mano questa Inter, dovrà capire che anche dieci minuti possono fare la differenza e che entrare in campo con la mentalità sbagliata può rischiare di rovinare un ingranaggio che funziona da anni. Per vincere, insieme, c’è bisogno di umiltà e della massima disponibilità nei confronti del mister. I casi vanno lasciati ad altre squadre, non a chi ha l’ambizione di provare a conquistare tutto anche quest’anno. Se Boban voleva provare a destabilizzare l’ambiente e il mondo attorno a Sucic, il suo consiglio è risultato decisamente fuori tempo. Il croato avrà modo di dimostrare sul campo che il suo futuro può essere ancora a tinte nerazzurre.