Era la partita più attesa del weekend, quella da cui ci si aspettava spettacolo e divertimento. Il campo, invece, ha raccontato una storia diversa: Como e Roma chiudono la gara con un pareggio a reti inviolate, il primo di questo campionato, segnato da poche occasioni e tante polemiche legate al rosso diretto di Malen.
Le due squadre, però, arrivavano a questo appuntamento con situazioni diverse: il Como aveva bisogno di riscattarsi dopo la brutta sconfitta subita a Frosinone, mentre la Roma, reduce dalla bella prestazione contro l’Inter, aveva avuto la conferma di poter dire la sua anche in ottica scudetto.
Equilibrio e poche occasioni
Contrariamente alle aspettative, l’atteggiamento di entrambi gli allenatori è fin da subito prudente. Le formazioni iniziali, infatti, presentano alcune novità rispetto al solito, perché nessuno dei due tecnici vuole scoprirsi troppo. Nel Como c’è Caqueret al posto di Baturina, mentre nella Roma torna Lorenzo Pellegrini dal primo minuto, con Soulé in panchina. L’obiettivo è chiaro: inserire un centrocampista in più per evitare di sbilanciare troppo la squadra.
Anche per questo, il primo tempo si chiude a reti inviolate. L’imperativo per entrambe le squadre è non rischiare e le occasioni create sono, di conseguenza, poche. La Roma parte meglio e, dopo soli sei minuti, ha la possibilità di portarsi in vantaggio, ma Dybala spreca clamorosamente l’assist di Malen. Il Como prova subito a rispondere, ma Gollini, chiamato a sostituire Svilar nelle prossime partite, chiude bene in uscita su Nico Paz. Dopo qualche minuto sono ancora i giallorossi a rendersi pericolosi, con un tiro da fuori area di Pellegrini che pizzica il palo e termina sul fondo.
L’importanza della partita si fa sentire e, dopo i primi 20 minuti, iniziano a emergere i primi errori da entrambe le parti. Prima Mancini commette una leggerezza e consente a Caqueret di calciare da posizione favorevole, ma la conclusione termina a lato. Poco dopo, su un lancio lungo dello stesso Mancini, Malen si invola verso la porta e riesce ad anticipare anche Butez, trovando però soltanto l’esterno della rete. Il primo tempo prosegue a ritmi blandi e l’unico altro episodio da segnalare è un possibile fallo da ultimo uomo di Wesley ai danni di Diao. Per l’arbitro Fabbri non c’è nulla e la prima frazione si conclude tra le proteste di Fabregas e dei suoi giocatori.
L’espulsione cambia la partita
La ripresa si apre con una novità tra i giallorossi: fuori Pellegrini e dentro Soulé. L’intenzione di Gasperini è quindi quella di tornare a schierare tre uomini offensivi, come di consueto. Al 53’, però, arriva l’episodio che rischia di rovinare la gara preparata dall’ex tecnico dell’Atalanta: Malen, dopo una bella giocata, si allunga il pallone e, nel tentativo di recuperarlo, entra in maniera troppo dura su Kaiki. Per Fabbri è rosso diretto.
La squadra capitolina protesta per un possibile fallo subito in precedenza dallo stesso Malen e il nervosismo emerge subito. Poco dopo viene ammonito anche Manu Koné per uno sgambetto ai danni di Perrone. La tensione continua a crescere tra le fila giallorosse e anche Soulé riceve un cartellino giallo per proteste.
Il Como prova ora a schiacciare la Roma nella propria metà campo, ma i giallorossi mostrano grande attenzione e applicazione in fase difensiva, anche da parte dei propri attaccanti.
Al 67’ la gara si interrompe per un paio di minuti a causa di un problema al ginocchio per l’arbitro Fabbri, costretto a lasciare il campo e a essere sostituito da Sozza. Sono comunque i lariani a fare la partita, ma, a mezz’ora dall’inizio della ripresa, non riescono ancora a sfondare il muro giallorosso. Al 72’ Nico Paz ci prova dal limite, ma la conclusione è troppo centrale e Gollini devia in angolo senza particolari problemi. Fabregas prova a scuotere la squadra e, dopo aver inserito Jesus Rodriguez al posto di Caqueret, si prova a sbilanciare ulteriormente con l’ingresso di Baturina per Da Cunha.
Il copione del match non cambia, ma il Como non riesce a sfruttare la superiorità numerica. Alla fine, la compattezza della squadra giallorossa tiene testa alla qualità degli uomini di Fabregas, che sprecano una grande opportunità per avvicinarsi all’Inter.
Un punto a testa, occasione persa per il Como
Gasperini può comunque sorridere per la reazione della sua squadra, che ha lottato fino all’ultimo per evitare una sconfitta che avrebbe pesato sul morale dei giallorossi. Fabregas, invece, resta con l’amaro in bocca per la gestione della situazione di vantaggio sprecata. Anche da questi particolari si nota la differenza di maturità tra le due formazioni.
Per entrambe, però, è già tempo di pensare al prossimo impegno. Mercoledì si torna in campo per la seconda giornata di Champions League: la Roma si prepara ad ospitare il Real Madrid di José Mourinho all’Olimpico, mentre il Como volerà a Rotterdam per affrontare il Feyenoord e sarà fondamentale recuperare le energie.
Dalla partita da cui ci si aspettava spettacolo e gol arriva, invece, un clamoroso 0-0. È il primo risultato a reti inviolate di questa Serie A e racconta quanto entrambe le squadre abbiano preferito non rischiare pur di portare a casa almeno un punto.
Era la partita più attesa del weekend, quella da cui ci si aspettava spettacolo e divertimento. Il campo, invece, ha raccontato una storia diversa: Como e Roma chiudono la gara con un pareggio a reti inviolate, il primo di questo campionato, segnato da poche occasioni e tante polemiche legate al rosso diretto di Malen.
Le due squadre, però, arrivavano a questo appuntamento con situazioni diverse: il Como aveva bisogno di riscattarsi dopo la brutta sconfitta subita a Frosinone, mentre la Roma, reduce dalla bella prestazione contro l’Inter, aveva avuto la conferma di poter dire la sua anche in ottica scudetto.
Equilibrio e poche occasioni
Contrariamente alle aspettative, l’atteggiamento di entrambi gli allenatori è fin da subito prudente. Le formazioni iniziali, infatti, presentano alcune novità rispetto al solito, perché nessuno dei due tecnici vuole scoprirsi troppo. Nel Como c’è Caqueret al posto di Baturina, mentre nella Roma torna Lorenzo Pellegrini dal primo minuto, con Soulé in panchina. L’obiettivo è chiaro: inserire un centrocampista in più per evitare di sbilanciare troppo la squadra.
Anche per questo, il primo tempo si chiude a reti inviolate. L’imperativo per entrambe le squadre è non rischiare e le occasioni create sono, di conseguenza, poche. La Roma parte meglio e, dopo soli sei minuti, ha la possibilità di portarsi in vantaggio, ma Dybala spreca clamorosamente l’assist di Malen. Il Como prova subito a rispondere, ma Gollini, chiamato a sostituire Svilar nelle prossime partite, chiude bene in uscita su Nico Paz. Dopo qualche minuto sono ancora i giallorossi a rendersi pericolosi, con un tiro da fuori area di Pellegrini che pizzica il palo e termina sul fondo.
L’importanza della partita si fa sentire e, dopo i primi 20 minuti, iniziano a emergere i primi errori da entrambe le parti. Prima Mancini commette una leggerezza e consente a Caqueret di calciare da posizione favorevole, ma la conclusione termina a lato. Poco dopo, su un lancio lungo dello stesso Mancini, Malen si invola verso la porta e riesce ad anticipare anche Butez, trovando però soltanto l’esterno della rete. Il primo tempo prosegue a ritmi blandi e l’unico altro episodio da segnalare è un possibile fallo da ultimo uomo di Wesley ai danni di Diao. Per l’arbitro Fabbri non c’è nulla e la prima frazione si conclude tra le proteste di Fabregas e dei suoi giocatori.
L’espulsione cambia la partita
La ripresa si apre con una novità tra i giallorossi: fuori Pellegrini e dentro Soulé. L’intenzione di Gasperini è quindi quella di tornare a schierare tre uomini offensivi, come di consueto. Al 53’, però, arriva l’episodio che rischia di rovinare la gara preparata dall’ex tecnico dell’Atalanta: Malen, dopo una bella giocata, si allunga il pallone e, nel tentativo di recuperarlo, entra in maniera troppo dura su Kaiki. Per Fabbri è rosso diretto.
La squadra capitolina protesta per un possibile fallo subito in precedenza dallo stesso Malen e il nervosismo emerge subito. Poco dopo viene ammonito anche Manu Koné per uno sgambetto ai danni di Perrone. La tensione continua a crescere tra le fila giallorosse e anche Soulé riceve un cartellino giallo per proteste.
Il Como prova ora a schiacciare la Roma nella propria metà campo, ma i giallorossi mostrano grande attenzione e applicazione in fase difensiva, anche da parte dei propri attaccanti.
Al 67’ la gara si interrompe per un paio di minuti a causa di un problema al ginocchio per l’arbitro Fabbri, costretto a lasciare il campo e a essere sostituito da Sozza. Sono comunque i lariani a fare la partita, ma, a mezz’ora dall’inizio della ripresa, non riescono ancora a sfondare il muro giallorosso. Al 72’ Nico Paz ci prova dal limite, ma la conclusione è troppo centrale e Gollini devia in angolo senza particolari problemi. Fabregas prova a scuotere la squadra e, dopo aver inserito Jesus Rodriguez al posto di Caqueret, si prova a sbilanciare ulteriormente con l’ingresso di Baturina per Da Cunha.
Il copione del match non cambia, ma il Como non riesce a sfruttare la superiorità numerica. Alla fine, la compattezza della squadra giallorossa tiene testa alla qualità degli uomini di Fabregas, che sprecano una grande opportunità per avvicinarsi all’Inter.
Un punto a testa, occasione persa per il Como
Gasperini può comunque sorridere per la reazione della sua squadra, che ha lottato fino all’ultimo per evitare una sconfitta che avrebbe pesato sul morale dei giallorossi. Fabregas, invece, resta con l’amaro in bocca per la gestione della situazione di vantaggio sprecata. Anche da questi particolari si nota la differenza di maturità tra le due formazioni.
Per entrambe, però, è già tempo di pensare al prossimo impegno. Mercoledì si torna in campo per la seconda giornata di Champions League: la Roma si prepara ad ospitare il Real Madrid di José Mourinho all’Olimpico, mentre il Como volerà a Rotterdam per affrontare il Feyenoord e sarà fondamentale recuperare le energie.
Dalla partita da cui ci si aspettava spettacolo e gol arriva, invece, un clamoroso 0-0. È il primo risultato a reti inviolate di questa Serie A e racconta quanto entrambe le squadre abbiano preferito non rischiare pur di portare a casa almeno un punto.