Sports Director Carlo Alberto Ludi explains

Carlo Alberto Ludi, soprannominato “Charlie”, è il direttore sportivo del Como 1907 ed è oggi considerato uno degli allenatori emergenti più interessanti del panorama calcistico italiano.

L'ex difensore del Novara ha raccontato a Radio Radio come è nato quello che ormai molti definiscono il “miracolo Como”: un club capace, in pochi anni, di passare dall'anonimato a diventare uno dei progetti più affascinanti e innovativi del calcio europeo.

Ascoltando le sue parole si percepisce chiaramente come dietro la crescita del club non ci sia nulla di improvvisato, ma una struttura moderna, internazionale, costruita con un'attenzione quasi maniacale ad ogni dettaglio.

Un modello diverso dal calcio italiano tradizionale

Ludi ha spiegato come il Como oggi lavori con metodologie molto più vicine ai grandi club internazionali che alla tradizione calcistica italiana. Punto di partenza fondamentale è lo scouting, considerato il vero cuore del progetto comasco.

Secondo il tecnico, il club parte da una enorme selezione statistica e analitica dei giocatori, approfondendo successivamente aspetti tattici, fisici, mentali e caratteriali. Un sistema di lavoro estremamente moderno che permette di ridurre al minimo il margine di errore e soprattutto di individuare giovani talenti dall’altissimo potenziale prima della definitiva esplosione a livello internazionale.

Ed è proprio qui che nasce il vero “miracolo” del Como: non limitarsi ad acquistare giocatori già affermati, ma anticipare il mercato, costruendo valore e crescita tecnica prima di altri club.

Le parole che esaltano Fabregas

Ma la parte più significativa dell’intervista riguarda inevitabilmente Cesc Fàbregas. Alla domanda se il tecnico spagnolo possa già essere considerato uno dei migliori tecnici del panorama europeo, il tecnico comasco non si è nascosto, esprimendo nei suoi confronti parole di enorme stima.

Ludi ha praticamente descritto Fàbregas come un allenatore dalle qualità rarissime nonostante la giovane età: "Io che lo vedo tutti i giorni non riesco a immaginare come qualcuno possa essere migliore di lui. Cesc ha tutto: leadership, mentalità internazionale, cultura del lavoro e soprattutto la capacità di trasmettere subito idee, personalità e identità alla squadra".

All'interno del club c'è la sensazione ben chiara di avere un allenatore speciale, con enormi margini di crescita e una visione del calcio moderno che sta diventando il simbolo stesso del progetto comasco. Non è un caso che negli ultimi mesi il nome dello spagnolo sia stato accostato ad aziende ben più blasonate.

Ma Ludi ha voluto lanciare anche un messaggio preciso sul presente e sul futuro: tra Fàbregas e Como esiste ancora una sorta di “luna di miele”, con il club determinato a continuare a crescere attorno alle idee del proprio allenatore.

Nico Paz e l’ambizione europea

Tra gli argomenti affrontati nell'intervista c'è stato anche quello relativo a Nico Paz,

Carlo Alberto Ludi ha spiegato come il giocatore si trovi benissimo in riva al lago e abbia creato un legame fortissimo con l'ambiente e con il progetto tecnico del club.

Il ds del Como ha però mantenuto grande chiarezza anche sul mercato, sottolineando come la società voglia muoversi sempre entro parametri realistici e sostenibili: "Noi teniamo in considerazione ciò che realmente possiamo fare. Non possiamo muoverci su ciò che non è nelle nostre possibilità". Una frase che descrive perfettamente la filosofia del Como: ambizione sì, ma senza perdere equilibrio e progettualità.

 Convinti da Fabregas nell’impresa Champions

Il ds ha poi parlato apertamente delle ambizioni europee del club, rivelando come all'interno dello spogliatoio e della società ci fosse una forte convinzione di poter qualificarsi per la Champions League e portare a termine quella che sarebbe stata una vera impresa sportiva.

"Certamente non c'erano certezze, ma il nostro allenatore ci aveva motivato tantissimo. Era convinto che segnando nove punti nelle ultime tre partite sarebbero andati in Champions League".

Alla fine tutto è andato per il verso sperato e, secondo Ludi, alcuni episodi hanno inevitabilmente influito sul finale di gara, come la sconfitta casalinga del Milan contro il Cagliari, rivelatasi decisiva nella lotta per il quarto posto. Ma questo, secondo il tecnico comasco, non cambia minimamente il valore del percorso intrapreso dal Como: "Restiamo convinti che questo quarto posto sia assolutamente meritato. E il nostro obiettivo per il prossimo anno sarà quello di fare ancora meglio".

Il Como non vuole più stupire: vuole restare in alto

L'impressione lasciata dall'intervista del Direttore Sportivo è molto chiara: il Como non si considera più una sorpresa. Vuole diventare una realtà stabile nel calcio italiano ed europeo.

E forse il vero capolavoro dell'azienda è proprio questo. Essere riusciti a costruire un'identità precisa, moderna e riconoscibile nel calcio italiano, spesso ancora legata a modelli vecchi e poco coraggiosi.

Dietro il “miracolo Como” non ci sono solo investimenti economici. C'è pianificazione, competenza, strutture moderne e soprattutto persone capaci di vedere il calcio con anni di anticipo.

E Carlo Alberto Ludi, oggi, è senza dubbio uno degli uomini simbolo di questa rivoluzione.

Carlo Alberto Ludi, nicknamed "Charlie", is the sporting director of Como 1907 and is today considered one of the most interesting emerging managers on the Italian football scene.

The former Novara defender told Radio Radio how what many now define as the "Como miracle" was born: a club capable, in just a few years, of going from anonymity to becoming one of the most fascinating and innovative projects in European football.

Listening to his words, one clearly perceives how behind the growth of the club there is nothing improvised, but a modern, international structure built with almost obsessive attention to every detail.

Un modello diverso dal calcio italiano tradizionale 

Ludi explained how Como today works with methodologies much closer to the big international clubs than to the Italian football tradition. The fundamental starting point is scouting, considered the true heart of the Como project.

According to the manager, the club starts from an enormous statistical and analytical selection of players, subsequently delving into tactical, physical, mental and character aspects. An extremely modern work system that allows us to reduce the margin of error to a minimum and above all to identify young talents with very high potential before the definitive explosion at international level.

And it is precisely here that the true Como "miracle" is born: not just buying already established players, but anticipating the market, building value and technical growth before other clubs.

Le parole che esaltano Fabregas

However, the most significant part of the interview inevitably concerns Cesc Fàbregas. When asked if the Spanish coach can already be considered one of the best coaches on the European scene, the Como manager did not hide, expressing words of enormous esteem towards him.

Ludi practically described Fàbregas as a coach with very rare qualities despite his young age: "I who see him every day can't imagine how anyone could be better than him. Cesc has everything: leadership, international mentality, work culture and above all the ability to immediately transmit ideas, personality and identity to the team".

Inside the club there is a very clear feeling of having a special coach, with enormous room for growth and a modern football vision that is becoming the very symbol of the Como project. It is no coincidence that in recent months the Spaniard's name has been linked to much more famous companies.

But Ludi also wanted to send a precise message about the present and the future: a sort of "honeymoon" still exists between Fàbregas and Como, with the club determined to continue growing around the ideas of its coach.

Nico Paz e l’ambizione europea

Among the topics addressed in the interview there was also that relating to Nico Paz,

Carlo Alberto Ludi explained how the player feels great on the lake shore and has created a very strong bond with the environment and with the club's technical project.

However, the Como sporting director also maintained great clarity on the market, underlining how the club always wants to move within realistic and sustainable parameters: "We take into consideration what we really can do. We cannot move on what is not within our possibilities." A phrase that perfectly describes Como's philosophy: ambition, yes, but without losing balance and planning.

 Convinti da Fabregas nell’impresa Champions 

The director then spoke openly about the club's European ambitions, revealing how within the dressing room and the club there was a strong belief in being able to qualify for the Champions League and complete what would have been a true sporting feat.

"There certainly wasn't any certainty, but our coach had motivated us a lot. He was convinced that by scoring nine points in the last three games they would have gone to the Champions League."

In the end everything went in the hoped-for direction and, according to Ludi, some episodes inevitably had an impact on the final race, such as Milan's home defeat against Cagliari, which proved decisive in the fight for fourth place. But this, according to the Como manager, does not change the value of the path taken by Como in the slightest: "We remain convinced that this fourth place is absolutely deserved. And our objective for next year will be to do even better".

Il Como non vuole più stupire: vuole restare in alto

The impression left by the Sports Director's interview is very clear: Como no longer considers itself a surprise. It wants to become a stable reality in Italian and European football.

And perhaps the company's true masterpiece is precisely this. Having managed to build a precise, modern and recognizable identity in Italian football that is often still linked to old and not very courageous models.

Behind the "Como miracle" there are not only economic investments. There is planning, expertise, modern structures and above all people capable of watching football years in advance.

And Carlo Alberto Ludi, today, is undoubtedly one of the symbolic men of this revolution.