Arbitri, designazioni, classifiche e accuse di manipolazioni. In Turchia il calcio traballa e il paragone con quello che é successo in Italia é qualcosa di naturale. Il terremoto è arrivato il 29 settembre, quando la polizia turca ha fermato Ferhat Gündoğdu, presidente del Comitato degli arbitri della Federazione turca, insieme ad altre sei persone, a lui vicine. L’operazione, scattata in quattro province, nasce da un’inchiesta che mette sotto la lente la gestione dell’intero sistema arbitrale. Nel mirino non c’è soltanto quello che succede durante una partita, ma soprattutto tutto quello che succede, in ambito arbitrale, prima del match: come vengono classificati gli arbitri, le designazioni di una gara, come vengono assegnati i punteggi individualmente ad ogni fischietto e come vengono decise promozioni e retrocessioni nelle varie categorie.
Le accuse
Ed è qui che bisogna capire tecnicamente cosa viene contestato. In Turchia il Comitato centrale degli arbitri, il MHK, ha un ruolo nell’organizzazione della classe arbitrale: stabilisce le categorie di appartenenza, gestisce le designazioni e valuta il rendimento dei direttori di gara attraverso un sistema di punteggi e osservazioni. Secondo gli elementi raccolti nell’inchiesta, alcuni arbitri sarebbero stati retroceduti o esclusi dalle classificazioni senza spiegazioni e motivazioni mentre ad altri sarebberos stati ridotti i numeri di chiamate ad arbitrare. Al contrario, alcuni direttori di gara avrebbero ricevuto un trattamento privilegiato. Nel fascicolo vengono inoltre citate presunte modifiche irregolari alle liste di arbitri e osservatori del 2022 e del 2024 e possibili interferenze nelle procedure di assegnazione delle partite. In pratica, il sospetto è che qualcuno potesse decidere chi arbitrava un certo tipo di partita e chi non poteva farlo, in base anche a motivi extra campo.
C’è poi un altro capitolo particolarmente delicato, ossia l’esame regolamentare del 2025 a Riva, uno dei casi finiti sotto la lente degli investigatori. L’esame serve a valutare la preparazione tecnica degli arbitri, ma secondo l’accusa ci sarebbero state interferenze nella preparazione delle domande e nella fase di correzione, con il sospetto che alcuni risultati siano stati volontariamente modificati. La vicenda è diventata ancora più particolare dopo la denuncia di un ex arbitro che aveva contestato il proprio risultato e chiesto di visionare il compito. Gli investigatori hanno acquisito il materiale dell’esame e disposto accertamenti tecnici. Il caso rientra in un’indagine più ampia che comprende anche accuse di mobbing e falsificazione di documenti ufficiali. Per arrivare agli arresti sono state analizzate testimonianze, dichiarazioni dei denuncianti e registrazioni telefoniche . Sono però accuse ancora sotto l’occhio della magistratura: nessuna responsabilità penale fino ad ora.
Nuovo ciclone nel calcio turco
Il tutto arriva in un calcio turco già scosso dallo scandalo delle scommesse illegali. Nel 2025 la Federazione aveva sospeso 149 arbitri dopo aver rilevato che 371 dei 571 direttori di gara dei campionati professionistici possedevano account su piattaforme di betting e che 152 avevano effettuato scommesse. Un’inchiesta enorme, che aveva coinvolto anche oltre mille calciatori. Ma le autorità, finora, non hanno stabilito un collegamento diretto tra quel caso e l’attuale indagine sul sistema arbitrale.
La domanda, quindi, resta inevitabile: quanto è realmente pulito il sistema arbitrale turco? Per ora non c’è una sentenza né una nuova Calciopoli. C’è però un’inchiesta pesante, sette persone fermate e un sistema finito sotto la lente della magistratura.
Arbitri, designazioni, classifiche e accuse di manipolazioni. In Turchia il calcio traballa e il paragone con quello che é successo in Italia é qualcosa di naturale. Il terremoto è arrivato il 29 settembre, quando la polizia turca ha fermato Ferhat Gündoğdu, presidente del Comitato degli arbitri della Federazione turca, insieme ad altre sei persone, a lui vicine. L’operazione, scattata in quattro province, nasce da un’inchiesta che mette sotto la lente la gestione dell’intero sistema arbitrale. Nel mirino non c’è soltanto quello che succede durante una partita, ma soprattutto tutto quello che succede, in ambito arbitrale, prima del match: come vengono classificati gli arbitri, le designazioni di una gara, come vengono assegnati i punteggi individualmente ad ogni fischietto e come vengono decise promozioni e retrocessioni nelle varie categorie.
Le accuse
Ed è qui che bisogna capire tecnicamente cosa viene contestato. In Turchia il Comitato centrale degli arbitri, il MHK, ha un ruolo nell’organizzazione della classe arbitrale: stabilisce le categorie di appartenenza, gestisce le designazioni e valuta il rendimento dei direttori di gara attraverso un sistema di punteggi e osservazioni. Secondo gli elementi raccolti nell’inchiesta, alcuni arbitri sarebbero stati retroceduti o esclusi dalle classificazioni senza spiegazioni e motivazioni mentre ad altri sarebberos stati ridotti i numeri di chiamate ad arbitrare. Al contrario, alcuni direttori di gara avrebbero ricevuto un trattamento privilegiato. Nel fascicolo vengono inoltre citate presunte modifiche irregolari alle liste di arbitri e osservatori del 2022 e del 2024 e possibili interferenze nelle procedure di assegnazione delle partite. In pratica, il sospetto è che qualcuno potesse decidere chi arbitrava un certo tipo di partita e chi non poteva farlo, in base anche a motivi extra campo.
C’è poi un altro capitolo particolarmente delicato, ossia l’esame regolamentare del 2025 a Riva, uno dei casi finiti sotto la lente degli investigatori. L’esame serve a valutare la preparazione tecnica degli arbitri, ma secondo l’accusa ci sarebbero state interferenze nella preparazione delle domande e nella fase di correzione, con il sospetto che alcuni risultati siano stati volontariamente modificati. La vicenda è diventata ancora più particolare dopo la denuncia di un ex arbitro che aveva contestato il proprio risultato e chiesto di visionare il compito. Gli investigatori hanno acquisito il materiale dell’esame e disposto accertamenti tecnici. Il caso rientra in un’indagine più ampia che comprende anche accuse di mobbing e falsificazione di documenti ufficiali. Per arrivare agli arresti sono state analizzate testimonianze, dichiarazioni dei denuncianti e registrazioni telefoniche . Sono però accuse ancora sotto l’occhio della magistratura: nessuna responsabilità penale fino ad ora.
Nuovo ciclone nel calcio turco
Il tutto arriva in un calcio turco già scosso dallo scandalo delle scommesse illegali. Nel 2025 la Federazione aveva sospeso 149 arbitri dopo aver rilevato che 371 dei 571 direttori di gara dei campionati professionistici possedevano account su piattaforme di betting e che 152 avevano effettuato scommesse. Un’inchiesta enorme, che aveva coinvolto anche oltre mille calciatori. Ma le autorità, finora, non hanno stabilito un collegamento diretto tra quel caso e l’attuale indagine sul sistema arbitrale.
La domanda, quindi, resta inevitabile: quanto è realmente pulito il sistema arbitrale turco? Per ora non c’è una sentenza né una nuova Calciopoli. C’è però un’inchiesta pesante, sette persone fermate e un sistema finito sotto la lente della magistratura.