L’Inter ha lasciato San Siro con altri tre punti e cinque gol segnati, ma anche con la sensazione che non tutto possa essere cancellato dalla potenza del suo attacco. Contro l’Udinese i nerazzurri si sono ritrovati sotto di due reti dopo appena sedici minuti, prima di ribaltare tutto. Una storia già vista contro il Napoli, ma che sabato all’Olimpico potrebbe avere un finale diverso. L’inizio di stagione della squadra di Cristian Chivu è stato un vero e proprio rollercoaster, tra grandi reazioni e pericolosi blackout difensivi. Un’altalena che ha iniziato a preoccupare anche il tecnico rumeno, chiamato a trovare le contromisure nei pochi giorni che separano l’Inter dal big match contro la Roma: “Se dicessi di non essere preoccupato per i gol subiti vorrebbe dire che non sono un allenatore. Questo è il calcio di oggi e dobbiamo prenderci qualche rischio”.
Le amnesie non sono più un caso isolato
Il problema, però, non è soltanto nei numeri. Dietro ai gol incassati dall’Inter ci sono disattenzioni e sbavature individuali che nelle ultime uscite stanno diventando troppo frequenti. Anche alcune certezze della retroguardia sembrano aver perso solidità: Akanji sta attraversando un momento complicato, mentre Josep Martinez è finito inevitabilmente sotto la lente d’ingrandimento.
Per il portiere spagnolo quella contro l’Udinese è stata un’altra serata difficile. Sul raddoppio di Ekkelenkamp il suo intervento è tutt’altro che impeccabile, appena sei giorni dopo il grave errore in costruzione che aveva regalato a Valverde il gol del 2-0 al Bernabéu. Due episodi diversi, ma abbastanza ravvicinati da accendere un campanello d’allarme. Scalpita, infatti, Ivan Provedel che con la sua esperienza potrebbe garantire maggiore sicurezza alla difesa nerazzurra. Il tecnico rumeno, però, si è detto tranquillo sulla situazione ed è pronto a difendere il Pepo anche in caso di ulteriori errori: “Io lo difenderò fino alla morte, è un portiere importante per noi. Martinez non è mai stato un problema, ha il suo valore e lo farà vedere. Gli errori li hanno fatti tutti, anche io”.
Se per la questione del portiere Chivu non è sembrato particolarmente preoccupato, c’è sicuramente qualcosa da rivedere nell’assetto difensivo. Che la filosofia dell’Inter sia quella di fare un gol di più degli avversari, ormai sembra cosa nota. Ma prendere un gol o rischiare di subirlo ogni volta che gli avversari attaccano sta diventando eccessivo. E qualche dubbio inizia a emergere anche per quanto riguarda gli uomini che compongono il reparto. Manuel Akanji, dopo una stagione straordinaria, è apparso meno sicuro del solito in queste prime uscite. Contro l’Udinese è andato più volte in difficoltà, evidenziando un problema legato probabilmente a uno stato di forma non ottimale dopo un Mondiale che gli ha tolto tante energie.
A complicare ulteriormente i piani di Cristian Chivu è stato il problema fisico di John Stones. Alla prima da titolare in nerazzurro, l’inglese è stato costretto ad abbandonare il campo nella ripresa a causa di un risentimento ai flessori della coscia sinistra che lo terrà fuori fino a dopo la sosta. Un’assenza che riduce le opzioni per il tecnico in vista della gara contro il secondo miglior attacco della Serie A, con appena un gol in meno rispetto all’Inter.
All’Olimpico non sono ammesse disattenzioni
La Roma rappresenterà, quindi, il primo vero banco di prova per capire quanto l’Inter sia riuscita a correggere i propri difetti. I giallorossi arrivano al big match con un reparto offensivo in piena fiducia e capace di sfruttare ogni minimo errore commesso dagli avversari, come contro il Torino. Per questo Chivu dovrà lavorare soprattutto sull’equilibrio e sull’attenzione, due aspetti che nelle ultime gare sono mancati troppo spesso. Davanti l’Inter ha già dimostrato di poter segnare contro chiunque, ma all’Olimpico potrebbe non bastare affidarsi ancora una volta alla forza dell’attacco. Pochi giorni per trovare risposte e dimostrare che le amnesie difensive delle ultime settimane possono restare soltanto un campanello d’allarme.
L’Inter ha lasciato San Siro con altri tre punti e cinque gol segnati, ma anche con la sensazione che non tutto possa essere cancellato dalla potenza del suo attacco. Contro l’Udinese i nerazzurri si sono ritrovati sotto di due reti dopo appena sedici minuti, prima di ribaltare tutto. Una storia già vista contro il Napoli, ma che sabato all’Olimpico potrebbe avere un finale diverso. L’inizio di stagione della squadra di Cristian Chivu è stato un vero e proprio rollercoaster, tra grandi reazioni e pericolosi blackout difensivi. Un’altalena che ha iniziato a preoccupare anche il tecnico rumeno, chiamato a trovare le contromisure nei pochi giorni che separano l’Inter dal big match contro la Roma: “Se dicessi di non essere preoccupato per i gol subiti vorrebbe dire che non sono un allenatore. Questo è il calcio di oggi e dobbiamo prenderci qualche rischio”.
Le amnesie non sono più un caso isolato
Il problema, però, non è soltanto nei numeri. Dietro ai gol incassati dall’Inter ci sono disattenzioni e sbavature individuali che nelle ultime uscite stanno diventando troppo frequenti. Anche alcune certezze della retroguardia sembrano aver perso solidità: Akanji sta attraversando un momento complicato, mentre Josep Martinez è finito inevitabilmente sotto la lente d’ingrandimento.
Per il portiere spagnolo quella contro l’Udinese è stata un’altra serata difficile. Sul raddoppio di Ekkelenkamp il suo intervento è tutt’altro che impeccabile, appena sei giorni dopo il grave errore in costruzione che aveva regalato a Valverde il gol del 2-0 al Bernabéu. Due episodi diversi, ma abbastanza ravvicinati da accendere un campanello d’allarme. Scalpita, infatti, Ivan Provedel che con la sua esperienza potrebbe garantire maggiore sicurezza alla difesa nerazzurra. Il tecnico rumeno, però, si è detto tranquillo sulla situazione ed è pronto a difendere il Pepo anche in caso di ulteriori errori: “Io lo difenderò fino alla morte, è un portiere importante per noi. Martinez non è mai stato un problema, ha il suo valore e lo farà vedere. Gli errori li hanno fatti tutti, anche io”.
Se per la questione del portiere Chivu non è sembrato particolarmente preoccupato, c’è sicuramente qualcosa da rivedere nell’assetto difensivo. Che la filosofia dell’Inter sia quella di fare un gol di più degli avversari, ormai sembra cosa nota. Ma prendere un gol o rischiare di subirlo ogni volta che gli avversari attaccano sta diventando eccessivo. E qualche dubbio inizia a emergere anche per quanto riguarda gli uomini che compongono il reparto. Manuel Akanji, dopo una stagione straordinaria, è apparso meno sicuro del solito in queste prime uscite. Contro l’Udinese è andato più volte in difficoltà, evidenziando un problema legato probabilmente a uno stato di forma non ottimale dopo un Mondiale che gli ha tolto tante energie.
A complicare ulteriormente i piani di Cristian Chivu è stato il problema fisico di John Stones. Alla prima da titolare in nerazzurro, l’inglese è stato costretto ad abbandonare il campo nella ripresa a causa di un risentimento ai flessori della coscia sinistra che lo terrà fuori fino a dopo la sosta. Un’assenza che riduce le opzioni per il tecnico in vista della gara contro il secondo miglior attacco della Serie A, con appena un gol in meno rispetto all’Inter.
All’Olimpico non sono ammesse disattenzioni
La Roma rappresenterà, quindi, il primo vero banco di prova per capire quanto l’Inter sia riuscita a correggere i propri difetti. I giallorossi arrivano al big match con un reparto offensivo in piena fiducia e capace di sfruttare ogni minimo errore commesso dagli avversari, come contro il Torino. Per questo Chivu dovrà lavorare soprattutto sull’equilibrio e sull’attenzione, due aspetti che nelle ultime gare sono mancati troppo spesso. Davanti l’Inter ha già dimostrato di poter segnare contro chiunque, ma all’Olimpico potrebbe non bastare affidarsi ancora una volta alla forza dell’attacco. Pochi giorni per trovare risposte e dimostrare che le amnesie difensive delle ultime settimane possono restare soltanto un campanello d’allarme.