Cinque giornate di campionato e la Serie A ha già mandato un messaggio piuttosto chiaro: quest’anno la pazienza delle società sembra essere davvero poca.
La Fiorentina ha esonerato Fabio Grosso dopo appena tre giornate, con la squadra ancora ferma a zero punti, affidando successivamente la panchina a Paolo Vanoli. Il Bologna ha seguito una strada simile: dopo quattro turni e un solo punto conquistato, Domenico Tedesco è stato sollevato dall’incarico, con Raffaele Palladino scelto per provare a cambiare immediatamente rotta.
Due cambi così precoci rappresentano inevitabilmente un avvertimento anche per gli altri allenatori in difficoltà. E la lunga sosta per le Nazionali può diventare il momento ideale per riflettere, perché permette a un eventuale nuovo tecnico di avere tempo per lavorare con la squadra.
De Rossi, il Genoa ha scelto di continuare. Ma serve una svolta

Tra le situazioni più delicate c’è quella di Daniele De Rossi. Il Genoa ha raccolto appena un punto nelle prime cinque giornate e dopo la sconfitta contro il Parma sono arrivate anche le contestazioni dei tifosi.
Lo stesso mister dei rossoblu ha ammesso pubblicamente di sapere che la società stava facendo delle valutazioni. Alla fine, il Genoa ha deciso di andare avanti con lui, ma è evidente che al rientro dalla sosta servirà una risposta importante.
Il nodo non è soltanto la classifica. Il Grifone ha alternato momenti positivi a risultati insufficienti, raccogliendo spesso meno di quanto costruito in campo. Emblematico, in questo senso, il match contro il Napoli: una gara in cui la squadra ligure avrebbe meritato qualcosa di più. Quando però i punti continuano a mancare, la pressione finisce inevitabilmente per concentrarsi sull’allenatore.
Stroppa, zero punti che pesano tantissimo
Ancora più complicata è la situazione di Giovanni Stroppa al Venezia. Cinque partite, cinque sconfitte e zero punti: numeri che da soli spiegano perché la sua posizione sia diventata una delle più discusse della Serie A.
Il rendimento, però, non racconta soltanto una squadra allo sbando. I lagunari hanno mostrato tratti interessanti anche contro la Lazio, creando occasioni e dando segnali di vitalità. A pesare sono soprattutto gli errori nelle due aree di rigore, insieme alle grandi parate dei portieri avversari. Il bilancio resta comunque severo: dopo cinque giornate, quattro gol segnati e tredici subiti.
Il calcio, però, raramente aspetta. Stroppa deve trasformare rapidamente le buone sensazioni in punti, perché un’altra serie di sconfitte potrebbe rendere molto complicato proseguire il progetto.
Juric e Cuesta, vietato rilassarsi

Sotto osservazione c’è anche Ivan Juric, con il Monza fermo a quattro punti. La società continua a sostenerlo e va considerato che diversi rinforzi sono arrivati soltanto nella parte conclusiva del mercato. Il tecnico croato ha quindi bisogno di tempo per costruire la propria squadra, ma la classifica impone comunque di accelerare.
Situazione da seguire anche a Parma. Carlos Cuesta ha conquistato una vittoria pesantissima proprio contro il Genoa prima della sosta, un risultato che gli ha permesso di respirare. La squadra, però, resta nella zona calda e il margine per sbagliare è ridotto.
Non a caso anche le quote sull'eventuale esonero entro Natale fotografano una forte pressione su diverse panchine: tra i nomi maggiormente osservati compaiono Juric, De Rossi, Cuesta, Ignazio Abate ed Eusebio Di Francesco. Le quote, naturalmente, rappresentano soltanto le valutazioni del mercato delle scommesse e non decisioni delle società.
Allegri e Amorim: non a rischio, ma serve qualcosa in più

Poi esiste un secondo livello: quello degli allenatori delle grandi che non possono essere considerati realmente vicini all’esonero, ma sui quali inevitabilmente cresce la pressione quando risultati e prestazioni non rispettano le aspettative.
Massimiliano Allegri sta vivendo un avvio complesso con il Napoli. I sette punti raccolti nelle prime cinque giornate non rappresentano un bilancio disastroso, ma il rendimento resta altalenante e le prestazioni non hanno ancora convinto pienamente. Da una squadra abituata a competere ai vertici ci si aspetta inevitabilmente qualcosa in più. La sua posizione, al momento, non risulta in discussione; tuttavia, la gestione delle partite non ha soddisfatto una parte della tifoseria azzurra e si registrano anche alcuni malumori interni tra i giocatori più importanti della rosa.
Discorso simile per Ruben Amorim al Milan. I rossoneri stanno ancora cercando una precisa identità tattica e lo stesso tecnico deve decidere definitivamente quale struttura dare alla squadra. Anche in questo caso parlare oggi di esonero sarebbe eccessivo: il progetto è ancora in costruzione.
La sosta diventa un esame

Il punto è proprio questo: la Serie A ha già dimostrato di non voler aspettare.
Due allenatori sono saltati nelle prime quattro giornate e adesso la lunga pausa offre alle società un momento quasi perfetto per fare valutazioni. Chi ripartirà male potrebbe trovarsi immediatamente in difficoltà.
De Rossi e Stroppa restano i casi più evidenti per risultati e classifica. Juric, Cuesta, Abate e Di Francesco devono continuare a guardarsi alle spalle, anche se il giudizio non può ricadere sempre e soltanto sugli allenatori. In alcune squadre, infatti, pesa anche la mancanza di un vero finalizzatore: senza un attaccante capace di trasformare il gioco prodotto in gol, finiscono per essere penalizzati sia il valore complessivo della rosa sia il lavoro del tecnico. Allegri e Amorim vivono invece una pressione diversa, legata soprattutto alle aspettative molto più alte dei rispettivi club.
Quando il campionato ripartirà, insomma, non ci saranno soltanto punti pesanti in palio. Per qualcuno potrebbe cominciare una vera corsa contro il tempo. Perché quest’anno, nel massimo campionato italiano, il tradizionale obiettivo di “mangiare il panettone” sembra già lontanissimo.
Cinque giornate di campionato e la Serie A ha già mandato un messaggio piuttosto chiaro: quest’anno la pazienza delle società sembra essere davvero poca.
La Fiorentina ha esonerato Fabio Grosso dopo appena tre giornate, con la squadra ancora ferma a zero punti, affidando successivamente la panchina a Paolo Vanoli. Il Bologna ha seguito una strada simile: dopo quattro turni e un solo punto conquistato, Domenico Tedesco è stato sollevato dall’incarico, con Raffaele Palladino scelto per provare a cambiare immediatamente rotta.
Due cambi così precoci rappresentano inevitabilmente un avvertimento anche per gli altri allenatori in difficoltà. E la lunga sosta per le Nazionali può diventare il momento ideale per riflettere, perché permette a un eventuale nuovo tecnico di avere tempo per lavorare con la squadra.
De Rossi, il Genoa ha scelto di continuare. Ma serve una svolta

Tra le situazioni più delicate c’è quella di Daniele De Rossi. Il Genoa ha raccolto appena un punto nelle prime cinque giornate e dopo la sconfitta contro il Parma sono arrivate anche le contestazioni dei tifosi.
Lo stesso mister dei rossoblu ha ammesso pubblicamente di sapere che la società stava facendo delle valutazioni. Alla fine, il Genoa ha deciso di andare avanti con lui, ma è evidente che al rientro dalla sosta servirà una risposta importante.
Il nodo non è soltanto la classifica. Il Grifone ha alternato momenti positivi a risultati insufficienti, raccogliendo spesso meno di quanto costruito in campo. Emblematico, in questo senso, il match contro il Napoli: una gara in cui la squadra ligure avrebbe meritato qualcosa di più. Quando però i punti continuano a mancare, la pressione finisce inevitabilmente per concentrarsi sull’allenatore.
Stroppa, zero punti che pesano tantissimo
Ancora più complicata è la situazione di Giovanni Stroppa al Venezia. Cinque partite, cinque sconfitte e zero punti: numeri che da soli spiegano perché la sua posizione sia diventata una delle più discusse della Serie A.
Il rendimento, però, non racconta soltanto una squadra allo sbando. I lagunari hanno mostrato tratti interessanti anche contro la Lazio, creando occasioni e dando segnali di vitalità. A pesare sono soprattutto gli errori nelle due aree di rigore, insieme alle grandi parate dei portieri avversari. Il bilancio resta comunque severo: dopo cinque giornate, quattro gol segnati e tredici subiti.
Il calcio, però, raramente aspetta. Stroppa deve trasformare rapidamente le buone sensazioni in punti, perché un’altra serie di sconfitte potrebbe rendere molto complicato proseguire il progetto.
Juric e Cuesta, vietato rilassarsi

Sotto osservazione c’è anche Ivan Juric, con il Monza fermo a quattro punti. La società continua a sostenerlo e va considerato che diversi rinforzi sono arrivati soltanto nella parte conclusiva del mercato. Il tecnico croato ha quindi bisogno di tempo per costruire la propria squadra, ma la classifica impone comunque di accelerare.
Situazione da seguire anche a Parma. Carlos Cuesta ha conquistato una vittoria pesantissima proprio contro il Genoa prima della sosta, un risultato che gli ha permesso di respirare. La squadra, però, resta nella zona calda e il margine per sbagliare è ridotto.
Non a caso anche le quote sull'eventuale esonero entro Natale fotografano una forte pressione su diverse panchine: tra i nomi maggiormente osservati compaiono Juric, De Rossi, Cuesta, Ignazio Abate ed Eusebio Di Francesco. Le quote, naturalmente, rappresentano soltanto le valutazioni del mercato delle scommesse e non decisioni delle società.
Allegri e Amorim: non a rischio, ma serve qualcosa in più

Poi esiste un secondo livello: quello degli allenatori delle grandi che non possono essere considerati realmente vicini all’esonero, ma sui quali inevitabilmente cresce la pressione quando risultati e prestazioni non rispettano le aspettative.
Massimiliano Allegri sta vivendo un avvio complesso con il Napoli. I sette punti raccolti nelle prime cinque giornate non rappresentano un bilancio disastroso, ma il rendimento resta altalenante e le prestazioni non hanno ancora convinto pienamente. Da una squadra abituata a competere ai vertici ci si aspetta inevitabilmente qualcosa in più. La sua posizione, al momento, non risulta in discussione; tuttavia, la gestione delle partite non ha soddisfatto una parte della tifoseria azzurra e si registrano anche alcuni malumori interni tra i giocatori più importanti della rosa.
Discorso simile per Ruben Amorim al Milan. I rossoneri stanno ancora cercando una precisa identità tattica e lo stesso tecnico deve decidere definitivamente quale struttura dare alla squadra. Anche in questo caso parlare oggi di esonero sarebbe eccessivo: il progetto è ancora in costruzione.
La sosta diventa un esame

Il punto è proprio questo: la Serie A ha già dimostrato di non voler aspettare.
Due allenatori sono saltati nelle prime quattro giornate e adesso la lunga pausa offre alle società un momento quasi perfetto per fare valutazioni. Chi ripartirà male potrebbe trovarsi immediatamente in difficoltà.
De Rossi e Stroppa restano i casi più evidenti per risultati e classifica. Juric, Cuesta, Abate e Di Francesco devono continuare a guardarsi alle spalle, anche se il giudizio non può ricadere sempre e soltanto sugli allenatori. In alcune squadre, infatti, pesa anche la mancanza di un vero finalizzatore: senza un attaccante capace di trasformare il gioco prodotto in gol, finiscono per essere penalizzati sia il valore complessivo della rosa sia il lavoro del tecnico. Allegri e Amorim vivono invece una pressione diversa, legata soprattutto alle aspettative molto più alte dei rispettivi club.
Quando il campionato ripartirà, insomma, non ci saranno soltanto punti pesanti in palio. Per qualcuno potrebbe cominciare una vera corsa contro il tempo. Perché quest’anno, nel massimo campionato italiano, il tradizionale obiettivo di “mangiare il panettone” sembra già lontanissimo.