Inzaghi, niente rinnovo con l’Al-Hilal: si riapre la strada per l’Europa

Simone Inzaghi non rinnoverà con l’Al-Hilal.  Il club saudita ha deciso di non prolungare il contratto dell’ex allenatore dell’Inter. Il rapporto terminerà quindi nel giugno 2027, alla scadenza dell’accordo: una conclusione dell’esperienza a fine stagione, senza un’interruzione immediata. 

Per il tecnico piacentino si riapre così la prospettiva di un ritorno in Europa.

 Dopo il trasferimento in Arabia Saudita nell’estate 2025, il prossimo passaggio della sua carriera potrebbe riportarlo nel calcio che lo ha visto affermarsi con Lazio e Inter. Tra le ipotesi circola anche la Juventus, il cui eventuale interesse resta legato alle decisioni sulla panchina di Luciano Spalletti.

Al-Hilal, l’imbattibilità non è bastata 

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Foto Roboflow Universe

La prima stagione saudita ha lasciato soprattutto il rimpianto per un campionato sfuggito dopo aver costruito sette punti di vantaggio sull’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo. L’ha chiuso con 84 punti e nessuna sconfitta, ma al secondo posto, due lunghezze dietro i rivali. Un percorso nel quale i nove pareggi hanno compromesso la conquista del titolo. 

È il paradosso dell’annata di Inzaghi: una squadra capace di evitare sconfitte per tutto il campionato, ma incapace di conservare il primato. Per una società abituata a puntare al massimo, la continuità dei risultati non ha compensato la delusione per lo scudetto mancato. 

Il paragone con il primo anno all’Inter nasce spontaneo per l’esito della corsa al titolo. Contesti differenti, però, richiedono valutazioni differenti. Il punto comune è il peso delle occasioni lasciate per strada, decisive quando il margine sulla concorrenza si assottiglia. 

La Champions asiatica e il limite della Coppa del Re 

Anche il percorso continentale si è fermato prima delle aspettative. Agli ottavi della Champions League asiatica, l’Al-Sadd di Roberto Mancini ha eliminato l’Al-Hilal ai rigori, dopo il 3-3 maturato nei tempi supplementari. Una gara nella quale la squadra di Inzaghi si è fatta raggiungere dopo essere passata ripetutamente in vantaggio. 

La vittoria della Coppa del Re dei Campioni ha comunque arricchito la bacheca, evitando di chiudere senza trofei. Il bilancio resta però inferiore agli obiettivi principali: campionato e affermazione internazionale. La seconda stagione diventa così l’occasione per lasciare un segno più profondo prima dei saluti. 

L’Europa chiama, la Juventus resta una possibilità

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Il mancato rinnovo renderà Inzaghi disponibile senza dover negoziare una risoluzione con l’Al-Hilal. La destinazione, invece, resta da individuare. 

Il suo profilo conserva motivi di interesse: esperienza nella gestione di grandi squadre, due finali di Champions raggiunte con la Beneamata e un’identità tattica riconoscibile. Difensori coinvolti nella costruzione, esterni protagonisti sulle fasce e movimenti coordinati tra centrocampisti e attaccanti sono elementi che richiedono una rosa adeguata e una società pronta a sostenerne le idee. 

La Juventus è una candidatura possibile, non una destinazione già stabilita. L’accostamento dipende dall’eventuale mancata conferma di Spalletti e non documenta, al momento, una trattativa. 

Per Inzaghi si prepara dunque un altro bivio. Prima dovrà completare il lavoro in Arabia, cercando quei successi che possono cambiare il ricordo di un’esperienza. Poi arriverà il momento di scegliere dove ripartire, con la prospettiva di tornare a misurarsi sul palcoscenico europeo. 

Simone Inzaghi non rinnoverà con l’Al-Hilal.  Il club saudita ha deciso di non prolungare il contratto dell’ex allenatore dell’Inter. Il rapporto terminerà quindi nel giugno 2027, alla scadenza dell’accordo: una conclusione dell’esperienza a fine stagione, senza un’interruzione immediata.

Per il tecnico piacentino si riapre così la prospettiva di un ritorno in Europa.

Dopo il trasferimento in Arabia Saudita nell’estate 2025, il prossimo passaggio della sua carriera potrebbe riportarlo nel calcio che lo ha visto affermarsi con Lazio e Inter. Tra le ipotesi circola anche la Juventus, il cui eventuale interesse resta legato alle decisioni sulla panchina di Luciano Spalletti.

Al-Hilal, l’imbattibilità non è bastata 

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Foto Roboflow Universe

La prima stagione saudita ha lasciato soprattutto il rimpianto per un campionato sfuggito dopo aver costruito sette punti di vantaggio sull’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo. L’ha chiuso con 84 punti e nessuna sconfitta, ma al secondo posto, due lunghezze dietro i rivali. Un percorso nel quale i nove pareggi hanno compromesso la conquista del titolo.

È il paradosso dell’annata di Inzaghi: una squadra capace di evitare sconfitte per tutto il campionato, ma incapace di conservare il primato. Per una società abituata a puntare al massimo, la continuità dei risultati non ha compensato la delusione per lo scudetto mancato.

Il paragone con il primo anno all’Inter nasce spontaneo per l’esito della corsa al titolo. Contesti differenti, però, richiedono valutazioni differenti. Il punto comune è il peso delle occasioni lasciate per strada, decisive quando il margine sulla concorrenza si assottiglia.

La Champions asiatica e il limite della Coppa del Re 

Anche il percorso continentale si è fermato prima delle aspettative. Agli ottavi della Champions League asiatica, l’Al-Sadd di Roberto Mancini ha eliminato l’Al-Hilal ai rigori, dopo il 3-3 maturato nei tempi supplementari. Una gara nella quale la squadra di Inzaghi si è fatta raggiungere dopo essere passata ripetutamente in vantaggio.

La vittoria della Coppa del Re dei Campioni ha comunque arricchito la bacheca, evitando di chiudere senza trofei. Il bilancio resta però inferiore agli obiettivi principali: campionato e affermazione internazionale. La seconda stagione diventa così l’occasione per lasciare un segno più profondo prima dei saluti.

L’Europa chiama, la Juventus resta una possibilità

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Il mancato rinnovo renderà Inzaghi disponibile senza dover negoziare una risoluzione con l’Al-Hilal. La destinazione, invece, resta da individuare.

Il suo profilo conserva motivi di interesse: esperienza nella gestione di grandi squadre, due finali di Champions raggiunte con la Beneamata e un’identità tattica riconoscibile. Difensori coinvolti nella costruzione, esterni protagonisti sulle fasce e movimenti coordinati tra centrocampisti e attaccanti sono elementi che richiedono una rosa adeguata e una società pronta a sostenerne le idee.

La Juventus è una candidatura possibile, non una destinazione già stabilita. L’accostamento dipende dall’eventuale mancata conferma di Spalletti e non documenta, al momento, una trattativa.

Per Inzaghi si prepara dunque un altro bivio. Prima dovrà completare il lavoro in Arabia, cercando quei successi che possono cambiare il ricordo di un’esperienza. Poi arriverà il momento di scegliere dove ripartire, con la prospettiva di tornare a misurarsi sul palcoscenico europeo.