La lunga sosta internazionale di settembre e ottobre coinvolge pesantemente l’Inter di Cristian Chivu, che deve salutare dodici giocatori convocati dalle rispettive Nazionali.
Il numero inizialmente era addirittura di tredici, ma nelle ultime ore è arrivato il forfait di Federico Dimarco, costretto a lasciare il ritiro azzurro. Al suo posto Roberto Mancini ha convocato Matteo Ruggeri.
Restano quindi dodici gli interisti impegnati in giro per l’Europa e per il mondo: Nicolò Barella, Alessandro Bastoni e Francesco Pio Esposito con l’Italia; Lautaro Martinez con l’Argentina; Ange-Yoan Bonny con la Costa d’Avorio; Petar Sucic con la Croazia; Andy Diouf con la Francia; Yann-Aurel Bisseck con la Germania; Piotr Zielinski con la Polonia; Aleksandar Stankovic con la Serbia; Josep Martinez con la Spagna e Manuel Akanji con la Svizzera.
Barella, Bastoni e Pio Esposito: l’Inter nell’Italia di Mancini

La rappresentanza più numerosa resta naturalmente quella azzurra. Dopo il rientro di Dimarco, Mancini potrà contare su tre nerazzurri: Barella, Bastoni e Pio Esposito. L’Italia affronterà un calendario particolarmente intenso in Nations League, con Belgio, Turchia e Francia tra le avversarie.
Per Pio Esposito si tratta soprattutto di un’altra tappa importante nel suo percorso di crescita. L’attaccante sta conquistando sempre maggiore considerazione anche a livello internazionale e la sua presenza nel gruppo azzurro conferma quanto ormai sia considerato qualcosa di più di una semplice promessa.
Barella e Bastoni, invece, rappresentano ormai due riferimenti consolidati della Nazionale oltre che del proprio club.
Da Lautaro ad Akanji: l’Inter parla sempre più internazionale

Il viaggio più lungo sarà naturalmente quello di Lautaro Martinez, atteso dall’Argentina per tre amichevoli contro Bolivia, Burkina Faso e Benin. Il capitano nerazzurro resta uno dei simboli della Selección e Chivu dovrà inevitabilmente tenere conto anche dei chilometri e delle energie spese dal Toro al momento del suo ritorno ad Appiano.
Ma la dimensione internazionale dell’Inter emerge soprattutto osservando il resto dell’elenco.
Akanji raggiunge la Svizzera, Bisseck la Germania, Sucic la Croazia, Zielinski la Polonia, mentre Josep Martinez è stato chiamato dalla Spagna. Per Andy Diouf c’è invece la Francia, mentre Bonny sarà impegnato con la Costa d’Avorio nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa e Stankovic con la Serbia.
Un piccolo giro del mondo nerazzurro.
Josep Martinez e Diouf, le vere sorprese della sosta

Tra tutti i nerazzurri convocati, due nomi fanno particolarmente piacere: Josep Martinez e Andy Diouf.
Per Josep Martinez la chiamata della Spagna rappresenta un riconoscimento importante, soprattutto considerando la grande concorrenza nel ruolo. Il portiere nerazzurro non ha avuto un inizio semplice tra campionato e Champions, tanto che in molti ne avevano messo in discussione la titolarità nell’Inter. Evidentemente, però, continua a essere seguito con grande attenzione dallo staff della Roja. Una convocazione che può restituirgli fiducia e che conferma la considerazione internazionale di cui gode, nonostante la grande responsabilità di difendere i pali di una squadra come la Beneamata.
Ancora più interessante è il caso di Andy Diouf. Il centrocampista francese è una delle vere novità di questa finestra internazionale. La chiamata della Francia rappresenta un passaggio significativo nella sua crescita e premia le qualità di un giocatore sul quale lo staff nerazzurro ha investito con convinzione. Fisicità, progressione, capacità di rompere le linee e duttilità sono caratteristiche preziose anche in una Nazionale ricchissima di alternative come quella francese. Grande merito va anche a Chivu, che ha avuto l’intuizione di reinventarlo come quinto di centrocampo, trovandogli una posizione nella quale Diouf sta mostrando qualità forse ancora inespresse.
Martinez e Diouf sono probabilmente le due sorprese più significative, ma attenzione anche a Bisseck: la chiamata della Germania rappresenta un altro riconoscimento importante per un giocatore che continua a crescere e a ritagliarsi spazio nell’Inter .
Chivu tra orgoglio e preoccupazione
Avere dodici calciatori convocati rappresenta certamente un segnale importante. Significa che l’Inter continua ad avere una rosa composta da giocatori considerati centrali o comunque importanti anche dalle rispettive selezioni.
Ma c’è inevitabilmente anche l’altra faccia della medaglia.
Chivu avrà per diversi giorni un gruppo fortemente ridotto e, soprattutto, dovrà aspettare il ritorno dei nazionali prima di poter preparare la ripresa del campionato con l’intera squadra. La situazione è resa ancora più delicata dal nuovo formato della finestra internazionale: alcune selezioni giocheranno tre o quattro partite nell’arco di circa tre settimane, mentre la Serie A resterà ferma per due weekend.
Carichi di lavoro, viaggi, minutaggio e piccoli problemi fisici diventeranno quindi elementi da controllare con grande attenzione.
Inter, la sosta diventa una prova nella prova

Per Chivu queste settimane avranno quindi un doppio significato. Da una parte serviranno per lavorare con chi resterà ad Appiano e soprattutto per recuperare giocatori non al meglio come Calhanoglu e Dimarco, rimasti fuori dagli impegni delle rispettive Nazionali; dall’altra ci sarà l’attesa quasi quotidiana delle notizie sui tanti nerazzurri impegnati in giro per il mondo.
Perché dodici convocati sono un patrimonio, ma anche dodici giocatori da riportare a Milano nelle migliori condizioni possibili.
L’Inter si è ormai abituata ad avere tanti nazionali. Questa volta, però, la finestra internazionale è particolarmente lunga e impegnativa. Chivu può soltanto aspettare, lavorare con chi resta e sperare di ritrovare tutti integri alla ripresa.
Perché dopo la sosta ricomincerà la corsa nerazzurra. E a quel punto serviranno tutti.
La lunga sosta internazionale di settembre e ottobre coinvolge pesantemente l’Inter di Cristian Chivu, che deve salutare dodici giocatori convocati dalle rispettive Nazionali.
Il numero inizialmente era addirittura di tredici, ma nelle ultime ore è arrivato il forfait di Federico Dimarco, costretto a lasciare il ritiro azzurro. Al suo posto Roberto Mancini ha convocato Matteo Ruggeri.
Restano quindi dodici gli interisti impegnati in giro per l’Europa e per il mondo: Nicolò Barella, Alessandro Bastoni e Francesco Pio Esposito con l’Italia; Lautaro Martinez con l’Argentina; Ange-Yoan Bonny con la Costa d’Avorio; Petar Sucic con la Croazia; Andy Diouf con la Francia; Yann-Aurel Bisseck con la Germania; Piotr Zielinski con la Polonia; Aleksandar Stankovic con la Serbia; Josep Martinez con la Spagna e Manuel Akanji con la Svizzera.
Barella, Bastoni e Pio Esposito: l’Inter nell’Italia di Mancini

La rappresentanza più numerosa resta naturalmente quella azzurra. Dopo il rientro di Dimarco, Mancini potrà contare su tre nerazzurri: Barella, Bastoni e Pio Esposito. L’Italia affronterà un calendario particolarmente intenso in Nations League, con Belgio, Turchia e Francia tra le avversarie.
Per Pio Esposito si tratta soprattutto di un’altra tappa importante nel suo percorso di crescita. L’attaccante sta conquistando sempre maggiore considerazione anche a livello internazionale e la sua presenza nel gruppo azzurro conferma quanto ormai sia considerato qualcosa di più di una semplice promessa.
Barella e Bastoni, invece, rappresentano ormai due riferimenti consolidati della Nazionale oltre che del proprio club.
Da Lautaro ad Akanji: l’Inter parla sempre più internazionale

Il viaggio più lungo sarà naturalmente quello di Lautaro Martinez, atteso dall’Argentina per tre amichevoli contro Bolivia, Burkina Faso e Benin. Il capitano nerazzurro resta uno dei simboli della Selección e Chivu dovrà inevitabilmente tenere conto anche dei chilometri e delle energie spese dal Toro al momento del suo ritorno ad Appiano.
Ma la dimensione internazionale dell’Inter emerge soprattutto osservando il resto dell’elenco.
Akanji raggiunge la Svizzera, Bisseck la Germania, Sucic la Croazia, Zielinski la Polonia, mentre Josep Martinez è stato chiamato dalla Spagna. Per Andy Diouf c’è invece la Francia, mentre Bonny sarà impegnato con la Costa d’Avorio nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa e Stankovic con la Serbia.
Un piccolo giro del mondo nerazzurro.
Josep Martinez e Diouf, le vere sorprese della sosta

Tra tutti i nerazzurri convocati, due nomi fanno particolarmente piacere: Josep Martinez e Andy Diouf.
Per Josep Martinez la chiamata della Spagna rappresenta un riconoscimento importante, soprattutto considerando la grande concorrenza nel ruolo. Il portiere nerazzurro non ha avuto un inizio semplice tra campionato e Champions, tanto che in molti ne avevano messo in discussione la titolarità nell’Inter. Evidentemente, però, continua a essere seguito con grande attenzione dallo staff della Roja. Una convocazione che può restituirgli fiducia e che conferma la considerazione internazionale di cui gode, nonostante la grande responsabilità di difendere i pali di una squadra come la Beneamata.
Ancora più interessante è il caso di Andy Diouf. Il centrocampista francese è una delle vere novità di questa finestra internazionale. La chiamata della Francia rappresenta un passaggio significativo nella sua crescita e premia le qualità di un giocatore sul quale lo staff nerazzurro ha investito con convinzione. Fisicità, progressione, capacità di rompere le linee e duttilità sono caratteristiche preziose anche in una Nazionale ricchissima di alternative come quella francese. Grande merito va anche a Chivu, che ha avuto l’intuizione di reinventarlo come quinto di centrocampo, trovandogli una posizione nella quale Diouf sta mostrando qualità forse ancora inespresse.
Martinez e Diouf sono probabilmente le due sorprese più significative, ma attenzione anche a Bisseck: la chiamata della Germania rappresenta un altro riconoscimento importante per un giocatore che continua a crescere e a ritagliarsi spazio nell’Inter .
Chivu tra orgoglio e preoccupazione
Avere dodici calciatori convocati rappresenta certamente un segnale importante. Significa che l’Inter continua ad avere una rosa composta da giocatori considerati centrali o comunque importanti anche dalle rispettive selezioni.
Ma c’è inevitabilmente anche l’altra faccia della medaglia.
Chivu avrà per diversi giorni un gruppo fortemente ridotto e, soprattutto, dovrà aspettare il ritorno dei nazionali prima di poter preparare la ripresa del campionato con l’intera squadra. La situazione è resa ancora più delicata dal nuovo formato della finestra internazionale: alcune selezioni giocheranno tre o quattro partite nell’arco di circa tre settimane, mentre la Serie A resterà ferma per due weekend.
Carichi di lavoro, viaggi, minutaggio e piccoli problemi fisici diventeranno quindi elementi da controllare con grande attenzione.
Inter, la sosta diventa una prova nella prova

Per Chivu queste settimane avranno quindi un doppio significato. Da una parte serviranno per lavorare con chi resterà ad Appiano e soprattutto per recuperare giocatori non al meglio come Calhanoglu e Dimarco, rimasti fuori dagli impegni delle rispettive Nazionali; dall’altra ci sarà l’attesa quasi quotidiana delle notizie sui tanti nerazzurri impegnati in giro per il mondo.
Perché dodici convocati sono un patrimonio, ma anche dodici giocatori da riportare a Milano nelle migliori condizioni possibili.
L’Inter si è ormai abituata ad avere tanti nazionali. Questa volta, però, la finestra internazionale è particolarmente lunga e impegnativa. Chivu può soltanto aspettare, lavorare con chi resta e sperare di ritrovare tutti integri alla ripresa.
Perché dopo la sosta ricomincerà la corsa nerazzurra. E a quel punto serviranno tutti.