Federico Dimarco e l’Inter, una storia destinata a continuare. Almeno questa è la volontà delle parti, anche se nelle ultime ore è arrivata una precisazione importante direttamente dal giocatore.
A margine del Gran Galà del Calcio, l’esterno nerazzurro ha infatti ammesso che il discorso relativo al rinnovo non è stato ancora affrontato concretamente: «Purtroppo non ne abbiamo parlato, speravo succedesse visto come è finita la scorsa stagione, però ci sarà modo di parlarne prossimamente».
Parole che non sembrano mettere in discussione il suo futuro con la Beneamata, ma che inevitabilmente invitano la società ad accelerare.
Il contratto attuale scade nel 2027, anche se dispone di un’opzione per prolungarlo unilateralmente fino al 2028. L’obiettivo vero, però, è andare decisamente oltre: arrivare a un nuovo accordo con scadenza 2030 e relativo adeguamento economico.
L'esterno percepisce attualmente circa 4 milioni di euro netti a stagione, ai quali possono aggiungersi bonus per circa 700 mila euro. Il nuovo contratto dovrebbe portare lo stipendio intorno ai 5 milioni netti più bonus, riconoscendogli definitivamente uno status economico adeguato alla sua importanza all’interno della squadra.
A occuparsi della trattativa sarà il nuovo agente Arturo Canales, mentre da parte del giocatore non sembrano esserci dubbi sulla volontà di continuare a Milano.
Numeri da fuoriclasse: 18 assist e un record storico

Per comprendere quanto il 32 nerazzurro sia diventato importante basta partire dai numeri dell’ultima stagione.
Nella Serie A 2025/26 l’esterno dell’Inter ha realizzato 6 gol e 18 assist, arrivando quindi a 24 partecipazioni dirette alle reti nerazzurre.
Un rendimento semplicemente straordinario.
I 18 assist rappresentano infatti il record assoluto in una singola stagione di Serie A, almeno da quando viene rilevato sistematicamente il dato, superando il precedente primato. Una produzione offensiva impressionante per un calciatore che, almeno sulla carta, parte come esterno sinistro.
La Lega Serie A lo ha premiato come MVP assoluto del campionato 2025/26. Un riconoscimento che certifica definitivamente il salto di qualità di Dimarco e la sua trasformazione da ottimo interprete del ruolo a uno dei calciatori più determinanti dell'intero campionato italiano.
Non soltanto assist. Dimarco ha chiuso la Serie A anche al primo posto per partecipazioni ai gol e per occasioni create, diventando il primo difensore a conquistare il premio di MVP stagionale.
Numeri da trequartista prodotti partendo dalla fascia.
Il sinistro che accende l'Inter
La centralità di Dimarco nello scacchiere di Cristian Chivu va però molto oltre gol e assist.
Il numero 32 è diventato uno dei principali strumenti attraverso i quali l’Inter costruisce la propria superiorità offensiva. Sa partire largo, abbassarsi durante la costruzione, occupare zone interne e soprattutto arrivare negli ultimi trenta metri con una qualità di calcio rarissima.
Il suo mancino permette all’Inter di cambiare gioco rapidamente, trovare gli attaccanti alle spalle della linea difensiva e trasformare situazioni apparentemente innocue in occasioni da gol.
Cross, traversoni tesi, calci piazzati, conclusioni dalla distanza e cambi di gioco: Dimarco offre alla squadra una quantità di soluzioni difficilmente replicabile con un altro calciatore.
E Chivu ha trovato nel suo esterno uno degli interpreti ideali della propria idea di calcio. Il rapporto tra i due è diventato particolarmente forte e il ragazzo rappresenta oggi uno dei punti fermi attorno ai quali costruire l'Inter del presente e del futuro.
Da bambino a San Siro: una vita nerazzurra
Poi c'è qualcosa che nessuna statistica può misurare: Federico Dimarco è interista.
Nato a Milano il 10 novembre 1997, cresciuto nella zona di Porta Romana e innamorato dei colori nerazzurri fin da bambino, è entrato nel settore giovanile dell'Inter quando aveva appena sette anni.
Ha percorso praticamente tutta la trafila nerazzurra fino ad arrivare alla prima squadra, con cui ha debuttato l'11 dicembre 2014, nella trasferta europea contro il Qarabag.
Poi sono arrivati i prestiti e le esperienze necessarie per diventare grande: Ascoli, Empoli, Sion, Parma e soprattutto Verona. Un percorso che lo ha portato lontano da Milano soltanto per permettergli di tornarci più forte e conquistarsi la maglia del cuore.
E probabilmente è anche per questo che oggi il suo rapporto con questi colori è diverso da quello di molti altri calciatori.
Quando nel 2023 rinnovò fino al 2027 lo disse senza bisogno di giri di parole: l'Inter è la sua squadra del cuore.
Non soltanto il club per cui gioca. Il club per cui ha sempre voluto giocare.
Manchester City e Barcellona: l'Europa chiama, l'Inter dice no

Prestazioni di questo livello non potevano passare inosservate.
Da tempo il Manchester City segue con attenzione l'esterno e già durante l'era Guardiola il suo nome era entrato nei radar del club inglese. Dalla Premier League sono arrivati ulteriori sondaggi, inevitabili considerando le caratteristiche praticamente uniche dell'esterno nerazzurro.
Ma nelle ultime settimane si è mosso concretamente anche il Barcellona.
Il club catalano ha mostrato forte interesse e negli ultimi giorni di mercato avrebbe addirittura provato un blitz proponendo alla società del Presidente Marotta uno scambio con Alejandro Balde più un conguaglio economico a favore dei nerazzurri.
La risposta è stata netta: no.
Dimarco viene considerato dalla società un elemento praticamente incedibile.
Lo stesso giocatore, interrogato sull'interesse blaugrana, non ha nascosto l'orgoglio: essere accostato a una società come il Barcellona fa piacere. Subito dopo, però, ha ricordato quello che probabilmente pesa più di qualsiasi offerta: «Sapete la mia storia all'Inter, sono qui da tanti anni, ci sono cresciuto».
Il sogno finale: diventare capitano
Ed è qui che il rinnovo assume un significato completamente diverso.
L'Inter non deve semplicemente prolungare il contratto di uno dei migliori esterni d'Europa. Deve blindare uno dei pochi calciatori capaci di rappresentare contemporaneamente qualità tecnica, appartenenza, identità e continuità del progetto.
Dimarco vuole continuare in nerazzurro e nel suo futuro ci sarebbe anche un sogno ancora più grande: indossare un giorno la fascia da capitano dell'Inter.
Il rinnovo fino al 2030, quindi, avrebbe un valore che va ben oltre contratto e stipendio.
Federico è entrato nell'Inter a sette anni, se n'è andato per diventare grande ed è tornato per conquistarsi San Siro. Oggi è MVP della Serie A, uomo da 24 partecipazioni ai gol in un solo campionato, recordman di assist e uno dei simboli della squadra.
Manchester City e Barcellona possono osservare, chiedere, tentare.
Dimarco non si tocca. Perché Federico non è soltanto uno dei punti di forza della squadra: nell'Inter è cresciuto, con questi colori si identifica e con questa maglia vuole continuare a scrivere la sua storia.
Federico Dimarco e l’Inter, una storia destinata a continuare. Almeno questa è la volontà delle parti, anche se nelle ultime ore è arrivata una precisazione importante direttamente dal giocatore.
A margine del Gran Galà del Calcio, l’esterno nerazzurro ha infatti ammesso che il discorso relativo al rinnovo non è stato ancora affrontato concretamente: «Purtroppo non ne abbiamo parlato, speravo succedesse visto come è finita la scorsa stagione, però ci sarà modo di parlarne prossimamente».
Parole che non sembrano mettere in discussione il suo futuro con la Beneamata, ma che inevitabilmente invitano la società ad accelerare.
Il contratto attuale scade nel 2027, anche se dispone di un’opzione per prolungarlo unilateralmente fino al 2028. L’obiettivo vero, però, è andare decisamente oltre: arrivare a un nuovo accordo con scadenza 2030 e relativo adeguamento economico.
L'esterno percepisce attualmente circa 4 milioni di euro netti a stagione, ai quali possono aggiungersi bonus per circa 700 mila euro. Il nuovo contratto dovrebbe portare lo stipendio intorno ai 5 milioni netti più bonus, riconoscendogli definitivamente uno status economico adeguato alla sua importanza all’interno della squadra.
A occuparsi della trattativa sarà il nuovo agente Arturo Canales, mentre da parte del giocatore non sembrano esserci dubbi sulla volontà di continuare a Milano.
Numeri da fuoriclasse: 18 assist e un record storico

Per comprendere quanto il 32 nerazzurro sia diventato importante basta partire dai numeri dell’ultima stagione.
Nella Serie A 2025/26 l’esterno dell’Inter ha realizzato 6 gol e 18 assist, arrivando quindi a 24 partecipazioni dirette alle reti nerazzurre.
Un rendimento semplicemente straordinario.
I 18 assist rappresentano infatti il record assoluto in una singola stagione di Serie A, almeno da quando viene rilevato sistematicamente il dato, superando il precedente primato. Una produzione offensiva impressionante per un calciatore che, almeno sulla carta, parte come esterno sinistro.
La Lega Serie A lo ha premiato come MVP assoluto del campionato 2025/26. Un riconoscimento che certifica definitivamente il salto di qualità di Dimarco e la sua trasformazione da ottimo interprete del ruolo a uno dei calciatori più determinanti dell'intero campionato italiano.
Non soltanto assist. Dimarco ha chiuso la Serie A anche al primo posto per partecipazioni ai gol e per occasioni create, diventando il primo difensore a conquistare il premio di MVP stagionale.
Numeri da trequartista prodotti partendo dalla fascia.
Il sinistro che accende l'Inter
La centralità di Dimarco nello scacchiere di Cristian Chivu va però molto oltre gol e assist.
Il numero 32 è diventato uno dei principali strumenti attraverso i quali l’Inter costruisce la propria superiorità offensiva. Sa partire largo, abbassarsi durante la costruzione, occupare zone interne e soprattutto arrivare negli ultimi trenta metri con una qualità di calcio rarissima.
Il suo mancino permette all’Inter di cambiare gioco rapidamente, trovare gli attaccanti alle spalle della linea difensiva e trasformare situazioni apparentemente innocue in occasioni da gol.
Cross, traversoni tesi, calci piazzati, conclusioni dalla distanza e cambi di gioco: Dimarco offre alla squadra una quantità di soluzioni difficilmente replicabile con un altro calciatore.
E Chivu ha trovato nel suo esterno uno degli interpreti ideali della propria idea di calcio. Il rapporto tra i due è diventato particolarmente forte e il ragazzo rappresenta oggi uno dei punti fermi attorno ai quali costruire l'Inter del presente e del futuro.
Da bambino a San Siro: una vita nerazzurra
Poi c'è qualcosa che nessuna statistica può misurare: Federico Dimarco è interista.
Nato a Milano il 10 novembre 1997, cresciuto nella zona di Porta Romana e innamorato dei colori nerazzurri fin da bambino, è entrato nel settore giovanile dell'Inter quando aveva appena sette anni.
Ha percorso praticamente tutta la trafila nerazzurra fino ad arrivare alla prima squadra, con cui ha debuttato l'11 dicembre 2014, nella trasferta europea contro il Qarabag.
Poi sono arrivati i prestiti e le esperienze necessarie per diventare grande: Ascoli, Empoli, Sion, Parma e soprattutto Verona. Un percorso che lo ha portato lontano da Milano soltanto per permettergli di tornarci più forte e conquistarsi la maglia del cuore.
E probabilmente è anche per questo che oggi il suo rapporto con questi colori è diverso da quello di molti altri calciatori.
Quando nel 2023 rinnovò fino al 2027 lo disse senza bisogno di giri di parole: l'Inter è la sua squadra del cuore.
Non soltanto il club per cui gioca. Il club per cui ha sempre voluto giocare.
Manchester City e Barcellona: l'Europa chiama, l'Inter dice no

Prestazioni di questo livello non potevano passare inosservate.
Da tempo il Manchester City segue con attenzione l'esterno e già durante l'era Guardiola il suo nome era entrato nei radar del club inglese. Dalla Premier League sono arrivati ulteriori sondaggi, inevitabili considerando le caratteristiche praticamente uniche dell'esterno nerazzurro.
Ma nelle ultime settimane si è mosso concretamente anche il Barcellona.
Il club catalano ha mostrato forte interesse e negli ultimi giorni di mercato avrebbe addirittura provato un blitz proponendo alla società del Presidente Marotta uno scambio con Alejandro Balde più un conguaglio economico a favore dei nerazzurri.
La risposta è stata netta: no.
Dimarco viene considerato dalla società un elemento praticamente incedibile.
Lo stesso giocatore, interrogato sull'interesse blaugrana, non ha nascosto l'orgoglio: essere accostato a una società come il Barcellona fa piacere. Subito dopo, però, ha ricordato quello che probabilmente pesa più di qualsiasi offerta: «Sapete la mia storia all'Inter, sono qui da tanti anni, ci sono cresciuto».
Il sogno finale: diventare capitano
Ed è qui che il rinnovo assume un significato completamente diverso.
L'Inter non deve semplicemente prolungare il contratto di uno dei migliori esterni d'Europa. Deve blindare uno dei pochi calciatori capaci di rappresentare contemporaneamente qualità tecnica, appartenenza, identità e continuità del progetto.
Dimarco vuole continuare in nerazzurro e nel suo futuro ci sarebbe anche un sogno ancora più grande: indossare un giorno la fascia da capitano dell'Inter.
Il rinnovo fino al 2030, quindi, avrebbe un valore che va ben oltre contratto e stipendio.
Federico è entrato nell'Inter a sette anni, se n'è andato per diventare grande ed è tornato per conquistarsi San Siro. Oggi è MVP della Serie A, uomo da 24 partecipazioni ai gol in un solo campionato, recordman di assist e uno dei simboli della squadra.
Manchester City e Barcellona possono osservare, chiedere, tentare.
Dimarco non si tocca. Perché Federico non è soltanto uno dei punti di forza della squadra: nell'Inter è cresciuto, con questi colori si identifica e con questa maglia vuole continuare a scrivere la sua storia.