Due perle fanno una prova di forza. Zuberek, con un destro preciso, e Marello, su punizione, regalano i tre punti all’Inter U23 contro la Scafatese, che ritrova la sconfitta dopo otto risultati utili consecutivi. Una squadra, quella di Stefano Vecchi, fortemente rimaneggiata, con diversi giocatori aggregati alla prima squadra e altri lasciati in panchina per rifiatare dopo la gara di sabato. Nulla di tutto questo, però, ha impedito ai nerazzurri di conquistare una vittoria strameritata, costruita sul dominio del gioco e sulla gestione del possesso, ma anche sulla capacità di soffrire nel finale. L’Inter U23 ha compiuto passi da gigante nelle ultime uscite, mostrando progressi in entrambe le fasi, anche se resta ancora qualcosa da limare. Ora i nerazzurri si godono la zona playoff, con la consapevolezza di essere sulla strada giusta.
Assonanze con la prima squadra: dominio nerazzurro e un rigore contestato
Assonanze con la prima squadra, ne abbiamo? Dominio, un rigore a favore non concesso e gol subito al primo tiro in porta. La prima frazione dell’Inter U23 ricorda molto la gara contro la Fiorentina della squadra di Cristian Chivu.
La sfortuna di Iddrissou e la gioia di Zuberek
Tutto si apre con un’occasionissima per Iddrissou, che da pochi passi colpisce in pieno il braccio del difensore della Scafatese. Vecchi chiama l’FVS, ma, nonostante una revisione prolungata, la decisione viene confermata. Dopo questa prima tegola se ne aggiunge immediatamente un’altra: lo stesso Iddrissou è costretto a lasciare il campo per un problema muscolare ai flessori della coscia destra. Al suo posto entra Jan Zuberek.
Zuberek colpisce e manda un messaggio a Chivu
I nerazzurri continuano a stazionare stabilmente nella metà campo avversaria, mettendo sotto pressione la formazione ospite, incapace di superare con pulizia la metà campo. Il dominio si concretizza nel vantaggio firmato proprio dal subentrato Zuberek, che, dopo le chiamate di Lavelli e Mosconi in prima squadra, «bussa» alla Orsolini verso la telecamera. Chissà che il numero undici polacco non voglia mandare un messaggio proprio all’allenatore nerazzurro. D’altronde i suoi numeri parlano chiaro: 6 gol nelle ultime 4 partite.
Ancora una disattenzione: la difesa resta da registrare
La gara sembra essere in discesa per la squadra di Stefano Vecchi, totale padrona del campo. Eppure, ancora una volta, basta una disattenzione difensiva per concedere il pareggio agli ospiti. Questa volta sono Marello e Tosto a commettere l’errore, ma è evidente che ci sia qualcosa da sistemare nel pacchetto arretrato: troppo fragile e con distanze da ritrovare ogni volta.
Marello pennella su punizione: è 2-1 nerazzurro
I nerazzurri, però, hanno carattere da vendere, come dimostrato anche nelle scorse uscite, e nella ripresa continua a spingere sull’acceleratore. Amerighi, sulla fascia destra, è scatenato e, con uno dei suoi ennesimi recuperi, guadagna una punizione dal limite. Marello la spara sul secondo palo e insacca per il meritato 2-1, trovando così il primo gol in stagione.
La prova di maturità: gestire il vantaggio
Vantaggio meritato, sì, ma per i nerazzurri era giunto il momento di affrontare un banco di prova fondamentale: riuscire a gestire il possesso senza concedere nulla alla Scafatese. Di disattenzioni, sia oggi sia nelle scorse gare, ne abbiamo viste diverse e, dopo i miglioramenti mostrati contro il Sorrento, era il momento di fare il passo decisivo.
Assedio finale, ma questa volta l’Inter U23 resiste
Nel finale è un assedio gialloblù, con palloni che spiovono da tutte le parti e un’infinità di corner per la squadra ospite. Tutto lasciava pensare all’ennesima vittoria sfumata nel finale, con anche l’infortunio di Melgrati che faceva temere il peggio. Ma questa volta no. La squadra regge, non crolla, soffre compatta e concede poco o nulla alla Scafatese, senza confezionare regali agli avversari, portando a casa tre punti importantissimi.
Crescita e solidità: i nerazzurri guardano avanti
I miglioramenti sono evidenti: partita dopo partita, la squadra diventa sempre più padrona del gioco e concede sempre meno agli avversari. È vero, anche oggi una disattenzione c’è stata, ma, al netto di quell’episodio, la squadra ha dato l’impressione di una solidità difensiva mai vista prima.
Testa al Cosenza: una sfida da grande squadra
Ora la testa va alla gara di domenica prossima, in trasferta a Cosenza, contro la capolista solitaria del Girone C. Sarà una sfida difficile, contro una squadra che ha un solo obiettivo: tornare in Serie B. Ma l’Inter U23 di Stefano Vecchi ha dimostrato di potersela giocare con tutti, soprattutto in trasferta, dove è stata capace di fermare il Catania al massimo delle proprie possibilità.
Due perle fanno una prova di forza. Zuberek, con un destro preciso, e Marello, su punizione, regalano i tre punti all’Inter U23 contro la Scafatese, che ritrova la sconfitta dopo otto risultati utili consecutivi. Una squadra, quella di Stefano Vecchi, fortemente rimaneggiata, con diversi giocatori aggregati alla prima squadra e altri lasciati in panchina per rifiatare dopo la gara di sabato. Nulla di tutto questo, però, ha impedito ai nerazzurri di conquistare una vittoria strameritata, costruita sul dominio del gioco e sulla gestione del possesso, ma anche sulla capacità di soffrire nel finale. L’Inter U23 ha compiuto passi da gigante nelle ultime uscite, mostrando progressi in entrambe le fasi, anche se resta ancora qualcosa da limare. Ora i nerazzurri si godono la zona playoff, con la consapevolezza di essere sulla strada giusta.
Assonanze con la prima squadra: dominio nerazzurro e un rigore contestato
Assonanze con la prima squadra, ne abbiamo? Dominio, un rigore a favore non concesso e gol subito al primo tiro in porta. La prima frazione dell’Inter U23 ricorda molto la gara contro la Fiorentina della squadra di Cristian Chivu.
La sfortuna di Iddrissou e la gioia di Zuberek
Tutto si apre con un’occasionissima per Iddrissou, che da pochi passi colpisce in pieno il braccio del difensore della Scafatese. Vecchi chiama l’FVS, ma, nonostante una revisione prolungata, la decisione viene confermata. Dopo questa prima tegola se ne aggiunge immediatamente un’altra: lo stesso Iddrissou è costretto a lasciare il campo per un problema muscolare ai flessori della coscia destra. Al suo posto entra Jan Zuberek.
Zuberek colpisce e manda un messaggio a Chivu
I nerazzurri continuano a stazionare stabilmente nella metà campo avversaria, mettendo sotto pressione la formazione ospite, incapace di superare con pulizia la metà campo. Il dominio si concretizza nel vantaggio firmato proprio dal subentrato Zuberek, che, dopo le chiamate di Lavelli e Mosconi in prima squadra, «bussa» alla Orsolini verso la telecamera. Chissà che il numero undici polacco non voglia mandare un messaggio proprio all’allenatore nerazzurro. D’altronde i suoi numeri parlano chiaro: 6 gol nelle ultime 4 partite.
Ancora una disattenzione: la difesa resta da registrare
La gara sembra essere in discesa per la squadra di Stefano Vecchi, totale padrona del campo. Eppure, ancora una volta, basta una disattenzione difensiva per concedere il pareggio agli ospiti. Questa volta sono Marello e Tosto a commettere l’errore, ma è evidente che ci sia qualcosa da sistemare nel pacchetto arretrato: troppo fragile e con distanze da ritrovare ogni volta.
Marello pennella su punizione: è 2-1 nerazzurro
I nerazzurri, però, hanno carattere da vendere, come dimostrato anche nelle scorse uscite, e nella ripresa continua a spingere sull’acceleratore. Amerighi, sulla fascia destra, è scatenato e, con uno dei suoi ennesimi recuperi, guadagna una punizione dal limite. Marello la spara sul secondo palo e insacca per il meritato 2-1, trovando così il primo gol in stagione.
La prova di maturità: gestire il vantaggio
Vantaggio meritato, sì, ma per i nerazzurri era giunto il momento di affrontare un banco di prova fondamentale: riuscire a gestire il possesso senza concedere nulla alla Scafatese. Di disattenzioni, sia oggi sia nelle scorse gare, ne abbiamo viste diverse e, dopo i miglioramenti mostrati contro il Sorrento, era il momento di fare il passo decisivo.
Assedio finale, ma questa volta l’Inter U23 resiste
Nel finale è un assedio gialloblù, con palloni che spiovono da tutte le parti e un’infinità di corner per la squadra ospite. Tutto lasciava pensare all’ennesima vittoria sfumata nel finale, con anche l’infortunio di Melgrati che faceva temere il peggio. Ma questa volta no. La squadra regge, non crolla, soffre compatta e concede poco o nulla alla Scafatese, senza confezionare regali agli avversari, portando a casa tre punti importantissimi.
Crescita e solidità: i nerazzurri guardano avanti
I miglioramenti sono evidenti: partita dopo partita, la squadra diventa sempre più padrona del gioco e concede sempre meno agli avversari. È vero, anche oggi una disattenzione c’è stata, ma, al netto di quell’episodio, la squadra ha dato l’impressione di una solidità difensiva mai vista prima.
Testa al Cosenza: una sfida da grande squadra
Ora la testa va alla gara di domenica prossima, in trasferta a Cosenza, contro la capolista solitaria del Girone C. Sarà una sfida difficile, contro una squadra che ha un solo obiettivo: tornare in Serie B. Ma l’Inter U23 di Stefano Vecchi ha dimostrato di potersela giocare con tutti, soprattutto in trasferta, dove è stata capace di fermare il Catania al massimo delle proprie possibilità.