I nerazzurri dovevano dare una risposta per rilanciarsi in Champions e l’hanno fatto nel migliore dei modi. Battuto lo Shakhtar per 1-0, l’Inter è riuscita finalmente a trovare solidità difensiva. Al termine di una gara con diversi colpi di scena, i ragazzi di Cristian Chivu hanno conquistato tre punti pesanti e fondamentali in ottica qualificazione ai playoff. Continua il momento d’oro per Carlos Augusto: gol e MVP. Menzione d’onore anche per il Pepo Martinez, che salva il risultato con due interventi prodigiosi nel finale.
La Beneamata vince e, dopo l’espulsione di Bastoni, sforna una prestazione da vera squadra, anche senza il suo capitano Lautaro Martinez. È forse questa la notizia più importante: senza il Toro e in un momento che poteva segnare in negativo il cammino europeo della squadra, sono emersi gli attributi di chi vuole continuare a credere in questo sogno. Inizia adesso il vero percorso dell’Inter in Champions e l’intenzione è quella di non fermarsi più.
Tanta aggressività, ma poca precisione
Cristian Chivu decide di sorprendere tutti già dal primo minuto. Il tanto atteso cambio tra i pali, però, è nuovamente rimandato: confermato ancora Josep Martinez. La difesa, invece, è diversa dal solito, ma schierata per aggiungere qualità alla manovra offensiva e schiacciare lo Shakhtar nei propri 30 metri: Akanji a destra, Bastoni centrale e Carlos Augusto a sinistra. A centrocampo Sucic vince il ballottaggio con Mkhitaryan accanto a Calha e Barella, mentre la vera novità è la presenza di Djed Spence a destra al posto di Diouf. In attacco spazio a Bonny, per lui prima partita stagionale da titolare.
La gara inizia subito con un’occasione importante per i nerazzurri: la palla persa in uscita da parte della squadra ucraina permette a Marcus Thuram di trovare una conclusione velenosa che, però, viene deviata in angolo da Riznyk. La partenza dei ragazzi di Chivu è feroce, e dopo due minuti anche Calhanoglu trova il tiro dopo un bel recupero a centrocampo.
Al 20’, dopo una preziosa giocata difensiva, Akanji lancia in profondità Bonny che, con uno stop elegante, riesce a girarsi e a impensierire il portiere ucraino, molto attento sul suo palo. Il primo cambio per lo Shakhtar arriva presto, alla mezz’ora, a causa di un problema muscolare per Pedrinho. Fuori, quindi, il brasiliano e dentro Nazaryna.
Senza trovare il gol, però, la squadra di Chivu inizia a faticare e si fanno vedere in avanti anche gli ucraini. Prima Elias tenta una conclusione deviata da Akanji, poi, sul conseguente angolo, c’è bisogno di un riflesso del Pepo Martinez per evitare lo svantaggio. Sempre da calcio piazzato arriva un’altra chance per gli uomini di Arda Turan. Adesso è l’Inter a essere in difficoltà. La prima frazione si chiude con un corner per i nerazzurri: troppo facile per Riznyk, che blocca. Le squadre rientrano negli spogliatoi sullo 0-0.
Cuore e carattere nerazzurro
La seconda frazione comincia sulla falsariga della prima: ancora tanta confusione in mezzo al campo. L’Inter, però, è nervosa e lo dimostra l’ammonizione di Thuram, che reagisce in maniera scontrosa a un numero di Alisson Santana. Al 58’ arrivano i cambi del tecnico rumeno: fuori Calhanoglu, Dimarco e Spence, dentro Zielinski, Bisseck e Diouf.
I nuovi entrati portano energie fresche e la musica inizia a cambiare. Uno dei primi a dare una scossa è Thuram che, al 64’, rientra sul destro con il suo solito dribbling, ma si vede negare il gol da una grande parata di Riznyk.
La situazione, però, cambia clamorosamente. Bastoni, ammonito per proteste pochi minuti prima, viene espulso al 69’ per un presunto fallo in attacco. Adesso per l’Inter diventa una montagna da scalare. La tensione si fa sempre più evidente e Chivu decide di togliere una punta, Bonny, per inserire un centrocampista, Mkhitaryan.
I nerazzurri si ricompattano e lottano su ogni pallone. Al 77’ l’armeno imbuca Carlos Augusto con un passaggio da fuoriclasse e il brasiliano, davanti a Riznyk, è glaciale. La Beneamata passa in vantaggio e qualche minuto dopo lo stesso Mkhitaryan si divora la rete del 2-0, dopo una clamorosa azione di Thuram.
Lo Shakhtar prova ad alzare i giri del motore, ma l’Inter non ne vuole sapere di subire gol. Nel finale, c’è spazio anche per una piccola rivincita del Pepo Martinez: due miracoli che salvano il risultato e contribuiscono a una vittoria fondamentale.
La forza di non mollare mai
Cristian Chivu esce da questa gara con una consapevolezza: mollare è l’ultima delle opzioni. Il rosso ad Alessandro Bastoni avrebbe messo al tappeto qualsiasi altra squadra, ma non l’Inter.
La vittoria contro la squadra ucraina è il successo di ragazzi che vogliono rimanere aggrappati al sogno Champions il più a lungo possibile. Anche questa sera, il gruppo ha fatto la differenza e questo è solo l’inizio. Restano altre cinque finali, ma se il coraggio e la qualità emersi nel secondo tempo dovessero trovare continuità, l’Inter potrà finalmente tornare a dire la sua.
I nerazzurri dovevano dare una risposta per rilanciarsi in Champions e l’hanno fatto nel migliore dei modi. Battuto lo Shakhtar per 1-0, l’Inter è riuscita finalmente a trovare solidità difensiva. Al termine di una gara con diversi colpi di scena, i ragazzi di Cristian Chivu hanno conquistato tre punti pesanti e fondamentali in ottica qualificazione ai playoff. Continua il momento d’oro per Carlos Augusto: gol e MVP. Menzione d’onore anche per il Pepo Martinez, che salva il risultato con due interventi prodigiosi nel finale.
La Beneamata vince e, dopo l’espulsione di Bastoni, sforna una prestazione da vera squadra, anche senza il suo capitano Lautaro Martinez. È forse questa la notizia più importante: senza il Toro e in un momento che poteva segnare in negativo il cammino europeo della squadra, sono emersi gli attributi di chi vuole continuare a credere in questo sogno. Inizia adesso il vero percorso dell’Inter in Champions e l’intenzione è quella di non fermarsi più.
Tanta aggressività, ma poca precisione
Cristian Chivu decide di sorprendere tutti già dal primo minuto. Il tanto atteso cambio tra i pali, però, è nuovamente rimandato: confermato ancora Josep Martinez. La difesa, invece, è diversa dal solito, ma schierata per aggiungere qualità alla manovra offensiva e schiacciare lo Shakhtar nei propri 30 metri: Akanji a destra, Bastoni centrale e Carlos Augusto a sinistra. A centrocampo Sucic vince il ballottaggio con Mkhitaryan accanto a Calha e Barella, mentre la vera novità è la presenza di Djed Spence a destra al posto di Diouf. In attacco spazio a Bonny, per lui prima partita stagionale da titolare.
La gara inizia subito con un’occasione importante per i nerazzurri: la palla persa in uscita da parte della squadra ucraina permette a Marcus Thuram di trovare una conclusione velenosa che, però, viene deviata in angolo da Riznyk. La partenza dei ragazzi di Chivu è feroce, e dopo due minuti anche Calhanoglu trova il tiro dopo un bel recupero a centrocampo.
Al 20’, dopo una preziosa giocata difensiva, Akanji lancia in profondità Bonny che, con uno stop elegante, riesce a girarsi e a impensierire il portiere ucraino, molto attento sul suo palo. Il primo cambio per lo Shakhtar arriva presto, alla mezz’ora, a causa di un problema muscolare per Pedrinho. Fuori, quindi, il brasiliano e dentro Nazaryna.
Senza trovare il gol, però, la squadra di Chivu inizia a faticare e si fanno vedere in avanti anche gli ucraini. Prima Elias tenta una conclusione deviata da Akanji, poi, sul conseguente angolo, c’è bisogno di un riflesso del Pepo Martinez per evitare lo svantaggio. Sempre da calcio piazzato arriva un’altra chance per gli uomini di Arda Turan. Adesso è l’Inter a essere in difficoltà. La prima frazione si chiude con un corner per i nerazzurri: troppo facile per Riznyk, che blocca. Le squadre rientrano negli spogliatoi sullo 0-0.
Cuore e carattere nerazzurro
La seconda frazione comincia sulla falsariga della prima: ancora tanta confusione in mezzo al campo. L’Inter, però, è nervosa e lo dimostra l’ammonizione di Thuram, che reagisce in maniera scontrosa a un numero di Alisson Santana. Al 58’ arrivano i cambi del tecnico rumeno: fuori Calhanoglu, Dimarco e Spence, dentro Zielinski, Bisseck e Diouf.
I nuovi entrati portano energie fresche e la musica inizia a cambiare. Uno dei primi a dare una scossa è Thuram che, al 64’, rientra sul destro con il suo solito dribbling, ma si vede negare il gol da una grande parata di Riznyk.
La situazione, però, cambia clamorosamente. Bastoni, ammonito per proteste pochi minuti prima, viene espulso al 69’ per un presunto fallo in attacco. Adesso per l’Inter diventa una montagna da scalare. La tensione si fa sempre più evidente e Chivu decide di togliere una punta, Bonny, per inserire un centrocampista, Mkhitaryan.
I nerazzurri si ricompattano e lottano su ogni pallone. Al 77’ l’armeno imbuca Carlos Augusto con un passaggio da fuoriclasse e il brasiliano, davanti a Riznyk, è glaciale. La Beneamata passa in vantaggio e qualche minuto dopo lo stesso Mkhitaryan si divora la rete del 2-0, dopo una clamorosa azione di Thuram.
Lo Shakhtar prova ad alzare i giri del motore, ma l’Inter non ne vuole sapere di subire gol. Nel finale, c’è spazio anche per una piccola rivincita del Pepo Martinez: due miracoli che salvano il risultato e contribuiscono a una vittoria fondamentale.
La forza di non mollare mai
Cristian Chivu esce da questa gara con una consapevolezza: mollare è l’ultima delle opzioni. Il rosso ad Alessandro Bastoni avrebbe messo al tappeto qualsiasi altra squadra, ma non l’Inter.
La vittoria contro la squadra ucraina è il successo di ragazzi che vogliono rimanere aggrappati al sogno Champions il più a lungo possibile. Anche questa sera, il gruppo ha fatto la differenza e questo è solo l’inizio. Restano altre cinque finali, ma se il coraggio e la qualità emersi nel secondo tempo dovessero trovare continuità, l’Inter potrà finalmente tornare a dire la sua.