Frattesi takes Lazio back: «I was sick at Inter, here I came home».

Davide Frattesi non aveva probabilmente bisogno di una conferenza stampa per presentarsi ai tifosi della Lazio. Aveva già scelto un sistema molto più diretto: segnare. 

Due partite di campionato, due gol contro Bologna e Genoa e sei punti che portano pesantemente la sua firma. Un impatto praticamente perfetto per un giocatore arrivato dall’Inter con parecchie cose da dimostrare e, soprattutto, con la necessità di ritrovare quella continuità che nell’ultima stagione nerazzurra era progressivamente venuta meno. 

Ieri, però, a Formello è arrivato anche il momento delle parole. E Frattesi non si è nascosto, raccontando la sua scelta, il difficile ultimo anno a Milano, il rapporto con Gennaro Gattuso e soprattutto un legame con la Lazio che viene da molto più lontano rispetto alla trattativa dell’ultima estate.

«Sono laziale da sempre»: una storia iniziata con papà

L’ex nerazzuro non ha avuto bisogno di costruire una dichiarazione ad effetto. La sua storia con i colori biancocelesti parte dall’infanzia. 

«Mio padre era della Lazio e mi portava allo stadio», ha raccontato il centrocampista, ricordando le giornate trascorse in Tribuna Tevere e persino l’esperienza da raccattapalle, condivisa anche con Gianluca Scamacca. Nel derby della finale di Coppa Italia del 2013 era a bordo campo. 

Poi il calcio lo ha portato lontano da Roma. Ma quel legame non è mai completamente scomparso. 

Ecco perché, quando durante l’estate si è aperta concretamente la possibilità di vestire la maglia della Lazio, Frattesi racconta di avere avuto pochissimi dubbi. 

«Mi serviva un progetto come questo. Sono stato sicuro da subito della scelta che avevo fatto». 

Una decisione tecnica, dunque, ma anche personale. Quasi un ritorno alle origini.

L’ultimo anno all’Inter e quelle difficoltà mai nascoste 

C'è inevitabilmente anche l’Inter nella conferenza di Frattesi. 

Il centrocampista non rinnega gli anni nerazzurri e non dimentica i momenti importanti vissuti a Milano, ma ammette quanto sia stata complicata soprattutto l’ultima stagione. 

A condizionarlo è stato inizialmente un problema fisico importante: «Ho cominciato ad allenarmi bene a dicembre», ha spiegato. Un ritardo difficile da recuperare in una squadra con una concorrenza elevatissima in mezzo al campo e costruita per vincere immediatamente. 

Eppure, proprio con l’Inter aveva vissuto una delle notti più incredibili della propria carriera, segnando il gol decisivo nella semifinale di Champions League contro il Barcellona. Un'esplosione di gioia arrivata poche settimane dopo la scomparsa dell'amatissima nonna Stefania. 

Ed è proprio qui che il racconto calcistico diventa inevitabilmente personale. 

«L’ultimo anno sono stato male anche di testa», ha ammesso il neo laziale. Da quella fase difficile è maturata anche una nuova scala delle priorità: «Ho capito che i soldi non sono così importanti. Cambierei tutto ciò che ho in banca per rivedere mia nonna cinque minuti»

Parole che spiegano forse meglio di qualsiasi ragionamento tattico perché tornare a Roma e riavvicinarsi alla famiglia fosse diventato così importante.

Il trasferimento: prima lo stop, poi la nuova formula

Eppure, il ritorno nella Capitale ha rischiato di complicarsi proprio quando sembrava ormai fatto. 

L’accordo iniziale tra Lazio e Inter prevedeva infatti un prestito con obbligo di riscatto condizionato, ma la situazione economico-finanziaria del club biancoceleste e le regole legate al mercato a saldo zero avevano provocato lo stop dell’operazione. 

Per alcune ore il trasferimento è diventato un vero caso di mercato. 

Inter e Lazio sono quindi tornate al tavolo e hanno modificato la struttura dell’affare: prestito oneroso da 5 milioni di euro, diritto di riscatto fissato a 10 milioni e una percentuale del 50% sulla futura rivendita a favore dell’Inter

Una soluzione che ha permesso di superare l'ostacolo e portare Frattesi definitivamente a Formello. 

Lo stesso giocatore ha raccontato quei momenti con una certa leggerezza: quando è arrivata la chiamata era addirittura in barca. Poi qualche questione burocratica da sistemare e finalmente il via libera.

Gattuso decisivo: «Per lui andrei in guerra»

Se il cuore spingeva verso la Lazio, Gattuso ha fatto il resto. 

Il rapporto tra i due era già nato in Nazionale e il tecnico biancoceleste è stato determinante nel convincere Frattesi. La telefonata raccontata dal centrocampista rispecchia perfettamente il carattere dell'allenatore. 

Gattuso gli avrebbe praticamente fatto capire che, se non avesse accettato, sarebbe andato personalmente a prenderlo

Il numero 16 biancoceleste ha risposto con una frase ancora più forte: «Per uno come lui andrei in guerra». 

Gattuso voleva un centrocampista capace di attaccare l'area, inserirsi senza palla e trasformare il possesso in occasioni da gol. Frattesi possiede esattamente queste caratteristiche e l'inizio del campionato sembra già confermare quanto possa essere importante nel nuovo sistema laziale. 

Due partite, due gol: la risposta è già arrivata 

Alla fine, però, nel calcio parlano soprattutto i numeri. Frattesi ha segnato all'esordio contro il Bologna, regalando alla Lazio la vittoria per 1-0, e si è ripetuto all'Olimpico contro il Genoa, ancora per un altro 1-0. 

Due gol, due vittorie, sei punti. Difficile immaginare un inizio migliore. 

Dopo mesi trascorsi a interrogarsi sul proprio futuro e dopo un trasferimento rimasto per qualche ora appeso alle questioni burocratiche, Davide sembra avere trovato esattamente ciò che cercava: spazio, fiducia e centralità. 

Ma soprattutto è tornato dove tutto era cominciato. Da bambino entrava all'Olimpico accompagnato dal padre e guardava la Lazio dalla Tribuna Tevere. Oggi entra nello stesso stadio con la maglia biancoceleste e ha già cominciato a decidere le partite. 

Frattesi cercava un posto dove ripartire. Forse, più semplicemente, aveva bisogno di tornare a casa. 

 

Davide Frattesi probably didn't need a press conference to introduce himself to the Lazio fans. He had already chosen a much more direct system: scoring.

Due partite di campionato, due gol contro Bologna e Genoa e sei punti che portano pesantemente la sua firma. Un impatto praticamente perfetto per un giocatore arrivato dall’Inter con parecchie cose da dimostrare e, soprattutto, con la necessità di ritrovare quella continuità che nell’ultima stagione nerazzurra era progressivamente venuta meno.

Yesterday, however, the time for words also arrived in Formello. And Frattesi did not hide, describing his choice, the difficult last year in Milan, the relationship with Gennaro Gattuso and above all a bond with Lazio that comes from much further than the negotiation last summer.

«Sono laziale da sempre»: una storia iniziata con papà

The former Nerazzurri player didn't need to construct an effective statement. His history with the biancocelesti colors starts from childhood.

«My father was from Lazio and he took me to the stadium», said the midfielder, recalling the days spent in Tribuna Tevere and even the experience as a ball boy, also shared with Gianluca Scamacca. In the derby of the 2013 Italian Cup final he was on the sidelines.

Then football took him away from Rome. But that bond never completely disappeared.

Ecco perché, quando durante l’estate si è aperta concretamente la possibilità di vestire la maglia della Lazio, Frattesi racconta di avere avuto pochissimi dubbi.

«Mi serviva un progetto come questo. Sono stato sicuro da subito della scelta che avevo fatto».

A technical decision, therefore, but also a personal one. Almost a return to origins.

L’ultimo anno all’Inter e quelle difficoltà mai nascoste 

Inter are inevitably also in Frattesi's conference.

The midfielder does not deny his Nerazzurri years and does not forget the important moments he experienced in Milan, but admits how complicated the last season was, in particular.

What initially affected him was a major physical problem: "I started training well in December," he explained. A difficult gap to make up for in a team with very high competition in the middle of the pitch and built to win immediately.

Yet, it was with Inter that he had experienced one of the most incredible nights of his career, scoring the decisive goal in the Champions League semi-final against Barcelona. An explosion of joy that arrived a few weeks after the passing of her beloved grandmother Stefania.

And it is precisely here that the football story inevitably becomes personal.

«L’ultimo anno sono stato male anche di testa», ha ammesso il neo laziale. Da quella fase difficile è maturata anche una nuova scala delle priorità: «Ho capito che i soldi non sono così importanti. Cambierei tutto ciò che ho in banca per rivedere mia nonna cinque minuti».

Parole che spiegano forse meglio di qualsiasi ragionamento tattico perché tornare a Roma e riavvicinarsi alla famiglia fosse diventato così importante.

Il trasferimento: prima lo stop, poi la nuova formula

Yet, the return to the capital risked getting complicated just when it seemed done.

The initial agreement between Lazio and Inter in fact envisaged a loan with conditional redemption obligation, but the economic-financial situation of the Biancoceleste club and the rules linked to the zero-balance transfer market had caused the operation to be stopped.

For a few hours the transfer became a real transfer case.

Inter e Lazio sono quindi tornate al tavolo e hanno modificato la struttura dell’affare: prestito oneroso da 5 milioni di euro, diritto di riscatto fissato a 10 milioni e una percentuale del 50% sulla futura rivendita a favore dell’Inter.

Una soluzione che ha permesso di superare l'ostacolo e portare Frattesi definitivamente a Formello.

Lo stesso giocatore ha raccontato quei momenti con una certa leggerezza: quando è arrivata la chiamata era addirittura in barca. Poi qualche questione burocratica da sistemare e finalmente il via libera.

Gattuso decisivo: «Per lui andrei in guerra»

If the heart was pushing towards Lazio, Gattuso did the rest.

Il rapporto tra i due era già nato in Nazionale e il tecnico biancoceleste è stato determinante nel convincere Frattesi. La telefonata raccontata dal centrocampista rispecchia perfettamente il carattere dell'allenatore.

Gattuso would have practically made it clear to him that, if he didn't accept, he would personally go and get him.

The Biancoceleste number 16 responded with an even stronger phrase: "For someone like him I would go to war."

Gattuso wanted a midfielder capable of attacking the area, entering without the ball and transforming possession into scoring opportunities. Frattesi possesses exactly these characteristics and the start of the championship already seems to confirm how important he can be in the new Lazio system.

Due partite, due gol: la risposta è già arrivata 

In the end, however, in football the numbers speak above all. Frattesi scored on his debut against Bologna, giving Lazio a 1-0 victory, and he scored again at the Olimpico against Genoa, for yet another 1-0.

Two goals, two wins, six points. It's hard to imagine a better start.

After months spent wondering about his future and after a transfer that was left hanging for a few hours by bureaucratic issues, Davide seems to have found exactly what he was looking for: space, trust and centrality.

But above all he returned to where it all began. As a child he entered the Olimpico accompanied by his father and watched Lazio from the Tevere stand. Today he enters the same stadium wearing the blue and white shirt and has already begun to decide the matches.

Frattesi was looking for a place to start again. Perhaps, more simply, he needed to go home.