La Juventus vince l'importantissima sfida con il Napoli per 2 a 0. Spalletti batte Allegri e scaccia momentaneamente i fantasmi che aleggiavano sulla sua panchina. Prosegue il difficile momento dei partenopei che non riescono a dare continuità ai risultati positivi e trovano la quarta sconfitta stagionale proprio contro i bianconeri.
La Juventus si presenta al posticipo della decima giornata di Campionato con il 4-3-1-2, con Vicario in porta e una difesa composta da Kalulu, Bremer, Lucumi e Cabal. A centrocampo spazio a Koopmeiners, McKennie e Douglas Luiz, con Alajbegovic alle spalle della coppia offensiva Kolo Muani-Woltemade. Bocciatura per Cambiaso. Pesano le assenze di Yildiz, Thuram, Locatelli e Conceicao, che costringono Spalletti a ridisegnare alcune zone del campo in una sfida particolarmente delicata.
Il Napoli risponde con il 4-3-3 scelto da Allegri: Meret tra i pali, Di Lorenzo, Marianucci, Rafa Marin e Olivera in difesa. A centrocampo torna De Bruyne dal primo minuto, affiancato da Anguissa e McTominay. In attacco il tridente inizialmente previsto era composto da Politano, Hojlund e Noa Lang, ma all'ultimo minuto è arrivata la notizia del forfait del danese a causa di un leggero stato influenzale. Anche Milinkovic-Savic non figura in distinta per un leggero affaticamento muscolare. Allegri deve quindi fare i conti con queste ulteriori defezioni dell'ultima ora, oltre alle assenze già previste di Buongiorno, Badiashile, Spinazzola, Favasuli, Lobotka, Neres e Alisson Santos.
Juve, la contestazione prima della sfida
«Rispettate la nostra maglia!». La contestazione dei tifosi juventini era stata il preludio di una serata carica di tensione all’Allianz Stadium. Prima del match Juventus-Napoli, cori e striscioni avevano fotografato tutta la delusione di una piazza esasperata dagli ultimi risultati, soprattutto dopo la sconfitta di Marassi contro il Genoa. «125 anni di gloria, la nostra maglia è storia, ridateci la nostra Juventus», il messaggio lanciato dai sostenitori bianconeri, mentre al passaggio del pullman si era alzato forte il coro: «Noi vogliamo gente che lotta». Parole che raccontavano più di mille analisi il momento attraversato dalla squadra. La sfida contro il Napoli rappresentava un’occasione fondamentale per invertire la rotta, con le due squadre appaiate a quota 14 punti e tanta pressione sulle rispettive ambizioni. Una partita speciale anche per Luciano Spalletti, di fronte al Napoli con cui aveva conquistato lo storico Scudetto del 2023, e per Massimiliano Allegri, tornato a incrociare il proprio passato juventino. Ma al di là dell’intreccio tra gli ex, in palio c’era molto di più: una risposta attesa da una tifoseria che chiede carattere, personalità e risultati. Per la Juventus era soprattutto l’occasione per ritrovare certezze e dimostrare di poter ancora cambiare marcia. Per il Napoli, la possibilità di approfittare delle difficoltà bianconere e portare a casa tre punti pesantissimi. Il campo ha dato ragione ai bianconeri.
Primo tempo: sostanziale equilibrio e reti inviolate
Parte meglio il Napoli. Nei primi 15 minuti costringe la Juventus nella propria metà difensiva e sviluppa una manovra veloce e spesso verticale. La prima vera occasione è per Lucca che con un colpo di testa in anticipo su Bremer obbliga Vicario ad un grande intervento. Koopmeiners rischia un cartellino rosso per un brutto fallo su Anguissa, che l'arbitro non sanziona neanche con l'ammonizione. Cresce poi la Juve che riesce a limitare le iniziative dei partenopei e mantiene con continuità il pallino del gioco. I bianconeri sfiorano il gol con due occasioni (colpendo anche la traversa), mentre il Napoli sfrutta una ripartenza per presentarsi ancora davanti a Vicario. Il primo tempo si chiude sul risultato di 0 a 0. Pareggio giusto per quanto espresso da entrambe le formazioni sul campo. Il Napoli parte meglio ma la Juventus reagisce e chiude in crescendo sfiorando ancora il gol poco prima del fischio dell'arbitro. Partita frizzante, diverse occasioni da rete ma nessun gol.
Secondo tempo: riscossa Juve
Entrambi gli allenatori cercano dei correttivi all'intervallo: Spalletti ridisegna lo schema tattico inserendo un difensore centrale (Gatti) per McKennie, Allegri lascia negli spogliatoi un De Bruyne apparso in difficoltà dal punto di vista atletico e Di Lorenzo. Totale equilibrio nei primi 20 minuti della ripresa, senza particolari emozioni fino al 70' quando Alajbegovic inventa un gol spettacolare con un sinistro da fuori area che si infila imparabilmente sotto il sette. 1 a 0 Juve. Il bosniaco si infortuna in subito dopo il gol ed è costretto a chiedere il cambio, al suo posto Boga. Altro episodio decisivo al 74', quando Marianucci, già ammonito, interviene in ritardo su un avversario: step on foot, secondo giallo e Napoli in 10. La chiude all'86' la Juve, che tira fuori dal cilindro un altro gol da cineteca: Boga dalla fascia sinistra rientra sul destro e con una traiettoria simile a quella del primo gol infila Meret sul palo opposto. Finisce 2 a 0 per i bianconeri una partita dominata nella seconda parte della ripresa, anche grazie al vantaggio numerico. Gli uomini di Spalletti rispondono al momento di crisi con una prestazione incoraggiante sul piano dell'impegno e della tecnica. La strigliata di Carnevali in settimana ha sortito i suoi effetti su una squadra che è sembrata più tonica e reattiva rispetto alle precedenti uscite. Il Napoli, che era partito bene, scende progressivamente nella prestazione evidenziando una carenza sul piano atletico, data anche dalle numerose assenze. Non facile il momento per i partenopei, che con questa sconfitta vengono superati dalla Juve e accumulano un ritardo abissale dalla vetta: 14 punti (e 9 punti dal quarto posto).
La Juventus vince l'importantissima sfida con il Napoli per 2 a 0. Spalletti batte Allegri e scaccia momentaneamente i fantasmi che aleggiavano sulla sua panchina. Prosegue il difficile momento dei partenopei che non riescono a dare continuità ai risultati positivi e trovano la quarta sconfitta stagionale proprio contro i bianconeri.
La Juventus si presenta al posticipo della decima giornata di Campionato con il 4-3-1-2, con Vicario in porta e una difesa composta da Kalulu, Bremer, Lucumi e Cabal. A centrocampo spazio a Koopmeiners, McKennie e Douglas Luiz, con Alajbegovic alle spalle della coppia offensiva Kolo Muani-Woltemade. Bocciatura per Cambiaso. Pesano le assenze di Yildiz, Thuram, Locatelli e Conceicao, che costringono Spalletti a ridisegnare alcune zone del campo in una sfida particolarmente delicata.
Il Napoli risponde con il 4-3-3 scelto da Allegri: Meret tra i pali, Di Lorenzo, Marianucci, Rafa Marin e Olivera in difesa. A centrocampo torna De Bruyne dal primo minuto, affiancato da Anguissa e McTominay. In attacco il tridente inizialmente previsto era composto da Politano, Hojlund e Noa Lang, ma all'ultimo minuto è arrivata la notizia del forfait del danese a causa di un leggero stato influenzale. Anche Milinkovic-Savic non figura in distinta per un leggero affaticamento muscolare. Allegri deve quindi fare i conti con queste ulteriori defezioni dell'ultima ora, oltre alle assenze già previste di Buongiorno, Badiashile, Spinazzola, Favasuli, Lobotka, Neres e Alisson Santos.
Juve, la contestazione prima della sfida
«Rispettate la nostra maglia!». La contestazione dei tifosi juventini era stata il preludio di una serata carica di tensione all’Allianz Stadium. Prima del match Juventus-Napoli, cori e striscioni avevano fotografato tutta la delusione di una piazza esasperata dagli ultimi risultati, soprattutto dopo la sconfitta di Marassi contro il Genoa. «125 anni di gloria, la nostra maglia è storia, ridateci la nostra Juventus», il messaggio lanciato dai sostenitori bianconeri, mentre al passaggio del pullman si era alzato forte il coro: «Noi vogliamo gente che lotta». Parole che raccontavano più di mille analisi il momento attraversato dalla squadra. La sfida contro il Napoli rappresentava un’occasione fondamentale per invertire la rotta, con le due squadre appaiate a quota 14 punti e tanta pressione sulle rispettive ambizioni. Una partita speciale anche per Luciano Spalletti, di fronte al Napoli con cui aveva conquistato lo storico Scudetto del 2023, e per Massimiliano Allegri, tornato a incrociare il proprio passato juventino. Ma al di là dell’intreccio tra gli ex, in palio c’era molto di più: una risposta attesa da una tifoseria che chiede carattere, personalità e risultati. Per la Juventus era soprattutto l’occasione per ritrovare certezze e dimostrare di poter ancora cambiare marcia. Per il Napoli, la possibilità di approfittare delle difficoltà bianconere e portare a casa tre punti pesantissimi. Il campo ha dato ragione ai bianconeri.
Primo tempo: sostanziale equilibrio e reti inviolate
Parte meglio il Napoli. Nei primi 15 minuti costringe la Juventus nella propria metà difensiva e sviluppa una manovra veloce e spesso verticale. La prima vera occasione è per Lucca che con un colpo di testa in anticipo su Bremer obbliga Vicario ad un grande intervento. Koopmeiners rischia un cartellino rosso per un brutto fallo su Anguissa, che l'arbitro non sanziona neanche con l'ammonizione. Cresce poi la Juve che riesce a limitare le iniziative dei partenopei e mantiene con continuità il pallino del gioco. I bianconeri sfiorano il gol con due occasioni (colpendo anche la traversa), mentre il Napoli sfrutta una ripartenza per presentarsi ancora davanti a Vicario. Il primo tempo si chiude sul risultato di 0 a 0. Pareggio giusto per quanto espresso da entrambe le formazioni sul campo. Il Napoli parte meglio ma la Juventus reagisce e chiude in crescendo sfiorando ancora il gol poco prima del fischio dell'arbitro. Partita frizzante, diverse occasioni da rete ma nessun gol.
Secondo tempo: riscossa Juve
Entrambi gli allenatori cercano dei correttivi all'intervallo: Spalletti ridisegna lo schema tattico inserendo un difensore centrale (Gatti) per McKennie, Allegri lascia negli spogliatoi un De Bruyne apparso in difficoltà dal punto di vista atletico e Di Lorenzo. Totale equilibrio nei primi 20 minuti della ripresa, senza particolari emozioni fino al 70' quando Alajbegovic inventa un gol spettacolare con un sinistro da fuori area che si infila imparabilmente sotto il sette. 1 a 0 Juve. Il bosniaco si infortuna in subito dopo il gol ed è costretto a chiedere il cambio, al suo posto Boga. Altro episodio decisivo al 74', quando Marianucci, già ammonito, interviene in ritardo su un avversario: step on foot, secondo giallo e Napoli in 10. La chiude all'86' la Juve, che tira fuori dal cilindro un altro gol da cineteca: Boga dalla fascia sinistra rientra sul destro e con una traiettoria simile a quella del primo gol infila Meret sul palo opposto. Finisce 2 a 0 per i bianconeri una partita dominata nella seconda parte della ripresa, anche grazie al vantaggio numerico. Gli uomini di Spalletti rispondono al momento di crisi con una prestazione incoraggiante sul piano dell'impegno e della tecnica. La strigliata di Carnevali in settimana ha sortito i suoi effetti su una squadra che è sembrata più tonica e reattiva rispetto alle precedenti uscite. Il Napoli, che era partito bene, scende progressivamente nella prestazione evidenziando una carenza sul piano atletico, data anche dalle numerose assenze. Non facile il momento per i partenopei, che con questa sconfitta vengono superati dalla Juve e accumulano un ritardo abissale dalla vetta: 14 punti (e 9 punti dal quarto posto).