Il Como non è più una sorpresa: è diventato la nuova rivale dell’Inter. La squadra di Cesc Fabregas ha smesso di guardare le grandi dal basso verso l’alto e oggi vuole contendergli spazio, ambizioni e traguardi. Una crescita che ha acceso il confronto con i nerazzurri, trasformando una semplice sfida di campionato in una rivalità sempre più evidente. E non soltanto sul campo. Dal mancato approdo di Fabregas sulla panchina interista, alle frecciate a Javier Zanetti sul caso Nico Paz, passando per le battaglie e le rimonte della scorsa stagione, il rapporto tra i due club si è fatto sempre più teso. Ora c’è un nuovo capitolo da scrivere a San Siro, con il Como reduce dal clamoroso 9-1 contro il Lens e un’Inter chiamata a rispondere. Sullo sfondo, una certezza per Chivu: Marcus Thuram, che contro i lariani sembra avere un conto aperto con il gol.
Il no all'Inter: Fabregas e quella trattativa mai decollata
Il primo capitolo della rivalità tra Inter e Como nasce nell’estate del 2025, quando, dopo l’addio di Simone Inzaghi, il nome di Cesc Fabregas viene accostato con forza alla panchina nerazzurra. Il tecnico spagnolo è uno dei profili più apprezzati dalla dirigenza e il confronto tra le parti arriva anche a un incontro a Londra con il direttore sportivo Piero Ausilio. La trattativa, però, non decolla. Alla base della mancata intesa tra il tecnico spagnolo e il club di Viale della Liberazione ci sarebbero state profonde divergenze sulla programmazione, sugli investimenti e sui tempi necessari per intervenire sulla rosa. Le richieste di Fabregas in termini di ricostruzione della squadra sarebbero state lontane dalle possibilità e dai programmi dell’Inter, soprattutto in un’estate condizionata dagli impegni del Mondiale per Club. Una distanza che avrebbe portato la società a virare definitivamente su Cristian Chivu. Lo stesso Fabregas è tornato anche successivamente sull’argomento (durante il Festival dello Sport di Trento), raccontando la propria scelta di proseguire l’avventura a Como. Una decisione inizialmente maturata più di pancia che di testa, come ha spiegato lo spagnolo. Oggi quella scelta si è trasformata in un progetto ambizioso, con il tecnico diventato il principale riferimento di una società che punta a crescere rapidamente.
La stoccata a Zanetti su Nico Paz: “Non giocherà nell'Inter”
Se il mancato approdo di Fabregas a Milano aveva rappresentato il primo intreccio tra le due realtà, la vicenda Nico Paz ha contribuito ad alimentare ulteriormente le tensioni. Il talento argentino, protagonista della crescita del Como, è finito anche nei radar dell’Inter, con Javier Zanetti che aveva parlato del proprio ottimo rapporto con il giocatore e del possibile ritorno al Real Madrid. Parole che non sono state particolarmente gradite da Fabregas. Alla vigilia della partita contro la Cremonese, il tecnico lariano ha risposto senza troppi giri di parole, chiamando direttamente in causa il vicepresidente nerazzurro: “Zanetti è stata una persona molto importante nel calcio, conosce bene le dinamiche. Conosco bene Ausilio e Baccin, so che sono loro a prendere le decisioni. Io so che Zanetti non lavora per il Madrid e il Como, allora bisogna portare rispetto. Ci sono anche piccoli messaggi che non mi piacciono”. Poi la frase che ha fatto discutere: “Nico Paz non giocherà nell’Inter. O tornerà al Real Madrid o giocherà al Como l’anno prossimo”. Una presa di posizione decisamente netta, che ha finito per trasformare un semplice apprezzamento calcistico in un caso polemico. Le parole dell'ex capitano nerazzurro infatti, erano state tutt’altro che provocatorie: il vicepresidente nerazzurro si era limitato a esprimere stima per le qualità di Nico Paz e a sottolineare il buon rapporto con il giocatore, senza avanzare pretese né mancare di rispetto al Como. Per questo motivo, la replica di Fabregas è stata eccessiva e fuori luogo, soprattutto nei confronti di una figura come Zanetti, che aveva espresso un giudizio positivo senza alcuna intenzione di alimentare tensioni.
Le rimonte della stagione 2025/2026
Contro l’Inter, per il Como, non è mai finita finché non arriva il triplice fischio. Nella scorsa stagione, infatti, la squadra di Fabregas ha sperimentato la capacità dei nerazzurri di ribaltare anche le situazioni più complicate. La fotografia più significativa é la sfida dello scorso aprile al Sinigaglia, una partita che avrebbe potuto cambiare il finale della corsa Scudetto. Il Como era riuscito a portarsi avanti di due reti, mettendo seriamente in difficoltà la squadra di Chivu. Ma proprio nel momento più delicato é emersa la personalità dei futuri campioni d’Italia: l’Inter ha reagito con carattere, trovando prima la rete per riaprire la partita con Marcus Thuram a pochi secondi dallo scadere del primo tempo. L'Inter è tornata negli spogliatoi rinfrancata, e nel secondo tempo è scesa in campo con grinta e ferocia: il secondo gol di Thuram e poi la doppietta di Dumfries hanno ribaltato la partita e permesso ai nerazzurri di conquistare punti preziosi per la marcia verso lo Scudetto. Una dimostrazione di forza mentale, oltre che tecnica, che ha confermato quanto sia difficile mettere definitivamente al tappeto gli uomini di Chivu. Ma non c’è stato soltanto il campionato. Anche in Coppa Italia, nella semifinale di ritorno a San Siro, l’Inter ha dovuto fare i conti con un Como capace di portarsi sul 2-0, prima di reagire nella ripresa e conquistare la finale con un 3-2. Due sfide diverse, accomunate dalla capacità dei nerazzurri di trovare risorse nei momenti più delicati e dalla difficoltà dei lariani di gestire il vantaggio contro una squadra che non smette di crederci. È proprio questo il messaggio che i precedenti consegnano a Fabregas: contro l’Inter servono attenzione e continuità per tutti i novanta minuti. Il bilancio complessivo della passata stagione parla chiaro, con tre vittorie e un pareggio per i nerazzurri nei quattro scontri diretti. Un dato favorevole a Chivu, ma non una garanzia: il Como di oggi è cresciuto, ha acquisito consapevolezza e vuole dimostrare di poter finalmente invertire la tendenza.
Il 9 a 1 al Lens e le parole di Fabregas: il Como non vuole fermarsi
L’ultimo biglietto da visita della formazione lariana è stato semplicemente impressionante. Il 9-1 rifilato al Lens in Champions League ha regalato al Como la quarta posizione momentanea nella classifica generale della League Phase dopo quattro giornate, confermando le ambizioni di una squadra che non sembra avere intenzione di porsi limiti. Ma il roboante risultato ottenuto in terra francese è già alle spalle: nella testa di Cesc Fabregas c’è soltanto l’Inter. L’allenatore spagnolo, alla vigilia della trasferta di San Siro, ha voluto subito riportare l’attenzione sul campionato, invitando i suoi ragazzi a non lasciarsi distrarre dall’euforia per la storica goleada europea. «Ai ragazzi ho già detto che dobbiamo archiviare Lens e pensare solo all’Inter», ha spiegato il tecnico spagnolo, consapevole delle difficoltà che attendono il Como contro i campioni d’Italia in carica. «Ci aspetta una partita durissima, sarà una sfida molto dispendiosa dal punto di vista fisico e mentale. Abbiamo poco tempo, ma dobbiamo prepararla al meglio». Il tecnico non vuole una squadra condizionata dal prestigioso avversario, ma pretende che venga riproposto il calcio che ha caratterizzato il percorso dei lariani: «L’obiettivo è andare a Milano per mostrare la nostra vera identità». Un messaggio chiaro, dunque: niente atteggiamenti rinunciatari e nessuna intenzione di snaturarsi. Fabregas vuole un Como coraggioso, capace di giocare la propria partita anche davanti a una delle squadre più forti del campionato. D’altronde quella contro l’Inter sarà la nona partita del percorso tra una sosta e l’altra per le nazionali: l’ultimo sforzo prima di poter recuperare energie e giocatori.
Thuram amuleto di Chivu: 4 gol in 3 partite contro il Como
Uno degli uomini sui quali Chivu conta maggiormente in vista della sfida con il Como é sicuramente Marcus Thuram. Con Lautaro ancora assente, il francese è chiamato a prendersi ancora una volta sulle spalle l'attacco dell’Inter. E se c’è una squadra contro cui Tikus può guardare ai precedenti con particolare fiducia, quella è proprio il Como. I numeri parlano chiaro: 4 gol nelle ultime 3 partite di campionato contro i lariani, ai quali ha segnato ogni volta che li ha affrontati. L’ultimo ricordo è quello della doppietta dello scorso aprile al Sinigaglia, quando ha contribuito in maniera decisiva a ribaltare il doppio vantaggio della squadra di Fabregas. Un avversario che evidentemente gli porta bene e contro il quale Chivu spera di ritrovare ancora una volta il suo attaccante nella versione migliore. A Rotterdam, nella vittoria contro il Feyenoord, Thuram ha giocato al fianco di Pio Esposito, una soluzione che potrebbe essere riproposta anche a San Siro. La presenza del giovane italiano offre un riferimento in più davanti e permette al francese di avere maggiore libertà di movimento, senza rinunciare alle sue accelerazioni e agli inserimenti in profondità. Dopo la prova incolore nel derby, Marcus ha voglia di tornare a lasciare il segno. E il Como, almeno guardando alle statistiche, sembra proprio l’avversario giusto.
Inter-Como, una sfida che va oltre i 3 punti
Domenica a San Siro non ci saranno in palio soltanto tre punti. Inter-Como è diventata una sfida che porta con sé ambizioni, vecchie tensioni e una rivalità cresciuta settimana dopo settimana. Da una parte c’è Fabregas, che non ha mai nascosto la propria personalità e che, tra dichiarazioni pungenti e prese di posizione decise, sembra avere ormai un conto aperto con il mondo nerazzurro. Dall’altra Cristian Chivu, che preferisce lasciare parlare il campo, lavorando sulla squadra e cercando risposte attraverso il gioco e i risultati. Il tecnico interista ha già dimostrato nella passata stagione di conoscere le contromisure per mettere in difficoltà lo spagnolo e ora vuole confermare quella superiorità anche in un momento delicato del campionato. Il 9-1 contro il Lens ha acceso i riflettori sul Como, ma San Siro é un’altra storia e l’Inter non ha alcuna intenzione di fare da spettatrice alla crescita dei lariani. Il mancato arrivo sulla panchina dell'Inter, le parole su Nico Paz e i precedenti infuocati hanno preparato il terreno: adesso toccherà ai novanta minuti stabilire chi avrà l’ultima parola. Chivu può contare anche su un alleato speciale, Marcus Thuram, che contro il Como ha sempre trovato il modo di colpire. Fabregas arriva con l’entusiasmo di chi ha appena firmato un’impresa europea, ma a Milano troverà un’Inter pronta a difendere il proprio territorio: San Siro non è Lens e i nerazzurri non hanno intenzione di concedere passerelle.
Il Como non è più una sorpresa: è diventato la nuova rivale dell’Inter. La squadra di Cesc Fabregas ha smesso di guardare le grandi dal basso verso l’alto e oggi vuole contendergli spazio, ambizioni e traguardi. Una crescita che ha acceso il confronto con i nerazzurri, trasformando una semplice sfida di campionato in una rivalità sempre più evidente. E non soltanto sul campo. Dal mancato approdo di Fabregas sulla panchina interista, alle frecciate a Javier Zanetti sul caso Nico Paz, passando per le battaglie e le rimonte della scorsa stagione, il rapporto tra i due club si è fatto sempre più teso. Ora c’è un nuovo capitolo da scrivere a San Siro, con il Como reduce dal clamoroso 9-1 contro il Lens e un’Inter chiamata a rispondere. Sullo sfondo, una certezza per Chivu: Marcus Thuram, che contro i lariani sembra avere un conto aperto con il gol.
Il no all'Inter: Fabregas e quella trattativa mai decollata
Il primo capitolo della rivalità tra Inter e Como nasce nell’estate del 2025, quando, dopo l’addio di Simone Inzaghi, il nome di Cesc Fabregas viene accostato con forza alla panchina nerazzurra. Il tecnico spagnolo è uno dei profili più apprezzati dalla dirigenza e il confronto tra le parti arriva anche a un incontro a Londra con il direttore sportivo Piero Ausilio. La trattativa, però, non decolla. Alla base della mancata intesa tra il tecnico spagnolo e il club di Viale della Liberazione ci sarebbero state profonde divergenze sulla programmazione, sugli investimenti e sui tempi necessari per intervenire sulla rosa. Le richieste di Fabregas in termini di ricostruzione della squadra sarebbero state lontane dalle possibilità e dai programmi dell’Inter, soprattutto in un’estate condizionata dagli impegni del Mondiale per Club. Una distanza che avrebbe portato la società a virare definitivamente su Cristian Chivu. Lo stesso Fabregas è tornato anche successivamente sull’argomento (durante il Festival dello Sport di Trento), raccontando la propria scelta di proseguire l’avventura a Como. Una decisione inizialmente maturata più di pancia che di testa, come ha spiegato lo spagnolo. Oggi quella scelta si è trasformata in un progetto ambizioso, con il tecnico diventato il principale riferimento di una società che punta a crescere rapidamente.
La stoccata a Zanetti su Nico Paz: “Non giocherà nell'Inter”
Se il mancato approdo di Fabregas a Milano aveva rappresentato il primo intreccio tra le due realtà, la vicenda Nico Paz ha contribuito ad alimentare ulteriormente le tensioni. Il talento argentino, protagonista della crescita del Como, è finito anche nei radar dell’Inter, con Javier Zanetti che aveva parlato del proprio ottimo rapporto con il giocatore e del possibile ritorno al Real Madrid. Parole che non sono state particolarmente gradite da Fabregas. Alla vigilia della partita contro la Cremonese, il tecnico lariano ha risposto senza troppi giri di parole, chiamando direttamente in causa il vicepresidente nerazzurro: “Zanetti è stata una persona molto importante nel calcio, conosce bene le dinamiche. Conosco bene Ausilio e Baccin, so che sono loro a prendere le decisioni. Io so che Zanetti non lavora per il Madrid e il Como, allora bisogna portare rispetto. Ci sono anche piccoli messaggi che non mi piacciono”. Poi la frase che ha fatto discutere: “Nico Paz non giocherà nell’Inter. O tornerà al Real Madrid o giocherà al Como l’anno prossimo”. Una presa di posizione decisamente netta, che ha finito per trasformare un semplice apprezzamento calcistico in un caso polemico. Le parole dell'ex capitano nerazzurro infatti, erano state tutt’altro che provocatorie: il vicepresidente nerazzurro si era limitato a esprimere stima per le qualità di Nico Paz e a sottolineare il buon rapporto con il giocatore, senza avanzare pretese né mancare di rispetto al Como. Per questo motivo, la replica di Fabregas è stata eccessiva e fuori luogo, soprattutto nei confronti di una figura come Zanetti, che aveva espresso un giudizio positivo senza alcuna intenzione di alimentare tensioni.
Le rimonte della stagione 2025/2026
Contro l’Inter, per il Como, non è mai finita finché non arriva il triplice fischio. Nella scorsa stagione, infatti, la squadra di Fabregas ha sperimentato la capacità dei nerazzurri di ribaltare anche le situazioni più complicate. La fotografia più significativa é la sfida dello scorso aprile al Sinigaglia, una partita che avrebbe potuto cambiare il finale della corsa Scudetto. Il Como era riuscito a portarsi avanti di due reti, mettendo seriamente in difficoltà la squadra di Chivu. Ma proprio nel momento più delicato é emersa la personalità dei futuri campioni d’Italia: l’Inter ha reagito con carattere, trovando prima la rete per riaprire la partita con Marcus Thuram a pochi secondi dallo scadere del primo tempo. L'Inter è tornata negli spogliatoi rinfrancata, e nel secondo tempo è scesa in campo con grinta e ferocia: il secondo gol di Thuram e poi la doppietta di Dumfries hanno ribaltato la partita e permesso ai nerazzurri di conquistare punti preziosi per la marcia verso lo Scudetto. Una dimostrazione di forza mentale, oltre che tecnica, che ha confermato quanto sia difficile mettere definitivamente al tappeto gli uomini di Chivu. Ma non c’è stato soltanto il campionato. Anche in Coppa Italia, nella semifinale di ritorno a San Siro, l’Inter ha dovuto fare i conti con un Como capace di portarsi sul 2-0, prima di reagire nella ripresa e conquistare la finale con un 3-2. Due sfide diverse, accomunate dalla capacità dei nerazzurri di trovare risorse nei momenti più delicati e dalla difficoltà dei lariani di gestire il vantaggio contro una squadra che non smette di crederci. È proprio questo il messaggio che i precedenti consegnano a Fabregas: contro l’Inter servono attenzione e continuità per tutti i novanta minuti. Il bilancio complessivo della passata stagione parla chiaro, con tre vittorie e un pareggio per i nerazzurri nei quattro scontri diretti. Un dato favorevole a Chivu, ma non una garanzia: il Como di oggi è cresciuto, ha acquisito consapevolezza e vuole dimostrare di poter finalmente invertire la tendenza.
Il 9 a 1 al Lens e le parole di Fabregas: il Como non vuole fermarsi
L’ultimo biglietto da visita della formazione lariana è stato semplicemente impressionante. Il 9-1 rifilato al Lens in Champions League ha regalato al Como la quarta posizione momentanea nella classifica generale della League Phase dopo quattro giornate, confermando le ambizioni di una squadra che non sembra avere intenzione di porsi limiti. Ma il roboante risultato ottenuto in terra francese è già alle spalle: nella testa di Cesc Fabregas c’è soltanto l’Inter. L’allenatore spagnolo, alla vigilia della trasferta di San Siro, ha voluto subito riportare l’attenzione sul campionato, invitando i suoi ragazzi a non lasciarsi distrarre dall’euforia per la storica goleada europea. «Ai ragazzi ho già detto che dobbiamo archiviare Lens e pensare solo all’Inter», ha spiegato il tecnico spagnolo, consapevole delle difficoltà che attendono il Como contro i campioni d’Italia in carica. «Ci aspetta una partita durissima, sarà una sfida molto dispendiosa dal punto di vista fisico e mentale. Abbiamo poco tempo, ma dobbiamo prepararla al meglio». Il tecnico non vuole una squadra condizionata dal prestigioso avversario, ma pretende che venga riproposto il calcio che ha caratterizzato il percorso dei lariani: «L’obiettivo è andare a Milano per mostrare la nostra vera identità». Un messaggio chiaro, dunque: niente atteggiamenti rinunciatari e nessuna intenzione di snaturarsi. Fabregas vuole un Como coraggioso, capace di giocare la propria partita anche davanti a una delle squadre più forti del campionato. D’altronde quella contro l’Inter sarà la nona partita del percorso tra una sosta e l’altra per le nazionali: l’ultimo sforzo prima di poter recuperare energie e giocatori.
Thuram amuleto di Chivu: 4 gol in 3 partite contro il Como
Uno degli uomini sui quali Chivu conta maggiormente in vista della sfida con il Como é sicuramente Marcus Thuram. Con Lautaro ancora assente, il francese è chiamato a prendersi ancora una volta sulle spalle l'attacco dell’Inter. E se c’è una squadra contro cui Tikus può guardare ai precedenti con particolare fiducia, quella è proprio il Como. I numeri parlano chiaro: 4 gol nelle ultime 3 partite di campionato contro i lariani, ai quali ha segnato ogni volta che li ha affrontati. L’ultimo ricordo è quello della doppietta dello scorso aprile al Sinigaglia, quando ha contribuito in maniera decisiva a ribaltare il doppio vantaggio della squadra di Fabregas. Un avversario che evidentemente gli porta bene e contro il quale Chivu spera di ritrovare ancora una volta il suo attaccante nella versione migliore. A Rotterdam, nella vittoria contro il Feyenoord, Thuram ha giocato al fianco di Pio Esposito, una soluzione che potrebbe essere riproposta anche a San Siro. La presenza del giovane italiano offre un riferimento in più davanti e permette al francese di avere maggiore libertà di movimento, senza rinunciare alle sue accelerazioni e agli inserimenti in profondità. Dopo la prova incolore nel derby, Marcus ha voglia di tornare a lasciare il segno. E il Como, almeno guardando alle statistiche, sembra proprio l’avversario giusto.
Inter-Como, una sfida che va oltre i 3 punti
Domenica a San Siro non ci saranno in palio soltanto tre punti. Inter-Como è diventata una sfida che porta con sé ambizioni, vecchie tensioni e una rivalità cresciuta settimana dopo settimana. Da una parte c’è Fabregas, che non ha mai nascosto la propria personalità e che, tra dichiarazioni pungenti e prese di posizione decise, sembra avere ormai un conto aperto con il mondo nerazzurro. Dall’altra Cristian Chivu, che preferisce lasciare parlare il campo, lavorando sulla squadra e cercando risposte attraverso il gioco e i risultati. Il tecnico interista ha già dimostrato nella passata stagione di conoscere le contromisure per mettere in difficoltà lo spagnolo e ora vuole confermare quella superiorità anche in un momento delicato del campionato. Il 9-1 contro il Lens ha acceso i riflettori sul Como, ma San Siro é un’altra storia e l’Inter non ha alcuna intenzione di fare da spettatrice alla crescita dei lariani. Il mancato arrivo sulla panchina dell'Inter, le parole su Nico Paz e i precedenti infuocati hanno preparato il terreno: adesso toccherà ai novanta minuti stabilire chi avrà l’ultima parola. Chivu può contare anche su un alleato speciale, Marcus Thuram, che contro il Como ha sempre trovato il modo di colpire. Fabregas arriva con l’entusiasmo di chi ha appena firmato un’impresa europea, ma a Milano troverà un’Inter pronta a difendere il proprio territorio: San Siro non è Lens e i nerazzurri non hanno intenzione di concedere passerelle.