Domani alle 20.45, a Bologna, l'Italia di Mancini affronta la Turchia di un contestatissimo Vincenzo Montella: dopo la netta vittoria all'andata, gli azzurri cercheranno di riconfermarsi, sull'onda anche dell'entusiasmo per l'importantissimo pari ottenuto in Francia. Possibili nuovi cambi di formazione da parte del Ct italiano, come ci ha ormai abituato in questi primi impegni di Nations League. “La formazione? Domani qualcosa cambieremo”.
Italia e Turchia, umori opposti
Dopo il prezioso 1 a 1 contro la Francia, l'Italia torna in campo a Bologna contro la Turchia con un obiettivo preciso: conquistare tre punti, che sarebbero importantissimi per consolidare la propria posizione nel Gruppo A1 di Nations League e scongiurare la retrocessione. Gli azzurri arrivano al match di domani con maggiore fiducia dopo la convincente vittoria per 4 a 1 di Bursa, mentre la Turchia è reduce dal pesante 3 a 0 subito contro il Belgio.
Il percorso degli azzurri in questa Nations League è iniziato in salita, con la sconfitta contro il Belgio e le critiche che cominciavano a farsi sentire. Il successo proprio contro la Turchia di qualche giorno fa ha restituito fiducia al gruppo e mostrato un'Italia più brillante, che crea gioco, si diverte e fa divertire i tifosi. La prestazione convincente ha avuto il suo seguito in Francia, quando gli uomini di Mancini hanno ottenuto un importantissimo pareggio: al bellissimo gol di Olise, hanno risposto con un preziosissimo gol di Alessandro Bastoni (il secondo di fila per l'interista). Al di là del risultato, la prestazione in terra francese è stata convincente, e l'Italia è riuscita a non farsi schiacciare dalla rosa stellare a disposizione di Zidane. Anche le critiche hanno cominciato a scemare, e i tifosi stanno pian piano ritrovando quell'entusiasmo che si era spento, a causa anche delle brutte figure rimediate ultimamente dalla Nazionale.
La Turchia arriva alla sfida di domani in enorme difficoltà: ultima nel girone a 0 punti, per ora solo sconfitte per gli uomini di Montella. Il Ct è stato pesantemente contestato al termine degli ultimi due match, e la situazione con i tifosi turchi è particolarmente tesa. E' vero che le assenze di Calhanoglu e Yildiz sono pesanti, ma i turchi sono chiamati a rialzare immediatamente la testa. Il talento non manca, soprattutto con Arda Guler pronto ad accendere la manovra offensiva, ma servirà una prestazione completamente diversa dalle precedenti per sperare di ottenere un risultato utile. L'Italia non deve fare l'errore di sottovalutare l'avversario, seppure in un momento difficile. Anche Mancini ne è convinto: “L'errore che non dobbiamo fare è pensare che sia una sfida semplice”.
I giovani sempre più protagonisti
Mancini ha convocato ben 34 giocatori, 9 dei quali alla prima chiamata in azzurro. Il vero intento del Ct è proprio quello di dare responsabilità ai giovani. La scelta più significativa in questo senso è arrivata contro la Turchia, quando Mancini ha cambiato otto undicesimi rispetto alla precedente gara col Belgio e ha mandato in campo contemporaneamente Pio e Sebastiano Esposito. L'interista è ormai una certezza in maglia azzurra (realizzando anche 6 gol in 11 partite). Kayode è un altro esempio della filosofia del Ct: esordio da titolare e addirittura gol, mentre Ruggeri ha avuto spazio fin dall'inizio. Dalla panchina sono arrivati minuti per altri giovani come Doumbia e Romano. Mancini sta inserendo tanti giovani, che con il loro apporto di coraggio e spensieratezza possono affiancare i “senatori” per costruire un gruppo forte e vincente. Una scelta di ricostruzione per cominciare a conoscere i protagonisti del futuro. “La cosa più importante in un gruppo è credere in se stessi e pensare che si possa arrivare a qualsiasi risultato”. Parola di Mancini.
La sfida di domani contro la Turchia servirà a dimostrare che la vittoria all'andata e la buona prestazione contro la Francia non sono stati episodi isolati ma l'inizio di un percorso.
La probabile formazione
Per il match contro la Turchia di domani sera, Mancini potrebbe fare diversi cambi rispetto agli undici titolari che hanno pareggiato venerdì contro la Francia, anche per gestire le energie dopo il tour de force degli ultimi giorni. L'unico obbligato è quello di Kean: “Non sta bene, non ha recuperato, lo lasciamo andare a casa”. Confermatissimo in porta Donnarumma, che ha salvato la porta degli azzurri in più di un'occasione contro la Francia, con parate miracolose. A destra dovrebbe trovare spazio ancora Kayode, con Di Lorenzo che viaggia verso la panchina. A centrocampo dovrebbe esserci il ritorno di Barella, per permettere a Tonali di riposare dopo aver giocato tutte e tre le precedenti gare. Mancini al posto di Scalvini e Ruggeri per Calafiori in difesa, Romano in regia, possibile esordio da titolare di Doumbia e in attacco riposo per i fratelli Esposito con Scamacca, Cambiaghi e Vergara dal primo minuto. Un turnover importante per Mancini, anche se non una vera e propria rivoluzione, per cercare di mantenere competitiva la Nazionale italiana e allo stesso tempo dare spazio a diversi interpreti del gruppo. Un bilancio prima dell'ultima delle quattro gare in programma durante questa sosta? "In questa sosta ci siamo divertiti, spero anche i giocatori. Ora dobbiamo chiudere in bellezza".
L'Italia sembra aver ritrovato entusiasmo, giovani protagonisti e qualche certezza. Ora serve continuità. Nel Gruppo1 gli Azzurri sono al terzo posto con 4 punti, dietro a Francia (7 punti) e Belgio (6 punti). Battere la Turchia di Vincenzo Montella (ancora a 0) anche al ritorno equivarrebbe ad allontanare del tutto le ansie da retrocessione e giocarsi tutto negli ultimi incontri di novembre, per cercare di agganciare il secondo posto in classifica e la qualificazione ai quarti di finale di marzo 2027, evitando i playoff per rimanere in Lega A. La sfida del Dall'Ara sarà quindi fondamentale: chiudere questo ciclo di partite con un altro successo sarebbe fondamentale affinché il processo di crescita della Nazionale prosegua senza intoppi e anche per dare un segnale forte, di campo, nel momento in cui la FIGC è nel pieno della bufera.
Domani alle 20.45, a Bologna, l'Italia di Mancini affronta la Turchia di un contestatissimo Vincenzo Montella: dopo la netta vittoria all'andata, gli azzurri cercheranno di riconfermarsi, sull'onda anche dell'entusiasmo per l'importantissimo pari ottenuto in Francia. Possibili nuovi cambi di formazione da parte del Ct italiano, come ci ha ormai abituato in questi primi impegni di Nations League. “La formazione? Domani qualcosa cambieremo”.
Italia e Turchia, umori opposti
Dopo il prezioso 1 a 1 contro la Francia, l'Italia torna in campo a Bologna contro la Turchia con un obiettivo preciso: conquistare tre punti, che sarebbero importantissimi per consolidare la propria posizione nel Gruppo A1 di Nations League e scongiurare la retrocessione. Gli azzurri arrivano al match di domani con maggiore fiducia dopo la convincente vittoria per 4 a 1 di Bursa, mentre la Turchia è reduce dal pesante 3 a 0 subito contro il Belgio.
Il percorso degli azzurri in questa Nations League è iniziato in salita, con la sconfitta contro il Belgio e le critiche che cominciavano a farsi sentire. Il successo proprio contro la Turchia di qualche giorno fa ha restituito fiducia al gruppo e mostrato un'Italia più brillante, che crea gioco, si diverte e fa divertire i tifosi. La prestazione convincente ha avuto il suo seguito in Francia, quando gli uomini di Mancini hanno ottenuto un importantissimo pareggio: al bellissimo gol di Olise, hanno risposto con un preziosissimo gol di Alessandro Bastoni (il secondo di fila per l'interista). Al di là del risultato, la prestazione in terra francese è stata convincente, e l'Italia è riuscita a non farsi schiacciare dalla rosa stellare a disposizione di Zidane. Anche le critiche hanno cominciato a scemare, e i tifosi stanno pian piano ritrovando quell'entusiasmo che si era spento, a causa anche delle brutte figure rimediate ultimamente dalla Nazionale.
La Turchia arriva alla sfida di domani in enorme difficoltà: ultima nel girone a 0 punti, per ora solo sconfitte per gli uomini di Montella. Il Ct è stato pesantemente contestato al termine degli ultimi due match, e la situazione con i tifosi turchi è particolarmente tesa. E' vero che le assenze di Calhanoglu e Yildiz sono pesanti, ma i turchi sono chiamati a rialzare immediatamente la testa. Il talento non manca, soprattutto con Arda Guler pronto ad accendere la manovra offensiva, ma servirà una prestazione completamente diversa dalle precedenti per sperare di ottenere un risultato utile. L'Italia non deve fare l'errore di sottovalutare l'avversario, seppure in un momento difficile. Anche Mancini ne è convinto: “L'errore che non dobbiamo fare è pensare che sia una sfida semplice”.
I giovani sempre più protagonisti
Mancini ha convocato ben 34 giocatori, 9 dei quali alla prima chiamata in azzurro. Il vero intento del Ct è proprio quello di dare responsabilità ai giovani. La scelta più significativa in questo senso è arrivata contro la Turchia, quando Mancini ha cambiato otto undicesimi rispetto alla precedente gara col Belgio e ha mandato in campo contemporaneamente Pio e Sebastiano Esposito. L'interista è ormai una certezza in maglia azzurra (realizzando anche 6 gol in 11 partite). Kayode è un altro esempio della filosofia del Ct: esordio da titolare e addirittura gol, mentre Ruggeri ha avuto spazio fin dall'inizio. Dalla panchina sono arrivati minuti per altri giovani come Doumbia e Romano. Mancini sta inserendo tanti giovani, che con il loro apporto di coraggio e spensieratezza possono affiancare i “senatori” per costruire un gruppo forte e vincente. Una scelta di ricostruzione per cominciare a conoscere i protagonisti del futuro. “La cosa più importante in un gruppo è credere in se stessi e pensare che si possa arrivare a qualsiasi risultato”. Parola di Mancini.
La sfida di domani contro la Turchia servirà a dimostrare che la vittoria all'andata e la buona prestazione contro la Francia non sono stati episodi isolati ma l'inizio di un percorso.
La probabile formazione
Per il match contro la Turchia di domani sera, Mancini potrebbe fare diversi cambi rispetto agli undici titolari che hanno pareggiato venerdì contro la Francia, anche per gestire le energie dopo il tour de force degli ultimi giorni. L'unico obbligato è quello di Kean: “Non sta bene, non ha recuperato, lo lasciamo andare a casa”. Confermatissimo in porta Donnarumma, che ha salvato la porta degli azzurri in più di un'occasione contro la Francia, con parate miracolose. A destra dovrebbe trovare spazio ancora Kayode, con Di Lorenzo che viaggia verso la panchina. A centrocampo dovrebbe esserci il ritorno di Barella, per permettere a Tonali di riposare dopo aver giocato tutte e tre le precedenti gare. Mancini al posto di Scalvini e Ruggeri per Calafiori in difesa, Romano in regia, possibile esordio da titolare di Doumbia e in attacco riposo per i fratelli Esposito con Scamacca, Cambiaghi e Vergara dal primo minuto. Un turnover importante per Mancini, anche se non una vera e propria rivoluzione, per cercare di mantenere competitiva la Nazionale italiana e allo stesso tempo dare spazio a diversi interpreti del gruppo. Un bilancio prima dell'ultima delle quattro gare in programma durante questa sosta? "In questa sosta ci siamo divertiti, spero anche i giocatori. Ora dobbiamo chiudere in bellezza".
L'Italia sembra aver ritrovato entusiasmo, giovani protagonisti e qualche certezza. Ora serve continuità. Nel Gruppo1 gli Azzurri sono al terzo posto con 4 punti, dietro a Francia (7 punti) e Belgio (6 punti). Battere la Turchia di Vincenzo Montella (ancora a 0) anche al ritorno equivarrebbe ad allontanare del tutto le ansie da retrocessione e giocarsi tutto negli ultimi incontri di novembre, per cercare di agganciare il secondo posto in classifica e la qualificazione ai quarti di finale di marzo 2027, evitando i playoff per rimanere in Lega A. La sfida del Dall'Ara sarà quindi fondamentale: chiudere questo ciclo di partite con un altro successo sarebbe fondamentale affinché il processo di crescita della Nazionale prosegua senza intoppi e anche per dare un segnale forte, di campo, nel momento in cui la FIGC è nel pieno della bufera.