Malagò: il mancato tesseramento e i rischi per Mancini

Dopo la pace ritrovata con il senatore leghista Roberto Marti che aveva sollevato l’archiviatissima questione pantouflage su un possibile conflitto di interessi, il presidente della Figc scopre di doversela vedere con il nodo tesseramento.

La vicenda

È molto evidente che Malagò sia incolpevole, anzi qualcuno potrebbe anche definirlo "vittima" visto che, se fosse stato informato prima di quanto necessario, avrebbe quantomeno chiesto in anticipo di fare chiarezza. Oltre ad avere più di una componente federale a garanzia del suo essere parte di questo momento visto che è un membro Cio a titolo individuale. Il CIO è il massimo organo sportivo mondiale, che guida e organizza i Giochi Olimpici. Sottolineare l’assenza di tessera federale è piuttosto grottesco, ma lo Statuto è lo Statuto, quindi è legittimo voler cancellare ogni eventuale ombra. Taucer, pur esprimendo in modo chiaro la propria posizione, ha chiesto a Chinè di inviargli le sue controdeduzioni, ma allo stesso tempo ha fatto avere le sue osservazioni in merito alla necessità di tesseramento al presidente del Coni Luciano Buonfiglio. E se la palla della partita disciplinare resta a Chinè, quella più "amministrativa" passa appunto al Coni, la vecchia casa di Malagò, che potrebbe ora essere determinante per definirne il futuro in Figc. Buonfiglio potrebbe portare già nella Giunta del 15 settembre il problema, legato non a un illecito di Malagò, ma a una illegittima approvazione della sua candidatura per le elezioni del 22 giugno.

Cosa rischia Roberto Mancini?

Come accadde due anni fa per il predecessore di Malagò, Gabriele Gravina, le conclusioni del procuratore Chinè si baserebbero su un'interpretazione precisa dello Statuto federale: con "l'essere in regola con il tesseramento", infatti, si intenderebbe non un obbligo di possesso della tessera federale al momento del deposito della candidatura, che Malagò non aveva come i suoi recenti predecessori, Abete compreso, ma un rispetto delle prescrizioni e dei requisiti richiesti dal tesseramento per chi è già in possesso di una tessera Figc. Al momento Roberto Mancini non rischia nulla e con l'archiviazione l'Italia potrà concentrarsi sui prossimi impegni. Serve serenità soprattutto per la Nazionale e i tifosi che rivogliono una squadra competitiva e brillante.

Dopo la pace ritrovata con il senatore leghista Roberto Marti che aveva sollevato l’archiviatissima questione pantouflage su un possibile conflitto di interessi, il presidente della Figc scopre di doversela vedere con il nodo tesseramento.

La vicenda

È molto evidente che Malagò sia incolpevole, anzi qualcuno potrebbe anche definirlo "vittima" visto che, se fosse stato informato prima di quanto necessario, avrebbe quantomeno chiesto in anticipo di fare chiarezza. Oltre ad avere più di una componente federale a garanzia del suo essere parte di questo momento visto che è un membro Cio a titolo individuale. Il CIO è il massimo organo sportivo mondiale, che guida e organizza i Giochi Olimpici. Sottolineare l’assenza di tessera federale è piuttosto grottesco, ma lo Statuto è lo Statuto, quindi è legittimo voler cancellare ogni eventuale ombra. Taucer, pur esprimendo in modo chiaro la propria posizione, ha chiesto a Chinè di inviargli le sue controdeduzioni, ma allo stesso tempo ha fatto avere le sue osservazioni in merito alla necessità di tesseramento al presidente del Coni Luciano Buonfiglio. E se la palla della partita disciplinare resta a Chinè, quella più "amministrativa" passa appunto al Coni, la vecchia casa di Malagò, che potrebbe ora essere determinante per definirne il futuro in Figc. Buonfiglio potrebbe portare già nella Giunta del 15 settembre il problema, legato non a un illecito di Malagò, ma a una illegittima approvazione della sua candidatura per le elezioni del 22 giugno.

Cosa rischia Roberto Mancini?

Come accadde due anni fa per il predecessore di Malagò, Gabriele Gravina, le conclusioni del procuratore Chinè si baserebbero su un'interpretazione precisa dello Statuto federale: con "l'essere in regola con il tesseramento", infatti, si intenderebbe non un obbligo di possesso della tessera federale al momento del deposito della candidatura, che Malagò non aveva come i suoi recenti predecessori, Abete compreso, ma un rispetto delle prescrizioni e dei requisiti richiesti dal tesseramento per chi è già in possesso di una tessera Figc. Al momento Roberto Mancini non rischia nulla e con l'archiviazione l'Italia potrà concentrarsi sui prossimi impegni. Serve serenità soprattutto per la Nazionale e i tifosi che rivogliono una squadra competitiva e brillante.