All'Inter inizia l'era Baccin: è lui il nuovo Direttore Sportivo

Il 2 settembre 2026 rappresenta per l'Inter l'inizio di una nuova era: Dario Baccin diventa il nuovo Chief Sport Officer del club nerazzurro. L'addio di Piero Ausilio all'Inter è stato un fulmine a ciel sereno per i tifosi: dopo 28 anni il dirigente ha lasciato il club con effetto immediato, chiudendo un rapporto che sembrava ormai parte integrante della recente storia nerazzurra. Risoluzione consensuale del contratto, dopo il mancato accordo sul rinnovo. E l'Inter volta pagina, facendo però una scelta nel segno della continuità: a prendere il posto di Ausilio è Dario Baccin, fino ad ora vice direttore sportivo.

Una scelta di continuità

Baccin è arrivato all'Inter nel 2017 come vice di Ausilio, e nel corso degli anni ha assunto responsabilità sempre maggiori all'interno della società, occupandosi principalmente di scouting (con particolare attenzione al Sudamerica). Successivamente è diventato promotore del progetto Under 23, sposando pienamente anche la strategia di Oaktree. Il suo percorso lo ha portato progressivamente a diventare una delle figure centrali dell'area sportiva nerazzurra. Una conoscenza maturata sul campo che oggi gli permette di raccogliere un'eredità pesante: quella lasciata da Ausilio. La decisione dell'Inter è quella di voler evitare una vera e propria rivoluzione: dopo anni di lavoro al fianco del suo predecessore, Baccin conosce già strategie, meccanismi e filosofia del club. Anche Marotta, nella serata del Gran Galà del Calcio, lo ha definito “una scelta innovativa, pur nel segno della continuità gestionale”. Chiaramente l'essere stato allievo diretto di Ausilio gioca a suo favore e gli consente di essere già pronto ad assumere questo nuovo incarico.

Dai campi di calcio al lavoro dietro le quinte

Baccin nasce a Novara 50 anni fa, e inizia la sua carriera da calciatore nella Juventus, per poi proseguire con Napoli e diversi club di provincia. Appesi gli scarpini al chiodo, inizia la sua seconda vita calcistica: ottiene a pieni voti il diploma da Direttore Sportivo a Coverciano e comincia a lavorare come osservatore del Siena. Proprio qui incontra Giorgio Perinetti, figura fondamentale per la sua crescita professionale. Perinetti lo porta nel 2012 a Palermo, dove Baccin diventa direttore dell'area tecnica e responsabile del settore giovanile. Rimane cinque anni in Sicilia, costruendosi una reputazione soprattutto grazie alla capacità di individuare e seguire giovani talenti. Nel 2017 arriva la svolta: l'Inter lo sceglie come vice direttore sportivo ("soffiandolo" a Marotta, che allora lo voleva con sè alla Juventus). Inizialmente braccio destro di Piero Ausilio, nell'estate 2025 gli viene affidato un compito cruciale: la gestione della neonata Inter U23, la seconda squadra nerazzurra, che sceglie Stefano Vecchi come suo primo allenatore. Una caratteristica che lo ha accompagnato negli anni è stata la grande attenzione allo scouting internazionale, con numerosi viaggi soprattutto in Sud America alla ricerca di nuovi talenti.

La prima sfida da Direttore Sportivo

Dario Baccin cresce in una famiglia di interisti, ed impara fin da piccolo ad amare i colori nerazzurri. Nonostante sia cresciuto calcisticamente nella Juventus, oggi si ritrova a guidare l'area sportiva proprio del club che ha sempre tifato. E dopo quasi dieci anni dietro le quinte, è ora arrivato per lui il momento di “metterci la faccia”, raccogliendo l'eredità lasciatagli da Piero Ausilio. Non c'è tempo da perdere: nemmeno il tempo di ambientarsi nel suo nuovo ruolo, che sul tavolo di Baccin sono finiti immediatamente i dossier dei giocatori in scadenza nei prossimi due anni che dovrà cercare di trattenere all'Inter, per provare a confermare l'ossatura dei Campioni d'Italia. Particolare rilievo assumono allora le questioni relative a Dimarco, Bastoni e Calhanoglu. Ma anche Carlos Augusto, ZIelinski e Thuram. Compito non facile, perché se da una parte c'è la volontà di andare avanti con alcuni dei pilastri che hanno contribuito al ciclo vincente iniziato con Antonio Conte, proseguito da Simone Inzaghi e ora da Cristian Chivu, la dirigenza nerazzurra dovrà fare i conti con le indicazioni della proprietà sull'indirizzo dei prossimi anni. Blindare i giocatori centrali per il progetto Inter significa dare continuità alla squadra e allo stesso tempo evitare di arrivare alle scadenze con situazioni difficili da gestire. Per Federico Dimarco dovrebbe essere solo questione di tempo: l'Mvp della scorsa stagione non è in discussione, e si troverà certamente una quadra sulle condizioni di rinnovo contrattuale. Anche Carlos Augusto è destinato a continuare la sua avventura in nerazzurro, con le trattative che procedono verso la definizione. Per Baccin le questioni rinnovi saranno una delle prime occasioni per dimostrare di essere pronto a raccogliere il testimone da Ausilio.

Quella di Dario Baccin è una storia di competenza, pazienza e perseveranza. Da giocatore, a vice ds a Direttore Sportivo vero e proprio: un sogno inseguito una vita intera. E costruito imparando sul campo anno dopo anno, imbarcandosi su voli improbabili (spesso diretti verso il Sud America), osservando migliaia di partite sempre con l'occhio attento di chi possiede una profonda conoscenza del pallone. Con Dario Baccin inizia una nuova era all'Inter. L'addio di Piero Ausilio dopo 28 anni in nerazzurro chiude un'epoca, ma la scelta della società è stata una scelta di continuità. Il compito non sarà semplice, perchè l'eredità lasciata da Ausilio è pesante. Ma Baccin ha un vantaggio fondamentale: conosce già l'ambiente nerazzurro, ne fa parte da quasi un decennio. L'Inter cambia volto ma non vuole cambiare identità. Con Baccin la continuità può essere il punto di partenza per una nuova era di successi.

 

 

 

 

 

Il 2 settembre 2026 rappresenta per l'Inter l'inizio di una nuova era: Dario Baccin diventa il nuovo Chief Sport Officer del club nerazzurro. L'addio di Piero Ausilio all'Inter è stato un fulmine a ciel sereno per i tifosi: dopo 28 anni il dirigente ha lasciato il club con effetto immediato, chiudendo un rapporto che sembrava ormai parte integrante della recente storia nerazzurra. Risoluzione consensuale del contratto, dopo il mancato accordo sul rinnovo. E l'Inter volta pagina, facendo però una scelta nel segno della continuità: a prendere il posto di Ausilio è Dario Baccin, fino ad ora vice direttore sportivo.

Una scelta di continuità

Baccin è arrivato all'Inter nel 2017 come vice di Ausilio, e nel corso degli anni ha assunto responsabilità sempre maggiori all'interno della società, occupandosi principalmente di scouting (con particolare attenzione al Sudamerica). Successivamente è diventato promotore del progetto Under 23, sposando pienamente anche la strategia di Oaktree. Il suo percorso lo ha portato progressivamente a diventare una delle figure centrali dell'area sportiva nerazzurra. Una conoscenza maturata sul campo che oggi gli permette di raccogliere un'eredità pesante: quella lasciata da Ausilio. La decisione dell'Inter è quella di voler evitare una vera e propria rivoluzione: dopo anni di lavoro al fianco del suo predecessore, Baccin conosce già strategie, meccanismi e filosofia del club. Anche Marotta, nella serata del Gran Galà del Calcio, lo ha definito “una scelta innovativa, pur nel segno della continuità gestionale”. Chiaramente l'essere stato allievo diretto di Ausilio gioca a suo favore e gli consente di essere già pronto ad assumere questo nuovo incarico.

Dai campi di calcio al lavoro dietro le quinte

Baccin nasce a Novara 50 anni fa, e inizia la sua carriera da calciatore nella Juventus, per poi proseguire con Napoli e diversi club di provincia. Appesi gli scarpini al chiodo, inizia la sua seconda vita calcistica: ottiene a pieni voti il diploma da Direttore Sportivo a Coverciano e comincia a lavorare come osservatore del Siena. Proprio qui incontra Giorgio Perinetti, figura fondamentale per la sua crescita professionale. Perinetti lo porta nel 2012 a Palermo, dove Baccin diventa direttore dell'area tecnica e responsabile del settore giovanile. Rimane cinque anni in Sicilia, costruendosi una reputazione soprattutto grazie alla capacità di individuare e seguire giovani talenti. Nel 2017 arriva la svolta: l'Inter lo sceglie come vice direttore sportivo ("soffiandolo" a Marotta, che allora lo voleva con sè alla Juventus). Inizialmente braccio destro di Piero Ausilio, nell'estate 2025 gli viene affidato un compito cruciale: la gestione della neonata Inter U23, la seconda squadra nerazzurra, che sceglie Stefano Vecchi come suo primo allenatore. Una caratteristica che lo ha accompagnato negli anni è stata la grande attenzione allo scouting internazionale, con numerosi viaggi soprattutto in Sud America alla ricerca di nuovi talenti.

La prima sfida da Direttore Sportivo

Dario Baccin cresce in una famiglia di interisti, ed impara fin da piccolo ad amare i colori nerazzurri. Nonostante sia cresciuto calcisticamente nella Juventus, oggi si ritrova a guidare l'area sportiva proprio del club che ha sempre tifato. E dopo quasi dieci anni dietro le quinte, è ora arrivato per lui il momento di “metterci la faccia”, raccogliendo l'eredità lasciatagli da Piero Ausilio. Non c'è tempo da perdere: nemmeno il tempo di ambientarsi nel suo nuovo ruolo, che sul tavolo di Baccin sono finiti immediatamente i dossier dei giocatori in scadenza nei prossimi due anni che dovrà cercare di trattenere all'Inter, per provare a confermare l'ossatura dei Campioni d'Italia. Particolare rilievo assumono allora le questioni relative a Dimarco, Bastoni e Calhanoglu. Ma anche Carlos Augusto, ZIelinski e Thuram. Compito non facile, perché se da una parte c'è la volontà di andare avanti con alcuni dei pilastri che hanno contribuito al ciclo vincente iniziato con Antonio Conte, proseguito da Simone Inzaghi e ora da Cristian Chivu, la dirigenza nerazzurra dovrà fare i conti con le indicazioni della proprietà sull'indirizzo dei prossimi anni. Blindare i giocatori centrali per il progetto Inter significa dare continuità alla squadra e allo stesso tempo evitare di arrivare alle scadenze con situazioni difficili da gestire. Per Federico Dimarco dovrebbe essere solo questione di tempo: l'Mvp della scorsa stagione non è in discussione, e si troverà certamente una quadra sulle condizioni di rinnovo contrattuale. Anche Carlos Augusto è destinato a continuare la sua avventura in nerazzurro, con le trattative che procedono verso la definizione. Per Baccin le questioni rinnovi saranno una delle prime occasioni per dimostrare di essere pronto a raccogliere il testimone da Ausilio.

Quella di Dario Baccin è una storia di competenza, pazienza e perseveranza. Da giocatore, a vice ds a Direttore Sportivo vero e proprio: un sogno inseguito una vita intera. E costruito imparando sul campo anno dopo anno, imbarcandosi su voli improbabili (spesso diretti verso il Sud America), osservando migliaia di partite sempre con l'occhio attento di chi possiede una profonda conoscenza del pallone. Con Dario Baccin inizia una nuova era all'Inter. L'addio di Piero Ausilio dopo 28 anni in nerazzurro chiude un'epoca, ma la scelta della società è stata una scelta di continuità. Il compito non sarà semplice, perchè l'eredità lasciata da Ausilio è pesante. Ma Baccin ha un vantaggio fondamentale: conosce già l'ambiente nerazzurro, ne fa parte da quasi un decennio. L'Inter cambia volto ma non vuole cambiare identità. Con Baccin la continuità può essere il punto di partenza per una nuova era di successi.