Il ko contro il Bruges ha lasciato inevitabilmente qualche scoria, soprattutto per il modo in cui è maturato.
Lo sa Cristian Chivu, che alla vigilia non ha cercato alibi. Al contrario, ha chiesto alla sua Inter di guardare immediatamente avanti:«Dobbiamo reagire e ritrovare energia, nessuno ci aspetta e non dobbiamo piangerci addosso».E aggiunge: «Siamo consapevoli della nostra forza, prendiamo la sconfitta come un episodio senza fare drammi».
Chivu si prende la responsabilità
Chivu parte innanzitutto da sé:«Lo switch deve partire da me, sono il primo responsabile dell’organizzazione della squadra». Poi la fiducia nel gruppo: il tecnico ha parlato di«un gruppo fantastico», sottolineando la necessità di ritrovare un pensiero comune e la capacità di reagire alle difficoltà senza disunirsi.
La classifica, del resto, resta lì: alla vigilia della settima giornata l’Inter è in vetta con 16 punti. E c’è un altro dato che racconta la capacità offensiva della squadra di Chivu: i nerazzurri hanno effettuato 43 tiri nello specchio, più di qualsiasi altra squadra nelle prime sei giornate di Serie A.
Marotta non cambia rotta: «L’ottimismo fa parte della mia vita»
Giuseppe Marotta non ha cambiato registro:«L’ottimismo fa parte della mia vita», ha risposto il presidente nerazzurro.
E nemmeno l’infortunio di Lautaro Martinez modifica l’approccio:«Gli infortuni fanno parte del gioco», ha spiegato Marotta. Un’assenza pesante, certo. Ma proprio qui passa il confine fra una squadra dipendente dalle proprie stelle e una rosa capace di trovare soluzioni differenti.

Bologna e quel tabù da cancellare
Nelle ultime nove sfide di Serie A tra Inter e Bologna ci sono state tre vittorie nerazzurre, tre rossoblù e tre pareggi. Restringendo il campo alle ultime cinque disputate a Bologna, il quadro diventa ancora più insidioso per l’Inter: tre successi rossoblù, una vittoria nerazzurra e il 3-3 dello scorso maggio.
Eppure c’è un paradosso: se negli ultimi anni Bologna è diventata una trasferta complicata per l’Inter, oggi è proprio il Bologna ad avere un problema con il proprio stadio. L'ultimo successo casalingo dei rossoblù risale al 12 aprile contro il Lecce. Nelle successive sei gare interne di campionato sono arrivati quattro pareggi e due sconfitte.
Una risposta da squadra
Bologna rappresenta forse il posto migliore per farlo: uno stadio diventato scomodo, un avversario da non sottovalutare e l’assenza di Lautaro che costringerà tutti ad assumersi qualche responsabilità in più.
Il Dall’Ara negli ultimi anni ha tolto parecchio all’Inter. Stavolta può diventare il campo dal quale ripartire. Perché le sconfitte lasciano il segno soltanto se non si è capaci di reagire. E questa Inter, almeno nelle parole di Chivu e Marotta, non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi.
Il ko contro il Bruges ha lasciato inevitabilmente qualche scoria, soprattutto per il modo in cui è maturato.
Lo sa Cristian Chivu, che alla vigilia non ha cercato alibi. Al contrario, ha chiesto alla sua Inter di guardare immediatamente avanti:«Dobbiamo reagire e ritrovare energia, nessuno ci aspetta e non dobbiamo piangerci addosso».E aggiunge: «Siamo consapevoli della nostra forza, prendiamo la sconfitta come un episodio senza fare drammi».
Chivu si prende la responsabilità
Chivu parte innanzitutto da sé:«Lo switch deve partire da me, sono il primo responsabile dell’organizzazione della squadra». Poi la fiducia nel gruppo: il tecnico ha parlato di«un gruppo fantastico», sottolineando la necessità di ritrovare un pensiero comune e la capacità di reagire alle difficoltà senza disunirsi.
La classifica, del resto, resta lì: alla vigilia della settima giornata l’Inter è in vetta con 16 punti. E c’è un altro dato che racconta la capacità offensiva della squadra di Chivu: i nerazzurri hanno effettuato 43 tiri nello specchio, più di qualsiasi altra squadra nelle prime sei giornate di Serie A.
Marotta non cambia rotta: «L’ottimismo fa parte della mia vita»
Giuseppe Marotta non ha cambiato registro:«L’ottimismo fa parte della mia vita», ha risposto il presidente nerazzurro.
E nemmeno l’infortunio di Lautaro Martinez modifica l’approccio:«Gli infortuni fanno parte del gioco», ha spiegato Marotta. Un’assenza pesante, certo. Ma proprio qui passa il confine fra una squadra dipendente dalle proprie stelle e una rosa capace di trovare soluzioni differenti.

Bologna e quel tabù da cancellare
Nelle ultime nove sfide di Serie A tra Inter e Bologna ci sono state tre vittorie nerazzurre, tre rossoblù e tre pareggi. Restringendo il campo alle ultime cinque disputate a Bologna, il quadro diventa ancora più insidioso per l’Inter: tre successi rossoblù, una vittoria nerazzurra e il 3-3 dello scorso maggio.
Eppure c’è un paradosso: se negli ultimi anni Bologna è diventata una trasferta complicata per l’Inter, oggi è proprio il Bologna ad avere un problema con il proprio stadio. L'ultimo successo casalingo dei rossoblù risale al 12 aprile contro il Lecce. Nelle successive sei gare interne di campionato sono arrivati quattro pareggi e due sconfitte.
Una risposta da squadra
Bologna rappresenta forse il posto migliore per farlo: uno stadio diventato scomodo, un avversario da non sottovalutare e l’assenza di Lautaro che costringerà tutti ad assumersi qualche responsabilità in più.
Il Dall’Ara negli ultimi anni ha tolto parecchio all’Inter. Stavolta può diventare il campo dal quale ripartire. Perché le sconfitte lasciano il segno soltanto se non si è capaci di reagire. E questa Inter, almeno nelle parole di Chivu e Marotta, non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi.