Roma-Inter: una rivalità che torna dopo più di 15 anni

 


Sono dovuti passare più di 3 lustri per ritrovare Roma e Inter a lottare, sulla carta, per lo Scudetto. Tutte e due dal 2010 in poi hanno vissuto stagioni in chiaroscuro: dopo anni di difficoltà economiche e non solo, l'Inter è tornata a vincere nel 2021, mentre la Roma provò a insidiare la Juve fino al 2018, per poi aspettare 7 anni solo per qualificarsi in Champions. Ora che le due squadre sono in cima alla classifica, la sfida di sabato ricorda con nostalgia un passato che rese celebre questa rivalità e con cui molti tifosi, ora adulti, sono cresciuti. Siamo ancora alla quinta giornata, ma ci sono tutti i presupposti per rivivere quella sfida che catalizzò il calcio italiano dal 2006 al 2010.

L’Inter di Mancini e la Roma targata Spalletti

Dalle macerie di Calciopoli si sollevarono due potenze che oggi potremmo definire mitiche: il Biscione e la Lupa. All'inizio della stagione 2006-2007 si sfidarono in Supercoppa e la partita venne decisa solo ai supplementari da un gol dell’esperto Luis Figo che consegnò il trofeo alla Beneamata, che lo dedicò a Giacinto Facchetti: sarà l’ultimo trofeo della presidenza targata Cipe. L’Inter di Mancini trascinata da un attacco stratosferico composto fra gli altri da Ibrahimovic, Crespo, Cruz e Adriano dominò il primo anno conquistando il secondo tricolore di fila, ma la Roma stava già costruendo l’avvenire: arrivò seconda grazie alla lungimiranza di Spalletti che spostò Totti come unica punta, intuizione già provata l’annata precedente, cosa che lo portò a vincere la Scarpa d’Oro. Ma in quell’anno in Coppa Italia la finale fu proprio tra queste due squadre e terminò a favore della Roma: all’andata un rocambolesco 6-2 per i giallorossi e al ritorno non bastò il 2-1 dei nerazzurri. Nella stagione successiva era chiaro a tutti che le due compagini erano di un altro livello rispetto alle altre, ma fin da subito fu battaglia anche nel calciomercato: l’Inter prese Chivu dalla Roma, che rispose comprando giocatori di livello come Giuly e Cicinho. Il primo scontro fu la consueta Supercoppa Italiana che vide i giallorossi trionfanti grazie a un rigore di De Rossi. L’intero campionato fu un susseguirsi di risposte e contro risposte dando vita a una stagione ricca di colpi di scena che culminerà in un’ultima giornata al cardiopalma. L’Inter si trovava a 82 punti mentre la Roma inseguiva a solo un punto di distanza: la squadra di Mancini giocava a Parma, mentre quella di Spalletti veniva ospitata dal Catania. Alla fine dei primi 45 minuti avvenne il controsorpasso: grazie a un gol di Vucinic, i giallorossi erano primi, mentre l’Inter non riusciva a sbloccare la partita di Parma. La squadra nerazzurra sembrava in difficoltà e la cornice atmosferica non sembrava essere ben augurante: cielo grigio e pioggia incessante. Ma al secondo tempo ecco che fuoriuscì un raggio di luce, ma non dal cielo, dallo spogliatoio. Mancini decise di inserire Ibrahimovic: non c’è ne fu più per nessuno, lo Scudetto rimase in terra interista. Ibra con due gol regala una vittoria quasi insperata e spezza i sogni romanisti che subiranno il contraccolpo emotivo del risultato di Parma e infatti negli ultimi minuti un gol di Jorge Martinez, futuro giocatore juventino, porterà il risultato sul definitivo 1-1. La squadra capitanata da Totti avrà modo di rifarsi una settimana dopo: in Coppa Italia sono sempre le due compagini a contendersi il titolo che finirà nelle mani giallorosse dopo un 2-1 che vide anche il bel gol del centrocampista Pelè, all’ultima apparizione con i nerazzurri.


L’avvento di Mourinho e la sfida con Ranieri

Dopo la partita del Liverpool nella passata stagione Roberto Mancini aveva già annunciato di lasciare la panchina interista, al suo posto venne preso niente di meno che lo Special One, Josè Mourinho, l’allenatore più forte al mondo. Arrivò con una missione: riportare la Champions League in casa nerazzurra dopo più di 40 anni. Per raggiungere quell’obiettivo si cercò di nuovo di pescare dai rivali giallorossi: arrivò il brasiliano Mancini. Fra gli acquisti di quella sessione ci fu anche Quaresma con la sua famosa Trivela che però non lasciò il segno. La stagione si aprì con un doloroso lutto per la Roma con la scomparsa del Presidente Sensi. Pochi giorni dopo andò in scena la Supercoppa che ormai era di consuetudine una cosa fra le due squadre. La Roma voleva ricordare al meglio il compianto Presidente e diede battaglia fino all’ultimo secondo: la partita terminò ai rigori, dopo un 2-2 agguantato dai giallorossi al 90’ con Vucinic. I rigori furono letali alla Roma: Julio Cesar parò quello di Juan e incredibilmente Totti colpì la traversa, questi errori diedero la possibilità a capitan Zanetti di chiudere la pratica, cosa che fece con un rigore preciso. Fu comunque un anno di assestamento per la Roma, come se l’ultima giornata della scorso anno avesse lasciato degli strascichi, i giallorossi arrivarono addirittura sesti, mentre l’Inter dominò quel campionato trascinato dai gol di Zlatan Ibrahimovic, capocannoniere di quella Serie A con 25 gol. In Coppa Italia le due squadre si incontrarono ai quarti con vittoria dell’Inter che però verrà eliminata al turno successivo dalla Sampdoria. Nel 2009-2010 non ci fu dunque la ormai tradizionale sfida in Supercoppa e le premesse di una rinnovata sfida non furono evidenti neanche nella sessione di calciomercato: l’Inter voleva a tutti i costi cercare la vittoria in Europa e prese Eto’o dal Barcellona, con Maxwell e Ibrahimovic, ormai in rotta con Mou, che fecero il percorso inverso: mai scelta si rivelò più azzeccata. Arrivarono anche l’esperto Lucio, Thiago Motta e Diego Milito dal Genoa e negli ultimi giorni il fuoriclasse Wesley Sneijder. La Roma in netta crisi finanziaria non riuscì a replicare al mercato faraonico della rivale: prese fra gli altri Burdisso in prestito proprio dall’Inter. E non finirono qui i problemi per i giallorossi: dopo solo due giornata Luciano Spalletti, per problemi con la società e le due sconfitte contro Genoa e Juventus, rassegnò le dimissioni. Fu scelto Claudio Ranieri come nuovo allenatore, romano e romanista da sempre, che risolleverà la squadra capitolina. Fino al girone di andata la situazione sembra chiara: l’Inter è prima mentre la Roma è lontana di addirittura 13 punti. Nel mercato di gennaio l’Inter si rinforzerà con Pandev, mentre la Roma con Luca Toni, che aiuterà e non poco la squadra di Ranieri. Con gli impegni che aumentano per l’Inter, che anche in Champions prosegue la sua corsa verso un sogno che si chiama vittoria, in campionato subentrano delle difficoltà, mentre la Roma sembra aver inserito tutta un’altra marcia. Da gennaio a marzo l’Inter pareggiò 6 volte, perse 3-1 a Catania, mentre la Roma vinse quasi sempre, ad eccezione di tre pareggi. Sarà dunque il gruppo squadra giallorosso a rinnovare la sfida allo Scudetto: trainati da Ranieri, fecero fronte a tutti i problemi economici unendosi ancora di più contro una corazzata vera e propria. Le due squadre si presenteranno allo scontro diretto del 27 marzo così: Inter a 63 punti, Roma a 59, una vittoria di quest’ultima avrebbe riaperto il campionato. E così fu: 2-1 a Roma, al gol di De Rossi rispose il solito Milito, ma al 74’ ci pensa Luca Toni a far esplodere di gioia i tifosi giallorossi, che in quel momento credevano al miracolo. Alla 33ª giornata, due dopo lo scontro diretto, avvenne il sorpasso: la Fiorentina ferma l’Inter sul 2-2, mentre la Roma batte l’Atalanta. La classifica recitava: Roma 68, Inter 67. La Roma galvanizzata da questo sorpasso continuò su questo ruolino di marcia, mentre l’Inter credendo sempre di più alla possibile vittoria della Champions sembrava avesse accusato le fatiche in campionato, ma Mourinho non voleva che accadesse ciò: voleva vincere tutto. Dopo solo due giornata un ex Roma fece uno scherzetto al suo amico Totti: la Sampdoria battè di rimonta la Roma con doppietta di Pazzini, il primo dei quali arrivò su assist di Antonio Cassano, che fu protagonista di quella partita. Ciò che accadde negli spogliatoi fra il primo e il secondo tempo è ancora oggi motivo di domanda, ma di fatto la Roma perse il primato e non lo recupererà più. Nel frattempo ci fu la finale di Coppa Italia che vide un’altra volta le due rivali fronteggiarsi: la partita è ricordata per il calcione di Totti ai danni di Balotelli, che gli costò il rosso diretto dopo che era da poco entrato. La Coppa Italia fu vinta dalla squadra interista per 1-0. Questo trofeo e il proseguimento del cammino in Champions diede più energie all'Inter, galvanizzata da tutto ciò. Le due squadre in campionato vinsero sempre e si trovarono distanziate ad un punto quando, all’ultima giornata, l’Inter vinse lo scudetto a Siena in una partita ostica che si è sbloccata solamente nel secondo tempo con il Principe Milito. La Roma aveva sperato nel miracolo, visto che aveva già chiuso la pratica Chievo nel primo tempo, ma così non fu. Quell’Inter concluderà la stagione con la vittoria della Champions, conseguendo il cosiddetto Triplete. Ci sarà spazio anche per un’altra sfida, quella della Supercoppa dell’anno successivo e l’Inter del nuovo allenatore Benitez vinse 3-1 allo Stadio Meazza.

Roma-Inter: una storia che ancora è tutta da scrivere

Terminò così quella rivalità che segnò un’epoca del calcio italiano: 8 trofei a 3 per l’Inter. Adesso è tempo di scrivere un’altra grande pagina di questa rivalità che si rinnova con nuovi interpreti e nuove speranze. Per i tifosi giallorossi, già esaltati da questo inizio senza intoppi, con tanti corsi e ricorsi storici all’ultimo Scudetto: dall’asse argentino Samuel-Batistuta del 2001 a quello Balerdi-Dybala del 2026. Per l’Inter c’è la voglia, non solo di proseguire la striscia di imbattibilità in campionato dove dal derby dell’8 marzo la squadra di Chivu non ha mai perso, ma anche per continuare a dominare Roma: sono 10 anni, più precisamente dal 2 ottobre 2016, che i giallorossi non battono i nerazzurri all’Olimpico. Non è solo questo il tabù che vuole annullare Gasperini, ma ne esiste anche un altro, e questo riguarda lui stesso: il tecnico di Grugliasco non vince contro l’Inter dal novembre 2018 e dall’inizio della sua carriera da allenatore ha perso ben 22 partite su 36 contro i nerazzurri. Inoltre la sfida fra le due squadre possiede un record tutto suo: è la partita col maggior numero di gol totali nella storia del campionato italiano, ben 540 in 186 sfide. Tanti i motivi che rendono questa rivalità ancora più interessante, ma alla fine sarà sempre il campo a parlare: Roma contro Inter, dopo 16 anni ancora loro a contendersi il massimo riconoscimento del calcio italiano.

 

Sono dovuti passare più di 3 lustri per ritrovare Roma e Inter a lottare, sulla carta, per lo Scudetto. Tutte e due dal 2010 in poi hanno vissuto stagioni in chiaroscuro: dopo anni di difficoltà economiche e non solo, l'Inter è tornata a vincere nel 2021, mentre la Roma provò a insidiare la Juve fino al 2018, per poi aspettare 7 anni solo per qualificarsi in Champions. Ora che le due squadre sono in cima alla classifica, la sfida di sabato ricorda con nostalgia un passato che rese celebre questa rivalità e con cui molti tifosi, ora adulti, sono cresciuti. Siamo ancora alla quinta giornata, ma ci sono tutti i presupposti per rivivere quella sfida che catalizzò il calcio italiano dal 2006 al 2010.

L’Inter di Mancini e la Roma targata Spalletti

Dalle macerie di Calciopoli si sollevarono due potenze che oggi potremmo definire mitiche: il Biscione e la Lupa. All'inizio della stagione 2006-2007 si sfidarono in Supercoppa e la partita venne decisa solo ai supplementari da un gol dell’esperto Luis Figo che consegnò il trofeo alla Beneamata, che lo dedicò a Giacinto Facchetti: sarà l’ultimo trofeo della presidenza targata Cipe. L’Inter di Mancini trascinata da un attacco stratosferico composto fra gli altri da Ibrahimovic, Crespo, Cruz e Adriano dominò il primo anno conquistando il secondo tricolore di fila, ma la Roma stava già costruendo l’avvenire: arrivò seconda grazie alla lungimiranza di Spalletti che spostò Totti come unica punta, intuizione già provata l’annata precedente, cosa che lo portò a vincere la Scarpa d’Oro. Ma in quell’anno in Coppa Italia la finale fu proprio tra queste due squadre e terminò a favore della Roma: all’andata un rocambolesco 6-2 per i giallorossi e al ritorno non bastò il 2-1 dei nerazzurri. Nella stagione successiva era chiaro a tutti che le due compagini erano di un altro livello rispetto alle altre, ma fin da subito fu battaglia anche nel calciomercato: l’Inter prese Chivu dalla Roma, che rispose comprando giocatori di livello come Giuly e Cicinho. Il primo scontro fu la consueta Supercoppa Italiana che vide i giallorossi trionfanti grazie a un rigore di De Rossi. L’intero campionato fu un susseguirsi di risposte e contro risposte dando vita a una stagione ricca di colpi di scena che culminerà in un’ultima giornata al cardiopalma. L’Inter si trovava a 82 punti mentre la Roma inseguiva a solo un punto di distanza: la squadra di Mancini giocava a Parma, mentre quella di Spalletti veniva ospitata dal Catania. Alla fine dei primi 45 minuti avvenne il controsorpasso: grazie a un gol di Vucinic, i giallorossi erano primi, mentre l’Inter non riusciva a sbloccare la partita di Parma. La squadra nerazzurra sembrava in difficoltà e la cornice atmosferica non sembrava essere ben augurante: cielo grigio e pioggia incessante. Ma al secondo tempo ecco che fuoriuscì un raggio di luce, ma non dal cielo, dallo spogliatoio. Mancini decise di inserire Ibrahimovic: non c’è ne fu più per nessuno, lo Scudetto rimase in terra interista. Ibra con due gol regala una vittoria quasi insperata e spezza i sogni romanisti che subiranno il contraccolpo emotivo del risultato di Parma e infatti negli ultimi minuti un gol di Jorge Martinez, futuro giocatore juventino, porterà il risultato sul definitivo 1-1. La squadra capitanata da Totti avrà modo di rifarsi una settimana dopo: in Coppa Italia sono sempre le due compagini a contendersi il titolo che finirà nelle mani giallorosse dopo un 2-1 che vide anche il bel gol del centrocampista Pelè, all’ultima apparizione con i nerazzurri.


L’avvento di Mourinho e la sfida con Ranieri

Dopo la partita del Liverpool nella passata stagione Roberto Mancini aveva già annunciato di lasciare la panchina interista, al suo posto venne preso niente di meno che lo Special One, Josè Mourinho, l’allenatore più forte al mondo. Arrivò con una missione: riportare la Champions League in casa nerazzurra dopo più di 40 anni. Per raggiungere quell’obiettivo si cercò di nuovo di pescare dai rivali giallorossi: arrivò il brasiliano Mancini. Fra gli acquisti di quella sessione ci fu anche Quaresma con la sua famosa Trivela che però non lasciò il segno. La stagione si aprì con un doloroso lutto per la Roma con la scomparsa del Presidente Sensi. Pochi giorni dopo andò in scena la Supercoppa che ormai era di consuetudine una cosa fra le due squadre. La Roma voleva ricordare al meglio il compianto Presidente e diede battaglia fino all’ultimo secondo: la partita terminò ai rigori, dopo un 2-2 agguantato dai giallorossi al 90’ con Vucinic. I rigori furono letali alla Roma: Julio Cesar parò quello di Juan e incredibilmente Totti colpì la traversa, questi errori diedero la possibilità a capitan Zanetti di chiudere la pratica, cosa che fece con un rigore preciso. Fu comunque un anno di assestamento per la Roma, come se l’ultima giornata della scorso anno avesse lasciato degli strascichi, i giallorossi arrivarono addirittura sesti, mentre l’Inter dominò quel campionato trascinato dai gol di Zlatan Ibrahimovic, capocannoniere di quella Serie A con 25 gol. In Coppa Italia le due squadre si incontrarono ai quarti con vittoria dell’Inter che però verrà eliminata al turno successivo dalla Sampdoria. Nel 2009-2010 non ci fu dunque la ormai tradizionale sfida in Supercoppa e le premesse di una rinnovata sfida non furono evidenti neanche nella sessione di calciomercato: l’Inter voleva a tutti i costi cercare la vittoria in Europa e prese Eto’o dal Barcellona, con Maxwell e Ibrahimovic, ormai in rotta con Mou, che fecero il percorso inverso: mai scelta si rivelò più azzeccata. Arrivarono anche l’esperto Lucio, Thiago Motta e Diego Milito dal Genoa e negli ultimi giorni il fuoriclasse Wesley Sneijder. La Roma in netta crisi finanziaria non riuscì a replicare al mercato faraonico della rivale: prese fra gli altri Burdisso in prestito proprio dall’Inter. E non finirono qui i problemi per i giallorossi: dopo solo due giornata Luciano Spalletti, per problemi con la società e le due sconfitte contro Genoa e Juventus, rassegnò le dimissioni. Fu scelto Claudio Ranieri come nuovo allenatore, romano e romanista da sempre, che risolleverà la squadra capitolina. Fino al girone di andata la situazione sembra chiara: l’Inter è prima mentre la Roma è lontana di addirittura 13 punti. Nel mercato di gennaio l’Inter si rinforzerà con Pandev, mentre la Roma con Luca Toni, che aiuterà e non poco la squadra di Ranieri. Con gli impegni che aumentano per l’Inter, che anche in Champions prosegue la sua corsa verso un sogno che si chiama vittoria, in campionato subentrano delle difficoltà, mentre la Roma sembra aver inserito tutta un’altra marcia. Da gennaio a marzo l’Inter pareggiò 6 volte, perse 3-1 a Catania, mentre la Roma vinse quasi sempre, ad eccezione di tre pareggi. Sarà dunque il gruppo squadra giallorosso a rinnovare la sfida allo Scudetto: trainati da Ranieri, fecero fronte a tutti i problemi economici unendosi ancora di più contro una corazzata vera e propria. Le due squadre si presenteranno allo scontro diretto del 27 marzo così: Inter a 63 punti, Roma a 59, una vittoria di quest’ultima avrebbe riaperto il campionato. E così fu: 2-1 a Roma, al gol di De Rossi rispose il solito Milito, ma al 74’ ci pensa Luca Toni a far esplodere di gioia i tifosi giallorossi, che in quel momento credevano al miracolo. Alla 33ª giornata, due dopo lo scontro diretto, avvenne il sorpasso: la Fiorentina ferma l’Inter sul 2-2, mentre la Roma batte l’Atalanta. La classifica recitava: Roma 68, Inter 67. La Roma galvanizzata da questo sorpasso continuò su questo ruolino di marcia, mentre l’Inter credendo sempre di più alla possibile vittoria della Champions sembrava avesse accusato le fatiche in campionato, ma Mourinho non voleva che accadesse ciò: voleva vincere tutto. Dopo solo due giornata un ex Roma fece uno scherzetto al suo amico Totti: la Sampdoria battè di rimonta la Roma con doppietta di Pazzini, il primo dei quali arrivò su assist di Antonio Cassano, che fu protagonista di quella partita. Ciò che accadde negli spogliatoi fra il primo e il secondo tempo è ancora oggi motivo di domanda, ma di fatto la Roma perse il primato e non lo recupererà più. Nel frattempo ci fu la finale di Coppa Italia che vide un’altra volta le due rivali fronteggiarsi: la partita è ricordata per il calcione di Totti ai danni di Balotelli, che gli costò il rosso diretto dopo che era da poco entrato. La Coppa Italia fu vinta dalla squadra interista per 1-0. Questo trofeo e il proseguimento del cammino in Champions diede più energie all'Inter, galvanizzata da tutto ciò. Le due squadre in campionato vinsero sempre e si trovarono distanziate ad un punto quando, all’ultima giornata, l’Inter vinse lo scudetto a Siena in una partita ostica che si è sbloccata solamente nel secondo tempo con il Principe Milito. La Roma aveva sperato nel miracolo, visto che aveva già chiuso la pratica Chievo nel primo tempo, ma così non fu. Quell’Inter concluderà la stagione con la vittoria della Champions, conseguendo il cosiddetto Triplete. Ci sarà spazio anche per un’altra sfida, quella della Supercoppa dell’anno successivo e l’Inter del nuovo allenatore Benitez vinse 3-1 allo Stadio Meazza.

Roma-Inter: una storia che ancora è tutta da scrivere

Terminò così quella rivalità che segnò un’epoca del calcio italiano: 8 trofei a 3 per l’Inter. Adesso è tempo di scrivere un’altra grande pagina di questa rivalità che si rinnova con nuovi interpreti e nuove speranze. Per i tifosi giallorossi, già esaltati da questo inizio senza intoppi, con tanti corsi e ricorsi storici all’ultimo Scudetto: dall’asse argentino Samuel-Batistuta del 2001 a quello Balerdi-Dybala del 2026. Per l’Inter c’è la voglia, non solo di proseguire la striscia di imbattibilità in campionato dove dal derby dell’8 marzo la squadra di Chivu non ha mai perso, ma anche per continuare a dominare Roma: sono 10 anni, più precisamente dal 2 ottobre 2016, che i giallorossi non battono i nerazzurri all’Olimpico. Non è solo questo il tabù che vuole annullare Gasperini, ma ne esiste anche un altro, e questo riguarda lui stesso: il tecnico di Grugliasco non vince contro l’Inter dal novembre 2018 e dall’inizio della sua carriera da allenatore ha perso ben 22 partite su 36 contro i nerazzurri. Inoltre la sfida fra le due squadre possiede un record tutto suo: è la partita col maggior numero di gol totali nella storia del campionato italiano, ben 540 in 186 sfide. Tanti i motivi che rendono questa rivalità ancora più interessante, ma alla fine sarà sempre il campo a parlare: Roma contro Inter, dopo 16 anni ancora loro a contendersi il massimo riconoscimento del calcio italiano.