Se il buongiorno si vede dal mattino, a Venezia i tifosi devono attendersi una stagione difficile in cui ci sarà da lottare fino all’ultimo istante. La squadra lagunare era partita con un obiettivo: centrare una salvezza tranquilla, considerato il mercato di alto livello e i giocatori di assoluto talento mantenuti dalla B. Questo inizio di campionato però ha fatto sorgere più dubbi che certezze. Molte delle colpe sono anche da imputare a Stroppa che nonostante un buon gioco, nei momenti di difficoltà sembra perdersi in un bicchier d’acqua. In aggiunta, alcune sue dichiarazioni hanno fatto storcere il naso a qualcuno. È lui uno dei problemi o la squadra deve solo adeguarsi alla A?
Il mercato esorbitante e un calendario equilibrato
Con oltre 40 milioni spesi durante il calciomercato, il Venezia è stata una delle squadre più attive in estate. Adams, Rrahmani, Mazzocchi, Juan Jesus, Basic, Sohm e via discorrendo sono stati colpi importanti per una squadra neopromossa, ma con alle spalle una proprietà di un certo livello capace di permettersi tali cifre e giocatori. In più la conferma di giocatori come Stankovic, Busio e Yeboah ha consegnato a Mister Stroppa una rosa di tutto rispetto in grado di poter competere per l’obiettivo stabilito: una salvezza tranquilla, così da poter mettere le basi per un futuro stabile in A. Nelle prime 4 giornate il campionato ha riservato un calendario abbastanza equilibrato: Lecce, Milan, Frosinone e Fiorentina. Qualche punto era più che legittimo che potesse arrivare, ma mai nessuno avrebbe pensato o voluto pensare, per quanto riguarda i tifosi, di essere ultimi a 0 punti dopo questo inizio. Un inizio disastroso, che ha fatto emergere più difetti che certezze. La salvezza così diventa difficile, ma siamo solo all’inizio e tutto può cambiare da un momento all’altro, ma prima bisogna invertire la rotta, e per farlo, tutti dovranno mettersi in discussione.
I problemi della rosa
Guardando i dati balza subito all’occhio che il Venezia nelle prime due partite non ha fatto neanche un gol, mentre nelle ultime due ne ha fatti 4, ma il risultato non è cambiato. Quindi i problemi non sono tanto nella fase offensiva che si sta accendendo piano piano, ma sono nella fase difensiva. Nonostante un gran Stankovic, una delle poche note positive di queste prime uscite, i giocatori della squadra che ha vinto la scorsa Serie B non sono riusciti a dare compattezza e attenzione ad una delle fasi più delicate per una squadra neopromossa. Infatti molto passerà dai gol subiti, e una squadra a trazione anteriore se non riesce a ritornare subito in maniera ordinata nelle zone arretrate del campo rischia di prendere l’imbucata. Perché di fatto il Venezia si rende spesso pericolo grazie alle giocate di Yeboah, alla visione di Busio, alla presenza in ambedue le fasce di Hainaut e anche ad Adams che si è sbloccato. La squadra di Stroppa crea e costruisce, ma non riesce a dare la zampata definitiva. A dimostrazione di ciò c’è la partita contro il Frosinone, in cui i ciociari vanno in vantaggio per 2-0, si abbassano e il Venezia riacciuffa il risultato ,ma alla fine si innervosisce e subisce il gol del 3-2. Ed effettivamente ad una visione più attenta il Frosinone è esattamente quello che vorrebbe essere il Venezia, anche se con un modulo diverso: essere cioè una squadra senza paura che crea, segna e difende con grinta. Al momento il Venezia non è riuscita quest’ultima cosa e ci vorrà una sterzata del proprio condottiero, ossia Mister Stroppa
Stroppa è un allenatore da Serie A?
Il primo a doversi mettere in discussione e a far comprendere ai suoi giocatori che è solo l’inizio è proprio l’allenatore con cui sono saliti in Serie A. Nelle ultime uscite è cresciuta una sorta di rabbia e mancanza di lucidità in campo e, forse, nelle sue dichiarazioni. Invece di cercare una soluzione si è cercato un colpevole in qualcos’altro. Una volta è il gol a freddo subito nel secondo tempo col Lecce, una volta sono le situazioni arbitrarli a Frosinone, e un’altra volta è la presunta forza della squadra avversaria a Firenze, che però nelle tre precedenti partite aveva subito tanti gol. Le dichiarazioni comunque possono far parte anche di una strategia comunicativa personale, ma il problema sorge nel momento in cui anche i giocatori ne risentono. A Frosinone, per esempio, Stroppa si innervosisce per dei presunti falli non fischiati a suo favore, il risultato? Che anche la squadra è diventata nervosa, senza riuscire a restare concentrata sull’obiettivo finale. E anche le dichiarazioni successive non dovranno essere piaciute ai tifosi poiché invece di pensare a ciò che si doveva migliorare, si è pensato di più alla squadra avversaria, come è successo a Firenze, dove si è parlato sulla Fiorentina che non meritava quell’inizio burrascoso, quando invece erano sotto gli occhi di tutti i problemi della Viola, e così al momento della sconfitta sembrava tutto naturale. Ma non è così in Serie A: ogni partita è storia a sé. Dunque la società lagunare dovrà riflettere sul da farsi se non si vedranno risultati in fretta. Al momento si va avanti così, però i dirigenti non si faranno scrupoli se non vedranno miglioramenti. Stroppa d’altronde, anche nell’ultima occasione in A, col Monza, dopo 6 partite fu esonerato con solo un punto fatto, quindi probabilmente bisogna che ci sia un minimo di autocritica, ma al momento la fa da padrone il nervosismo. D'altronde il campionato ci insegna che tutto è possibile e non è mai troppo tardi per imparare dai propri errori.
Se il buongiorno si vede dal mattino, a Venezia i tifosi devono attendersi una stagione difficile in cui ci sarà da lottare fino all’ultimo istante. La squadra lagunare era partita con un obiettivo: centrare una salvezza tranquilla, considerato il mercato di alto livello e i giocatori di assoluto talento mantenuti dalla B. Questo inizio di campionato però ha fatto sorgere più dubbi che certezze. Molte delle colpe sono anche da imputare a Stroppa che nonostante un buon gioco, nei momenti di difficoltà sembra perdersi in un bicchier d’acqua. In aggiunta, alcune sue dichiarazioni hanno fatto storcere il naso a qualcuno. È lui uno dei problemi o la squadra deve solo adeguarsi alla A?
Il mercato esorbitante e un calendario equilibrato
Con oltre 40 milioni spesi durante il calciomercato, il Venezia è stata una delle squadre più attive in estate. Adams, Rrahmani, Mazzocchi, Juan Jesus, Basic, Sohm e via discorrendo sono stati colpi importanti per una squadra neopromossa, ma con alle spalle una proprietà di un certo livello capace di permettersi tali cifre e giocatori. In più la conferma di giocatori come Stankovic, Busio e Yeboah ha consegnato a Mister Stroppa una rosa di tutto rispetto in grado di poter competere per l’obiettivo stabilito: una salvezza tranquilla, così da poter mettere le basi per un futuro stabile in A. Nelle prime 4 giornate il campionato ha riservato un calendario abbastanza equilibrato: Lecce, Milan, Frosinone e Fiorentina. Qualche punto era più che legittimo che potesse arrivare, ma mai nessuno avrebbe pensato o voluto pensare, per quanto riguarda i tifosi, di essere ultimi a 0 punti dopo questo inizio. Un inizio disastroso, che ha fatto emergere più difetti che certezze. La salvezza così diventa difficile, ma siamo solo all’inizio e tutto può cambiare da un momento all’altro, ma prima bisogna invertire la rotta, e per farlo, tutti dovranno mettersi in discussione.
I problemi della rosa
Guardando i dati balza subito all’occhio che il Venezia nelle prime due partite non ha fatto neanche un gol, mentre nelle ultime due ne ha fatti 4, ma il risultato non è cambiato. Quindi i problemi non sono tanto nella fase offensiva che si sta accendendo piano piano, ma sono nella fase difensiva. Nonostante un gran Stankovic, una delle poche note positive di queste prime uscite, i giocatori della squadra che ha vinto la scorsa Serie B non sono riusciti a dare compattezza e attenzione ad una delle fasi più delicate per una squadra neopromossa. Infatti molto passerà dai gol subiti, e una squadra a trazione anteriore se non riesce a ritornare subito in maniera ordinata nelle zone arretrate del campo rischia di prendere l’imbucata. Perché di fatto il Venezia si rende spesso pericolo grazie alle giocate di Yeboah, alla visione di Busio, alla presenza in ambedue le fasce di Hainaut e anche ad Adams che si è sbloccato. La squadra di Stroppa crea e costruisce, ma non riesce a dare la zampata definitiva. A dimostrazione di ciò c’è la partita contro il Frosinone, in cui i ciociari vanno in vantaggio per 2-0, si abbassano e il Venezia riacciuffa il risultato ,ma alla fine si innervosisce e subisce il gol del 3-2. Ed effettivamente ad una visione più attenta il Frosinone è esattamente quello che vorrebbe essere il Venezia, anche se con un modulo diverso: essere cioè una squadra senza paura che crea, segna e difende con grinta. Al momento il Venezia non è riuscita quest’ultima cosa e ci vorrà una sterzata del proprio condottiero, ossia Mister Stroppa
Stroppa è un allenatore da Serie A?
Il primo a doversi mettere in discussione e a far comprendere ai suoi giocatori che è solo l’inizio è proprio l’allenatore con cui sono saliti in Serie A. Nelle ultime uscite è cresciuta una sorta di rabbia e mancanza di lucidità in campo e, forse, nelle sue dichiarazioni. Invece di cercare una soluzione si è cercato un colpevole in qualcos’altro. Una volta è il gol a freddo subito nel secondo tempo col Lecce, una volta sono le situazioni arbitrarli a Frosinone, e un’altra volta è la presunta forza della squadra avversaria a Firenze, che però nelle tre precedenti partite aveva subito tanti gol. Le dichiarazioni comunque possono far parte anche di una strategia comunicativa personale, ma il problema sorge nel momento in cui anche i giocatori ne risentono. A Frosinone, per esempio, Stroppa si innervosisce per dei presunti falli non fischiati a suo favore, il risultato? Che anche la squadra è diventata nervosa, senza riuscire a restare concentrata sull’obiettivo finale. E anche le dichiarazioni successive non dovranno essere piaciute ai tifosi poiché invece di pensare a ciò che si doveva migliorare, si è pensato di più alla squadra avversaria, come è successo a Firenze, dove si è parlato sulla Fiorentina che non meritava quell’inizio burrascoso, quando invece erano sotto gli occhi di tutti i problemi della Viola, e così al momento della sconfitta sembrava tutto naturale. Ma non è così in Serie A: ogni partita è storia a sé. Dunque la società lagunare dovrà riflettere sul da farsi se non si vedranno risultati in fretta. Al momento si va avanti così, però i dirigenti non si faranno scrupoli se non vedranno miglioramenti. Stroppa d’altronde, anche nell’ultima occasione in A, col Monza, dopo 6 partite fu esonerato con solo un punto fatto, quindi probabilmente bisogna che ci sia un minimo di autocritica, ma al momento la fa da padrone il nervosismo. D'altronde il campionato ci insegna che tutto è possibile e non è mai troppo tardi per imparare dai propri errori.