Orsato finisce al centro delle polemiche dopo l’episodio arbitrale che ha fatto discutere durante Inter-Fiorentina. Il contatto tra Marcus Thuram e Viery, avvenuto in area viola con i toscani momentaneamente in vantaggio, avrebbe meritato un calcio di rigore secondo la valutazione tecnica emersa dopo la partita. Un errore che coinvolge non soltanto l’arbitro Maurizio Mariani, ma anche la sala VAR, che non ha ritenuto necessario richiamare il direttore di gara al monitor. La dinamica dell’azione appare significativa: Thuram supera il difensore avversario, che allarga la gamba destra e finisce per ostacolare la corsa dell’attaccante francese, facendogli perdere l’equilibrio. Mariani sembra inizialmente orientato a concedere la massima punizione, arrivando persino a portare il fischietto alla bocca, prima di cambiare decisione e lasciare proseguire il gioco. Una scelta che ha provocato le proteste dei nerazzurri e alimentato le discussioni sulla gestione degli episodi da rigore in Serie A. Il mancato intervento tecnologico rappresenta l’aspetto più controverso della vicenda: il VAR avrebbe avuto la possibilità di segnalare l’errore e suggerire una revisione delle immagini.
Orsato riconosce l’errore: mancato intervento del VAR

Orsato, secondo la valutazione attribuita alla commissione arbitrale, condivide l’idea che nell’episodio tra Viery e Thuram sia stata presa una decisione sbagliata. Il contatto, infatti, non sarebbe riconducibile soltanto a un normale contrasto di gioco: il movimento del difensore viola avrebbe provocato uno sgambetto ai danni dell’attaccante interista, che era riuscito a superarlo nell’uno contro uno. La valutazione tecnica porta quindi a considerare corretta l’assegnazione di un calcio di rigore, che avrebbe potuto cambiare lo sviluppo della partita in un momento particolarmente delicato. La responsabilità non riguarda esclusivamente la decisione presa sul terreno di gioco. Proprio per situazioni come questa esiste il supporto tecnologico, chiamato a correggere gli errori chiari ed evidenti che possono sfuggire all’arbitro durante l’azione. Il mancato richiamo al monitor apre inevitabilmente una riflessione sull’applicazione dei protocolli e sul rapporto tra le decisioni prese in campo e quelle maturate nella sala VAR. La linea che punta a garantire maggiore continuità al gioco non può trasformarsi in un motivo per ignorare un contatto falloso quando le immagini offrono elementi utili a chiarire la dinamica.
Mariani cambia idea e lascia l’Inter senza rigore

L’episodio si consuma in una fase cruciale della sfida di San Siro. La Fiorentina è appena passata in vantaggio e l’Inter cerca una reazione immediata per rimettere in equilibrio il risultato. Thuram riceve il pallone sulla destra, entra in area e tenta di accentrarsi per superare Viery. Il difensore interviene in ritardo e allarga la gamba, entrando in contatto con quella dell’attaccante nerazzurro. Il francese cade a terra e reclama il penalty, mentre Mariani sembra per un istante pronto a indicare il dischetto. Il ripensamento del direttore di gara lascia però spazio alle proteste interiste, senza che dalla sala VAR arrivi l’indicazione di rivedere l’azione. Resta da chiarire che cosa abbia determinato il cambio di decisione dell’arbitro: l’ipotesi di un confronto con l’assistente è stata avanzata nelle ricostruzioni dell’episodio, ma non può essere considerata una certezza. Ciò che conta, sul piano tecnico, è il mancato riconoscimento di un contatto giudicato falloso nelle successive analisi arbitrali. Un episodio destinato a far discutere anche per le possibili conseguenze sul risultato e per le domande che solleva sulla capacità del VAR di intervenire nei momenti decisivi.
Il rigore nel finale conferma la differenza tra gli episodi
La partita offre anche un secondo episodio che coinvolge Thuram e che permette di evidenziare la differenza tra le due decisioni arbitrali. Nel finale, infatti, Mariani assegna un calcio di rigore all’Inter per la trattenuta di Valdepeñas ai danni dell’attaccante francese. In questa circostanza il difensore viola si disinteressa del pallone, dà le spalle alla giocata e utilizza le braccia per trattenere l’avversario, impedendogli di raggiungere la sfera. La decisione viene considerata corretta perché il contatto ostacola concretamente la corsa di Thuram e gli impedisce di arrivare sul pallone. Il penalty, trasformato da Piotr Zielinski, consente ai nerazzurri di completare la rimonta e conquistare una vittoria importante. Proprio il confronto tra i due episodi rende ancora più evidente il tema al centro delle polemiche: non si tratta soltanto di stabilire se un contatto sia sufficiente per assegnare un rigore, ma di applicare criteri coerenti e riconoscere le situazioni in cui un intervento difensivo irregolare impedisce all’avversario di proseguire l’azione. Il caso Viery-Thuram lascia così un interrogativo sul funzionamento del sistema arbitrale e sul ruolo del VAR, chiamato a offrire un supporto concreto soprattutto quando una decisione sbagliata può incidere pesantemente sull’andamento di una partita.
Orsato finisce al centro delle polemiche dopo l’episodio arbitrale che ha fatto discutere durante Inter-Fiorentina. Il contatto tra Marcus Thuram e Viery, avvenuto in area viola con i toscani momentaneamente in vantaggio, avrebbe meritato un calcio di rigore secondo la valutazione tecnica emersa dopo la partita. Un errore che coinvolge non soltanto l’arbitro Maurizio Mariani, ma anche la sala VAR, che non ha ritenuto necessario richiamare il direttore di gara al monitor. La dinamica dell’azione appare significativa: Thuram supera il difensore avversario, che allarga la gamba destra e finisce per ostacolare la corsa dell’attaccante francese, facendogli perdere l’equilibrio. Mariani sembra inizialmente orientato a concedere la massima punizione, arrivando persino a portare il fischietto alla bocca, prima di cambiare decisione e lasciare proseguire il gioco. Una scelta che ha provocato le proteste dei nerazzurri e alimentato le discussioni sulla gestione degli episodi da rigore in Serie A. Il mancato intervento tecnologico rappresenta l’aspetto più controverso della vicenda: il VAR avrebbe avuto la possibilità di segnalare l’errore e suggerire una revisione delle immagini.
Orsato riconosce l’errore: mancato intervento del VAR

Orsato, secondo la valutazione attribuita alla commissione arbitrale, condivide l’idea che nell’episodio tra Viery e Thuram sia stata presa una decisione sbagliata. Il contatto, infatti, non sarebbe riconducibile soltanto a un normale contrasto di gioco: il movimento del difensore viola avrebbe provocato uno sgambetto ai danni dell’attaccante interista, che era riuscito a superarlo nell’uno contro uno. La valutazione tecnica porta quindi a considerare corretta l’assegnazione di un calcio di rigore, che avrebbe potuto cambiare lo sviluppo della partita in un momento particolarmente delicato. La responsabilità non riguarda esclusivamente la decisione presa sul terreno di gioco. Proprio per situazioni come questa esiste il supporto tecnologico, chiamato a correggere gli errori chiari ed evidenti che possono sfuggire all’arbitro durante l’azione. Il mancato richiamo al monitor apre inevitabilmente una riflessione sull’applicazione dei protocolli e sul rapporto tra le decisioni prese in campo e quelle maturate nella sala VAR. La linea che punta a garantire maggiore continuità al gioco non può trasformarsi in un motivo per ignorare un contatto falloso quando le immagini offrono elementi utili a chiarire la dinamica.
Mariani cambia idea e lascia l’Inter senza rigore

L’episodio si consuma in una fase cruciale della sfida di San Siro. La Fiorentina è appena passata in vantaggio e l’Inter cerca una reazione immediata per rimettere in equilibrio il risultato. Thuram riceve il pallone sulla destra, entra in area e tenta di accentrarsi per superare Viery. Il difensore interviene in ritardo e allarga la gamba, entrando in contatto con quella dell’attaccante nerazzurro. Il francese cade a terra e reclama il penalty, mentre Mariani sembra per un istante pronto a indicare il dischetto. Il ripensamento del direttore di gara lascia però spazio alle proteste interiste, senza che dalla sala VAR arrivi l’indicazione di rivedere l’azione. Resta da chiarire che cosa abbia determinato il cambio di decisione dell’arbitro: l’ipotesi di un confronto con l’assistente è stata avanzata nelle ricostruzioni dell’episodio, ma non può essere considerata una certezza. Ciò che conta, sul piano tecnico, è il mancato riconoscimento di un contatto giudicato falloso nelle successive analisi arbitrali. Un episodio destinato a far discutere anche per le possibili conseguenze sul risultato e per le domande che solleva sulla capacità del VAR di intervenire nei momenti decisivi.
Il rigore nel finale conferma la differenza tra gli episodi
La partita offre anche un secondo episodio che coinvolge Thuram e che permette di evidenziare la differenza tra le due decisioni arbitrali. Nel finale, infatti, Mariani assegna un calcio di rigore all’Inter per la trattenuta di Valdepeñas ai danni dell’attaccante francese. In questa circostanza il difensore viola si disinteressa del pallone, dà le spalle alla giocata e utilizza le braccia per trattenere l’avversario, impedendogli di raggiungere la sfera. La decisione viene considerata corretta perché il contatto ostacola concretamente la corsa di Thuram e gli impedisce di arrivare sul pallone. Il penalty, trasformato da Piotr Zielinski, consente ai nerazzurri di completare la rimonta e conquistare una vittoria importante. Proprio il confronto tra i due episodi rende ancora più evidente il tema al centro delle polemiche: non si tratta soltanto di stabilire se un contatto sia sufficiente per assegnare un rigore, ma di applicare criteri coerenti e riconoscere le situazioni in cui un intervento difensivo irregolare impedisce all’avversario di proseguire l’azione. Il caso Viery-Thuram lascia così un interrogativo sul funzionamento del sistema arbitrale e sul ruolo del VAR, chiamato a offrire un supporto concreto soprattutto quando una decisione sbagliata può incidere pesantemente sull’andamento di una partita.