De Bruyne-Allegri, incomprensioni tattiche tra il tecnico e il belga

All'inizio di stagione complicato per il Napoli si aggiunge il caso Kevin De Bruyne. La sconfitta arrivata in Champions League per 3-1 contro il Villarreal ha fatto emergere malumori tra il centrocampista belga e Massimiliano Allegri, con continui richiami dalla panchina, gesti di insofferenza e confronti a distanza durante la partita. Le tensioni, secondo le ricostruzioni riportate nelle ultime ore, sarebbero proseguite anche nel lavoro di ieri a Castevolturno.

Le parole di Allegri

Nel post partita, il tecnico ha provato a spiegare la sua idea: "Ho chiesto a De Bruyne di andare in mezzo agli attaccanti perché ha più qualità di tutti, ma niente, non mi ha capito". E ancora, sulla necessità di trovare equilibrio: "Ormai sembra essere diventata una vergogna saper difendere".
Una posizione ben definita: l'allenatore toscano vuole che KDB partecipi alla costruzione da una zona di campo più arretrata, aiutando il Napoli nella gestione del pallone e a non perdere compattezza.

Il nodo della posizione

Il centrocampista ex Manchester City, invece, è abituato a incidere sulla trequarti, dove può rifinire, verticalizzare e cercare l'ultimo passaggio. Contro il Villarreal, Allegri lo ha abbassato in regia per liberare Scott McTominay più vicino alla porta avversaria. De Bruyne non ha gradito l'indicazione, rendendo visibile un'incomprensione che va oltre la singola partita.

Dalla Premier League alla Serie A

La differenza tra calcio inglese e calcio italiano può pesare nell'adattamento del centrocampista. Al Manchester City, De Bruyne era abituato ad una squadra costruita per dominare il possesso e attaccare con continuità, con movimenti studiati da Guardiola per esaltare la sua creatività. In Italia, invece, molti allenatori attribuiscono molta rilevanza ai compiti difensivi, alle distanze tra i reparti e alla copertura degli spazi.

Il precedente con Conte e il futuro

Anche la scorsa stagione il belga aveva manifestato disagio: con Antonio Conte aveva definito un Napoli troppo difensivo, descrivendo il sistema come un 5-4-1 e lamentando di non riuscire a rendere al meglio per le sua caratteristiche. Ora lo stesso problema con Allegri, che dovrà decidere se adattarsi alle esigenze della squadra o se trovare un sistema che valorizzi il talento del numero 11. La risposta sarà decisiva per il Napoli e per il rapporto tra il suo fuoriclasse e l'allenatore.

All'inizio di stagione complicato per il Napoli si aggiunge il caso Kevin De Bruyne. La sconfitta arrivata in Champions League per 3-1 contro il Villarreal ha fatto emergere malumori tra il centrocampista belga e Massimiliano Allegri, con continui richiami dalla panchina, gesti di insofferenza e confronti a distanza durante la partita. Le tensioni, secondo le ricostruzioni riportate nelle ultime ore, sarebbero proseguite anche nel lavoro di ieri a Castevolturno.

Le parole di Allegri

Nel post partita, il tecnico ha provato a spiegare la sua idea: "Ho chiesto a De Bruyne di andare in mezzo agli attaccanti perché ha più qualità di tutti, ma niente, non mi ha capito". E ancora, sulla necessità di trovare equilibrio: "Ormai sembra essere diventata una vergogna saper difendere".Una posizione ben definita: l'allenatore toscano vuole che KDB partecipi alla costruzione da una zona di campo più arretrata, aiutando il Napoli nella gestione del pallone e a non perdere compattezza.

Il nodo della posizione

Il centrocampista ex Manchester City, invece, è abituato a incidere sulla trequarti, dove può rifinire, verticalizzare e cercare l'ultimo passaggio. Contro il Villarreal, Allegri lo ha abbassato in regia per liberare Scott McTominay più vicino alla porta avversaria. De Bruyne non ha gradito l'indicazione, rendendo visibile un'incomprensione che va oltre la singola partita.

Dalla Premier League alla Serie A

La differenza tra calcio inglese e calcio italiano può pesare nell'adattamento del centrocampista. Al Manchester City, De Bruyne era abituato ad una squadra costruita per dominare il possesso e attaccare con continuità, con movimenti studiati da Guardiola per esaltare la sua creatività. In Italia, invece, molti allenatori attribuiscono molta rilevanza ai compiti difensivi, alle distanze tra i reparti e alla copertura degli spazi.

Il precedente con Conte e il futuro

Anche la scorsa stagione il belga aveva manifestato disagio: con Antonio Conte aveva definito un Napoli troppo difensivo, descrivendo il sistema come un 5-4-1 e lamentando di non riuscire a rendere al meglio per le sua caratteristiche. Ora lo stesso problema con Allegri, che dovrà decidere se adattarsi alle esigenze della squadra o se trovare un sistema che valorizzi il talento del numero 11. La risposta sarà decisiva per il Napoli e per il rapporto tra il suo fuoriclasse e l'allenatore.