Alessandro Bastoni è tornato nella sua miglior versione. Dopo un periodo caratterizzato da difficoltà sul campo e fuori, costellato da critiche provenienti da tutti i fronti, il difensore dell'Inter ha ritrovato sicurezza e continuità mostrando quella personalità che fa di lui uno dei punti di riferimento del calcio italiano. Un percorso di rinascita nel quale hanno giocato un ruolo fondamentale Cristian Chivu all'Inter e Roberto Mancini in Nazionale.
Chivu decisivo
Alessandro Bastoni è tornato ai suoi livelli e dietro la sua ripresa c'è sicuramente il lavoro di Cristian Chivu. Il 2026 è cominciato in salita per il difensore italiano: a febbraio le polemiche dopo l'espulsione di Kalulu nella sfida contro la Juventus, che hanno avuto strascichi pesanti e lunghissimi. Critiche dalle principali testate giornalistiche e sui social, fischi in quasi tutti gli stadi italiani nei quali si è trovato a giocare. Un clima pesante, che avrebbe messo ko chiunque. Ma il tecnico nerazzurro non l'ha mai lasciato solo, così come i suoi compagni di squadra e la sua famiglia. Chivu ha riconosciuto la difficoltà di giocare in un clima ostile e apprezzato il fatto che Bastoni non si sia comunque mai sottratto alle proprie responsabilità. E quando le voci sul Barcellona e le ipotesi di un possibile trasferimento all'estero, il difensore non ha mai considerato realmente l'addio ai colori nerazzurri: la sua priorità è sempre stata l'Inter, che ha respinto fermamente le avances del club blaugrana. Rimasto a Milano, Bastoni ha ritrovato fiducia e continuità: Chivu non ha mai smesso di considerarlo un elemento centrale del proprio progetto e gli ha restituito serenità. Il tecnico rumeno lo ha protetto nei momenti più complicati e gli ha fatto capire che gli errori fanno parte del percorso, anche per un giocatore ormai affermato come lui. E questa fiducia Alessandro è riuscita a trasformarla in prestazioni. Con Chivu è tronato protagonista nella costruzione dal basso, ha ritrovato personalità e ha ricominciato a giocare con quella naturalezza e spensieratezza che per qualche tempo sembrava aver perso.
Mancini e la nuova Italia
Zenica, 31 marzo 2026, finale playoff: Bosnia-Italia. Se gli azzurri perdono, sono fuori dai Mondiali. Per la terza volta consecutiva. Gli uomini di Gattuso passano in vantaggio con Kean, ma sul finire del primo tempo Alessandro Bastoni commette un fallo che gli costa il cartellino rosso. Nella ripresa la Bosnia pareggia, e ai rigori riesce a superare l'Italia eliminandola. E' il momento più difficile in maglia azzurra per il difensore dell'Inter. In un periodo in cui i tifosi non lo vedono di buon occhio per quanto successo con Kalulu nella sfida contro la Juve, Bastoni viene subito eletto capro espiatorio della sconfitta dell'Italia contro la Bosnia. La sua centralità nella squadra azzurra viene messa in discussione. A critiche si aggiungono critiche. E cattiveria, dai media e dai tifosi. Poi sulla panchina della Nazionale arriva Roberto Mancini, che sceglie di non rinunciare a Bastoni e di dargli la fiducia che merita. E ne fa uno dei pilastri della sua nuova Italia. La risposta di Alessandro arriva forte e chiara, nel momento e nel modo migliore possibile: va in gol contro la Turchia e si ripete nella partita successiva contro la Francia, diventando uno dei protagonisti della rinascita azzurra. In particolare il gol contro i Bleus è frutto di un'azione stupenda: Bastoni sfrutta una sbavatura di Da Cunha, sradica il pallone all'avversario a centrocampo, supera la difesa francese e batte Maignan con un tiro a rete. Personalità e coraggio di osare. Bastoni non ha mai perso la convinzione in se stesso e ha sempre lavorato sodo per riuscire a rialzarsi dopo le cadute. Ma non sono soltanto i gol realizzati a raccontare il cambiamento. Bastoni in questi ultimi impegni di Nation League è apparso nuovamente sicuro nelle letture, aggressivo negli interventi e soprattutto convinto dei propri mezzi. E' tornato a sorridere, a divertirsi mentre gioca con e per la squadra. Dimostrando che anche in una difesa a quattro può incidere e fare la differenza. E' lui il punto di riferimento della retroguardia azzurra, grazie anche a Mancini che gli ha restituito responsabilità e fiducia, ricordandogli quanto valga.
Il rendimento di Alessandro Bastoni è tornato a livelli altissimi. Dopo un periodo complicato, che molti giornalisti si ostinano ancora a definire “annus horribilis” nonostante le prestazioni del difensore siano tornate al top, Bastoni è di nuovo leader. Dell'Inter e della Nazionale azzurra. I rispettivi allenatori, insieme ai compagni e alla famiglia, sono stati determinanti. A 27 anni è nel pieno della sua maturità calcistica e ha già accumulato una grande esperienza tra squadra di club e Nazionale. Dopo le difficoltà, la chiave di svolta è stata la fiducia. Chivu lo ha protetto, Mancini lo ha responsabilizzato e Bastoni ha risposto nel miglior modo possibile. A suon di gol e prestazioni convincenti. La sua non è stata solo una rinascita tecnica, ma la dimostrazione che a volte per ritrovare un campione basta ricordargli quanto vale.
Con la maglia nerazzurra è cresciuto, ha vinto e ha trasformato le difficoltà in consapevolezza. In azzurro è tornato ad essere leader di una squadra chiamata a tornare ai vertici. Quando le sirene del Barcellona hanno cominciato a suonare, l'ambiente intorno ad Alessandro era ostile, la tentazione di cambiare non solo squadra ma addirittura paese è stata forte. Ma con l'aiuto di Chivu prima e di Mancini ora, il difensore ha ritrovato fiducia e serenità, e la voglia di essere ancora leader. Il sentimento per la maglia nerazzurra è troppo forte, così come l'attaccamento per la Nazionale. Il leader è tornato, Bastoni è rinato.
Alessandro Bastoni è tornato nella sua miglior versione. Dopo un periodo caratterizzato da difficoltà sul campo e fuori, costellato da critiche provenienti da tutti i fronti, il difensore dell'Inter ha ritrovato sicurezza e continuità mostrando quella personalità che fa di lui uno dei punti di riferimento del calcio italiano. Un percorso di rinascita nel quale hanno giocato un ruolo fondamentale Cristian Chivu all'Inter e Roberto Mancini in Nazionale.
Chivu decisivo
Alessandro Bastoni è tornato ai suoi livelli e dietro la sua ripresa c'è sicuramente il lavoro di Cristian Chivu. Il 2026 è cominciato in salita per il difensore italiano: a febbraio le polemiche dopo l'espulsione di Kalulu nella sfida contro la Juventus, che hanno avuto strascichi pesanti e lunghissimi. Critiche dalle principali testate giornalistiche e sui social, fischi in quasi tutti gli stadi italiani nei quali si è trovato a giocare. Un clima pesante, che avrebbe messo ko chiunque. Ma il tecnico nerazzurro non l'ha mai lasciato solo, così come i suoi compagni di squadra e la sua famiglia. Chivu ha riconosciuto la difficoltà di giocare in un clima ostile e apprezzato il fatto che Bastoni non si sia comunque mai sottratto alle proprie responsabilità. E quando le voci sul Barcellona e le ipotesi di un possibile trasferimento all'estero, il difensore non ha mai considerato realmente l'addio ai colori nerazzurri: la sua priorità è sempre stata l'Inter, che ha respinto fermamente le avances del club blaugrana. Rimasto a Milano, Bastoni ha ritrovato fiducia e continuità: Chivu non ha mai smesso di considerarlo un elemento centrale del proprio progetto e gli ha restituito serenità. Il tecnico rumeno lo ha protetto nei momenti più complicati e gli ha fatto capire che gli errori fanno parte del percorso, anche per un giocatore ormai affermato come lui. E questa fiducia Alessandro è riuscita a trasformarla in prestazioni. Con Chivu è tronato protagonista nella costruzione dal basso, ha ritrovato personalità e ha ricominciato a giocare con quella naturalezza e spensieratezza che per qualche tempo sembrava aver perso.
Mancini e la nuova Italia
Zenica, 31 marzo 2026, finale playoff: Bosnia-Italia. Se gli azzurri perdono, sono fuori dai Mondiali. Per la terza volta consecutiva. Gli uomini di Gattuso passano in vantaggio con Kean, ma sul finire del primo tempo Alessandro Bastoni commette un fallo che gli costa il cartellino rosso. Nella ripresa la Bosnia pareggia, e ai rigori riesce a superare l'Italia eliminandola. E' il momento più difficile in maglia azzurra per il difensore dell'Inter. In un periodo in cui i tifosi non lo vedono di buon occhio per quanto successo con Kalulu nella sfida contro la Juve, Bastoni viene subito eletto capro espiatorio della sconfitta dell'Italia contro la Bosnia. La sua centralità nella squadra azzurra viene messa in discussione. A critiche si aggiungono critiche. E cattiveria, dai media e dai tifosi. Poi sulla panchina della Nazionale arriva Roberto Mancini, che sceglie di non rinunciare a Bastoni e di dargli la fiducia che merita. E ne fa uno dei pilastri della sua nuova Italia. La risposta di Alessandro arriva forte e chiara, nel momento e nel modo migliore possibile: va in gol contro la Turchia e si ripete nella partita successiva contro la Francia, diventando uno dei protagonisti della rinascita azzurra. In particolare il gol contro i Bleus è frutto di un'azione stupenda: Bastoni sfrutta una sbavatura di Da Cunha, sradica il pallone all'avversario a centrocampo, supera la difesa francese e batte Maignan con un tiro a rete. Personalità e coraggio di osare. Bastoni non ha mai perso la convinzione in se stesso e ha sempre lavorato sodo per riuscire a rialzarsi dopo le cadute. Ma non sono soltanto i gol realizzati a raccontare il cambiamento. Bastoni in questi ultimi impegni di Nation League è apparso nuovamente sicuro nelle letture, aggressivo negli interventi e soprattutto convinto dei propri mezzi. E' tornato a sorridere, a divertirsi mentre gioca con e per la squadra. Dimostrando che anche in una difesa a quattro può incidere e fare la differenza. E' lui il punto di riferimento della retroguardia azzurra, grazie anche a Mancini che gli ha restituito responsabilità e fiducia, ricordandogli quanto valga.
Il rendimento di Alessandro Bastoni è tornato a livelli altissimi. Dopo un periodo complicato, che molti giornalisti si ostinano ancora a definire “annus horribilis” nonostante le prestazioni del difensore siano tornate al top, Bastoni è di nuovo leader. Dell'Inter e della Nazionale azzurra. I rispettivi allenatori, insieme ai compagni e alla famiglia, sono stati determinanti. A 27 anni è nel pieno della sua maturità calcistica e ha già accumulato una grande esperienza tra squadra di club e Nazionale. Dopo le difficoltà, la chiave di svolta è stata la fiducia. Chivu lo ha protetto, Mancini lo ha responsabilizzato e Bastoni ha risposto nel miglior modo possibile. A suon di gol e prestazioni convincenti. La sua non è stata solo una rinascita tecnica, ma la dimostrazione che a volte per ritrovare un campione basta ricordargli quanto vale.
Con la maglia nerazzurra è cresciuto, ha vinto e ha trasformato le difficoltà in consapevolezza. In azzurro è tornato ad essere leader di una squadra chiamata a tornare ai vertici. Quando le sirene del Barcellona hanno cominciato a suonare, l'ambiente intorno ad Alessandro era ostile, la tentazione di cambiare non solo squadra ma addirittura paese è stata forte. Ma con l'aiuto di Chivu prima e di Mancini ora, il difensore ha ritrovato fiducia e serenità, e la voglia di essere ancora leader. Il sentimento per la maglia nerazzurra è troppo forte, così come l'attaccamento per la Nazionale. Il leader è tornato, Bastoni è rinato.