Roberto Mancini è pronto a ricominciare. E, almeno dalle prime indicazioni, non sembra intenzionato a farlo guardando soltanto al passato. La lista ufficiale arriverà venerdì 18 settembre, ma le indiscrezioni sulle prime convocazioni del nuovo corso azzurro raccontano già molto delle intenzioni del commissario tecnico.
Dopo aver preallertato una rosa molto ampia, vicina ai 70 giocatori, Mancini dovrebbe portare con sé un gruppo di circa 30 elementi, che potrebbe essere ulteriormente allargato considerando le quattro partite di Nations League da affrontare in un periodo molto ristretto.
La sensazione è chiara: non sarà una rivoluzione totale, ma neppure una semplice restaurazione. Il tcnico vuole ripartire dalle certezze della Nazionale inserendo contemporaneamente giocatori giovani, profili cresciuti all'estero e ragazzi che fino a pochi mesi fa sembravano lontani dalla maglia azzurra.
Doumbia, Romano e Zoma: l’Italia cerca energie nuove
Tra le novità più attese ci sono soprattutto Issa Doumbia, Alessandro Romano e Mohamed Ali Zoma.
Doumbia, 22 anni, sta crescendo nello Sporting Lisbona dopo essersi fatto conoscere in Italia con il Venezia. È un centrocampista fisico e dinamico, caratteristiche che possono offrire una soluzione differente in un reparto nel quale restano punti di riferimento giocatori come Barella, Tonali e Frattesi.
C'è poi Alessandro Romano, classe 2006 e oggi al Cagliari. Il centrocampista, dopo il percorso nelle nazionali giovanili svizzere, ha scelto l’Italia, con la procedura per il cambio di nazionale avviata nelle scorse settimane.
Davanti attenzione soprattutto a Mohamed Ali Zoma, ventitreenne del Norimberga protagonista di un eccellente avvio di stagione in Germania. Attualmente l'attaccante ha realizzato cinque reti nelle prime cinque giornate di 2. Bundesliga. Numeri che hanno inevitabilmente attirato l'attenzione del nuovo ct.
Vergara, la sorpresa che arriva dal Napoli
Tra i nomi nuovi e più interessanti c'è anche quello di Antonio Vergara, una delle rivelazioni della scorsa stagione. Il talento del Napoli, lanciato da Antonio Conte e capace di sfruttare al meglio lo spazio avuto anche a causa dei numerosi infortuni che hanno colpito gli azzurri, dovrebbe entrare nel gruppo di Mancini. Il ct starebbe pensando a lui come esterno destro offensivo, possibile alternativa a Politano e soluzione in grado di offrire qualità e imprevedibilità alla manovra azzurra.
Una scelta interessante anche dal punto di vista tattico. Il ragazzo di Frattaminore (NA) non è l'esterno classico da 4-3-3, ma possiede tecnica, capacità di muoversi tra le linee e una duttilità che potrebbe tornare particolarmente utile. Al Napoli viene utilizzato anche in posizione più interna, mentre Mancini potrebbe chiedergli di partire largo per poi accentrarsi.
Inacio confermato, Massimo Pessina possibile sorpresa
Non mancano altri nomi giovanissimi. Samuele Inacio, classe 2008 del Borussia Dortmund, dovrebbe essere confermato dopo aver già debuttato in Nazionale maggiore a giugno. In porta, invece, Mancini sta valutando addirittura Massimo Pessina, classe 2007 del Bologna, come possibile quarto portiere alle spalle di Donnarumma, Carnesecchi e Vicario.
Il quadro resta comunque in evoluzione. Alcuni giovani saranno lasciati all'Under 21, impegnata in una fase importante del proprio percorso, mentre per altri Mancini dovrà decidere nelle ultime ore.
Le certezze restano: da Donnarumma a Barella

La nuova Nazionale continuerà comunque ad appoggiarsi a uno zoccolo duro. Donnarumma, Bastoni, Calafiori, Barella e Tonali rappresentano alcuni dei riferimenti attorno ai quali costruire il nuovo gruppo. In attacco restano inoltre diversi giocatori già conosciuti dal mondo azzurro, da Retegui a Kean, Scamacca, Pio Esposito, Raspadori e Zaccagni.
Mancini sembra quindi voler seguire una strada abbastanza precisa: esperienza per garantire struttura, gioventù per aumentare concorrenza, intensità e possibilità di scelta.
Il vero cambiamento è nella ricerca dei giocatori
C'è però un aspetto forse ancora più interessante dei singoli convocati. L'Italia sta provando ad allargare il proprio bacino di selezione, guardando con maggiore attenzione anche oltre i confini della Serie A.
Mancini e il suo staff stanno infatti monitorando i calciatori italiani cresciuti all'estero e quei profili che, grazie alla doppia nazionalità, possono scegliere quale Paese rappresentare. Il caso di Alessandro Romano è emblematico, così come quello di Nicolò Tresoldi, attaccante del Club Brugge nato in Italia e cresciuto calcisticamente in Germania, che ha scelto di proseguire il proprio percorso con la nazionale tedesca rinunciando alla possibilità di vestire l'azzurro.
Situazioni che confermano quanto sia diventato importante muoversi in anticipo nella ricerca e nella valorizzazione dei talenti eleggibili per più nazionali. Anche perché il problema di fondo rimane: il numero di calciatori italiani impiegati con continuità ai massimi livelli non è così ampio, soprattutto in alcuni ruoli.
È una strada che Mancini conosce bene. Già durante il suo primo ciclo azzurro aveva dimostrato grande disponibilità a sperimentare, allargando il gruppo e anticipando spesso i tempi delle convocazioni. Nel suo secondo mandato questa ricerca potrebbe diventare ancora più capillare, con uno sguardo rivolto non soltanto alla Serie A, ma a tutti quei giocatori di formazione o origine italiana che stanno emergendo nei principali campionati europei.
Il Mancio riparte dalla sua vecchia specialità

In fondo, la storia azzurra di Roberto Mancini racconta proprio questo. Il tecnico tornato sulla panchina della Nazionale aveva guidato l'Italia dal 2018 al 2023, vincendo Euro 2020 e costruendo la squadra attraverso un profondo rinnovamento. Durante quel ciclo arrivò anche la striscia record di 37 partite consecutive senza sconfitte. Questa volta, però, il contesto è differente e probabilmente ancora più complicato.
Mancini non deve semplicemente scegliere undici titolari. Deve ricostruire un'identità, aumentare la concorrenza e soprattutto restituire entusiasmo a un ambiente che ha bisogno di ritrovare certezze. Per questo le prime convocazioni avranno un significato che andrà ben oltre i singoli nomi.
Doumbia, Romano, Zoma, Vergara e gli altri giovani rappresentano il primo messaggio del Mancini-bis: la porta della Nazionale è aperta. La maglia azzurra non deve più appartenere soltanto a chi c'era, ma soprattutto a chi dimostrerà di meritarla. La rivoluzione, forse, non partirà tutta insieme. Ma Mancini sembra avere già deciso da dove cominciare: facce nuove, concorrenza vera e nessuna rendita di posizione.
Roberto Mancini è pronto a ricominciare. E, almeno dalle prime indicazioni, non sembra intenzionato a farlo guardando soltanto al passato. La lista ufficiale arriverà venerdì 18 settembre, ma le indiscrezioni sulle prime convocazioni del nuovo corso azzurro raccontano già molto delle intenzioni del commissario tecnico.
Dopo aver preallertato una rosa molto ampia, vicina ai 70 giocatori, Mancini dovrebbe portare con sé un gruppo di circa 30 elementi, che potrebbe essere ulteriormente allargato considerando le quattro partite di Nations League da affrontare in un periodo molto ristretto.
La sensazione è chiara: non sarà una rivoluzione totale, ma neppure una semplice restaurazione. Il tcnico vuole ripartire dalle certezze della Nazionale inserendo contemporaneamente giocatori giovani, profili cresciuti all'estero e ragazzi che fino a pochi mesi fa sembravano lontani dalla maglia azzurra.
Doumbia, Romano e Zoma: l’Italia cerca energie nuove
Tra le novità più attese ci sono soprattutto Issa Doumbia, Alessandro Romano e Mohamed Ali Zoma.
Doumbia, 22 anni, sta crescendo nello Sporting Lisbona dopo essersi fatto conoscere in Italia con il Venezia. È un centrocampista fisico e dinamico, caratteristiche che possono offrire una soluzione differente in un reparto nel quale restano punti di riferimento giocatori come Barella, Tonali e Frattesi.
C'è poi Alessandro Romano, classe 2006 e oggi al Cagliari. Il centrocampista, dopo il percorso nelle nazionali giovanili svizzere, ha scelto l’Italia, con la procedura per il cambio di nazionale avviata nelle scorse settimane.
Davanti attenzione soprattutto a Mohamed Ali Zoma, ventitreenne del Norimberga protagonista di un eccellente avvio di stagione in Germania. Attualmente l'attaccante ha realizzato cinque reti nelle prime cinque giornate di 2. Bundesliga. Numeri che hanno inevitabilmente attirato l'attenzione del nuovo ct.
Vergara, la sorpresa che arriva dal Napoli
Tra i nomi nuovi e più interessanti c'è anche quello di Antonio Vergara, una delle rivelazioni della scorsa stagione. Il talento del Napoli, lanciato da Antonio Conte e capace di sfruttare al meglio lo spazio avuto anche a causa dei numerosi infortuni che hanno colpito gli azzurri, dovrebbe entrare nel gruppo di Mancini. Il ct starebbe pensando a lui come esterno destro offensivo, possibile alternativa a Politano e soluzione in grado di offrire qualità e imprevedibilità alla manovra azzurra.
Una scelta interessante anche dal punto di vista tattico. Il ragazzo di Frattaminore (NA) non è l'esterno classico da 4-3-3, ma possiede tecnica, capacità di muoversi tra le linee e una duttilità che potrebbe tornare particolarmente utile. Al Napoli viene utilizzato anche in posizione più interna, mentre Mancini potrebbe chiedergli di partire largo per poi accentrarsi.
Inacio confermato, Massimo Pessina possibile sorpresa
Non mancano altri nomi giovanissimi. Samuele Inacio, classe 2008 del Borussia Dortmund, dovrebbe essere confermato dopo aver già debuttato in Nazionale maggiore a giugno. In porta, invece, Mancini sta valutando addirittura Massimo Pessina, classe 2007 del Bologna, come possibile quarto portiere alle spalle di Donnarumma, Carnesecchi e Vicario.
Il quadro resta comunque in evoluzione. Alcuni giovani saranno lasciati all'Under 21, impegnata in una fase importante del proprio percorso, mentre per altri Mancini dovrà decidere nelle ultime ore.
Le certezze restano: da Donnarumma a Barella

La nuova Nazionale continuerà comunque ad appoggiarsi a uno zoccolo duro. Donnarumma, Bastoni, Calafiori, Barella e Tonali rappresentano alcuni dei riferimenti attorno ai quali costruire il nuovo gruppo. In attacco restano inoltre diversi giocatori già conosciuti dal mondo azzurro, da Retegui a Kean, Scamacca, Pio Esposito, Raspadori e Zaccagni.
Mancini sembra quindi voler seguire una strada abbastanza precisa: esperienza per garantire struttura, gioventù per aumentare concorrenza, intensità e possibilità di scelta.
Il vero cambiamento è nella ricerca dei giocatori
C'è però un aspetto forse ancora più interessante dei singoli convocati. L'Italia sta provando ad allargare il proprio bacino di selezione, guardando con maggiore attenzione anche oltre i confini della Serie A.
Mancini e il suo staff stanno infatti monitorando i calciatori italiani cresciuti all'estero e quei profili che, grazie alla doppia nazionalità, possono scegliere quale Paese rappresentare. Il caso di Alessandro Romano è emblematico, così come quello di Nicolò Tresoldi, attaccante del Club Brugge nato in Italia e cresciuto calcisticamente in Germania, che ha scelto di proseguire il proprio percorso con la nazionale tedesca rinunciando alla possibilità di vestire l'azzurro.
Situazioni che confermano quanto sia diventato importante muoversi in anticipo nella ricerca e nella valorizzazione dei talenti eleggibili per più nazionali. Anche perché il problema di fondo rimane: il numero di calciatori italiani impiegati con continuità ai massimi livelli non è così ampio, soprattutto in alcuni ruoli.
È una strada che Mancini conosce bene. Già durante il suo primo ciclo azzurro aveva dimostrato grande disponibilità a sperimentare, allargando il gruppo e anticipando spesso i tempi delle convocazioni. Nel suo secondo mandato questa ricerca potrebbe diventare ancora più capillare, con uno sguardo rivolto non soltanto alla Serie A, ma a tutti quei giocatori di formazione o origine italiana che stanno emergendo nei principali campionati europei.
Il Mancio riparte dalla sua vecchia specialità

In fondo, la storia azzurra di Roberto Mancini racconta proprio questo. Il tecnico tornato sulla panchina della Nazionale aveva guidato l'Italia dal 2018 al 2023, vincendo Euro 2020 e costruendo la squadra attraverso un profondo rinnovamento. Durante quel ciclo arrivò anche la striscia record di 37 partite consecutive senza sconfitte. Questa volta, però, il contesto è differente e probabilmente ancora più complicato.
Mancini non deve semplicemente scegliere undici titolari. Deve ricostruire un'identità, aumentare la concorrenza e soprattutto restituire entusiasmo a un ambiente che ha bisogno di ritrovare certezze. Per questo le prime convocazioni avranno un significato che andrà ben oltre i singoli nomi.
Doumbia, Romano, Zoma, Vergara e gli altri giovani rappresentano il primo messaggio del Mancini-bis: la porta della Nazionale è aperta. La maglia azzurra non deve più appartenere soltanto a chi c'era, ma soprattutto a chi dimostrerà di meritarla. La rivoluzione, forse, non partirà tutta insieme. Ma Mancini sembra avere già deciso da dove cominciare: facce nuove, concorrenza vera e nessuna rendita di posizione.