Notte fonda per la Juventus, che cade a Marassi e incassa una sconfitta per 2-0 contro il Genoa. Una serata complicata per la squadra di Luciano Spalletti, apparsa in difficoltà e poco incisiva, soprattutto nella prima frazione di gioco, quando i rossoblù sono riusciti a prendere il controllo della partita e a sfruttare le fragilità bianconere. Nella ripresa la Juve ha provato a reagire, ma senza trovare la lucidità e la concretezza necessarie per riaprire il match. Il Genoa, invece, ha gestito il vantaggio con determinazione, conquistando tre punti preziosi. Per i bianconeri resta una prestazione deludente, condizionata anche dalle numerose assenze, ma che solleva interrogativi sulla capacità della squadra di mantenere continuità e personalità nei momenti difficili.
La Juventus si presenta a Marassi per la sfida col Genoa in piena emergenza infortuni: Luciano Spalletti deve rinunciare a Yildiz, Thuram, Locatelli, Conceicao, Nico Gonzalez, Celik, Grabara ed Ekhator, affidandosi anche ad alcuni giovani convocati. I bianconeri si schierano con il 3-5-1-1, con Alajbegovic che agirà sulla trequarti alle spalle di Kolo Muani. Woltemade in panchina. Anche il Genoa deve fare i conti con alcune assenze, ma Daniele De Rossi punta sul 3-5-2. La sfida è delicata, la Juve deve stringere i denti e fare di necessità virtù, perché non sono permessi passi falsi: servono carattere, solidità e tre punti per dare continuità ai risultati e guardare con fiducia ai prossimi impegni.
Juve, primo tempo da dimenticare: il Genoa avanti 2 a 0
Primo tempo da incubo per la Juventus. Prestazione scintillante del Genoa che inizia con un atteggiamento feroce e nei primi 30 minuti costringe i bianconeri nella propria metà campo. La pressione rossoblù porta i suoi frutti al 12', quando Ehizibue calcia in area e batte Vicario anche grazie a una deviazione di un difensore bianconero. La Juventus prova a reagire ma si espone ai contropiede dei rossoblu che al 28' sfruttano un gravissimo errore in copertura di Kalulu e si portano sul 2 a 0 grazie a una rete del solito Baldanzi. La Juventus chiude il primo tempo sotto di due reti contro un Genoa concreto e aggressivo, capace di sfruttare al meglio le occasioni create. I bianconeri faticano a trovare continuità nella manovra e a rendersi pericolosi in fase offensiva, mentre in difesa concedono troppo agli avversari. Il risultato complica inevitabilmente la serata della squadra di Luciano Spalletti.
Juve senza idee, il Genoa non soffre
Al rientro in campo, Spalletti schiera le due torri: Woltemade si affianca a Kolo Muani. Il tecnico toscano si affida al modulo che ha portato qualche risultato offensivo alla Juventus soprattutto in campo europeo. Bocciato Alajbegovic sostituito già all'intervallo; al suo posto Zhegrova. La Juve aumenta la pressione e costringe il Genoa nella propria metà campo. Poche sono però le occasioni create dai bianconeri, che cercano di sfruttare le mischie in area e la presenza delle due punte di peso. Gli uomini di De Rossi non rinunciano comunque alle ripartenze e mettono in più occasioni in difficoltà gli avversari. La prestazione opaca della Juve è testimoniata da alcuni dati statistici allarmanti: l'XG è di solo 0,56 con appena due tiri in porta in 80 minuti. Il gioco della Juve si sviluppa solo per vie orizzontali con un'azione offensiva complessivamente lenta e sterile. Il Genoa gestisce facilmente il vantaggio e porta a casa i tre punti.
Una Juventus irriconoscibile, travolta dalle difficoltà e incapace di reagire: a Marassi arriva una sconfitta pesante per 2-0 contro il Genoa. La squadra di Luciano Spalletti paga a caro prezzo un primo tempo complicatissimo, nel quale i rossoblù riescono a colpire e a mettere in evidenza tutte le fragilità bianconere. Nella ripresa la Juve prova a cambiare marcia, ma la reazione non basta per rimettere in discussione il risultato. Le assenze pesano, ma non possono diventare l’unica giustificazione per una prestazione deludente sotto il profilo del gioco, della personalità e della concretezza. Dopo questa pessima, a tratti inspiegabile, prestazione, la Juventus si ritrova a 11 punti dalla vetta e a ben 6 punti dalla zona Champions. Il bassissimo livello della prestazione dei bianconeri costringe la dirigenza ad un'attenta riflessione sul futuro di Luciano Spalletti.
Notte fonda per la Juventus, che cade a Marassi e incassa una sconfitta per 2-0 contro il Genoa. Una serata complicata per la squadra di Luciano Spalletti, apparsa in difficoltà e poco incisiva, soprattutto nella prima frazione di gioco, quando i rossoblù sono riusciti a prendere il controllo della partita e a sfruttare le fragilità bianconere. Nella ripresa la Juve ha provato a reagire, ma senza trovare la lucidità e la concretezza necessarie per riaprire il match. Il Genoa, invece, ha gestito il vantaggio con determinazione, conquistando tre punti preziosi. Per i bianconeri resta una prestazione deludente, condizionata anche dalle numerose assenze, ma che solleva interrogativi sulla capacità della squadra di mantenere continuità e personalità nei momenti difficili.
La Juventus si presenta a Marassi per la sfida col Genoa in piena emergenza infortuni: Luciano Spalletti deve rinunciare a Yildiz, Thuram, Locatelli, Conceicao, Nico Gonzalez, Celik, Grabara ed Ekhator, affidandosi anche ad alcuni giovani convocati. I bianconeri si schierano con il 3-5-1-1, con Alajbegovic che agirà sulla trequarti alle spalle di Kolo Muani. Woltemade in panchina. Anche il Genoa deve fare i conti con alcune assenze, ma Daniele De Rossi punta sul 3-5-2. La sfida è delicata, la Juve deve stringere i denti e fare di necessità virtù, perché non sono permessi passi falsi: servono carattere, solidità e tre punti per dare continuità ai risultati e guardare con fiducia ai prossimi impegni.
Juve, primo tempo da dimenticare: il Genoa avanti 2 a 0
Primo tempo da incubo per la Juventus. Prestazione scintillante del Genoa che inizia con un atteggiamento feroce e nei primi 30 minuti costringe i bianconeri nella propria metà campo. La pressione rossoblù porta i suoi frutti al 12', quando Ehizibue calcia in area e batte Vicario anche grazie a una deviazione di un difensore bianconero. La Juventus prova a reagire ma si espone ai contropiede dei rossoblu che al 28' sfruttano un gravissimo errore in copertura di Kalulu e si portano sul 2 a 0 grazie a una rete del solito Baldanzi. La Juventus chiude il primo tempo sotto di due reti contro un Genoa concreto e aggressivo, capace di sfruttare al meglio le occasioni create. I bianconeri faticano a trovare continuità nella manovra e a rendersi pericolosi in fase offensiva, mentre in difesa concedono troppo agli avversari. Il risultato complica inevitabilmente la serata della squadra di Luciano Spalletti.
Juve senza idee, il Genoa non soffre
Al rientro in campo, Spalletti schiera le due torri: Woltemade si affianca a Kolo Muani. Il tecnico toscano si affida al modulo che ha portato qualche risultato offensivo alla Juventus soprattutto in campo europeo. Bocciato Alajbegovic sostituito già all'intervallo; al suo posto Zhegrova. La Juve aumenta la pressione e costringe il Genoa nella propria metà campo. Poche sono però le occasioni create dai bianconeri, che cercano di sfruttare le mischie in area e la presenza delle due punte di peso. Gli uomini di De Rossi non rinunciano comunque alle ripartenze e mettono in più occasioni in difficoltà gli avversari. La prestazione opaca della Juve è testimoniata da alcuni dati statistici allarmanti: l'XG è di solo 0,56 con appena due tiri in porta in 80 minuti. Il gioco della Juve si sviluppa solo per vie orizzontali con un'azione offensiva complessivamente lenta e sterile. Il Genoa gestisce facilmente il vantaggio e porta a casa i tre punti.
Una Juventus irriconoscibile, travolta dalle difficoltà e incapace di reagire: a Marassi arriva una sconfitta pesante per 2-0 contro il Genoa. La squadra di Luciano Spalletti paga a caro prezzo un primo tempo complicatissimo, nel quale i rossoblù riescono a colpire e a mettere in evidenza tutte le fragilità bianconere. Nella ripresa la Juve prova a cambiare marcia, ma la reazione non basta per rimettere in discussione il risultato. Le assenze pesano, ma non possono diventare l’unica giustificazione per una prestazione deludente sotto il profilo del gioco, della personalità e della concretezza. Dopo questa pessima, a tratti inspiegabile, prestazione, la Juventus si ritrova a 11 punti dalla vetta e a ben 6 punti dalla zona Champions. Il bassissimo livello della prestazione dei bianconeri costringe la dirigenza ad un'attenta riflessione sul futuro di Luciano Spalletti.