La vetta è un punto di partenza, non un traguardo. L’Inter arriva al derby della notte di Halloween con i numeri di una grande squadra, ma anche con qualche interrogativo da risolvere. Contro il Milan non basteranno la classifica e il peso della maglia: serviranno carattere, intensità e quella fame che trasforma una partita importante in una notte da ricordare. Cristian Chivu cerca risposte, Marcus Thuram è chiamato ancora una volta a caricarsi sulle spalle la squadra vista anche l'assenza del Capitano (e leader) Lautaro Martinez. I nerazzurri hanno un obiettivo chiaro: tornare a vincere il derby (l'ultimo successo risale all'aprile del 2024, nella magica notte della conquista della seconda stella) e lanciare un segnale forte al campionato. La vittoria per 2-0 contro il Venezia nell'ultima giornata di campionato ha consolidato il percorso nerazzurro, ma la prestazione non ha convinto del tutto. Per lunghi tratti, la squadra di Chivu ha faticato a trovare ritmo e fluidità, riuscendo a sbloccare definitivamente la partita soltanto nel finale, grazie a due autoreti. Tre punti preziosi, ma anche un campanello d’allarme in vista di un appuntamento nel quale ogni errore può costare caro.

La leadership di Thuram
L’assenza di Lautaro Martinez è uno dei problemi principali con cui Chivu deve fare i conti. Il capitano nerazzurro, alle prese con un problema muscolare, tornerà a disposizione del mister solo dopo la prossima sosta per le nazionali. Senza di lui la squadra perde un riferimento fondamentale per gol, leadership e personalità. E allora di nuovo gli occhi saranno puntati su Marcus Thuram. Il francese dovrà guidare l’attacco sfruttando velocità, forza fisica e capacità di attaccare la profondità. Oltre a cercare la conclusione personale, sarà importante il suo contributo nel creare spazi per gli inserimenti dei centrocampisti e nel favorire la manovra offensiva. E come abbiamo visto nelle ultime gare (tra tutte quelle contro Bologna, Fiorentina e Venezia), Marcus è diventato un vero e proprio leader in campo, e ha mostrato una grinta e una voglia di non arrendersi mai che non stanno facendo rimpiangere il Capitano. Thuram sta bene, ha trovato la quadra giusta, l'entusiasmo, la fiducia: le energie in partite come il derby si trovano sempre. Al suo fianco in attacco probabile chance per Pio Esposito, che arriva da una settimana complicata: ai problemi di salute (influenza con febbre) si è aggiunto il grande dolore per la perdita del nonno, che non hanno permesso al ragazzo di giocare nella migliore condizione, anche mentale.
Il tabù derby da sfatare
Dal derby della seconda stella, vinto il 22 aprile 2024 grazie alle reti di Acerbi e Thuram, l’Inter non è più riuscita a battere il Milan, vedendo interrompersi una striscia di sei vittorie consecutive nelle stracittadine. Un digiuno che pesa sull’orgoglio nerazzurro e che la squadra di Cristian Chivu vuole finalmente interrompere. Domani sera si presenta l’occasione giusta per invertire la rotta e tornare a esultare contro i rivali cittadini. Serviranno personalità, concentrazione e concretezza per affrontare una sfida in cui ogni episodio può fare la differenza. Oltre ai tre punti, in palio c’è molto di più: una vittoria permetterebbe all’Inter di liberarsi di un tabù diventato ingombrante, ritrovare fiducia e rilanciare le proprie ambizioni, mandando un messaggio importante al Milan e a tutto il campionato. Il ricordo della seconda stella resta indelebile, ma adesso i nerazzurri vogliono scrivere una nuova pagina della rivalità milanese: domani può essere la serata giusta per riprendersi Milano.
Ma non basta quanto fatto finora: per vincere il derby, l’Inter dovrà alzare ulteriormente il livello. Cristian Chivu non cerca alibi e, alla vigilia della stracittadina contro il Milan, indica con chiarezza la strada da seguire. I nerazzurri arrivano alla decima giornata di campionato con la consapevolezza del proprio valore, ma anche con la necessità di aggiungere qualcosa alle prestazioni offerte nei derby della scorsa stagione e in questo primo scorcio di campionato. Il lungo digiuno contro i rossoneri rappresenta un motivo in più per cercare una svolta. «Non dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo fatto. Dobbiamo essere la miglior versione di noi stessi e aggiungere qualcosa a quanto fatto lo scorso anno e in questo inizio di stagione. Se non si vince un derby da così tanto tempo, un motivo c’è: bisogna fare qualcosina in più», ha sottolineato il tecnico nerazzurro. Chivu riconosce il peso della sfida con il Milan, pur invitando a non considerarla necessariamente decisiva per il campionato. In palio ci sono tre punti, come in qualsiasi altra partita, ma il significato di una vittoria o di una sconfitta può andare ben oltre la classifica. «Un derby può non essere decisivo. Sono sempre tre punti, ma può dare tanto a una squadra e togliere qualcosa a un’altra». Il tecnico ha ricordato quanto accaduto nella scorsa stagione, quando il Milan, battendo l’Inter, aveva alimentato le speranze di riaprire il campionato, prima di perdere contro la Lazio. Oltre al risultato, però, entrano in gioco altri fattori: orgoglio, determinazione e la voglia di rendere felici i propri tifosi. «Dalle parole ai fatti la strada è lunga. Ci sono i momenti della partita, la gestione delle frustrazioni e delle energie. Domani dobbiamo essere al massimo». Nessuna favorita, dunque, secondo l’allenatore nerazzurro. In una partita del genere, le motivazioni non mancano e la pressione accompagna entrambe le squadre. «Non c’è una favorita nel derby. Le motivazioni le trovi, le pressioni sono per tutti. Sappiamo cosa comporta perdere o vincere una partita del genere: dobbiamo fare le cose giuste al momento giusto».
Gestione delle energie ed equilibrio tattico
L’Inter arriva al derby dopo un ciclo intenso di partite, un aspetto che potrebbe incidere sulla gestione della gara e sulle scelte tattiche. Alla domanda sulla possibilità di vedere un baricentro più basso, Chivu ha risposto sottolineando l’importanza dell’organizzazione e della capacità di leggere i diversi momenti della sfida. «Noi non giochiamo a uomo. Nelle ultime gare abbiamo avuto più organizzazione e più pensiero comune. Sarà una valutazione da fare in campo: dobbiamo trovare l’equilibrio giusto, capire come, quando e perché andare in pressione, e farlo con convinzione». Il tecnico vede una squadra più ordinata e consapevole, soprattutto nella gestione delle fasi offensive. L’obiettivo è scegliere con maggiore lucidità quando accelerare e quando, invece, mantenere le posizioni, senza perdere compattezza. Una maturità che domani potrebbe rivelarsi determinante.
Il lungo digiuno contro il Milan, insieme alle difficoltà incontrate in altre sfide importanti, potrebbe rappresentare un peso mentale. Chivu, però, non vuole che i precedenti condizionino l’approccio della squadra. «Non bisogna fare sempre il bello. Siamo maturi per capire che speculare a volte può condizionare tutto l’andamento della gara». Per l’allenatore, la crescita non si misura soltanto attraverso le vittorie o le belle prestazioni, ma anche nella capacità di comprendere cosa serva per portare a casa il risultato. Il derby richiede qualcosa in più, sotto ogni punto di vista: intensità, attenzione, carattere e capacità di reagire alle difficoltà. «Il derby ci obbliga ad aggiungere qualcosa in più rispetto a quanto fatto nelle ultime partite. La crescita non è soltanto giocare bene o vincere: bisogna capire cosa mettere in campo per ottenere il risultato».
Attacco e difesa: serve più concretezza
Un altro tema centrale riguarda l’equilibrio tra la fase offensiva e quella difensiva. L’Inter ha mostrato una buona capacità realizzativa, ma il numero di gol subiti resta un aspetto da migliorare. Chivu non vuole privilegiare un reparto a discapito dell’altro: la squadra deve saper attaccare con convinzione e difendere con la stessa intensità. «Non prediligo l’attacco alla difesa. Chiedo equilibrio e maturità, la capacità di capire i momenti della partita». Il tecnico insiste anche sull’importanza del lavoro collettivo: la fase difensiva coinvolge tutti gli undici giocatori, che devono avere le idee chiare sui compiti da svolgere. Non basta affidarsi al compagno o abbassare il ritmo quando la squadra è sotto pressione. Al trotto non si arriva da nessuna parte, bisogna scattare. La fase difensiva riguarda tutti gli undici giocatori, che devono avere chiarezza in quello che devono fare. Un messaggio che vale anche per il derby, dove ogni disattenzione può costare cara. L’obiettivo è mantenere la stessa energia sia quando l’Inter attacca sia quando deve abbassarsi e difendere. Per Chivu, la squadra sta lavorando su questi aspetti, pur alternando momenti positivi ad altri meno convincenti.
L’Inter trova le principali difficoltà quando affronta squadre che si chiudono nella propria metà campo. Nonostante la presenza di meccanismi offensivi già consolidati, i nerazzurri devono ancora trovare continuità nella capacità di scardinare le difese più compatte. Secondo Chivu, il problema passa anche dalla necessità di avere maggiori motivazioni e di esaltare le caratteristiche dei giocatori quando la squadra ha il possesso. Allo stesso tempo, diventa fondamentale la velocità con cui la squadra reagisce alla perdita del pallone e riesce a ricompattarsi. Attaccare con più uomini, infatti, richiede attenzione e organizzazione per evitare di concedere spazi agli avversari. Chivu ha inoltre sottolineato l’importanza di ritrovare un atteggiamento più pragmatico quando non si è in possesso, senza rinunciare all’identità di gioco.

Le scelte di formazione e il nuovo stadio
Sul fronte della formazione, restano da valutare alcune situazioni individuali, a partire dalle condizioni di Carlos Augusto e dalla possibilità di rivedere Bastoni nel ruolo di centrale. Chivu non ha anticipato le proprie decisioni, spiegando che le scelte saranno inevitabilmente influenzate dagli infortuni e dalla necessità di gestire le energie attraverso le rotazioni. Nessuna certezza neppure sulla porta: alla domanda sulla possibile presenza di Josep Martínez, il tecnico ha rimandato ogni risposta alla giornata della partita.
Spazio anche a una riflessione sul nuovo stadio. Chivu ha riconosciuto il legame personale con l’impianto attuale, dove ha giocato, ma si è detto favorevole all’innovazione. «Devo stare attento a come rispondo. Ci ho giocato e sono legato a questo stadio, ma sono anche favorevole alle innovazioni. È il mondo che va avanti. Le cose nuove possono fare paura all’inizio, ma poi sarà bellissimo». Infine, una battuta sul futuro degli allenatori e sulla possibilità di restare a lungo alla guida dell’Inter. Chivu ha scherzato sulla difficoltà di resistere per tanti anni in un ambiente esigente come quello del calcio, lasciando aperta la porta a ogni scenario: «Se cambia il mondo del calcio, forse sarò ancora alla guida dell’Inter anche tra molti anni».
«Voglio una squadra che dia tutto»
Il messaggio conclusivo di Chivu è chiaro: l’Inter deve presentarsi al derby con la massima energia, senza speculare sul risultato e senza accontentarsi di una prestazione ordinata ma poco incisiva. Il tecnico non ha nascosto la necessità di migliorare, soprattutto nella gestione delle partite e nella solidità difensiva, ma ha ribadito la fiducia nel lavoro svolto dal gruppo. «Voglio una partita in cui i miei ragazzi diano tutto in campo e possano uscire a testa alta». Anche perché il calendario non concede pause: dopo il derby ci sarà, dopo appena tre giorni, l'appuntamento in Olanda contro il Feyenord, gara decisiva per le sorti dei nerazzurri in Champions.
Contro il Milan, dunque, l’Inter è chiamata a dimostrare di aver compiuto un ulteriore passo avanti. Per interrompere il tabù non basteranno le qualità tecniche: serviranno fame, personalità e la capacità di affrontare ogni momento della gara con la giusta mentalità. È questo, secondo Chivu, il salto necessario per trasformare le buone prestazioni in risultati e tornare a vincere la sfida più sentita della stagione.
LE PROBABILI FORMAZIONI
MILAN (4-3-3): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic, Estupinan; Musah, Modric, Rabiot; Hutchinson, Ramos, Pulisic. All. Amorim.
INTER (3-5-2): Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Diouf, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Esposito, Thuram. All. Chivu.
La vetta è un punto di partenza, non un traguardo. L’Inter arriva al derby della notte di Halloween con i numeri di una grande squadra, ma anche con qualche interrogativo da risolvere. Contro il Milan non basteranno la classifica e il peso della maglia: serviranno carattere, intensità e quella fame che trasforma una partita importante in una notte da ricordare. Cristian Chivu cerca risposte, Marcus Thuram è chiamato ancora una volta a caricarsi sulle spalle la squadra vista anche l'assenza del Capitano (e leader) Lautaro Martinez. I nerazzurri hanno un obiettivo chiaro: tornare a vincere il derby (l'ultimo successo risale all'aprile del 2024, nella magica notte della conquista della seconda stella) e lanciare un segnale forte al campionato. La vittoria per 2-0 contro il Venezia nell'ultima giornata di campionato ha consolidato il percorso nerazzurro, ma la prestazione non ha convinto del tutto. Per lunghi tratti, la squadra di Chivu ha faticato a trovare ritmo e fluidità, riuscendo a sbloccare definitivamente la partita soltanto nel finale, grazie a due autoreti. Tre punti preziosi, ma anche un campanello d’allarme in vista di un appuntamento nel quale ogni errore può costare caro.

La leadership di Thuram
L’assenza di Lautaro Martinez è uno dei problemi principali con cui Chivu deve fare i conti. Il capitano nerazzurro, alle prese con un problema muscolare, tornerà a disposizione del mister solo dopo la prossima sosta per le nazionali. Senza di lui la squadra perde un riferimento fondamentale per gol, leadership e personalità. E allora di nuovo gli occhi saranno puntati su Marcus Thuram. Il francese dovrà guidare l’attacco sfruttando velocità, forza fisica e capacità di attaccare la profondità. Oltre a cercare la conclusione personale, sarà importante il suo contributo nel creare spazi per gli inserimenti dei centrocampisti e nel favorire la manovra offensiva. E come abbiamo visto nelle ultime gare (tra tutte quelle contro Bologna, Fiorentina e Venezia), Marcus è diventato un vero e proprio leader in campo, e ha mostrato una grinta e una voglia di non arrendersi mai che non stanno facendo rimpiangere il Capitano. Thuram sta bene, ha trovato la quadra giusta, l'entusiasmo, la fiducia: le energie in partite come il derby si trovano sempre. Al suo fianco in attacco probabile chance per Pio Esposito, che arriva da una settimana complicata: ai problemi di salute (influenza con febbre) si è aggiunto il grande dolore per la perdita del nonno, che non hanno permesso al ragazzo di giocare nella migliore condizione, anche mentale.
Il tabù derby da sfatare
Dal derby della seconda stella, vinto il 22 aprile 2024 grazie alle reti di Acerbi e Thuram, l’Inter non è più riuscita a battere il Milan, vedendo interrompersi una striscia di sei vittorie consecutive nelle stracittadine. Un digiuno che pesa sull’orgoglio nerazzurro e che la squadra di Cristian Chivu vuole finalmente interrompere. Domani sera si presenta l’occasione giusta per invertire la rotta e tornare a esultare contro i rivali cittadini. Serviranno personalità, concentrazione e concretezza per affrontare una sfida in cui ogni episodio può fare la differenza. Oltre ai tre punti, in palio c’è molto di più: una vittoria permetterebbe all’Inter di liberarsi di un tabù diventato ingombrante, ritrovare fiducia e rilanciare le proprie ambizioni, mandando un messaggio importante al Milan e a tutto il campionato. Il ricordo della seconda stella resta indelebile, ma adesso i nerazzurri vogliono scrivere una nuova pagina della rivalità milanese: domani può essere la serata giusta per riprendersi Milano.
Ma non basta quanto fatto finora: per vincere il derby, l’Inter dovrà alzare ulteriormente il livello. Cristian Chivu non cerca alibi e, alla vigilia della stracittadina contro il Milan, indica con chiarezza la strada da seguire. I nerazzurri arrivano alla decima giornata di campionato con la consapevolezza del proprio valore, ma anche con la necessità di aggiungere qualcosa alle prestazioni offerte nei derby della scorsa stagione e in questo primo scorcio di campionato. Il lungo digiuno contro i rossoneri rappresenta un motivo in più per cercare una svolta. «Non dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo fatto. Dobbiamo essere la miglior versione di noi stessi e aggiungere qualcosa a quanto fatto lo scorso anno e in questo inizio di stagione. Se non si vince un derby da così tanto tempo, un motivo c’è: bisogna fare qualcosina in più», ha sottolineato il tecnico nerazzurro. Chivu riconosce il peso della sfida con il Milan, pur invitando a non considerarla necessariamente decisiva per il campionato. In palio ci sono tre punti, come in qualsiasi altra partita, ma il significato di una vittoria o di una sconfitta può andare ben oltre la classifica. «Un derby può non essere decisivo. Sono sempre tre punti, ma può dare tanto a una squadra e togliere qualcosa a un’altra». Il tecnico ha ricordato quanto accaduto nella scorsa stagione, quando il Milan, battendo l’Inter, aveva alimentato le speranze di riaprire il campionato, prima di perdere contro la Lazio. Oltre al risultato, però, entrano in gioco altri fattori: orgoglio, determinazione e la voglia di rendere felici i propri tifosi. «Dalle parole ai fatti la strada è lunga. Ci sono i momenti della partita, la gestione delle frustrazioni e delle energie. Domani dobbiamo essere al massimo». Nessuna favorita, dunque, secondo l’allenatore nerazzurro. In una partita del genere, le motivazioni non mancano e la pressione accompagna entrambe le squadre. «Non c’è una favorita nel derby. Le motivazioni le trovi, le pressioni sono per tutti. Sappiamo cosa comporta perdere o vincere una partita del genere: dobbiamo fare le cose giuste al momento giusto».
Gestione delle energie ed equilibrio tattico
L’Inter arriva al derby dopo un ciclo intenso di partite, un aspetto che potrebbe incidere sulla gestione della gara e sulle scelte tattiche. Alla domanda sulla possibilità di vedere un baricentro più basso, Chivu ha risposto sottolineando l’importanza dell’organizzazione e della capacità di leggere i diversi momenti della sfida. «Noi non giochiamo a uomo. Nelle ultime gare abbiamo avuto più organizzazione e più pensiero comune. Sarà una valutazione da fare in campo: dobbiamo trovare l’equilibrio giusto, capire come, quando e perché andare in pressione, e farlo con convinzione». Il tecnico vede una squadra più ordinata e consapevole, soprattutto nella gestione delle fasi offensive. L’obiettivo è scegliere con maggiore lucidità quando accelerare e quando, invece, mantenere le posizioni, senza perdere compattezza. Una maturità che domani potrebbe rivelarsi determinante.
Il lungo digiuno contro il Milan, insieme alle difficoltà incontrate in altre sfide importanti, potrebbe rappresentare un peso mentale. Chivu, però, non vuole che i precedenti condizionino l’approccio della squadra. «Non bisogna fare sempre il bello. Siamo maturi per capire che speculare a volte può condizionare tutto l’andamento della gara». Per l’allenatore, la crescita non si misura soltanto attraverso le vittorie o le belle prestazioni, ma anche nella capacità di comprendere cosa serva per portare a casa il risultato. Il derby richiede qualcosa in più, sotto ogni punto di vista: intensità, attenzione, carattere e capacità di reagire alle difficoltà. «Il derby ci obbliga ad aggiungere qualcosa in più rispetto a quanto fatto nelle ultime partite. La crescita non è soltanto giocare bene o vincere: bisogna capire cosa mettere in campo per ottenere il risultato».
Attacco e difesa: serve più concretezza
Un altro tema centrale riguarda l’equilibrio tra la fase offensiva e quella difensiva. L’Inter ha mostrato una buona capacità realizzativa, ma il numero di gol subiti resta un aspetto da migliorare. Chivu non vuole privilegiare un reparto a discapito dell’altro: la squadra deve saper attaccare con convinzione e difendere con la stessa intensità. «Non prediligo l’attacco alla difesa. Chiedo equilibrio e maturità, la capacità di capire i momenti della partita». Il tecnico insiste anche sull’importanza del lavoro collettivo: la fase difensiva coinvolge tutti gli undici giocatori, che devono avere le idee chiare sui compiti da svolgere. Non basta affidarsi al compagno o abbassare il ritmo quando la squadra è sotto pressione. Al trotto non si arriva da nessuna parte, bisogna scattare. La fase difensiva riguarda tutti gli undici giocatori, che devono avere chiarezza in quello che devono fare. Un messaggio che vale anche per il derby, dove ogni disattenzione può costare cara. L’obiettivo è mantenere la stessa energia sia quando l’Inter attacca sia quando deve abbassarsi e difendere. Per Chivu, la squadra sta lavorando su questi aspetti, pur alternando momenti positivi ad altri meno convincenti.
L’Inter trova le principali difficoltà quando affronta squadre che si chiudono nella propria metà campo. Nonostante la presenza di meccanismi offensivi già consolidati, i nerazzurri devono ancora trovare continuità nella capacità di scardinare le difese più compatte. Secondo Chivu, il problema passa anche dalla necessità di avere maggiori motivazioni e di esaltare le caratteristiche dei giocatori quando la squadra ha il possesso. Allo stesso tempo, diventa fondamentale la velocità con cui la squadra reagisce alla perdita del pallone e riesce a ricompattarsi. Attaccare con più uomini, infatti, richiede attenzione e organizzazione per evitare di concedere spazi agli avversari. Chivu ha inoltre sottolineato l’importanza di ritrovare un atteggiamento più pragmatico quando non si è in possesso, senza rinunciare all’identità di gioco.

Le scelte di formazione e il nuovo stadio
Sul fronte della formazione, restano da valutare alcune situazioni individuali, a partire dalle condizioni di Carlos Augusto e dalla possibilità di rivedere Bastoni nel ruolo di centrale. Chivu non ha anticipato le proprie decisioni, spiegando che le scelte saranno inevitabilmente influenzate dagli infortuni e dalla necessità di gestire le energie attraverso le rotazioni. Nessuna certezza neppure sulla porta: alla domanda sulla possibile presenza di Josep Martínez, il tecnico ha rimandato ogni risposta alla giornata della partita.
Spazio anche a una riflessione sul nuovo stadio. Chivu ha riconosciuto il legame personale con l’impianto attuale, dove ha giocato, ma si è detto favorevole all’innovazione. «Devo stare attento a come rispondo. Ci ho giocato e sono legato a questo stadio, ma sono anche favorevole alle innovazioni. È il mondo che va avanti. Le cose nuove possono fare paura all’inizio, ma poi sarà bellissimo». Infine, una battuta sul futuro degli allenatori e sulla possibilità di restare a lungo alla guida dell’Inter. Chivu ha scherzato sulla difficoltà di resistere per tanti anni in un ambiente esigente come quello del calcio, lasciando aperta la porta a ogni scenario: «Se cambia il mondo del calcio, forse sarò ancora alla guida dell’Inter anche tra molti anni».
«Voglio una squadra che dia tutto»
Il messaggio conclusivo di Chivu è chiaro: l’Inter deve presentarsi al derby con la massima energia, senza speculare sul risultato e senza accontentarsi di una prestazione ordinata ma poco incisiva. Il tecnico non ha nascosto la necessità di migliorare, soprattutto nella gestione delle partite e nella solidità difensiva, ma ha ribadito la fiducia nel lavoro svolto dal gruppo. «Voglio una partita in cui i miei ragazzi diano tutto in campo e possano uscire a testa alta». Anche perché il calendario non concede pause: dopo il derby ci sarà, dopo appena tre giorni, l'appuntamento in Olanda contro il Feyenord, gara decisiva per le sorti dei nerazzurri in Champions.
Contro il Milan, dunque, l’Inter è chiamata a dimostrare di aver compiuto un ulteriore passo avanti. Per interrompere il tabù non basteranno le qualità tecniche: serviranno fame, personalità e la capacità di affrontare ogni momento della gara con la giusta mentalità. È questo, secondo Chivu, il salto necessario per trasformare le buone prestazioni in risultati e tornare a vincere la sfida più sentita della stagione.
LE PROBABILI FORMAZIONI
MILAN (4-3-3): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic, Estupinan; Musah, Modric, Rabiot; Hutchinson, Ramos, Pulisic. All. Amorim.
INTER (3-5-2): Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Diouf, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Esposito, Thuram. All. Chivu.