Tre partite, tre gol e nove punti. A Davide Frattesi sono bastate poche settimane per prendersi la Lazio. Dopo aver deciso le prime due giornate contro Bologna e Genoa, il centrocampista si è ripetuto anche a Udine, segnando la rete del momentaneo 1-1 nella vittoria per 2-1 dei biancocelesti. Un inserimento dei suoi, sul cross di Zaccagni, per anticipare la difesa friulana e rimettere in piedi una partita che si era complicata dopo il vantaggio di Karlström. La Lazio ha poi completato la rimonta con Gudmundsson, conquistando la terza vittoria consecutiva e salendo a nove punti. Ma ancora una volta, nel momento di difficoltà, la firma è stata quella di Frattesi.
La specialità della casa
Quello di Udine non è un caso isolato. Alla prima giornata, all’esordio con la nuova maglia, Frattesi aveva segnato il gol dell’1-0 contro il Bologna. Una settimana dopo stessa storia all’Olimpico: rete al Genoa e altri tre punti. Contro l’Udinese non ha deciso direttamente la partita, ma ha trovato il pareggio che ha dato il via alla rimonta. Tre reti in tre giornate, nessuna arrivata a risultato già acquisito.
E non è un caso: Frattesi ai gol pesanti è abituato. Lo aveva già dimostrato durante gli anni all’Inter, anche quando lo spazio a disposizione non era molto. Nella stagione della seconda stella furono suoi i due gol allo scadere contro Verona e Udinese, diventati alcune delle immagini iconiche della cavalcata verso il ventesimo Scudetto. Poi la Champions League, dove la sua capacità di incidere nei momenti decisivi è diventata ancora più evidente. Prima il gol nel finale contro il Bayern Monaco nei quarti, poi quello contro il Barcellona nei supplementari della semifinale di ritorno, che portò l’Inter in finale. Maglie e contesti diversi, ma la sensazione è sempre la stessa: quando il pallone pesa di più, Frattesi riesce spesso a farsi trovare nel posto giusto.
Dalla panchina alla centralità
La vera differenza rispetto all’esperienza nerazzurra, però, è il ruolo che Frattesi sta ricoprendo oggi. All’Inter il classe ’99 era riuscito a essere decisivo nonostante un minutaggio spesso limitato, ritagliandosi lo spazio soprattutto grazie alla sua capacità di cambiare le partite a gara in corso. Alla Lazio la situazione è diversa: Gattuso gli ha affidato fin da subito un ruolo centrale e il centrocampista sta rispondendo sul campo.
Le sue caratteristiche, del resto, si sposano perfettamente con un calcio che gli permette di attaccare gli spazi e accompagnare con continuità l’azione offensiva. Frattesi non è il centrocampista che vuole necessariamente il pallone tra i piedi per incidere. La sua arma principale rimane il movimento senza palla: legge lo spazio, parte alle spalle dei difensori e arriva in area quasi come un attaccante aggiunto. Il gol contro l’Udinese ne è l’ennesima dimostrazione. E con la possibilità di giocare con continuità, quelle qualità che a Milano emergevano soprattutto a partita in corso possono diventare una costante.
Le vecchie sensazioni
Tre giornate sono troppo poche per stabilire dove potrà arrivare la Lazio e ancora meno per parlare già della miglior stagione della carriera di Frattesi. L’inizio, però, racconta qualcosa. Dopo la vittoria di Udine, lo stesso centrocampista ha spiegato di aver ritrovato quelle sensazioni che gli mancavano, quel sentirsi nuovamente “elettrico” in campo.
Forse è proprio questa la chiave del suo momento. Frattesi non ha scoperto adesso come si segna, né tantomeno come si decide una partita. Lo aveva già fatto all’Inter, in Serie A e nelle notti più importanti di Champions. Quello che sembra aver trovato alla Lazio è qualcosa che negli ultimi anni gli era mancato: continuità e centralità. E se ai gol pesanti aggiungerà anche queste due componenti, le prime tre giornate potrebbero essere soltanto l’inizio.
Three games, three goals and nine points. Davide Frattesi only needed a few weeks to take over Lazio. After having decided the first two matchdays against Bologna and Genoa, the midfielder also repeated himself in Udine, scoring the goal of the momentary 1-1 in the 2-1 victory for the Biancocelesti. An insertion of his team, on Zaccagni's cross, to anticipate the Friulian defense and get a game back on its feet that had become complicated after Karlström's opener. Lazio then completed the comeback with Gudmundsson, winning their third consecutive victory and moving up to nine points. But once again, in the moment of difficulty, the signature was that of Frattesi.
La specialità della casa
Udine is not an isolated case. On the first matchday, on his debut with the new shirt, Frattesi scored the 1-0 goal against Bologna. A week later, same story at the Olimpico: goal against Genoa and another three points. Against Udinese he didn't directly decide the match, but he found the equalizer which started the comeback. Three goals in three days, none achieved results already achieved.
And it's no coincidence: Frattesi is used to heavy goals. He had already demonstrated this during his years at Inter, even when there wasn't much space available. In the season of the second star, he scored two late goals against Verona and Udinese, which became some of the iconic images of the ride towards the twentieth Scudetto. Then the Champions League, where his ability to make an impact in decisive moments became even more evident. First the late goal against Bayern Munich in the quarter-finals, then the one against Barcelona in extra time of the semi-final second leg, which took Inter to the final. Different shirts and contexts, but the feeling is always the same: when the ball weighs more, Frattesi often manages to find himself in the right place.
Dalla panchina alla centralità
The real difference compared to the Nerazzurri experience, however, is the role that Frattesi is covering today. At Inter the '99 class had managed to be decisive despite often limited playing time, carving out space above all thanks to his ability to change matches during the match in progress. At Lazio the situation is different: Gattuso immediately entrusted him with a central role and the midfielder is responding on the pitch.
His characteristics, moreover, combine perfectly with a football that allows him to attack spaces and continuously accompany the offensive action. Frattesi is not the midfielder who necessarily wants the ball at his feet to make an impact. His main weapon remains movement without the ball: he reads the space, starts behind the defenders and arrives in the area almost like an added attacker. The goal against Udinese is yet another demonstration of this. And with the possibility of playing continuously, those qualities that emerged in Milan especially during the match in progress can become a constant.
Le vecchie sensazioni
Three days are too few to establish where Lazio can reach and even less to already talk about the best season of Frattesi's career. The beginning, however, tells something. After the victory in Udine, the midfielder himself explained that he had rediscovered those sensations that he was missing, that feeling of being "electric" on the pitch again.
Perhaps this is precisely the key to his moment. Frattesi has not now discovered how to score, nor how to decide a match. He had already done it at Inter, in Serie A and on the most important nights of the Champions League. What he seems to have found at Lazio is something that he had lacked in recent years: continuity and centrality. And if he also adds these two components to the heavy goals, the first three days could just be the beginning.