Rotterdam prepara una notte nella quale serviranno gambe, lucidità e personalità. Questa sera alle 21 l’Inter affronta il Feyenoord, nella quarta giornata della fase campionato di Champions League. Ad aspettare i nerazzurri ci sarà una squadra che in patria guarda tutti dall’alto e che davanti al proprio pubblico proverà a dare una svolta al cammino europeo.
Per la Beneamata sarà fondamentale riconoscere subito il tipo di partita: un’avversaria da rispettare, capace di accendersi attraverso le iniziative dei suoi uomini migliori, ma con spazi e debolezze sui quali costruire una serata positiva.
In campionato corre, in Europa fatica

I biancorossi di Rotterdam occupano il primo posto dell’Eredivisie con 25 punti dopo undici giornate, uno in più dell’Ajax. Il bilancio comprende sette vittorie e quattro pareggi, senza sconfitte, con 33 reti realizzate e 12 subite. Numeri che descrivono una formazione produttiva, abituata a cercare il gol e a prendere l’iniziativa.
In Champions il percorso è stato più complicato: tre punti nelle prime tre giornate, ottenuti attraverso la faticosa vittoria casalinga contro il Como per 3 a 2, mentre le trasferte contro Barcellona e Real Betis hanno portato due sconfitte. Le quattro reti segnate e le otto incassate raccontano una squadra che, nel confronto internazionale, deve ancora trovare il giusto equilibrio.
L’ultimo impegno di campionato, pareggiato in casa contro il Fortuna Sittard, ha lasciato anche qualche rimpianto. Il Feyenoord ha creato occasioni, è passato avanti con Valente e si è fatto raggiungere nel finale. Un segnale utile per l’Inter: gli olandesi possono dominare lunghi tratti senza riuscire a mettere al sicuro il risultato.
Van Bronckhorst, un ritorno nel segno dell’identità
A guidare il Feyenoord c’è Giovanni van Bronckhorst, tornato sulla panchina del club nel giugno 2026. Il tecnico conosce bene l’ambiente, avendo già allenato la squadra tra il 2015 e il 2019, con il titolo nazionale conquistato nella stagione 2016/17.
Il suo nuovo ciclo è cominciato dopo la separazione da Robin van Persie, che aveva chiuso la precedente stagione al secondo posto in campionato, guadagnando il ritorno in Champions. La società si è affidata a un allenatore legato a uno dei successi più importanti della propria storia recente, chiedendogli di accompagnare la crescita di un gruppo con diversi elementi interessanti.

Come giocano i biancorossi di Rotterdam
Il riferimento è il 4-3-3, con la possibilità di passare al 4-2-3-1. La squadra cerca ampiezza e partecipazione dei centrocampisti, affidandosi alla tecnica e velocità degli esterni per creare superiorità. Quando recupera il pallone, prova ad accelerare prima che l’avversario possa riorganizzarsi.
Questa propensione offensiva può però lasciare spazi alle spalle dei terzini e fra i reparti. Quando la prima pressione viene superata, il Feyenoord rischia di perdere compattezza. L’Inter dovrà riconoscere quei momenti e sfruttarli con precisione.
Hadj Moussa e Valente, talento e pericoli per l’Inter
Il primo nome da cerchiare è Anis Hadj Moussa, esterno algerino che agisce prevalentemente sulla destra: rapido, abile nel dribbling e imprevedibile, ha già segnato contro il Como in Champions. La sua pericolosità emerge anche negli assist, come il pallone arretrato servito a Luciano Valente contro il Fortuna. Proprio Valente, indicato dalla UEFA come riferimento tecnico del Feyenoord, sa collegare i reparti e trovare spazi nei quali combinare con i compagni. L’Inter dovrà quindi proteggere la propria fascia sinistra e seguire gli inserimenti, senza concentrare tutta l’attenzione sul portatore.
In avanti merita attenzione anche Nacho Ferri, centravanti spagnolo e acquisto di rilievo dell’estate, mentre Givairo Read aggiunge spinta alla corsia destra.
A completare le insidie ci sono Gjivai Zechiël e Sem Steijn, entrambi già a segno in Europa: i loro movimenti da dietro possono sorprendere la difesa nerazzurra, soprattutto quando viene attirata verso l’esterno.
La possibile formazione contro i nerazzurri di Chivu

Le indicazioni della vigilia convergono sul 4-3-3, con un’incertezza soprattutto al centro della difesa, dove le ricostruzioni delle probabili formazioni divergono fra Watanabe e St. Juste.
Feyenoord, possibile formazione: Ernst; Read, Watanabe, Mármol, Javi López; Zechiël, Vanhoutte, Targhalline; Hadj Moussa, Nacho Ferri, Valente. Allenatore: Giovanni van Bronckhorst.
Si tratta di una previsione, in attesa delle scelte ufficiali.
Le difficoltà che aspettano la Beneamata
Sul piano tattico, l’Inter dovrà soprattutto evitare palloni persi in zone centrali mentre la squadra sta salendo. In quelle situazioni gli esterni olandesi potrebbero ricevere con spazio e costringere la difesa a correre verso la propria porta.
Serviranno coperture coordinate. Se un difensore esce su Hadj Moussa, qualcuno dovrà proteggere il corridoio alle sue spalle; se una mezzala va in pressione, il centrocampo dovrà accompagnarla. Accorciare insieme sarà decisivo per non concedere ricezioni facili fra le linee.
Un altro tema sarà la gestione del ritmo. Il sostegno del pubblico può incoraggiare il Feyenoord a spingere, ma l’Inter dovrà mantenere la lucidità necessaria per scegliere quando accelerare e quando consolidare il possesso.
Dove gli olandesi possono essere colpiti
La lettura della sfida suggerisce di attaccare gli spazi lasciati dai terzini e cercare cambi di gioco dopo aver attirato pressione su una corsia. Per riuscirci serviranno passaggi puliti e movimenti coordinati, soprattutto nella prima uscita.
Thuram può diventare prezioso con le corse nei corridoi laterali, obbligando i centrali ad allargarsi e creando spazio per il compagno di reparto o per gli inserimenti dei centrocampisti. L’Inter dovrà accompagnare queste iniziative, evitando che l’attaccante resti isolato.
Il pareggio contro il Fortuna offre inoltre un’indicazione sulla gestione dei momenti: il Feyenoord ha sprecato occasioni per chiudere la gara e ha pagato nel finale. Restare dentro la partita, senza perdere organizzazione, può quindi avere un peso anche quando gli olandesi sembrano controllarla.

Una storia europea da rispettare
Fondato nel 1908, il Feyenoord appartiene alla grande tradizione del calcio olandese. Nel 1970, con Ernst Happel in panchina, diventò il primo club dei Paesi Bassi a conquistare la Coppa dei Campioni, battendo il Celtic nella finale disputata a San Siro. Un trionfo arrivato prima del ciclo europeo dell’Ajax.
Nel palmarès figurano anche le Coppe UEFA del 1974 e del 2002, insieme a 16 titoli nazionali, l’ultimo conquistato nel 2023. È una storia che contribuisce a spiegare il peso delle aspettative quando a Rotterdam arriva una grande avversaria europea.
De Kuip, una notte da affrontare con personalità
Lo Stadion Feijenoord, conosciuto come De Kuip, è la casa del club dal 1937 e uno dei simboli della sua identità popolare. Il legame fra squadra e tifosi accompagna da generazioni le serate europee del Feyenoord.
Per l’Inter sarà una prova di attenzione e maturità. Gli olandesi hanno qualità per trasformare una disattenzione in un’occasione, ma concedono opportunità a chi sa superarne la pressione. La Beneamata dovrà togliere spazio al loro talento e dare continuità al proprio gioco: è così che la notte di Rotterdam può prendere la direzione nerazzurra.
Rotterdam prepara una notte nella quale serviranno gambe, lucidità e personalità. Questa sera alle 21 l’Inter affronta il Feyenoord, nella quarta giornata della fase campionato di Champions League. Ad aspettare i nerazzurri ci sarà una squadra che in patria guarda tutti dall’alto e che davanti al proprio pubblico proverà a dare una svolta al cammino europeo.
Per la Beneamata sarà fondamentale riconoscere subito il tipo di partita: un’avversaria da rispettare, capace di accendersi attraverso le iniziative dei suoi uomini migliori, ma con spazi e debolezze sui quali costruire una serata positiva.
In campionato corre, in Europa fatica

I biancorossi di Rotterdam occupano il primo posto dell’Eredivisie con 25 punti dopo undici giornate, uno in più dell’Ajax. Il bilancio comprende sette vittorie e quattro pareggi, senza sconfitte, con 33 reti realizzate e 12 subite. Numeri che descrivono una formazione produttiva, abituata a cercare il gol e a prendere l’iniziativa.
In Champions il percorso è stato più complicato: tre punti nelle prime tre giornate, ottenuti attraverso la faticosa vittoria casalinga contro il Como per 3 a 2, mentre le trasferte contro Barcellona e Real Betis hanno portato due sconfitte. Le quattro reti segnate e le otto incassate raccontano una squadra che, nel confronto internazionale, deve ancora trovare il giusto equilibrio.
L’ultimo impegno di campionato, pareggiato in casa contro il Fortuna Sittard, ha lasciato anche qualche rimpianto. Il Feyenoord ha creato occasioni, è passato avanti con Valente e si è fatto raggiungere nel finale. Un segnale utile per l’Inter: gli olandesi possono dominare lunghi tratti senza riuscire a mettere al sicuro il risultato.
Van Bronckhorst, un ritorno nel segno dell’identità
A guidare il Feyenoord c’è Giovanni van Bronckhorst, tornato sulla panchina del club nel giugno 2026. Il tecnico conosce bene l’ambiente, avendo già allenato la squadra tra il 2015 e il 2019, con il titolo nazionale conquistato nella stagione 2016/17.
Il suo nuovo ciclo è cominciato dopo la separazione da Robin van Persie, che aveva chiuso la precedente stagione al secondo posto in campionato, guadagnando il ritorno in Champions. La società si è affidata a un allenatore legato a uno dei successi più importanti della propria storia recente, chiedendogli di accompagnare la crescita di un gruppo con diversi elementi interessanti.

Come giocano i biancorossi di Rotterdam
Il riferimento è il 4-3-3, con la possibilità di passare al 4-2-3-1. La squadra cerca ampiezza e partecipazione dei centrocampisti, affidandosi alla tecnica e velocità degli esterni per creare superiorità. Quando recupera il pallone, prova ad accelerare prima che l’avversario possa riorganizzarsi.
Questa propensione offensiva può però lasciare spazi alle spalle dei terzini e fra i reparti. Quando la prima pressione viene superata, il Feyenoord rischia di perdere compattezza. L’Inter dovrà riconoscere quei momenti e sfruttarli con precisione.
Hadj Moussa e Valente, talento e pericoli per l’Inter
Il primo nome da cerchiare è Anis Hadj Moussa, esterno algerino che agisce prevalentemente sulla destra: rapido, abile nel dribbling e imprevedibile, ha già segnato contro il Como in Champions. La sua pericolosità emerge anche negli assist, come il pallone arretrato servito a Luciano Valente contro il Fortuna. Proprio Valente, indicato dalla UEFA come riferimento tecnico del Feyenoord, sa collegare i reparti e trovare spazi nei quali combinare con i compagni. L’Inter dovrà quindi proteggere la propria fascia sinistra e seguire gli inserimenti, senza concentrare tutta l’attenzione sul portatore.
In avanti merita attenzione anche Nacho Ferri, centravanti spagnolo e acquisto di rilievo dell’estate, mentre Givairo Read aggiunge spinta alla corsia destra.
A completare le insidie ci sono Gjivai Zechiël e Sem Steijn, entrambi già a segno in Europa: i loro movimenti da dietro possono sorprendere la difesa nerazzurra, soprattutto quando viene attirata verso l’esterno.
La possibile formazione contro i nerazzurri di Chivu

Le indicazioni della vigilia convergono sul 4-3-3, con un’incertezza soprattutto al centro della difesa, dove le ricostruzioni delle probabili formazioni divergono fra Watanabe e St. Juste.
Feyenoord, possibile formazione: Ernst; Read, Watanabe, Mármol, Javi López; Zechiël, Vanhoutte, Targhalline; Hadj Moussa, Nacho Ferri, Valente. Allenatore: Giovanni van Bronckhorst.
Si tratta di una previsione, in attesa delle scelte ufficiali.
Le difficoltà che aspettano la Beneamata
Sul piano tattico, l’Inter dovrà soprattutto evitare palloni persi in zone centrali mentre la squadra sta salendo. In quelle situazioni gli esterni olandesi potrebbero ricevere con spazio e costringere la difesa a correre verso la propria porta.
Serviranno coperture coordinate. Se un difensore esce su Hadj Moussa, qualcuno dovrà proteggere il corridoio alle sue spalle; se una mezzala va in pressione, il centrocampo dovrà accompagnarla. Accorciare insieme sarà decisivo per non concedere ricezioni facili fra le linee.
Un altro tema sarà la gestione del ritmo. Il sostegno del pubblico può incoraggiare il Feyenoord a spingere, ma l’Inter dovrà mantenere la lucidità necessaria per scegliere quando accelerare e quando consolidare il possesso.
Dove gli olandesi possono essere colpiti
La lettura della sfida suggerisce di attaccare gli spazi lasciati dai terzini e cercare cambi di gioco dopo aver attirato pressione su una corsia. Per riuscirci serviranno passaggi puliti e movimenti coordinati, soprattutto nella prima uscita.
Thuram può diventare prezioso con le corse nei corridoi laterali, obbligando i centrali ad allargarsi e creando spazio per il compagno di reparto o per gli inserimenti dei centrocampisti. L’Inter dovrà accompagnare queste iniziative, evitando che l’attaccante resti isolato.
Il pareggio contro il Fortuna offre inoltre un’indicazione sulla gestione dei momenti: il Feyenoord ha sprecato occasioni per chiudere la gara e ha pagato nel finale. Restare dentro la partita, senza perdere organizzazione, può quindi avere un peso anche quando gli olandesi sembrano controllarla.

Una storia europea da rispettare
Fondato nel 1908, il Feyenoord appartiene alla grande tradizione del calcio olandese. Nel 1970, con Ernst Happel in panchina, diventò il primo club dei Paesi Bassi a conquistare la Coppa dei Campioni, battendo il Celtic nella finale disputata a San Siro. Un trionfo arrivato prima del ciclo europeo dell’Ajax.
Nel palmarès figurano anche le Coppe UEFA del 1974 e del 2002, insieme a 16 titoli nazionali, l’ultimo conquistato nel 2023. È una storia che contribuisce a spiegare il peso delle aspettative quando a Rotterdam arriva una grande avversaria europea.
De Kuip, una notte da affrontare con personalità
Lo Stadion Feijenoord, conosciuto come De Kuip, è la casa del club dal 1937 e uno dei simboli della sua identità popolare. Il legame fra squadra e tifosi accompagna da generazioni le serate europee del Feyenoord.
Per l’Inter sarà una prova di attenzione e maturità. Gli olandesi hanno qualità per trasformare una disattenzione in un’occasione, ma concedono opportunità a chi sa superarne la pressione. La Beneamata dovrà togliere spazio al loro talento e dare continuità al proprio gioco: è così che la notte di Rotterdam può prendere la direzione nerazzurra.