Due punti in cinque giornate. Zero vittorie. Ultimo posto in Premier League. E soprattutto un mercato da centinaia di milioni di sterline. Il bilancio del Tottenham di Roberto De Zerbi, dopo le prime cinque partite di campionato, è difficile da ignorare. Gli Spurs hanno perso l'ultima sfida in casa contro l'Aston Villa per 3-2 e sono arrivati alla sosta per le nazionali ancora alla ricerca della prima vittoria. Hanno totalizzato solamente 2 gol in 5 partite. È il peggior avvio del club dal 2008-09 e la squadra non ha vinto nessuna delle prime cinque partite di campionato per la prima volta dal 1986.
E qui arriva il dato che fa ancora più rumore: il Tottenham ha investito più di 400 milioni di sterline sul mercato. Tonali, Mateus Fernandes, Van Hecke, Savinho e Marmoush e altri nuovi acquisti sono arrivati con l'obiettivo di cambiare completamente il volto di una squadra che nella stagione precedente aveva rischiato seriamente la retrocessione. Insomma, non si può parlare semplicemente di una squadra che deve ancora trovare il ritmo.
Un mercato enorme, ma il campo non risponde
Il problema del Tottenham è proprio questo: gli investimenti sono stati enormi, ma il rendimento è rimasto quello di una squadra in difficoltà. Contro l'Aston Villa si è vista ancora una volta una formazione fragile nei momenti decisivi. Gli Spurs hanno subito tre gol prima di provare una reazione tardiva, arrivata quando ormai la partita sembrava compromessa. Il 3-2 finale non racconta fino in fondo la distanza che si era creata durante la gara. De Zerbi ha parlato di errori di concentrazione, di comunicazione e di una squadra che deve difendere meglio. Parole comprensibili, ma che iniziano a pesare quando diventano una costante.
Il rischio di un altro fallimento
Il punto non è soltanto De Zerbi. Il Tottenham sembra nuovamente intrappolato in un copione già visto: grandi aspettative, cambiamenti importanti, investimenti pesanti e poi risultati che non arrivano. La scorsa stagione gli Spurs hanno dovuto lottare fino all'ultima giornata per evitare la retrocessione. De Zerbi era arrivato a marzo proprio con il compito di salvare la squadra e ci era riuscito. Questa estate, però, la società ha provato a cancellare quel passato con un mercato gigantesco. L'idea era chiara: mai più paura della retrocessione, bisogna tornare a guardare verso l'alto. Dopo cinque giornate, però, il Tottenham guarda di nuovo dal basso. Ed è questo che rende la situazione di De Zerbi così delicata.
Adesso spunta Eddie Howe
La posizione dell'allenatore italiano non è ancora ufficialmente compromessa, ma la pressione è aumentata parecchio. La sosta di tre settimane rappresenta una sorta di tregua, ma anche il momento nel quale la dirigenza può iniziare a valutare concretamente le alternative. E tra i nomi che stanno circolando c'è quello di Eddie Howe, ex allenatore del Newcastle e attualmente senza squadra. Secondo le indiscrezioni pubblicate, il tecnico inglese sarebbe tra le opzioni considerate dal Tottenham nel caso in cui si decidesse di interrompere il rapporto con De Zerbi. Howe conosce bene la Premier League e ha trascorso quasi cinque anni sulla panchina del Newcastle, conquistando anche una qualificazione in Champions League e una Carabao Cup. La sua disponibilità immediata lo rende un candidato concreto in caso di cambio in panchina.
Ora arrivano partite pesanti
Per De Zerbi il calendario non aiuta. Dopo la sosta ci saranno la trasferta contro il Manchester United, il Coventry e poi il Chelsea fuori casa. Tre partite che potrebbero cambiare completamente il giudizio sull'inizio di stagione. De Zerbi ha chiesto pazienza, ricordando che una squadra profondamente rinnovata ha bisogno di tempo per trovare equilibrio e automatismi. È un'argomentazione che nel calcio ha senso. Ma quando spendi oltre 300 milioni di sterline e dopo cinque giornate sei ultimo con due punti, la pazienza inevitabilmente comincia a diminuire.
Due punti in cinque giornate. Zero vittorie. Ultimo posto in Premier League. E soprattutto un mercato da centinaia di milioni di sterline. Il bilancio del Tottenham di Roberto De Zerbi, dopo le prime cinque partite di campionato, è difficile da ignorare. Gli Spurs hanno perso l'ultima sfida in casa contro l'Aston Villa per 3-2 e sono arrivati alla sosta per le nazionali ancora alla ricerca della prima vittoria. Hanno totalizzato solamente 2 gol in 5 partite. È il peggior avvio del club dal 2008-09 e la squadra non ha vinto nessuna delle prime cinque partite di campionato per la prima volta dal 1986.E qui arriva il dato che fa ancora più rumore: il Tottenham ha investito più di 400 milioni di sterline sul mercato. Tonali, Mateus Fernandes, Van Hecke, Savinho e Marmoush e altri nuovi acquisti sono arrivati con l'obiettivo di cambiare completamente il volto di una squadra che nella stagione precedente aveva rischiato seriamente la retrocessione. Insomma, non si può parlare semplicemente di una squadra che deve ancora trovare il ritmo.
Un mercato enorme, ma il campo non risponde
Il problema del Tottenham è proprio questo: gli investimenti sono stati enormi, ma il rendimento è rimasto quello di una squadra in difficoltà. Contro l'Aston Villa si è vista ancora una volta una formazione fragile nei momenti decisivi. Gli Spurs hanno subito tre gol prima di provare una reazione tardiva, arrivata quando ormai la partita sembrava compromessa. Il 3-2 finale non racconta fino in fondo la distanza che si era creata durante la gara. De Zerbi ha parlato di errori di concentrazione, di comunicazione e di una squadra che deve difendere meglio. Parole comprensibili, ma che iniziano a pesare quando diventano una costante.
Il rischio di un altro fallimento
Il punto non è soltanto De Zerbi. Il Tottenham sembra nuovamente intrappolato in un copione già visto: grandi aspettative, cambiamenti importanti, investimenti pesanti e poi risultati che non arrivano. La scorsa stagione gli Spurs hanno dovuto lottare fino all'ultima giornata per evitare la retrocessione. De Zerbi era arrivato a marzo proprio con il compito di salvare la squadra e ci era riuscito. Questa estate, però, la società ha provato a cancellare quel passato con un mercato gigantesco. L'idea era chiara: mai più paura della retrocessione, bisogna tornare a guardare verso l'alto. Dopo cinque giornate, però, il Tottenham guarda di nuovo dal basso. Ed è questo che rende la situazione di De Zerbi così delicata.
Adesso spunta Eddie Howe
La posizione dell'allenatore italiano non è ancora ufficialmente compromessa, ma la pressione è aumentata parecchio. La sosta di tre settimane rappresenta una sorta di tregua, ma anche il momento nel quale la dirigenza può iniziare a valutare concretamente le alternative. E tra i nomi che stanno circolando c'è quello di Eddie Howe, ex allenatore del Newcastle e attualmente senza squadra. Secondo le indiscrezioni pubblicate, il tecnico inglese sarebbe tra le opzioni considerate dal Tottenham nel caso in cui si decidesse di interrompere il rapporto con De Zerbi. Howe conosce bene la Premier League e ha trascorso quasi cinque anni sulla panchina del Newcastle, conquistando anche una qualificazione in Champions League e una Carabao Cup. La sua disponibilità immediata lo rende un candidato concreto in caso di cambio in panchina.
Ora arrivano partite pesanti
Per De Zerbi il calendario non aiuta. Dopo la sosta ci saranno la trasferta contro il Manchester United, il Coventry e poi il Chelsea fuori casa. Tre partite che potrebbero cambiare completamente il giudizio sull'inizio di stagione. De Zerbi ha chiesto pazienza, ricordando che una squadra profondamente rinnovata ha bisogno di tempo per trovare equilibrio e automatismi. È un'argomentazione che nel calcio ha senso. Ma quando spendi oltre 300 milioni di sterline e dopo cinque giornate sei ultimo con due punti, la pazienza inevitabilmente comincia a diminuire.