Chivu sees double: Inter has two teams

Chivu può sorridere, poiché il mercato estivo dell'Inter (che non è ancora concluso, e potrebbe riservare qualche sorpresa negli ultimi giorni disponibili) gli ha regalato pedine preziose per rafforzare la squadra e fare quel salto di qualità che può renderla ancora più competitiva sia in Italia che in ambito internazionale. In questa finestra estiva, sono già arrivati in nerazzurro Ivan Provedel, Alexandar Stankovic, John Stones, Djed Spence e infine Curtis Jones. Tutto ciò senza dimenticare il riscatto di Manuel Akanji.  L'Inter può in questo modo contare su una rosa talmente ampia da avere, almeno sulla carta, due formazioni più che ambiziose. Non si tratta di avere semplicemente delle buone alternative in panchina, ma la certezza che qualsiasi giocatore subentri a partita in corso possa mantenere il livello della squadra al massimo. In una stagione piena di partite, nella quale gli uomini di Chivu devono e vogliono essere competitivi su tutti fronti, la profondità di squadra potrà essere una delle armi più importanti per continuare a vincere.

Il “duello” in porta

Con l'addio di Sommer, l'Inter ha deciso di dare fiducia a Josep Martinez promuovendolo a titolare della porta. Ma l'arrivo di Ivan Provedel potrebbe riservare delle sorprese: il friulano, trasferitosi a Milano dalla Lazio, non si accontenterà di fare lo spettatore in panchina. Con la sua esperienza, personalità e conoscenza delle Serie A vuol dimostrare di essere più di un semplice “vice” e ha intenzione di giocare tutte le sue carte per riuscire a difendere la porta della squadra che tifa fin da quando era bambino.

Un muro in difesa

La retroguardia dell'Inter ha perso tanto con gli addii di Acerbi, De Vrij e Darmian, ma il trio che più spesso è stato titolare la scorsa stagione è ancora nerazzurro: Manuel Akanji, Alessandro Bastoni e Yann Bissek formano un muro difficile da scardinare per le squadre avversarie. Carlos Augusto ha dimostrato ampiamente di poter sostituire Bastoni quando necessario, il ritrovato Benjamin Pavard è tornato dal prestito al Marsiglia con la voglia di farsi perdonare le ultime annate poco brillanti e i comportamenti fuori campo poco adatti ad un professionista. La grande novità però è John Stones, arrivato a parametro zero dal Manchester City: il suo inserimento permette a Chivu di avere un difensore abituato a giocare ad altissmo livello e capace di contribuire anche alla fase di costruzione. Soluzioni diverse, stessa affidabilità e solidità.

Un centrocampo di quantità e qualità

Il centrocampo è forse il reparto nerazzurro più profondo. Con l'arrivo di Curtis Jones la mediana guadagna ulteriormente in dinamismo e qualità. Il punto di riferimento resta Calhanoglu, davanti alla difesa, con Barella pronto a garantire corsa, intensità ed inserimenti. Jones può aggiungere fisicità, strappi, progressione e capacità di giocare tra le linee. Alle loro spalle, però, le alternative non mancano: Zielinski (reduce da una stagione ad altissimo livello) porta esperienza e qualità tecnica, Mhkitaryan intelligenza tattica e capacità di leggere le partite. Sucic e Stankovic portano freschezza e impegno. Sugli esterni, l'Mvp della passata stagione Dimarco e in neo-acquisto Spence danno ampiezza e profondità alla squadra, garantendo anche ottimi cross per i compagni. Il piede mancino di Dimarco è ormai una certezza, la sua capacità di arrivare sul fondo lo rende uno degli uomini più pericolosi dell'Inter quando la squadra attacca. A destra invece è appena arrivato l'inglese, chiamato a raccogliere l'eredità di Denzel Dumfries: energia nuova, velocità, fisicità e capacità di accompagnare l'azione. Spence che tra l'altro può giocare anche a sinistra se necessario. Luis Henrique (salvo trasferimenti dell'ultima ora) e Diouf rappresentano valide alternative sulle corsie esterne, il primo più diligente in fase difensiva, il secondo più esplosivo e votato a puntare l'uomo ed attaccare. Cambiano le caratteristiche ma non la spinta e la voglia di proporsi in avanti.

In attacco non solo la Tu-La

Nel reparto offensivo dell'Inter, Marcus Thuram e il Capitano Lautaro Martinez restano i due punti di riferimento principali: l'argentino porta leadership, tecnica e fiuto del gol, il francese aggiunge potenza, velocità e capacità di attaccare la profondità. La Tu-La ha già dimostrato di essere una coppia oltremodo affiatata e decisiva, capace con la propria intesa di sfruttare ogni più piccola occasione per far male agli avversari. Alle loro spalle due giovani di grande talento come Ange-Yoan Bonny e Pio Esposito: già nella passata stagione, la prima per entrambi con la maglia nerazzurra, hanno dimostrato di essere delle alternative più che valide alla coppia titolare. In particolare l'attaccante italiano è arrivato in doppia cifra per quanto riguarda i gol, e quest'anno è chiamato a riconfermarsi ma anche a migliorare ulteriormente le proprie capacità realizzative. Sia Bonny che Esposito non sono importanti solamente per le reti messe a segno, ma anche per la capacità (seppur ciascuno con caratteristiche diverse) di mettere le proprie giocate a disposizione dei compagni, di aiutare la squadra a tessere trame di gioco sempre più imprevedibili per perforare le difese avversarie. E Chivu ha dimostrato anche lo scorso anno di non aver paura ad affidare loro responsabilità importanti. Il vero punto di forza è proprio questo: quattro attaccanti di livello per due maglie.

La concorrenza che fa bene

Numeri alla mano, dunque, Cristian Chivu può contare su due Inter. In una stagione così ricca di impegni come quella che l'Inter si appresta ad iniziare, avere una rosa così profonda può diventare un vantaggio decisivo. Nessuno ha il posto garantito e tutti devono dimostrare quotidianamente di meritare la fiducia dell'allenatore. La concorrenza, se gestita nel modo giusto, non crea gerarchie ma alza il livello di tutta la squadra. La concorrenza spinge tutti a mantenere alta la concentrazione e il livello degli allenamenti. Non ci sono titolari e riserve, in ogni reparto non c'è distanza tra chi parte dall'inizio e chi subentra. E' una rivalità sana, che permette all'allenatore di fare di partita in partita scelte differenti per adattarsi all'avversario che si affronta e cercare di metterlo in difficoltà utilizzando giocatori con caratteristiche diverse, ma tutti sullo stesso livello qualitativo. Avere così tante frecce al suo arco permetterà a Chivu di cambiare volto alla squadra di partita in partita, e a volte anche nel corso dello stesso match, per dare meno riferimenti possibili agli antagonisti. E consentirà all'allenatore di ruotare gli uomini per gestire le energie e adattare la formazione all'avversario senza rinunciare alla qualità. Spetterà al rumeno scegliere, di volta in volta, quali frecce schioccare.

Quasi tutti i nuovi acquisti hanno trovato l'esordio stagionale. Manca solo Spence, che sta cercando la forma migliore per potersi prendere la corsia destra. A Cagliari l'Inter, nonostante le cinque sostituzioni effettuate, si è permessa il lusso si tenere 90' in panchina giocatori di grande qualità. Diouf non è entrato, lasciando la fascia a Luis Henrique e Pavard, Mkhitaryan è ancora alla ricerca dei primi minuti in stagione. Anche Bonny, che tanto bene ha fatto contro il Monza e Stankovic, che proprio contro i brianzoli ha trovato l'esordio, sono rimasti seduti per tutta la gara. Questo fa notare benissimo quanto sia completa, larga e competitiva la rosa del club nerazzurro. 

Chivu can smile, since Inter's summer transfer market (which is not yet concluded, and could reserve some surprises in the last available days) has given him precious pieces to strengthen the team and make that leap in quality that can make it even more competitive both in Italy and internationally. In this summer window, Ivan Provedel, Alexandar Stankovic, John Stones, Djed Spence and finally Curtis Jones have already arrived at the Nerazzurri. All this without forgetting the redemption of Manuel Akanji.  In this way, Inter can count on a squad so large as to have, at least on paper, two more than ambitious teams. It's not simply a matter of having good alternatives on the bench, but the certainty that any player who takes over during the game can maintain the team's level at the maximum. In a season full of matches, in which Chivu's men must and want to be competitive on all fronts, team depth could be one of the most important weapons to continue winning.

Il “duello” in porta

Con l'addio di Sommer, l'Inter ha deciso di dare fiducia a Josep Martinez promuovendolo a titolare della porta. Ma l'arrivo di Ivan Provedel potrebbe riservare delle sorprese: il friulano, trasferitosi a Milano dalla Lazio, non si accontenterà di fare lo spettatore in panchina. Con la sua esperienza, personalità e conoscenza delle Serie A vuol dimostrare di essere più di un semplice “vice” e ha intenzione di giocare tutte le sue carte per riuscire a difendere la porta della squadra che tifa fin da quando era bambino.

Un muro in difesa

La retroguardia dell'Inter ha perso tanto con gli addii di Acerbi, De Vrij e Darmian, ma il trio che più spesso è stato titolare la scorsa stagione è ancora nerazzurro: Manuel Akanji, Alessandro Bastoni e Yann Bissek formano un muro difficile da scardinare per le squadre avversarie. Carlos Augusto ha dimostrato ampiamente di poter sostituire Bastoni quando necessario, il ritrovato Benjamin Pavard è tornato dal prestito al Marsiglia con la voglia di farsi perdonare le ultime annate poco brillanti e i comportamenti fuori campo poco adatti ad un professionista. La grande novità però è John Stones, arrivato a parametro zero dal Manchester City: il suo inserimento permette a Chivu di avere un difensore abituato a giocare ad altissmo livello e capace di contribuire anche alla fase di costruzione. Soluzioni diverse, stessa affidabilità e solidità.

Un centrocampo di quantità e qualità

The midfield is perhaps the deepest Nerazzurri department. With the arrival of Curtis Jones the midfield further gains in dynamism and quality. The point of reference remains Calhanoglu, in front of the defense, with Barella ready to guarantee running, intensity and insertions. Jones can add physicality, tear, progression and ability to play between the lines. Behind them, however, there is no shortage of alternatives: Zielinski (returning from a season at the highest level) brings experience and technical quality, Mhkitaryan tactical intelligence and the ability to read the matches. Sucic and Stankovic bring freshness and commitment. On the outside, last season's MVP Dimarco and new signing Spence give breadth and depth to the team, also guaranteeing excellent crosses for their teammates. Dimarco's left foot is now a certainty, his ability to get to the back makes him one of Inter's most dangerous men when the team attacks. On the right, however, the Englishman has just arrived, called upon to take up the legacy of Denzel Dumfries: new energy, speed, physicality and ability to accompany the action. Spence who, among other things, can also play on the left if necessary. Luis Henrique (except for last-minute transfers) and Diouf represent valid alternatives on the external lanes, the former more diligent in the defensive phase, the latter more explosive and devoted to targeting the man and attacking. The characteristics change but not the drive and the desire to move forward.

In attacco non solo la Tu-La

Nel reparto offensivo dell'Inter, Marcus Thuram e il Capitano Lautaro Martinez restano i due punti di riferimento principali: l'argentino porta leadership, tecnica e fiuto del gol, il francese aggiunge potenza, velocità e capacità di attaccare la profondità. La Tu-La ha già dimostrato di essere una coppia oltremodo affiatata e decisiva, capace con la propria intesa di sfruttare ogni più piccola occasione per far male agli avversari. Alle loro spalle due giovani di grande talento come Ange-Yoan Bonny e Pio Esposito: già nella passata stagione, la prima per entrambi con la maglia nerazzurra, hanno dimostrato di essere delle alternative più che valide alla coppia titolare. In particolare l'attaccante italiano è arrivato in doppia cifra per quanto riguarda i gol, e quest'anno è chiamato a riconfermarsi ma anche a migliorare ulteriormente le proprie capacità realizzative. Sia Bonny che Esposito non sono importanti solamente per le reti messe a segno, ma anche per la capacità (seppur ciascuno con caratteristiche diverse) di mettere le proprie giocate a disposizione dei compagni, di aiutare la squadra a tessere trame di gioco sempre più imprevedibili per perforare le difese avversarie. E Chivu ha dimostrato anche lo scorso anno di non aver paura ad affidare loro responsabilità importanti. Il vero punto di forza è proprio questo: quattro attaccanti di livello per due maglie.

La concorrenza che fa bene

Numeri alla mano, dunque, Cristian Chivu può contare su due Inter. In una stagione così ricca di impegni come quella che l'Inter si appresta ad iniziare, avere una rosa così profonda può diventare un vantaggio decisivo. Nessuno ha il posto garantito e tutti devono dimostrare quotidianamente di meritare la fiducia dell'allenatore. La concorrenza, se gestita nel modo giusto, non crea gerarchie ma alza il livello di tutta la squadra. La concorrenza spinge tutti a mantenere alta la concentrazione e il livello degli allenamenti. Non ci sono titolari e riserve, in ogni reparto non c'è distanza tra chi parte dall'inizio e chi subentra. E' una rivalità sana, che permette all'allenatore di fare di partita in partita scelte differenti per adattarsi all'avversario che si affronta e cercare di metterlo in difficoltà utilizzando giocatori con caratteristiche diverse, ma tutti sullo stesso livello qualitativo. Avere così tante frecce al suo arco permetterà a Chivu di cambiare volto alla squadra di partita in partita, e a volte anche nel corso dello stesso match, per dare meno riferimenti possibili agli antagonisti. E consentirà all'allenatore di ruotare gli uomini per gestire le energie e adattare la formazione all'avversario senza rinunciare alla qualità. Spetterà al rumeno scegliere, di volta in volta, quali frecce schioccare.

Quasi tutti i nuovi acquisti hanno trovato l'esordio stagionale. Manca solo Spence, che sta cercando la forma migliore per potersi prendere la corsia destra. A Cagliari l'Inter, nonostante le cinque sostituzioni effettuate, si è permessa il lusso si tenere 90' in panchina giocatori di grande qualità. Diouf non è entrato, lasciando la fascia a Luis Henrique e Pavard, Mkhitaryan è ancora alla ricerca dei primi minuti in stagione. Anche Bonny, che tanto bene ha fatto contro il Monza e Stankovic, che proprio contro i brianzoli ha trovato l'esordio, sono rimasti seduti per tutta la gara. Questo fa notare benissimo quanto sia completa, larga e competitiva la rosa del club nerazzurro.