E' attesa nella giornata di oggi la decisione del Giudice Sportivo per quanto accaduto domenica scorsa all'Allianz Stadium: durante il minuto di raccoglimento dedicato a Sandro Mazzola, scomparso il 18 settembre, una parte della Curva Sud bianconera ha voltato le spalle al campo, mentre dagli spalti sono partiti cori inneggianti Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e Gianni Agnelli. Un episodio vergognoso, che ha suscitato indignazione e che è arrivato sul tavolo della giustizia sportiva.
La Juventus ha preso le distanze dall'accaduto
La società bianconera ha reagito dopo quanto accaduto sugli spalti, pubblicando attraverso i suoi canali ufficiali un comunicato che ribadisce la posizione del club sul mancato rispetto del minuto di silenzio per Sandro Mazzola: “Non c'è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto durante un minuto di silenzio. E' una responsabilità comune che trascende appartenenze e colori”. La presa di posizione della società contro il comportamento di una parte della Curva Sud è stata piuttosto netta, ma potrebbe non bastare.
Tre possibili scenari
Cosa rischia la Juventus in questa situazione? Il vergognoso episodio è stato riportato nei referti degli ispettori della Procura Federale della FIGC presenti domenica all'Allianz Stadium di Torino e la documentazione è stata successivamente trasmessa agli organi competenti. Il caso è dunque finito sul tavolo del Giudice Sportivo, chiamato ora a valutare eventuali responsabilità della Juventus e le possibili sanzioni. Le possibili conseguenze del clamoroso gesto di una parte dei tifosi bianconeri sono sostanzialmente tre.
La soluzione meno severa e considerata più probabile è una multa: il Codice di Giustizia Sportiva prevede, per determinate manifestazioni oltraggiose o offensive, un'ammenda che può arrivare fino a 50.000 euro. In questo caso la Juventus pagherebbe una sanzione economica per la condotta dei propri sostenitori, senza conseguenze sulla possibilità di utilizzare la Curva nelle prossime partite. Il fatto che la società abbia immediatamente condannato l'episodio e che gran parte dello stadio abbia reagito con gli applausi per Mazzola potrebbe avere un importante valore nel determinare la gravità della situazione.
Ipotesi invece ben più pesante sarebbe la chiusura totale o parziale del settore coinvolto per una successiva partita casalinga. In particolare, è stata indicata come possibile gara interessata Juventus-Lazio del 18 ottobre, anche se al momento questa sanzione viene considerata meno probabile rispetto alla multa. La chiusura della Curva finirebbe per penalizzare anche i tanti tifosi del settore bianconero che non hanno partecipato alla “contestazione”. Proprio su questo punto si è espresso il presidente FIGC Giovanni Malagò, contrario ad una punizione collettiva e favorevole all'individuazione dei singoli responsabili.
Terza possibilità è che il Giudice Sportivo non decida immediatamente sulla sanzione da adottare e chieda alla Procura Federale un supplemento di indagine. Questo consentirebbe di approfondire quanto accaduto, valutando con maggiore precisione la portata del comportamento, il numero delle persone coinvolte e le responsabilità individuali. Parallelamente all'eventuale procedimento sportivo, la Juventus può intervenire direttamente sui singoli responsabili attraverso il proprio codice di comportamento e il sistema di gradimento, arrivando alla sospensione o alla revoca del titolo di accesso allo stadio per coloro che verranno identificati.
Al di là della sanzione, resta la vergogna
Le spalle voltate al campo e i cori partiti da una parte della Curva Sud bianconera durante il minuto di raccoglimento per la scomparsa di Sandro Mazzola prima del match tra Juventus e Atalanta sono al vaglio della giustizia sportiva. In giornata il Giudice Sportivo prenderà la sua decisione e renderà nota la sanzione ai danni del club bianconero. La soluzione più probabile è una multa (che potrebbe arrivare fino a 50.000 euro), lo scenario più severo sarebbe la chiusura della Curva per una partita casalinga. Il rinvio alla Procura Federale per un supplemento di indagine rappresenterebbe un'ipotesi intermedia. Qualunque sarà la decisone del Giudice Sportivo, resterà la vergogna per quanto accaduto. Nessuna sanzione potrà cancellare la gravità di un comportamento che va oltre la rivalità e gli sfottò: la mancanza di rispetto di fronte alla morte è un'altra cosa. Mazzola apparteneva all'Inter, ma la sua grandezza apparteneva a tutto il nostro calcio. Al di là di ciò che decideranno gli organi competenti, quella verificatasi all'Allianz Stadium resterà una pagina triste e difficilmente giustificabile. Perché davanti alla memoria di un Campione non esistono colori: esiste soltanto il rispetto.
E' attesa nella giornata di oggi la decisione del Giudice Sportivo per quanto accaduto domenica scorsa all'Allianz Stadium: durante il minuto di raccoglimento dedicato a Sandro Mazzola, scomparso il 18 settembre, una parte della Curva Sud bianconera ha voltato le spalle al campo, mentre dagli spalti sono partiti cori inneggianti Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e Gianni Agnelli. Un episodio vergognoso, che ha suscitato indignazione e che è arrivato sul tavolo della giustizia sportiva.
La Juventus ha preso le distanze dall'accaduto
La società bianconera ha reagito dopo quanto accaduto sugli spalti, pubblicando attraverso i suoi canali ufficiali un comunicato che ribadisce la posizione del club sul mancato rispetto del minuto di silenzio per Sandro Mazzola: “Non c'è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto durante un minuto di silenzio. E' una responsabilità comune che trascende appartenenze e colori”. La presa di posizione della società contro il comportamento di una parte della Curva Sud è stata piuttosto netta, ma potrebbe non bastare.
Tre possibili scenari
Cosa rischia la Juventus in questa situazione? Il vergognoso episodio è stato riportato nei referti degli ispettori della Procura Federale della FIGC presenti domenica all'Allianz Stadium di Torino e la documentazione è stata successivamente trasmessa agli organi competenti. Il caso è dunque finito sul tavolo del Giudice Sportivo, chiamato ora a valutare eventuali responsabilità della Juventus e le possibili sanzioni. Le possibili conseguenze del clamoroso gesto di una parte dei tifosi bianconeri sono sostanzialmente tre.
La soluzione meno severa e considerata più probabile è una multa: il Codice di Giustizia Sportiva prevede, per determinate manifestazioni oltraggiose o offensive, un'ammenda che può arrivare fino a 50.000 euro. In questo caso la Juventus pagherebbe una sanzione economica per la condotta dei propri sostenitori, senza conseguenze sulla possibilità di utilizzare la Curva nelle prossime partite. Il fatto che la società abbia immediatamente condannato l'episodio e che gran parte dello stadio abbia reagito con gli applausi per Mazzola potrebbe avere un importante valore nel determinare la gravità della situazione.
Ipotesi invece ben più pesante sarebbe la chiusura totale o parziale del settore coinvolto per una successiva partita casalinga. In particolare, è stata indicata come possibile gara interessata Juventus-Lazio del 18 ottobre, anche se al momento questa sanzione viene considerata meno probabile rispetto alla multa. La chiusura della Curva finirebbe per penalizzare anche i tanti tifosi del settore bianconero che non hanno partecipato alla “contestazione”. Proprio su questo punto si è espresso il presidente FIGC Giovanni Malagò, contrario ad una punizione collettiva e favorevole all'individuazione dei singoli responsabili.
Terza possibilità è che il Giudice Sportivo non decida immediatamente sulla sanzione da adottare e chieda alla Procura Federale un supplemento di indagine. Questo consentirebbe di approfondire quanto accaduto, valutando con maggiore precisione la portata del comportamento, il numero delle persone coinvolte e le responsabilità individuali. Parallelamente all'eventuale procedimento sportivo, la Juventus può intervenire direttamente sui singoli responsabili attraverso il proprio codice di comportamento e il sistema di gradimento, arrivando alla sospensione o alla revoca del titolo di accesso allo stadio per coloro che verranno identificati.
Al di là della sanzione, resta la vergogna
Le spalle voltate al campo e i cori partiti da una parte della Curva Sud bianconera durante il minuto di raccoglimento per la scomparsa di Sandro Mazzola prima del match tra Juventus e Atalanta sono al vaglio della giustizia sportiva. In giornata il Giudice Sportivo prenderà la sua decisione e renderà nota la sanzione ai danni del club bianconero. La soluzione più probabile è una multa (che potrebbe arrivare fino a 50.000 euro), lo scenario più severo sarebbe la chiusura della Curva per una partita casalinga. Il rinvio alla Procura Federale per un supplemento di indagine rappresenterebbe un'ipotesi intermedia. Qualunque sarà la decisone del Giudice Sportivo, resterà la vergogna per quanto accaduto. Nessuna sanzione potrà cancellare la gravità di un comportamento che va oltre la rivalità e gli sfottò: la mancanza di rispetto di fronte alla morte è un'altra cosa. Mazzola apparteneva all'Inter, ma la sua grandezza apparteneva a tutto il nostro calcio. Al di là di ciò che decideranno gli organi competenti, quella verificatasi all'Allianz Stadium resterà una pagina triste e difficilmente giustificabile. Perché davanti alla memoria di un Campione non esistono colori: esiste soltanto il rispetto.