La pazza Inter di Chivu non muore mai: 9 rimonte da urlo!

Sotto di uno o due gol, contro ogni avversario e in qualsiasi momento della partita: questa Inter non smette mai di crederci. La squadra di Cristian Chivu è al secondo posto in classifica, tre punti sotto la Lazio di Gattuso, che ha battuto il Sassuolo 2-6. Ora tocca rispondere agli uomini di Chivu che nelle prime otto giornate della Serie A 2026/2027  sono riusciti a rimontare lo svantaggio in cinque partite, recuperando complessivamente 13 punti e collezionando quattro successi contro Napoli, Udinese, Bologna e Fiorentina, oltre a un pareggio in trasferta contro la Roma. In tre di queste occasioni, lo svantaggio in cui si è trovata l'Inter è stato addirittura doppio. Questi numeri testimoniano il carattere e la forza di reazione della formazione di Chivu, capace di realizzare 23 gol e arrivare a 22 punti dopo sole 8 giornate di Campionato. Ora è il turno del Venezia, con cui già nel 2022 ci fu una rimonta che portò la Beneamata a vincere in stile pazza Inter.

Nove rimonte, un'unica filosofia

C’è un filo conduttore che unisce l’Inter del finale della scorsa stagione a quella attuale: la capacità di reagire alle difficoltà e di non considerare mai una partita chiusa prima del fischio finale. Le rimonte nerazzurre non sono soltanto episodi isolati, ma raccontano una mentalità che Cristian Chivu sta cercando di consolidare, trasformando le difficoltà in occasioni per dimostrare carattere e personalità. Sono nove le rimonte che hanno caratterizzato questo percorso, quattro delle quali arrivate nella parte finale della scorsa stagione e le altre cinque in quella attuale. Partite diverse, avversari differenti e situazioni complicate, accomunate dalla stessa convinzione: l’Inter trova sempre il modo di rimettersi in gioco.

Le quattro rimonte della scorsa stagione

Il percorso era già cominciato nella scorsa stagione, quando i nerazzurri avevano dimostrato di avere le risorse necessarie per ribaltare anche le situazioni a dir poco complicate. Contro il Pisa, nel gennaio scorso, l’Inter si era trovata sotto di due gol dopo appena 23 minuti. Ma i nerazzurri hanno reagito con una straordinaria prova di forza, ribaltando il risultato già prima dell'intervallo. Prima Zelinski su rigore, due minuti più tardi Lautaro Martinez e in pieno recupero Pio Esposito. Nella ripresa l'Inter ha continuato a spingere e ha chiuso la partita definitivamente con le reti di Dimarco, Bonny e Mhkitaryan. Contro il Como, la squadra di Chivu ha regalato due serate memorabili nel finale della scorsa stagione. Il 12 aprile 2026, al Sinigaglia, sotto di due gol per le reti di Álex Valle e Nico Paz, i nerazzurri senza Lautaro Martinez (out per infortunio) hanno ribaltato il risultato imponendosi 4-3: decisive le doppiette di Marcus Thuram e Denzel Dumfries, prima del rigore inventato di Lucas Da Cunha nel finale. Nove giorni dopo, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia a San Siro, l'Inter si è ritrovata nuovamente sotto 0-2, colpita da Martin Baturina e Da Cunha. Ma la reazione non si è fatta attendere: Hakan Çalhanoğlu ha firmato il pareggio con due reti, prima che Petar Sučić completasse il sorpasso all’89’, regalando all’Inter la qualificazione alla finale. Due rimonte che testimoniano il carattere di una squadra capace di lottare fino all’ultimo. A completare il bilancio della scorsa stagione c’è la sfida contro il Bologna, nella quale i nerazzurri sono riusciti a recuperare lo svantaggio fino al 3-3. Un pareggio che, al di là del risultato, ha ribadito la volontà della squadra di continuare a lottare senza arrendersi. Quattro partite, quattro segnali importanti. Già nella fase conclusiva della passata stagione, l’Inter aveva mostrato una caratteristica destinata a ripresentarsi con continuità: la capacità di restare aggrappata alle gare e di reagire quando tutto sembra complicarsi.

Cinque rimonte in questa prima parte di stagione

Se l'anno passato le rimonte avevano già lasciato il segno, nelle prime otto giornate del campionato 2026/27 la squadra di Chivu ha confermato questa tendenza con altre cinque reazioni decisive. Contro il Napoli, l’Inter ha saputo rispondere a uno svantaggio di due reti, ribaltando il risultato fino al 3-2 finale. Una vittoria che ha richiesto personalità, lucidità e la capacità di rimanere dentro la partita anche nei momenti più complicati. La reazione contro l’Udinese è stata altrettanto significativa. Partendo dallo 0-2, i nerazzurri sono riusciti a ribaltare completamente il risultato, imponendosi per 5-3. Otto gol complessivi e una prestazione che ha messo in evidenza la forza offensiva della squadra, capace di trasformare una situazione delicata in una vittoria spettacolare. Anche contro la Roma è arrivata una rimonta importante. All’Olimpico, l’Inter è riuscita a recuperare due reti, passando dal 2-0 al 2-2. Un pareggio che conferma la capacità dei nerazzurri di reagire anche in trasferta e contro avversari di alto livello. Contro il Bologna, invece, la squadra ha trovato la forza di recuperare lo svantaggio e completare la rimonta fino al 3-1, conquistando un successo prezioso. Una prova di determinazione che ha ribadito la volontà di non mollare anche quando la partita prende una piega sfavorevole. Infine, la rimonta contro la Fiorentina, con l’Inter capace di ribaltare l’iniziale 0-1 e conquistare una vittoria per 2-1 nei minuti finali e nel recupero del secondo tempo. Tre punti che completano il quadro delle cinque rimonte stagionali e confermano una tendenza ormai evidente. Il bilancio parla di quattro vittorie e un pareggio, con 13 punti complessivamente recuperati da situazioni di svantaggio. 

Chivu e la forza di non arrendersi

Dietro queste rimonte c’è sicuramente il lavoro di Cristian Chivu. Il tecnico rumeno sta cercando di trasmettere alla squadra una mentalità aggressiva, la volontà di continuare a giocare e la convinzione di poter trovare sempre una strada per tornare in partita. La capacità di reagire è una qualità importante, soprattutto per una squadra che punta a competere ai massimi livelli. Non basta, però, saper rimontare: occorre anche capire perché così spesso ci si ritrovi nella condizione di dover inseguire. Concedere troppo agli avversari e partire con il freno a mano tirato può diventare un problema, soprattutto quando il livello delle sfide si alza e gli spazi per recuperare diminuiscono. Non sempre è possibile ribaltare un doppio svantaggio o trovare il gol decisivo nei minuti conclusivi. Specialmente quando questo accade in contesto europeo (le gare di Champions League contro Real Madrid e Bruges ne sono la testimonianza perfetta). L’Inter deve essere orgogliosa della propria capacità di reazione, ma non deve trasformare le rimonte in una necessità costante. C'è comunque da sottolineare che, se nelle prime rimonte l'Inter aveva approcciato la gara in modo poco incisivo e si è poi ripresa nel secondo tempo (dopo le decisive parole di Chivu nello spogliatoio), le gare contro Bologna e Fiorentina sono state diverse. L'Inter è scesa in campo per questi due match con lo spirito giusto, abbassando la linea difensiva di qualche metro e concedendo molto poco all'avversario. A complicare le cose, anche almeno  due rigori solari non concessi (sia a Bologna che a San Siro, entrambi su Thuram). E considerata anche l'assenza per infortunio del Capitano Lautaro Martinez, la risposta nerazzurra è stata ancora più convincente. Thuram si è caricato sulle spalle il peso dell'attacco, Carlos Augusto a messo a segno gol decisivi e prestazioni di altissimo livello. E tutto il resto della squadra è rimasto unito e ci ha creduto fino alla fine. E alla fine ce l'ha fatta. Il carattere rappresenta un valore aggiunto, mentre solidità, attenzione e continuità di rendimento restano requisiti indispensabili per puntare in alto. La sfida di Chivu sarà proprio questa: conservare la fame, l’energia e la convinzione mostrate nelle rimonte, evitando però di concedere agli avversari vantaggi che potrebbero rivelarsi difficili da recuperare.

La pazza Inter vuole continuare a sognare

Nove rimonte, quattro nella parte finale della scorsa stagione e cinque nelle prime otto giornate di quella attuale. Numeri che raccontano una squadra capace di reagire, rialzarsi e rimettere in discussione partite che sembravano ormai compromesse. L’Inter di Chivu ha dimostrato di avere carattere, qualità offensive e una notevole capacità di restare dentro le gare anche quando le cose si mettono male. Una mentalità che alimenta l’entusiasmo dei tifosi e rende i nerazzurri una squadra difficile da dare per sconfitta. Ma la vera maturità arriverà quando questa capacità di reazione sarà accompagnata da una maggiore continuità nell’arco dei novanta minuti. Perché rimontare è una dimostrazione di forza, ma evitare di trovarsi costantemente in difficoltà è altrettanto importante. E ora che la Lazio ha strapazzato il Sassuolo e la Roma da dietro mette pressione, l'Inter dovrà dafre un segnale contro il Venezia di Nicola, con cui nel 2022 vinse ma non senza difficoltà.  Il 22 gennaio il Venezia andò in vantaggio, e l'Inter dovette completare l'ennesima rimonta nella sua fantastica e pazza storia: prima Barella e poi al 90' ci pensò Dzeko a far esultare i tifosi interisti.

La pazza Inter, nel bene e nel male, continua a sorprendere. E se Chivu riuscirà a trasformare questo spirito combattivo in una squadra più solida e costante, allora le rimonte non saranno soltanto spettacoli da ricordare, ma potranno diventare uno dei segnali di un gruppo pronto a lottare fino in fondo per i propri obiettivi.

Sotto di uno o due gol, contro ogni avversario e in qualsiasi momento della partita: questa Inter non smette mai di crederci. La squadra di Cristian Chivu è al secondo posto in classifica, tre punti sotto la Lazio di Gattuso, che ha battuto il Sassuolo 2-6. Ora tocca rispondere agli uomini di Chivu che nelle prime otto giornate della Serie A 2026/2027  sono riusciti a rimontare lo svantaggio in cinque partite, recuperando complessivamente 13 punti e collezionando quattro successi contro Napoli, Udinese, Bologna e Fiorentina, oltre a un pareggio in trasferta contro la Roma. In tre di queste occasioni, lo svantaggio in cui si è trovata l'Inter è stato addirittura doppio. Questi numeri testimoniano il carattere e la forza di reazione della formazione di Chivu, capace di realizzare 23 gol e arrivare a 22 punti dopo sole 8 giornate di Campionato. Ora è il turno del Venezia, con cui già nel 2022 ci fu una rimonta che portò la Beneamata a vincere in stile pazza Inter.

Nove rimonte, un'unica filosofia

C’è un filo conduttore che unisce l’Inter del finale della scorsa stagione a quella attuale: la capacità di reagire alle difficoltà e di non considerare mai una partita chiusa prima del fischio finale. Le rimonte nerazzurre non sono soltanto episodi isolati, ma raccontano una mentalità che Cristian Chivu sta cercando di consolidare, trasformando le difficoltà in occasioni per dimostrare carattere e personalità. Sono nove le rimonte che hanno caratterizzato questo percorso, quattro delle quali arrivate nella parte finale della scorsa stagione e le altre cinque in quella attuale. Partite diverse, avversari differenti e situazioni complicate, accomunate dalla stessa convinzione: l’Inter trova sempre il modo di rimettersi in gioco.

Le quattro rimonte della scorsa stagione

Il percorso era già cominciato nella scorsa stagione, quando i nerazzurri avevano dimostrato di avere le risorse necessarie per ribaltare anche le situazioni a dir poco complicate. Contro il Pisa, nel gennaio scorso, l’Inter si era trovata sotto di due gol dopo appena 23 minuti. Ma i nerazzurri hanno reagito con una straordinaria prova di forza, ribaltando il risultato già prima dell'intervallo. Prima Zelinski su rigore, due minuti più tardi Lautaro Martinez e in pieno recupero Pio Esposito. Nella ripresa l'Inter ha continuato a spingere e ha chiuso la partita definitivamente con le reti di Dimarco, Bonny e Mhkitaryan. Contro il Como, la squadra di Chivu ha regalato due serate memorabili nel finale della scorsa stagione. Il 12 aprile 2026, al Sinigaglia, sotto di due gol per le reti di Álex Valle e Nico Paz, i nerazzurri senza Lautaro Martinez (out per infortunio) hanno ribaltato il risultato imponendosi 4-3: decisive le doppiette di Marcus Thuram e Denzel Dumfries, prima del rigore inventato di Lucas Da Cunha nel finale. Nove giorni dopo, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia a San Siro, l'Inter si è ritrovata nuovamente sotto 0-2, colpita da Martin Baturina e Da Cunha. Ma la reazione non si è fatta attendere: Hakan Çalhanoğlu ha firmato il pareggio con due reti, prima che Petar Sučić completasse il sorpasso all’89’, regalando all’Inter la qualificazione alla finale. Due rimonte che testimoniano il carattere di una squadra capace di lottare fino all’ultimo. A completare il bilancio della scorsa stagione c’è la sfida contro il Bologna, nella quale i nerazzurri sono riusciti a recuperare lo svantaggio fino al 3-3. Un pareggio che, al di là del risultato, ha ribadito la volontà della squadra di continuare a lottare senza arrendersi. Quattro partite, quattro segnali importanti. Già nella fase conclusiva della passata stagione, l’Inter aveva mostrato una caratteristica destinata a ripresentarsi con continuità: la capacità di restare aggrappata alle gare e di reagire quando tutto sembra complicarsi.

Cinque rimonte in questa prima parte di stagione

Se l'anno passato le rimonte avevano già lasciato il segno, nelle prime otto giornate del campionato 2026/27 la squadra di Chivu ha confermato questa tendenza con altre cinque reazioni decisive. Contro il Napoli, l’Inter ha saputo rispondere a uno svantaggio di due reti, ribaltando il risultato fino al 3-2 finale. Una vittoria che ha richiesto personalità, lucidità e la capacità di rimanere dentro la partita anche nei momenti più complicati. La reazione contro l’Udinese è stata altrettanto significativa. Partendo dallo 0-2, i nerazzurri sono riusciti a ribaltare completamente il risultato, imponendosi per 5-3. Otto gol complessivi e una prestazione che ha messo in evidenza la forza offensiva della squadra, capace di trasformare una situazione delicata in una vittoria spettacolare. Anche contro la Roma è arrivata una rimonta importante. All’Olimpico, l’Inter è riuscita a recuperare due reti, passando dal 2-0 al 2-2. Un pareggio che conferma la capacità dei nerazzurri di reagire anche in trasferta e contro avversari di alto livello. Contro il Bologna, invece, la squadra ha trovato la forza di recuperare lo svantaggio e completare la rimonta fino al 3-1, conquistando un successo prezioso. Una prova di determinazione che ha ribadito la volontà di non mollare anche quando la partita prende una piega sfavorevole. Infine, la rimonta contro la Fiorentina, con l’Inter capace di ribaltare l’iniziale 0-1 e conquistare una vittoria per 2-1 nei minuti finali e nel recupero del secondo tempo. Tre punti che completano il quadro delle cinque rimonte stagionali e confermano una tendenza ormai evidente. Il bilancio parla di quattro vittorie e un pareggio, con 13 punti complessivamente recuperati da situazioni di svantaggio.

Chivu e la forza di non arrendersi

Dietro queste rimonte c’è sicuramente il lavoro di Cristian Chivu. Il tecnico rumeno sta cercando di trasmettere alla squadra una mentalità aggressiva, la volontà di continuare a giocare e la convinzione di poter trovare sempre una strada per tornare in partita. La capacità di reagire è una qualità importante, soprattutto per una squadra che punta a competere ai massimi livelli. Non basta, però, saper rimontare: occorre anche capire perché così spesso ci si ritrovi nella condizione di dover inseguire. Concedere troppo agli avversari e partire con il freno a mano tirato può diventare un problema, soprattutto quando il livello delle sfide si alza e gli spazi per recuperare diminuiscono. Non sempre è possibile ribaltare un doppio svantaggio o trovare il gol decisivo nei minuti conclusivi. Specialmente quando questo accade in contesto europeo (le gare di Champions League contro Real Madrid e Bruges ne sono la testimonianza perfetta). L’Inter deve essere orgogliosa della propria capacità di reazione, ma non deve trasformare le rimonte in una necessità costante. C'è comunque da sottolineare che, se nelle prime rimonte l'Inter aveva approcciato la gara in modo poco incisivo e si è poi ripresa nel secondo tempo (dopo le decisive parole di Chivu nello spogliatoio), le gare contro Bologna e Fiorentina sono state diverse. L'Inter è scesa in campo per questi due match con lo spirito giusto, abbassando la linea difensiva di qualche metro e concedendo molto poco all'avversario. A complicare le cose, anche almeno  due rigori solari non concessi (sia a Bologna che a San Siro, entrambi su Thuram). E considerata anche l'assenza per infortunio del Capitano Lautaro Martinez, la risposta nerazzurra è stata ancora più convincente. Thuram si è caricato sulle spalle il peso dell'attacco, Carlos Augusto a messo a segno gol decisivi e prestazioni di altissimo livello. E tutto il resto della squadra è rimasto unito e ci ha creduto fino alla fine. E alla fine ce l'ha fatta. Il carattere rappresenta un valore aggiunto, mentre solidità, attenzione e continuità di rendimento restano requisiti indispensabili per puntare in alto. La sfida di Chivu sarà proprio questa: conservare la fame, l’energia e la convinzione mostrate nelle rimonte, evitando però di concedere agli avversari vantaggi che potrebbero rivelarsi difficili da recuperare.

La pazza Inter vuole continuare a sognare

Nove rimonte, quattro nella parte finale della scorsa stagione e cinque nelle prime otto giornate di quella attuale. Numeri che raccontano una squadra capace di reagire, rialzarsi e rimettere in discussione partite che sembravano ormai compromesse. L’Inter di Chivu ha dimostrato di avere carattere, qualità offensive e una notevole capacità di restare dentro le gare anche quando le cose si mettono male. Una mentalità che alimenta l’entusiasmo dei tifosi e rende i nerazzurri una squadra difficile da dare per sconfitta. Ma la vera maturità arriverà quando questa capacità di reazione sarà accompagnata da una maggiore continuità nell’arco dei novanta minuti. Perché rimontare è una dimostrazione di forza, ma evitare di trovarsi costantemente in difficoltà è altrettanto importante. E ora che la Lazio ha strapazzato il Sassuolo e la Roma da dietro mette pressione, l'Inter dovrà dafre un segnale contro il Venezia di Nicola, con cui nel 2022 vinse ma non senza difficoltà.  Il 22 gennaio il Venezia andò in vantaggio, e l'Inter dovette completare l'ennesima rimonta nella sua fantastica e pazza storia: prima Barella e poi al 90' ci pensò Dzeko a far esultare i tifosi interisti.

La pazza Inter, nel bene e nel male, continua a sorprendere. E se Chivu riuscirà a trasformare questo spirito combattivo in una squadra più solida e costante, allora le rimonte non saranno soltanto spettacoli da ricordare, ma potranno diventare uno dei segnali di un gruppo pronto a lottare fino in fondo per i propri obiettivi.