Ci sono sconfitte che fanno più male delle altre. E perdere un derby, soprattutto quando si indossa la maglia dell’Inter, è qualcosa che lascia inevitabilmente il segno. Ma nel calcio non c’è tempo per guardarsi indietro: le occasioni per rialzarsi arrivano subito e quella che attende i nerazzurri si chiama Feyenoord.
La sconfitta contro il Milan ha lasciato delusione e qualche interrogativo. Una prestazione che ha evidenziato difficoltà, soprattutto in fase difensiva, dove la squadra del tecnico rumeno continua a subire gol. Adesso serve voltare pagina, ritrovare compattezza e soprattutto quella fame che ha sempre contraddistinto questa squadra.
Il confronto con la squadra
Secondo quanto riportato dalla GDS Chivu si è confrontato con la squadra per cercare di capire come e dove intervenire. Nessun litigio, nessuna baruffa, solo chiacchiere costruttive. E la richiesta di evitare altri omaggi ai rivali. I giocatori hanno assicurato (anche pubblicamente, vedi Barella) di non aver smarrito la fame che li aveva portati a vincere scudetto e Coppa Italia soltanto cinque mesi fa. Ma tra domani (Feyenoord) e domenica (Como) saranno chiamati a reagire.
La trasferta Olandese
A Rotterdam non sarà una passeggiata. Il Feyenoord potrà contare sulla spinta del proprio pubblico e su uno stadio, il De Kuip, capace di trasformarsi in una vera e propria bolgia. Una trasferta complicata, in una competizione nella quale ogni punto può fare la differenza.
In Champions dopo due sconfitte ed una vittoria, bisogna ripartire per dare continuità ai 3 punti ottenuti in casa contro lo Shaktar. Un avvio complesso quello dei nerazzurri in Europa, che sono chiamati a rispondere presente contro un avversario ostico.
Chivu è chiamato a trovare le risposte giuste, mentre ai giocatori servirà qualcosa in più: carattere, personalità e voglia di dimostrare che il derby è stato soltanto un passo falso. Non servono proclami, non servono promesse. Servono i fatti e soprattutto una vittoria.
Perché le grandi squadre non si riconoscono soltanto da come vincono, ma anche da come reagiscono quando cadono.
L’Inter ha una sola missione: ripartire. E Rotterdam può essere il punto di partenza.
Ci sono sconfitte che fanno più male delle altre. E perdere un derby, soprattutto quando si indossa la maglia dell’Inter, è qualcosa che lascia inevitabilmente il segno. Ma nel calcio non c’è tempo per guardarsi indietro: le occasioni per rialzarsi arrivano subito e quella che attende i nerazzurri si chiama Feyenoord.
La sconfitta contro il Milan ha lasciato delusione e qualche interrogativo. Una prestazione che ha evidenziato difficoltà, soprattutto in fase difensiva, dove la squadra del tecnico rumeno continua a subire gol. Adesso serve voltare pagina, ritrovare compattezza e soprattutto quella fame che ha sempre contraddistinto questa squadra.
Il confronto con la squadra
Secondo quanto riportato dalla GDS Chivu si è confrontato con la squadra per cercare di capire come e dove intervenire. Nessun litigio, nessuna baruffa, solo chiacchiere costruttive. E la richiesta di evitare altri omaggi ai rivali. I giocatori hanno assicurato (anche pubblicamente, vedi Barella) di non aver smarrito la fame che li aveva portati a vincere scudetto e Coppa Italia soltanto cinque mesi fa. Ma tra domani (Feyenoord) e domenica (Como) saranno chiamati a reagire.
La trasferta Olandese
A Rotterdam non sarà una passeggiata. Il Feyenoord potrà contare sulla spinta del proprio pubblico e su uno stadio, il De Kuip, capace di trasformarsi in una vera e propria bolgia. Una trasferta complicata, in una competizione nella quale ogni punto può fare la differenza.
In Champions dopo due sconfitte ed una vittoria, bisogna ripartire per dare continuità ai 3 punti ottenuti in casa contro lo Shaktar. Un avvio complesso quello dei nerazzurri in Europa, che sono chiamati a rispondere presente contro un avversario ostico.
Chivu è chiamato a trovare le risposte giuste, mentre ai giocatori servirà qualcosa in più: carattere, personalità e voglia di dimostrare che il derby è stato soltanto un passo falso. Non servono proclami, non servono promesse. Servono i fatti e soprattutto una vittoria.
Perché le grandi squadre non si riconoscono soltanto da come vincono, ma anche da come reagiscono quando cadono.
L’Inter ha una sola missione: ripartire. E Rotterdam può essere il punto di partenza.