L’Inter cambia volto nella propria area sportiva e chiude una pagina lunga quasi tre decenni. Piero Ausilio non è più il direttore sportivo del club nerazzurro e al suo posto ecco Baccin.
La società e il dirigente hanno raggiunto un accordo per la separazione consensuale con effetto immediato, mettendo così fine a un rapporto professionale durato 28 anni. Al suo posto arriva Dario Baccin, storico collaboratore di Ausilio, che assume il ruolo di Chief Sport Officer. Una scelta interna che garantisce continuità alla struttura sportiva e apre ufficialmente una nuova fase per il club.
Inter, finisce l’era di Piero Ausilio

L’Inter e Piero Ausilio si separano dopo un percorso iniziato nel settore giovanile e sviluppatosi attraverso incarichi di responsabilità sempre maggiore. Ausilio è entrato nel mondo nerazzurro come segretario del settore giovanile, diventando successivamente responsabile dell’organizzazione e direttore del settore giovanile. Dal dicembre 2010 ha iniziato a lavorare con la prima squadra, prima di assumere nel febbraio 2014 il ruolo di direttore sportivo e responsabile dell’area tecnica. Nel corso della sua esperienza ha contribuito alla conquista di nove trofei: tre Scudetti, tre Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane. Il suo lavoro ha inoltre accompagnato l’Inter in tre finali europee, due di Champions League e una di Europa League.
La separazione arriva al termine di un confronto sul futuro professionale del dirigente. Le parti non hanno trovato un’intesa sulla prosecuzione del rapporto e hanno scelto di interrompere consensualmente l’avventura prima della naturale scadenza. L’addio assume quindi un significato particolare perché arriva dopo 28 anni nei quali Ausilio è diventato uno dei principali punti di riferimento dell’area sportiva nerazzurra. Una storia iniziata lontano dai riflettori e culminata con la responsabilità della costruzione della prima squadra e delle principali strategie di mercato.
La lettera d’addio di Ausilio

Nel giorno della separazione, Ausilio ha affidato al sito ufficiale dell’Inter un messaggio particolarmente intenso, nel quale ha ripercorso il legame costruito con il club e con i suoi tifosi. Il dirigente ha sottolineato come l’Inter sia diventata una parte inseparabile della sua vita, ringraziando proprietà, dirigenti, collaboratori, allenatori, calciatori e soprattutto il popolo nerazzurro.
“Dopo 28 anni indimenticabili, è arrivato il momento più difficile: salutare quella che per me non è mai stata una semplice squadra, ma una seconda pelle. In quasi tre decenni ho dato all’Inter ogni singolo secondo della mia vita, ogni energia, ogni battito.
L’Inter è nel mio sangue, è l’aria che ho respirato ogni giorno. Il mio grazie più profondo e commosso va a voi tifosi, l’anima pulsante di questa maglia, che mi avete accompagnato e sostenuto in questo viaggio infinito.
Grazie alle proprietà, dirigenti e collaboratori tutti, che negli anni mi hanno dato fiducia, dandomi l’onore di guidare l’area sportiva di questo gigante del calcio mondiale. E grazie a tutti gli allenatori, giocatori, campioni immensi e uomini veri, che con il loro talento e il loro sudore hanno alzato al cielo trofei che resteranno per sempre scolpiti nella storia di questo club, come la Seconda Stella nerazzurra.
Lascio questo ruolo, ma non potrò mai staccarmi da questi colori. Oggi non si chiude solo un capitolo professionale: si separa un pezzo della mia anima da ciò che ho amato di più.”
Le parole rappresentano il congedo di un dirigente che ha legato gran parte della propria carriera alla maglia nerazzurra e che lascia il club dopo aver attraversato epoche, proprietà e cicli tecnici differenti.
Baccin raccoglie l’eredità di Ausilio

A raccogliere il testimone sarà Dario Baccin, promosso al ruolo di Chief Sport Officer. La scelta rappresenta una soluzione interna e punta sulla continuità di un dirigente che conosce già profondamente l’ambiente nerazzurro e le dinamiche dell’area sportiva. Baccin è arrivato all’Inter nel 2017, dopo le esperienze maturate nel settore dirigenziale, assumendo inizialmente l’incarico di vice direttore sportivo e lavorando proprio al fianco di Ausilio. Nel corso degli anni ha seguito da vicino la gestione dei giovani, la Primavera, i giocatori in prestito e le attività legate al mercato.
Il nuovo incarico segna quindi una promozione naturale all’interno dell’organigramma. La società ha sottolineato come Baccin rappresenti un profilo capace di portare elementi di innovazione mantenendo allo stesso tempo una linea di continuità con il lavoro svolto negli ultimi anni. Anche il presidente e CEO Giuseppe Marotta ha espresso il ringraziamento del club ad Ausilio per la passione, il lavoro e i risultati ottenuti, indicando nella promozione di Baccin una scelta in grado di garantire continuità all’area sportiva.
Per l’Inter si apre così una nuova fase. L’addio di Ausilio chiude una delle storie dirigenziali più longeve del calcio italiano, mentre la promozione di Baccin offre al club la possibilità di proseguire il proprio progetto affidandosi a una figura che conosce già dall’interno filosofia, struttura e obiettivi della società nerazzurra.
Inter changes face in its sporting area and closes a page almost three decades long. Piero Ausilio is no longer the sporting director of the Nerazzurri club and in his place here is Baccin.
The company and the manager have reached an agreement for the separation by mutual consent with immediate effect, thus putting an end to a professional relationship that lasted 28 years. In his place comes Dario Baccin, a historic collaborator of Ausilio, who takes on the role of Chief Sport Officer. An internal choice that guarantees continuity to the sports structure and officially opens a new phase for the club.
Inter, finisce l’era di Piero Ausilio

Inter and Piero Ausilio part ways after a journey that began in the youth sector and developed through roles of increasingly greater responsibility. Ausilio entered the Nerazzurri world as secretary of the youth sector, subsequently becoming head of the organization and director of the youth sector. From December 2010 he began working with the first team, before taking on the role of sporting director and manager of the technical area in February 2014. During his experience he contributed to the conquest of nine trophies: three Scudetti, three Italian Cups and three Italian Super Cups. His work also accompanied Inter to three European finals, two in the Champions League and one in the Europa League.
The separation comes at the end of a discussion about the manager's professional future. The parties did not reach an agreement on the continuation of the relationship and chose to consensually end the adventure before its natural expiry. The farewell therefore takes on a particular meaning because it comes after 28 years in which Ausilio has become one of the main points of reference in the Nerazzurri sporting area. A story that began far from the spotlight and culminated with the responsibility for building the first team and the main transfer strategies.
La lettera d’addio di Ausilio

On the day of separation, Ausilio entrusted Inter's official website with a particularly intense message, in which he retraced the bond built with the club and its fans. The manager underlined how Inter has become an inseparable part of his life, thanking the owners, managers, collaborators, coaches, players and above all the Nerazzurri people.
"After 28 unforgettable years, the most difficult moment has arrived: saying goodbye to what for me has never been a simple team, but a second skin. In almost three decades I have given Inter every single second of my life, every energy, every heartbeat.
Inter is in my blood, it is the air I breathed every day. My deepest and most heartfelt thanks go to you fans, the beating soul of this shirt, who accompanied and supported me on this infinite journey.
Thanks to all the owners, managers and collaborators who have placed their trust in me over the years, giving me the honor of leading the sports area of this giant of world football. And thanks to all the coaches, players, immense champions and real men, who with their talent and their sweat have raised trophies to the sky that will forever remain engraved in the history of this club, like the Second Nerazzurri Star.
I leave this role, but I will never be able to detach myself from these colors. Today we don't just close a professional chapter: we separate a piece of my soul from what I loved most."
Le parole rappresentano il congedo di un dirigente che ha legato gran parte della propria carriera alla maglia nerazzurra e che lascia il club dopo aver attraversato epoche, proprietà e cicli tecnici differenti.
Baccin raccoglie l’eredità di Ausilio

A raccogliere il testimone sarà Dario Baccin, promosso al ruolo di Chief Sport Officer. La scelta rappresenta una soluzione interna e punta sulla continuità di un dirigente che conosce già profondamente l’ambiente nerazzurro e le dinamiche dell’area sportiva. Baccin è arrivato all’Inter nel 2017, dopo le esperienze maturate nel settore dirigenziale, assumendo inizialmente l’incarico di vice direttore sportivo e lavorando proprio al fianco di Ausilio. Nel corso degli anni ha seguito da vicino la gestione dei giovani, la Primavera, i giocatori in prestito e le attività legate al mercato.
The new position therefore marks a natural promotion within the organization chart. The company underlined how Baccin represents a profile capable of bringing elements of innovation while maintaining a line of continuity with the work carried out in recent years. The president and CEO Giuseppe Marotta also expressed the club's thanks to Ausilio for the passion, work and results obtained, indicating the promotion of Baccin as a choice capable of guaranteeing continuity in the sports area.
Per l’Inter si apre così una nuova fase. L’addio di Ausilio chiude una delle storie dirigenziali più longeve del calcio italiano, mentre la promozione di Baccin offre al club la possibilità di proseguire il proprio progetto affidandosi a una figura che conosce già dall’interno filosofia, struttura e obiettivi della società nerazzurra.