Prima sconfitta dell’era Amorim e serata da dimenticare per il Milan, che cade 2-0 contro il Benfica nel ritrovo tra il tecnico portoghese e il suo passato. I rossoneri non riescono mai a trovare continuità né concretezza, soffrono l’approccio aggressivo dei padroni di casa e, dopo aver chiuso il primo tempo sotto di una rete tra i fischi di San Siro, non riescono a reagire nella ripresa. Per il Benfica arriva così la prima vittoria della sua storia contro il Milan.
Benfica avanti, Milan già sotto i fischi
Il Milan approccia male la gara e fin dai primi minuti è il Benfica a sembrare più convinto. Il primo cartellino arriva ancora prima del quarto d’ora, con Pavlovic ammonito, mentre i portoghesi continuano a spingere e mettono in difficoltà la retroguardia rossonera. Poco dopo arriva il vantaggio di Lukebakio al 16', con una dormita generale della difesa e Bartesaghi e Jashari da rivedere in fase di copertura. Proprio lo svizzero incappa successivamente in altri errori, mentre il Milan fatica a costruire una vera risposta.
Kaminski chiude i conti, la rimonta non arriva
La prima frazione si chiude quindi sull’1-0, accompagnata dai fischi del pubblico. In molti si aspettano una reazione simile a quella mostrata contro la Lazio a Roma, ma al rientro dagli spogliatoi la musica non cambia. Il Benfica continua a gestire la gara e l’ingresso di Diego Moreira, eroe della rimonta di Roma, non basta a dare la scossa sperata.
Il raddoppio arriva con Kaminski al 53', servito da un cross di El Karouani. Ancora una volta la difesa del Milan si fa sorprendere nonostante la superiorità numerica nella propria area. I cambi provano a modificare l’inerzia della partita e, con il passare dei minuti, i rossoneri riescono almeno a ribaltare il dato del possesso palla. Ma manca lo spunto decisivo.
Gonçalo Ramos resta praticamente fuori dalla partita per tutti i 90 minuti e il triplice fischio sancisce una sconfitta quasi inevitabile per quanto visto in campo. Questa volta la rimonta non arriva. A San Siro, oltre alla prestazione del Milan, gli occhi finiscono anche su Luka Modric, rimasto in panchina per tutta la gara senza mai scaldarsi nemmeno un secondo, e su un ospite inatteso sugli spalti: il tanto chiacchierato Antonio Conte.
Prima sconfitta dell’era Amorim e serata da dimenticare per il Milan, che cade 2-0 contro il Benfica nel ritrovo tra il tecnico portoghese e il suo passato. I rossoneri non riescono mai a trovare continuità né concretezza, soffrono l’approccio aggressivo dei padroni di casa e, dopo aver chiuso il primo tempo sotto di una rete tra i fischi di San Siro, non riescono a reagire nella ripresa. Per il Benfica arriva così la prima vittoria della sua storia contro il Milan.
Benfica avanti, Milan già sotto i fischi
Il Milan approccia male la gara e fin dai primi minuti è il Benfica a sembrare più convinto. Il primo cartellino arriva ancora prima del quarto d’ora, con Pavlovic ammonito, mentre i portoghesi continuano a spingere e mettono in difficoltà la retroguardia rossonera. Poco dopo arriva il vantaggio di Lukebakio al 16', con una dormita generale della difesa e Bartesaghi e Jashari da rivedere in fase di copertura. Proprio lo svizzero incappa successivamente in altri errori, mentre il Milan fatica a costruire una vera risposta.
Kaminski chiude i conti, la rimonta non arriva
La prima frazione si chiude quindi sull’1-0, accompagnata dai fischi del pubblico. In molti si aspettano una reazione simile a quella mostrata contro la Lazio a Roma, ma al rientro dagli spogliatoi la musica non cambia. Il Benfica continua a gestire la gara e l’ingresso di Diego Moreira, eroe della rimonta di Roma, non basta a dare la scossa sperata.
Il raddoppio arriva con Kaminski al 53', servito da un cross di El Karouani. Ancora una volta la difesa del Milan si fa sorprendere nonostante la superiorità numerica nella propria area. I cambi provano a modificare l’inerzia della partita e, con il passare dei minuti, i rossoneri riescono almeno a ribaltare il dato del possesso palla. Ma manca lo spunto decisivo.
Gonçalo Ramos resta praticamente fuori dalla partita per tutti i 90 minuti e il triplice fischio sancisce una sconfitta quasi inevitabile per quanto visto in campo. Questa volta la rimonta non arriva. A San Siro, oltre alla prestazione del Milan, gli occhi finiscono anche su Luka Modric, rimasto in panchina per tutta la gara senza mai scaldarsi nemmeno un secondo, e su un ospite inatteso sugli spalti: il tanto chiacchierato Antonio Conte.