Il Pepo sbaglia ancora: scatta l’ora di Provedel

L’ennesimo errore del Pepo Martinez rischia di compromettere i piani dell’Inter in Champions League. Zero punti nelle prime due gare, entrambe segnate in negativo dal portiere spagnolo. I nerazzurri, adesso, si trovano a far fronte a una situazione che non era prevista: se si vuole entrare nelle prime otto, i ragazzi di Cristian Chivu dovranno vincerle tutte, anche contro il Liverpool. L’uscita a vuoto dell’ex Genoa e il conseguente gol di Tresoldi hanno mandato in bambola un’intera squadra che, anche riuscendo a segnare due reti poco dopo, non ha mai dato l’impressione di poter riprendere la partita. Per ritrovare compattezza e sicurezza, c’è bisogno di un cambio di gerarchie: Josep Martinez non è affidabile. Il tecnico rumeno, quindi, deve trovare il coraggio di lanciare dal primo minuto Provedel già dalla prossima trasferta di Bologna. Un portiere della sua esperienza può aiutare la fase difensiva nerazzurra a ritrovare fiducia ed entusiasmo, tutto quello che è mancato contro il Club Brugge.


Un portiere da Champions

Classe 1994, Ivan Provedel è arrivato a Milano nel momento di massima maturità calcistica. Il portiere italiano non ha ancora esordito con la maglia nerazzurra in gare ufficiali e adesso il suo momento sembra più vicino che mai. Premiato come miglior portiere della Serie A nel 2022, l’ex Lazio dovrà essere in grado di sfruttare al meglio le occasioni che gli capiteranno per mettersi in mostra. Chivu, infatti, deve cambiare e inserire Provedel al più presto per trovare una via d’uscita da una situazione che, nella serata di ieri, è sembrata un film dell’orrore. Del resto, il numero uno cresciuto nel settore giovanile del Treviso sa come lasciare il segno in Champions League: il colpo di testa al 95’ contro l’Atletico Madrid, nel 2023, è pura poesia. Il problema, però, non riguarda solo l’estremo difensore, ma soprattutto un reparto che sembra in grossa difficoltà. 

La preoccupazione principale, inoltre, è legata anche alla forma fisica: nella seconda parte della ripresa, i giocatori nerazzurri non avevano più le forze per ribaltare il campo o correre dietro agli avversari. In occasione del gol del 2-4 del Brugge, Akanji, in ritardo su Vermant, decide di fermarsi senza provare a intervenire. Un atteggiamento inaccettabile, simbolo di una condizione non all’altezza della massima competizione europea. La necessità, quindi, per Chivu e il suo staff è ora quella di trovare nuove energie nei giovani e in chi non ha ancora avuto il giusto minutaggio, per cercare di portare una ventata d’aria fresca in un ambiente che si è mostrato affaticato e senza cattiveria. Tutto questo passa anche attraverso il cambio in porta. 


Una maglia troppo pesante

Se dovessimo fare un bilancio delle prestazioni del Pepo Martinez finora, il risultato non potrebbe che essere negativo. Il classe 1998 ha confermato la sua bravura tra i pali, ma essere il numero unodell’Inter implica tante altre cose. Cose che, al momento, lo spagnolo non sembra neanche lontanamente avere. Quello che colpisce, a un livello del genere, non è tanto l’errore tecnico: anche Lautaro Martinez, a tu per tu con Sommer, si divora la rete del 2-1 che avrebbe potuto cambiare completamente la storia della serata. L’errore, però, commesso dall’ex Genoa è di natura concettuale, ed è proprio questo a destare maggiorepreoccupazione. Un’uscita completamente avventata e senza senso, che non aveva motivo di esistere. È vero, il pallone era passato e il giocatore poteva involarsi da solo verso l’area di rigore, ma Manuel Akanji aveva tutto il tempo a disposizione per sbarrargli la strada.

Un intervento che, chiaramente, non è riuscito a effettuare, perché l’arrivo improvviso del Pepo ha messo fuori gioco chiunque si trovasse nei paraggi. Non è da una serata storta che si giudica un portiere, ma da un periodo che sembra infinito sì. Troppi errori, alternati a miracoli, che non portano serenità alla retroguardia. L’Inter non ha bisogno di picchi di eccellenza seguiti da prestazioni insufficienti. È una discontinuità che non fa bene all’ambiente e che porta gli stessi giocatori a non fidarsi del proprio numero uno. Adesso, quindi, non ci sono più dubbi: Ivan Provedel deve giocare e dimostrare di poter essere lui il vero titolare di questa squadra. Nessuno ha la certezza che la scelta dell’ex Lazio possa effettivamente funzionare, ma perseverare è diabolico e, se i risultati sono questi, provare a cambiare rimane l’unica opzione possibile.

L’ennesimo errore del Pepo Martinez rischia di compromettere i piani dell’Inter in Champions League. Zero punti nelle prime due gare, entrambe segnate in negativo dal portiere spagnolo. I nerazzurri, adesso, si trovano a far fronte a una situazione che non era prevista: se si vuole entrare nelle prime otto, i ragazzi di Cristian Chivu dovranno vincerle tutte, anche contro il Liverpool. L’uscita a vuoto dell’ex Genoa e il conseguente gol di Tresoldi hanno mandato in bambola un’intera squadra che, anche riuscendo a segnare due reti poco dopo, non ha mai dato l’impressione di poter riprendere la partita. Per ritrovare compattezza e sicurezza, c’è bisogno di un cambio di gerarchie: Josep Martinez non è affidabile. Il tecnico rumeno, quindi, deve trovare il coraggio di lanciare dal primo minuto Provedel già dalla prossima trasferta di Bologna. Un portiere della sua esperienza può aiutare la fase difensiva nerazzurra a ritrovare fiducia ed entusiasmo, tutto quello che è mancato contro il Club Brugge.


Un portiere da Champions

Classe 1994, Ivan Provedel è arrivato a Milano nel momento di massima maturità calcistica. Il portiere italiano non ha ancora esordito con la maglia nerazzurra in gare ufficiali e adesso il suo momento sembra più vicino che mai. Premiato come miglior portiere della Serie A nel 2022, l’ex Lazio dovrà essere in grado di sfruttare al meglio le occasioni che gli capiteranno per mettersi in mostra. Chivu, infatti, deve cambiare e inserire Provedel al più presto per trovare una via d’uscita da una situazione che, nella serata di ieri, è sembrata un film dell’orrore. Del resto, il numero uno cresciuto nel settore giovanile del Treviso sa come lasciare il segno in Champions League: il colpo di testa al 95’ contro l’Atletico Madrid, nel 2023, è pura poesia. Il problema, però, non riguarda solo l’estremo difensore, ma soprattutto un reparto che sembra in grossa difficoltà.

La preoccupazione principale, inoltre, è legata anche alla forma fisica: nella seconda parte della ripresa, i giocatori nerazzurri non avevano più le forze per ribaltare il campo o correre dietro agli avversari. In occasione del gol del 2-4 del Brugge, Akanji, in ritardo su Vermant, decide di fermarsi senza provare a intervenire. Un atteggiamento inaccettabile, simbolo di una condizione non all’altezza della massima competizione europea. La necessità, quindi, per Chivu e il suo staff è ora quella di trovare nuove energie nei giovani e in chi non ha ancora avuto il giusto minutaggio, per cercare di portare una ventata d’aria fresca in un ambiente che si è mostrato affaticato e senza cattiveria. Tutto questo passa anche attraverso il cambio in porta.


Una maglia troppo pesante

Se dovessimo fare un bilancio delle prestazioni del Pepo Martinez finora, il risultato non potrebbe che essere negativo. Il classe 1998 ha confermato la sua bravura tra i pali, ma essere il numero unodell’Inter implica tante altre cose. Cose che, al momento, lo spagnolo non sembra neanche lontanamente avere. Quello che colpisce, a un livello del genere, non è tanto l’errore tecnico: anche Lautaro Martinez, a tu per tu con Sommer, si divora la rete del 2-1 che avrebbe potuto cambiare completamente la storia della serata. L’errore, però, commesso dall’ex Genoa è di natura concettuale, ed è proprio questo a destare maggiorepreoccupazione. Un’uscita completamente avventata e senza senso, che non aveva motivo di esistere. È vero, il pallone era passato e il giocatore poteva involarsi da solo verso l’area di rigore, ma Manuel Akanji aveva tutto il tempo a disposizione per sbarrargli la strada.

Un intervento che, chiaramente, non è riuscito a effettuare, perché l’arrivo improvviso del Pepo ha messo fuori gioco chiunque si trovasse nei paraggi. Non è da una serata storta che si giudica un portiere, ma da un periodo che sembra infinito sì. Troppi errori, alternati a miracoli, che non portano serenità alla retroguardia. L’Inter non ha bisogno di picchi di eccellenza seguiti da prestazioni insufficienti. È una discontinuità che non fa bene all’ambiente e che porta gli stessi giocatori a non fidarsi del proprio numero uno. Adesso, quindi, non ci sono più dubbi: Ivan Provedel deve giocare e dimostrare di poter essere lui il vero titolare di questa squadra. Nessuno ha la certezza che la scelta dell’ex Lazio possa effettivamente funzionare, ma perseverare è diabolico e, se i risultati sono questi, provare a cambiare rimane l’unica opzione possibile.