Stones has already signed Inter:

John Stones si è preso l'Inter. Fuori dal campo prima ancora che con le prestazioni sul terreno di gioco. Se infatti le sue abilità sul campo di calcio sono ben note e non certo una sorpresa (ed è ovviamente ancora troppo presto per commenti sotto questo aspetto, nonostante i buoni segnali arrivati sin qui), molto meno scontato è sottolineare il modo in cui il difensore ex Manchester City ha scelto di entrare nel mondo nerazzurro: in punta di piedi ma con un curriculum pesante come un macigno, con l'umiltà dei grandi, e la personalità di chi non ha bisogno di sgomitare per farsi valere e sa che i grandi risultati partono dai piccoli gesti quotidiani. 

Stones

Una nuova sfida

 “Cercavo una nuova sfida e sentivo che l'Inter era la scelta perfetta. E' una squadra di livello mondiale, ha una storia incredibile e giocatori incredibili" ha spiegato Stones a Dazn. Frasi che potrebbero sembrare di circostanza, ma che nella loro semplicità sono state spalleggiate da una coerenza negli atteggiamenti che, visto i tanti esempi di supponenza che si vedono nel mondo del calcio, non può e non deve passare inosservata. Dall'educato e cordiale saluto iniziale al suo arrivo in aeroporto ai giornalisti (un approccio tutt'altro che banale) alla cortesia, come svelato dai retroscena del match di esordio contro il Monza, di chiedere al “senatore” Thuram dove fosse meglio sedersi per non rubare il posto a qualche compagno. Il rispetto è stato il filo conduttore di queste prime settimane fuori dal rettangolo di gioco di Stones in nerazzurro. Dovrebbe essere scontato, ma così come spesso si sente non è, e sono gesti che danno un iniziale quadro dell'uomo, prima che del calciatore, che non può che incoraggiare per il proseguo della sua avventura milanese.

“Davvero grato"

“Sabato è stato un giorno speciale per me e per la mia famiglia, sono davvero grato per l'accoglienza che ho ricevuto da tutti i tifosi, ho adorato” ha detto il difensore. E l a sensazione è che i tifosi interisti, oltre a quel modo unico di stare in campo, quasi da centrocampista aggiunto, abbiano già notato anche questo aspetto. 

Il valore aggiunto di Stones all'Inter è lo stesso giocatore a anticiparlo: “Ho esperienza e ho giocato in gare importanti. Spero di dare tutto per i compagni, il club e la maglia. Voglio vincere più titoli e avere quella mentalità vincente che la squadra ha già dimostrato di avere. Differenza con la Premier? Ancora non l'ho percepita. Sto cercando di assorbire tutto, cultura, come ci si allena, come giocare e di imparare. Bisogna evolversi, e io sto provando a farlo". Sembra poco, ma la differenza tra chi ha vinto tutto e chi no è in buona parte racchiusa qui. 

E non potrebbe essere altrimenti, dopo aver passato 10 anni con uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio. “Guardiola? Pensavo di conoscere il calcio ma quando ho lavorato con lui ho capito che non era così, per la sua intelligenza e modo di vedere è un genio. Sono stato fortunato a giocare per lui per dieci anni. Ogni allenatore è diverso, è irrispettoso paragonare. Ognuno ha la sua filosofia. Come giocatori bisogna accettare quello che l'allenatore vuole e essere tutti sulla stessa lunghezza d'onda. Così si arriva a vincere”. Guardiola aveva avvisato tutti sulla personalità di Stones, adesso anche i tifosi nerazzurri stanno iniziando a scoprirla. 

John Stones si è preso l'Inter. Fuori dal campo prima ancora che con le prestazioni sul terreno di gioco. Se infatti le sue abilità sul campo di calcio sono ben note e non certo una sorpresa (ed è ovviamente ancora troppo presto per commenti sotto questo aspetto, nonostante i buoni segnali arrivati sin qui), molto meno scontato è sottolineare il modo in cui il difensore ex Manchester City ha scelto di entrare nel mondo nerazzurro: in punta di piedi ma con un curriculum pesante come un macigno, con l'umiltà dei grandi, e la personalità di chi non ha bisogno di sgomitare per farsi valere e sa che i grandi risultati partono dai piccoli gesti quotidiani.

Stones

Una nuova sfida

“Cercavo una nuova sfida e sentivo che l'Inter era la scelta perfetta. E' una squadra di livello mondiale, ha una storia incredibile e giocatori incredibili" ha spiegato Stones a Dazn. Frasi che potrebbero sembrare di circostanza, ma che nella loro semplicità sono state spalleggiate da una coerenza negli atteggiamenti che, visto i tanti esempi di supponenza che si vedono nel mondo del calcio, non può e non deve passare inosservata. Dall'educato e cordiale saluto iniziale al suo arrivo in aeroporto ai giornalisti (un approccio tutt'altro che banale) alla cortesia, come svelato dai retroscena del match di esordio contro il Monza, di chiedere al “senatore” Thuram dove fosse meglio sedersi per non rubare il posto a qualche compagno. Il rispetto è stato il filo conduttore di queste prime settimane fuori dal rettangolo di gioco di Stones in nerazzurro. Dovrebbe essere scontato, ma così come spesso si sente non è, e sono gesti che danno un iniziale quadro dell'uomo, prima che del calciatore, che non può che incoraggiare per il proseguo della sua avventura milanese.

“Davvero grato"

“Sabato è stato un giorno speciale per me e per la mia famiglia, sono davvero grato per l'accoglienza che ho ricevuto da tutti i tifosi, ho adorato” ha detto il difensore. E l a sensazione è che i tifosi interisti, oltre a quel modo unico di stare in campo, quasi da centrocampista aggiunto, abbiano già notato anche questo aspetto.

Il valore aggiunto di Stones all'Inter è lo stesso giocatore a anticiparlo: “Ho esperienza e ho giocato in gare importanti. Spero di dare tutto per i compagni, il club e la maglia. Voglio vincere più titoli e avere quella mentalità vincente che la squadra ha già dimostrato di avere. Differenza con la Premier? Ancora non l'ho percepita. Sto cercando di assorbire tutto, cultura, come ci si allena, come giocare e di imparare. Bisogna evolversi, e io sto provando a farlo". Sembra poco, ma la differenza tra chi ha vinto tutto e chi no è in buona parte racchiusa qui.

E non potrebbe essere altrimenti, dopo aver passato 10 anni con uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio. “Guardiola? Pensavo di conoscere il calcio ma quando ho lavorato con lui ho capito che non era così, per la sua intelligenza e modo di vedere è un genio. Sono stato fortunato a giocare per lui per dieci anni. Ogni allenatore è diverso, è irrispettoso paragonare. Ognuno ha la sua filosofia. Come giocatori bisogna accettare quello che l'allenatore vuole e essere tutti sulla stessa lunghezza d'onda. Così si arriva a vincere”. Guardiola aveva avvisato tutti sulla personalità di Stones, adesso anche i tifosi nerazzurri stanno iniziando a scoprirla.