Il Porto domina entrambi i tempi, dilagando nel secondo e trovando i primi punti della sua Champions League, con i quali aggancia il Napoli, a cui non è bastato il momentaneo pareggio di McTominay.
In Portogallo si sfidavano due squadre che avevano assoluto bisogno di punti per dare un senso alla propria stagione europea. A spuntarla è il Porto che, dopo essere stato raggiunto nel primo tempo, ha aggredito la squadra ospite nella ripresa e ha trovato tre gol, complici i cambi azzeccati da Farioli, in particolare quelli di Gimenez, ex Milan autore dell’assist a Gabri Veiga per il 2-1, e di Samu Aghehowa, che ha chiuso i giochi al 90’ su rigore. La sfida tra i due tecnici italiani, da una parte il già citato Farioli e dall’altra Allegri, è stata stravinta dal primo, che ha messo in campo una formazione capace di dominare il Napoli con grande convinzione e spirito, soprattutto nel secondo tempo.
La squadra partenopea si è presentata a questa partita con una formazione priva di diversi giocatori chiave, come il capitano Di Lorenzo, e soprattutto con una panchina cortissima, composta dai soli Contini, Milinkovic-Savic, Chiummariello, Lieto, Lucca, Giovane e Lang. Questa, però, non dev’essere un’attenuante per il Napoli, in quanto la prestazione è mancata sin da subito, soprattutto nell’atteggiamento e nell’energia.
Napoli a due facce
Il Napoli, complice i tanti infortuni, si schiera con una formazione inedita: un 3-5-2 con De Bruyne seconda punta, Gilmour in cabina di regia e soprattutto Vergara nella posizione di quinto a sinistra a centrocampo. L’italiano mostra subito di non essere particolarmente a suo agio in questo nuovo ruolo, rimediando un giallo dopo un minuto e subendo diversi attacchi su quel lato, come in occasione del gol annullato per fuorigioco alla squadra di casa al 4’.
All’11’, il Porto trova meritatamente il vantaggio su un calcio d’angolo battuto da Gabri Veiga: Bednarek colpisce di testa, lasciato colpevolmente solo dalla difesa a zona del Napoli, e trova il suo secondo gol stagionale.
Nella seconda metà del primo tempo, la squadra ospite riesce a sciogliersi e crea due occasioni pericolose nel giro di otto minuti. La prima arriva con Hojlund che, partito da centrocampo palla al piede, conclude dal limite dell’area mandando il pallone di poco a lato, anche a causa di una deviazione. La seconda è firmata da De Bruyne che, incrociando il sinistro dopo essere stato imbeccato da Politano, trova il gol, ma in posizione di fuorigioco.
Al 43’, la squadra partenopea trova il pareggio con il solito McTominay, che si fa trovare pronto in area dopo un autentico miracolo di Diogo Costa su un tiro ravvicinato di Hojlund, firmando il tap-in vincente di destro.
Il Porto dilaga e stravince nel finale
Nella ripresa, il Porto riparte come nel primo tempo: pressa il Napoli, domina il gioco e crea diverse occasioni pericolose. La prima arriva al 53’, con Pablo Rosario che centra in pieno Meret da posizione ravvicinatissima; la seconda, invece, si verifica pochi minuti dopo su calcio d’angolo, con un colpo di testa di Bednarek, autore del primo gol della partita, che scheggia la traversa. Non è l’ultimo legno colpito dalla squadra di casa, che al 63’ centra nuovamente la traversa, stavolta con un tiro da fuori di Gabri Veiga. È proprio quest’ultimo a trovare il 2-1 con un sinistro che passa sotto le gambe di Meret, legittimando la sua prestazione superlativa e quella della squadra di casa.
Il Napoli sembra avere grossi problemi sulle palle inattive: dopo aver concesso un gol e una traversa, subisce anche il terzo gol della partita, identico a quello che aveva sbloccato il risultato nel primo tempo, con l’unica differenza rappresentata dal marcatore: Jakub Kiwior.
Al 90’, nel tentativo disperato di recuperare la partita, la squadra ospite concede un contropiede fatale, al termine del quale Samu, subentrato nel secondo tempo, si procura un rigore che provoca anche l’espulsione di Rafa Marin. Dal dischetto va proprio lo spagnolo, che firma il 4-1 spiazzando Meret.
Napoli, non ci sono alibi
Per il Napoli arriva una sconfitta rovinosa per 4-1, che impone delle riflessioni. Sia il percorso in campionato sia quello in Champions League sono stati finora molto deludenti e ben al di sotto delle aspettative. Le tante assenze e la panchina ridotta non devono essere un alibi per la formazione allenata da Massimiliano Allegri, a cui, ancor prima dei giocatori, sono mancate l’organizzazione di squadra e, soprattutto, la cattiveria agonistica e l’intensità di gioco.
Il Porto, capolista del campionato portoghese, è stato superiore su tutta la linea e ha ampiamente meritato un risultato che, alla vigilia, nonostante si trattasse di una trasferta complicata, era impronosticabile.
Il Porto domina entrambi i tempi, dilagando nel secondo e trovando i primi punti della sua Champions League, con i quali aggancia il Napoli, a cui non è bastato il momentaneo pareggio di McTominay.
In Portogallo si sfidavano due squadre che avevano assoluto bisogno di punti per dare un senso alla propria stagione europea. A spuntarla è il Porto che, dopo essere stato raggiunto nel primo tempo, ha aggredito la squadra ospite nella ripresa e ha trovato tre gol, complici i cambi azzeccati da Farioli, in particolare quelli di Gimenez, ex Milan autore dell’assist a Gabri Veiga per il 2-1, e di Samu Aghehowa, che ha chiuso i giochi al 90’ su rigore. La sfida tra i due tecnici italiani, da una parte il già citato Farioli e dall’altra Allegri, è stata stravinta dal primo, che ha messo in campo una formazione capace di dominare il Napoli con grande convinzione e spirito, soprattutto nel secondo tempo.
La squadra partenopea si è presentata a questa partita con una formazione priva di diversi giocatori chiave, come il capitano Di Lorenzo, e soprattutto con una panchina cortissima, composta dai soli Contini, Milinkovic-Savic, Chiummariello, Lieto, Lucca, Giovane e Lang. Questa, però, non dev’essere un’attenuante per il Napoli, in quanto la prestazione è mancata sin da subito, soprattutto nell’atteggiamento e nell’energia.
Napoli a due facce
Il Napoli, complice i tanti infortuni, si schiera con una formazione inedita: un 3-5-2 con De Bruyne seconda punta, Gilmour in cabina di regia e soprattutto Vergara nella posizione di quinto a sinistra a centrocampo. L’italiano mostra subito di non essere particolarmente a suo agio in questo nuovo ruolo, rimediando un giallo dopo un minuto e subendo diversi attacchi su quel lato, come in occasione del gol annullato per fuorigioco alla squadra di casa al 4’.
All’11’, il Porto trova meritatamente il vantaggio su un calcio d’angolo battuto da Gabri Veiga: Bednarek colpisce di testa, lasciato colpevolmente solo dalla difesa a zona del Napoli, e trova il suo secondo gol stagionale.
Nella seconda metà del primo tempo, la squadra ospite riesce a sciogliersi e crea due occasioni pericolose nel giro di otto minuti. La prima arriva con Hojlund che, partito da centrocampo palla al piede, conclude dal limite dell’area mandando il pallone di poco a lato, anche a causa di una deviazione. La seconda è firmata da De Bruyne che, incrociando il sinistro dopo essere stato imbeccato da Politano, trova il gol, ma in posizione di fuorigioco.
Al 43’, la squadra partenopea trova il pareggio con il solito McTominay, che si fa trovare pronto in area dopo un autentico miracolo di Diogo Costa su un tiro ravvicinato di Hojlund, firmando il tap-in vincente di destro.
Il Porto dilaga e stravince nel finale
Nella ripresa, il Porto riparte come nel primo tempo: pressa il Napoli, domina il gioco e crea diverse occasioni pericolose. La prima arriva al 53’, con Pablo Rosario che centra in pieno Meret da posizione ravvicinatissima; la seconda, invece, si verifica pochi minuti dopo su calcio d’angolo, con un colpo di testa di Bednarek, autore del primo gol della partita, che scheggia la traversa. Non è l’ultimo legno colpito dalla squadra di casa, che al 63’ centra nuovamente la traversa, stavolta con un tiro da fuori di Gabri Veiga. È proprio quest’ultimo a trovare il 2-1 con un sinistro che passa sotto le gambe di Meret, legittimando la sua prestazione superlativa e quella della squadra di casa.
Il Napoli sembra avere grossi problemi sulle palle inattive: dopo aver concesso un gol e una traversa, subisce anche il terzo gol della partita, identico a quello che aveva sbloccato il risultato nel primo tempo, con l’unica differenza rappresentata dal marcatore: Jakub Kiwior.
Al 90’, nel tentativo disperato di recuperare la partita, la squadra ospite concede un contropiede fatale, al termine del quale Samu, subentrato nel secondo tempo, si procura un rigore che provoca anche l’espulsione di Rafa Marin. Dal dischetto va proprio lo spagnolo, che firma il 4-1 spiazzando Meret.
Napoli, non ci sono alibi
Per il Napoli arriva una sconfitta rovinosa per 4-1, che impone delle riflessioni. Sia il percorso in campionato sia quello in Champions League sono stati finora molto deludenti e ben al di sotto delle aspettative. Le tante assenze e la panchina ridotta non devono essere un alibi per la formazione allenata da Massimiliano Allegri, a cui, ancor prima dei giocatori, sono mancate l’organizzazione di squadra e, soprattutto, la cattiveria agonistica e l’intensità di gioco.
Il Porto, capolista del campionato portoghese, è stato superiore su tutta la linea e ha ampiamente meritato un risultato che, alla vigilia, nonostante si trattasse di una trasferta complicata, era impronosticabile.