Moratti torna a parlare dell’Inter e lo fa alla vigilia di una sfida contro la Roma che porta con sé ricordi, rivalità e vecchie storie mai completamente dimenticate. L’ex presidente nerazzurro ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua lunga esperienza alla guida del club, soffermandosi sul rapporto con Gian Piero Gasperini, sul tentativo di portare Francesco Totti a Milano e sulle figure che oggi rappresentano la società. Il tema più curioso resta proprio quello legato all’attuale allenatore della Roma, protagonista di una parentesi brevissima sulla panchina dell’Inter nel 2011. Moratti ha spiegato che, nonostante il finale complicato di quell’esperienza, tra i due oggi non ci sarebbe ostilità: «Non ho rancore. Lui forse sì, e sarebbe giustificato». Un passaggio che racconta bene il clima di quel periodo e una scelta che, a distanza di anni, l’ex presidente considera legata soprattutto ai risultati negativi di quella squadra.
Moratti e Gasperini: dal divorzio del 2011 a un abbraccio

Il capitolo Moratti-Gasperini rimane uno degli episodi più particolari della storia recente dell’Inter. L’allenatore arrivò sulla panchina nerazzurra dopo gli anni straordinari culminati nel Triplete, ma la sua avventura durò pochissimo. I risultati non arrivarono e la società decise di interrompere il rapporto dopo un avvio di stagione molto difficile. Oggi, però, Moratti racconta quell’episodio con toni decisamente meno polemici rispetto al passato. I due si sono incontrati nuovamente, si sono stretti la mano e si sono abbracciati, lasciandosi alle spalle almeno sul piano personale le tensioni di allora. L’ex presidente ha inoltre riconosciuto che Gasperini avrebbe avuto motivo di conservare qualche risentimento, soprattutto per il modo in cui si concluse quella parentesi. Il ricordo del presidente resta comunque legato a una valutazione semplice: quella squadra non riusciva a ottenere risultati e la situazione era diventata difficile da sostenere.
Totti all’Inter, il grande colpo che non si fece

Tra i retroscena più affascinanti dell’intervista c’è quello relativo a Francesco Totti. Moratti ha raccontato di aver provato concretamente a portare il numero dieci della Roma all’Inter, arrivando a parlare direttamente con Franco Sensi. L’ex presidente nerazzurro avrebbe manifestato la propria disponibilità a non discutere sul prezzo dell’operazione, ma la risposta del presidente romanista fu negativa. Una trattativa impossibile da portare avanti, soprattutto per il legame fortissimo tra Totti e la Roma. Moratti ha ricordato quell’episodio con un certo sorriso, sottolineando come Sensi si comportò da autentico romanista. L’affare non si concretizzò, mentre dalla capitale arrivò comunque Gabriel Batistuta, operazione che l’ex presidente rifarebbe nonostante l’attaccante abbia segnato una sola rete con la maglia nerazzurra. Un aneddoto che testimonia la dimensione del mercato di quegli anni e le ambizioni dell’Inter.
Ausilio, Marotta e una nuova Inter: lo sguardo di Moratti

L’intervista si sposta poi sul presente e sulle persone che hanno contribuito alla costruzione dell’Inter degli ultimi anni. Moratti ha parlato dell’addio di Piero Ausilio, raccontando di averlo contattato subito dopo la separazione e descrivendone l’atteggiamento come estremamente signorile. L’ex presidente ha spiegato che Ausilio avrebbe desiderato un accordo più lungo rispetto a quello proposto. Parole positive anche per Beppe Marotta, sul quale Moratti ha preferito non pronunciarsi direttamente riguardo a una presunta fede nerazzurra: «Lo sa solo lui», prima di definirlo un grande professionista. Non è mancato neppure un riferimento alla possibilità di tornare alla guida dell’Inter: Moratti ha escluso questa prospettiva, spiegando di aver vissuto con il club una storia personale straordinaria. Il suo racconto restituisce così il ritratto di un presidente ancora profondamente legato ai colori nerazzurri, ma capace di guardare al passato senza trasformarlo in un rimpianto.
Moratti torna a parlare dell’Inter e lo fa alla vigilia di una sfida contro la Roma che porta con sé ricordi, rivalità e vecchie storie mai completamente dimenticate. L’ex presidente nerazzurro ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua lunga esperienza alla guida del club, soffermandosi sul rapporto con Gian Piero Gasperini, sul tentativo di portare Francesco Totti a Milano e sulle figure che oggi rappresentano la società. Il tema più curioso resta proprio quello legato all’attuale allenatore della Roma, protagonista di una parentesi brevissima sulla panchina dell’Inter nel 2011. Moratti ha spiegato che, nonostante il finale complicato di quell’esperienza, tra i due oggi non ci sarebbe ostilità: «Non ho rancore. Lui forse sì, e sarebbe giustificato». Un passaggio che racconta bene il clima di quel periodo e una scelta che, a distanza di anni, l’ex presidente considera legata soprattutto ai risultati negativi di quella squadra.
Moratti e Gasperini: dal divorzio del 2011 a un abbraccio

Il capitolo Moratti-Gasperini rimane uno degli episodi più particolari della storia recente dell’Inter. L’allenatore arrivò sulla panchina nerazzurra dopo gli anni straordinari culminati nel Triplete, ma la sua avventura durò pochissimo. I risultati non arrivarono e la società decise di interrompere il rapporto dopo un avvio di stagione molto difficile. Oggi, però, Moratti racconta quell’episodio con toni decisamente meno polemici rispetto al passato. I due si sono incontrati nuovamente, si sono stretti la mano e si sono abbracciati, lasciandosi alle spalle almeno sul piano personale le tensioni di allora. L’ex presidente ha inoltre riconosciuto che Gasperini avrebbe avuto motivo di conservare qualche risentimento, soprattutto per il modo in cui si concluse quella parentesi. Il ricordo del presidente resta comunque legato a una valutazione semplice: quella squadra non riusciva a ottenere risultati e la situazione era diventata difficile da sostenere.
Totti all’Inter, il grande colpo che non si fece

Tra i retroscena più affascinanti dell’intervista c’è quello relativo a Francesco Totti. Moratti ha raccontato di aver provato concretamente a portare il numero dieci della Roma all’Inter, arrivando a parlare direttamente con Franco Sensi. L’ex presidente nerazzurro avrebbe manifestato la propria disponibilità a non discutere sul prezzo dell’operazione, ma la risposta del presidente romanista fu negativa. Una trattativa impossibile da portare avanti, soprattutto per il legame fortissimo tra Totti e la Roma. Moratti ha ricordato quell’episodio con un certo sorriso, sottolineando come Sensi si comportò da autentico romanista. L’affare non si concretizzò, mentre dalla capitale arrivò comunque Gabriel Batistuta, operazione che l’ex presidente rifarebbe nonostante l’attaccante abbia segnato una sola rete con la maglia nerazzurra. Un aneddoto che testimonia la dimensione del mercato di quegli anni e le ambizioni dell’Inter.
Ausilio, Marotta e una nuova Inter: lo sguardo di Moratti

L’intervista si sposta poi sul presente e sulle persone che hanno contribuito alla costruzione dell’Inter degli ultimi anni. Moratti ha parlato dell’addio di Piero Ausilio, raccontando di averlo contattato subito dopo la separazione e descrivendone l’atteggiamento come estremamente signorile. L’ex presidente ha spiegato che Ausilio avrebbe desiderato un accordo più lungo rispetto a quello proposto. Parole positive anche per Beppe Marotta, sul quale Moratti ha preferito non pronunciarsi direttamente riguardo a una presunta fede nerazzurra: «Lo sa solo lui», prima di definirlo un grande professionista. Non è mancato neppure un riferimento alla possibilità di tornare alla guida dell’Inter: Moratti ha escluso questa prospettiva, spiegando di aver vissuto con il club una storia personale straordinaria. Il suo racconto restituisce così il ritratto di un presidente ancora profondamente legato ai colori nerazzurri, ma capace di guardare al passato senza trasformarlo in un rimpianto.