Dopo tanti ripensamenti, settimane di risultati deludenti e prestazioni sempre meno convincenti, l'Udinese ha deciso di voltare pagina: l'avventura di Kosta Runjaic sulla panchina friulana è arrivata al capolinea. Il patron Gino Pozzo avrebbe già comunicato personalmente al tecnico tedesco la decisione di interrompere il rapporto. Manca soltanto l'ufficialità dell'esonero.
A rendere inevitabile la scelta è stata soprattutto la pesante sconfitta casalinga per 5-2 contro la Roma, ultimo episodio di un inizio di campionato decisamente negativo.
Cinque punti in dieci giornate, una sola vittoria, due pareggi e sette sconfitte rappresentano un bilancio difficile da accettare per una società abituata a programmare con attenzione le proprie stagioni.
Il problema principale è stato il progressivo smarrimento dell’identità di una squadra che, partita con ben altre aspettative, ha finito per perdere tutto ciò che aveva faticosamente costruito nelle stagioni precedenti con Runjaic.
Perché Runjaic ha fallito: dalla crescita al crollo
Il giudizio sull'esperienza di Runjaic merita comunque una distinzione. Nelle prime due stagioni il tecnico aveva ottenuto risultati positivi, conquistando prima 44 e poi 50 punti, dimostrando di saper valorizzare diversi elementi della rosa.
Giocatori come Keinan Davis, Nicolò Zaniolo e Jurgen Ekkelenkamp avevano beneficiato del suo lavoro, contribuendo alla crescita di una squadra capace di competere con avversari sulla carta superiori.
Proprio per questo, il crollo attuale appare ancora più sorprendente.
La fragilità difensiva è diventata il principale limite dell'Udinese, con reparti troppo distanti, difficoltà nelle coperture e scarsa capacità di reagire dopo aver subito gol. A pesare anche i problemi fisici di elementi importanti come Solet, i cui ripetuti infortuni avrebbero contribuito a frenare l'interesse dell'Inter durante il mercato estivo, compromettendo ulteriormente gli equilibri difensivi dei friulani.
Anche il centrocampo ha faticato a garantire protezione alla retroguardia, mentre la manovra offensiva è apparsa troppo discontinua. Il mister non è riuscito a trovare correttivi efficaci, né a restituire quella compattezza che aveva caratterizzato le sue precedenti stagioni.
Il tecnico tedesco lascia quindi una squadra in piena difficoltà, ma sarebbe ingeneroso cancellare quanto di buono costruito prima di questa crisi. Il suo vero fallimento è stato non riuscire a gestire il momento negativo, permettendo che le difficoltà tattiche si trasformassero in una crisi generale di risultati.
Zanetti, l'uomo scelto per la ripartenza
Il futuro dell'Udinese dovrebbe essere affidato a Paolo Zanetti, allenatore di 43 anni, reduce dall'esperienza sulla panchina del Verona.
La società friulana ha individuato in lui il profilo adatto per affrontare una situazione particolarmente delicata, puntando sulla conoscenza del campionato italiano e sulla capacità di lavorare con squadre impegnate nella lotta per la permanenza in Serie A.
Zanetti ha già dimostrato di saper affrontare sfide complicate. Con il Venezia conquistò una prestigiosa promozione nella massima serie nella stagione 2020-2021, valorizzando un gruppo costruito senza investimenti paragonabili a quelli delle società più importanti.
Successivamente, alla guida dell'Empoli, ottenne una salvezza convincente con 43 punti, dimostrando capacità di organizzazione e valorizzazione dei giovani.
Anche l'esperienza al Verona, pur caratterizzata da momenti difficili, gli ha consentito di raggiungere l'obiettivo della permanenza in Serie A nella stagione 2024-2025.
Un percorso che racconta un allenatore abituato a confrontarsi con realtà nelle quali il risultato deve essere costruito attraverso lavoro, intensità e organizzazione.
Cosa potrebbe cambiare con il nuovo allenatore

L'arrivo di Zanetti potrebbe rappresentare soprattutto una svolta sul piano dell'atteggiamento.
Il tecnico veneto predilige generalmente un calcio intenso, con attenzione alla pressione sugli avversari, alla rapidità delle ripartenze e alla partecipazione collettiva nelle due fasi di gioco.
Tuttavia, la priorità non sarà certamente quella di rivoluzionare immediatamente l'Udinese.
Il primo obiettivo dovrà essere restituire solidità alla difesa, riducendo gli spazi tra i reparti e migliorando la protezione del centrocampo. Soltanto attraverso un maggiore equilibrio sarà possibile recuperare quella fiducia che sembra progressivamente scomparsa.
Zanetti potrebbe inoltre lavorare sulla valorizzazione dei singoli, cercando di recuperare quei giocatori che nelle ultime settimane non sono riusciti a esprimere pienamente le proprie qualità.
Naturalmente, anche il nuovo allenatore presenta qualche incognita. Le precedenti esperienze hanno evidenziato difficoltà nella gestione dei periodi più complicati e una certa vulnerabilità difensiva delle sue squadre. Per questo il suo arrivo non può essere considerato automaticamente una garanzia di salvezza.
La differenza dovrà farla soprattutto la capacità di adattarsi rapidamente alle caratteristiche della rosa, evitando di imporre principi tattici che richiederebbero tempi di assimilazione troppo lunghi.
Con Zanetti arriverà anche Alberto Bertolini
Un elemento importante della nuova gestione dovrebbe essere rappresentato dall'arrivo di Alberto Bertolini, storico vice di Zanetti, con il quale ha condiviso diverse esperienze professionali.
La presenza di un collaboratore fidato potrebbe facilitare il lavoro quotidiano, soprattutto considerando i tempi estremamente ridotti a disposizione del nuovo staff.
Zanetti e Bertolini conoscono reciprocamente metodi e principi di allenamento, un vantaggio non trascurabile quando si tratta di intervenire su una squadra che ha bisogno di risultati immediati.
La società, dopo aver valutato anche Roberto D'Aversa, sembra quindi orientata verso una soluzione che garantisca continuità di lavoro all'interno dello staff tecnico.
Il contratto: fino a giugno, con possibile opzione al 2028

Anche gli aspetti contrattuali sembrano ormai definiti.
Secondo le indiscrezioni, Zanetti dovrebbe firmare un accordo fino al 30 giugno 2027, con un'opzione per proseguire anche nella stagione 2027-2028.
Alcune ricostruzioni collegano il possibile rinnovo al raggiungimento della salvezza, mentre altre escludono che esista un prolungamento automatico legato a questo obiettivo. I dettagli saranno chiariti soltanto con l'ufficializzazione dell'accordo.
La scelta di un contratto inizialmente breve appare comunque coerente con le esigenze della società, intenzionata a valutare i risultati prima di impegnarsi in un progetto pluriennale.
Non risultano al momento confermate cifre ufficiali relative all'ingaggio del nuovo allenatore.
Venezia-Udinese, il primo banco di prova
Il debutto di Zanetti potrebbe arrivare già venerdì contro il Venezia, una sfida dal significato particolare per il tecnico, protagonista proprio sulla panchina lagunare di una delle pagine più importanti della propria carriera.
Sarà soprattutto un confronto delicato per la classifica, nel quale l'Udinese dovrà dimostrare di aver recepito il cambiamento.
Il tempo per lavorare sarà pochissimo, ma spesso un avvicendamento in panchina può produrre una reazione immediata, soprattutto sul piano mentale.
La vera sfida di Zanetti sarà trasformare una squadra impaurita in un gruppo nuovamente consapevole delle proprie possibilità.
Runjaic lascia in eredità risultati deludenti, ma anche una rosa che ha dimostrato in passato di possedere qualità importanti. Il compito del suo successore sarà recuperarle, restituendo organizzazione, carattere e soprattutto punti.
Dopo tanti ripensamenti, settimane di risultati deludenti e prestazioni sempre meno convincenti, l'Udinese ha deciso di voltare pagina: l'avventura di Kosta Runjaic sulla panchina friulana è arrivata al capolinea. Il patron Gino Pozzo avrebbe già comunicato personalmente al tecnico tedesco la decisione di interrompere il rapporto. Manca soltanto l'ufficialità dell'esonero.
A rendere inevitabile la scelta è stata soprattutto la pesante sconfitta casalinga per 5-2 contro la Roma, ultimo episodio di un inizio di campionato decisamente negativo.
Cinque punti in dieci giornate, una sola vittoria, due pareggi e sette sconfitte rappresentano un bilancio difficile da accettare per una società abituata a programmare con attenzione le proprie stagioni.
Il problema principale è stato il progressivo smarrimento dell’identità di una squadra che, partita con ben altre aspettative, ha finito per perdere tutto ciò che aveva faticosamente costruito nelle stagioni precedenti con Runjaic.
Perché Runjaic ha fallito: dalla crescita al crollo
Il giudizio sull'esperienza di Runjaic merita comunque una distinzione. Nelle prime due stagioni il tecnico aveva ottenuto risultati positivi, conquistando prima 44 e poi 50 punti, dimostrando di saper valorizzare diversi elementi della rosa.
Giocatori come Keinan Davis, Nicolò Zaniolo e Jurgen Ekkelenkamp avevano beneficiato del suo lavoro, contribuendo alla crescita di una squadra capace di competere con avversari sulla carta superiori.
Proprio per questo, il crollo attuale appare ancora più sorprendente.
La fragilità difensiva è diventata il principale limite dell'Udinese, con reparti troppo distanti, difficoltà nelle coperture e scarsa capacità di reagire dopo aver subito gol. A pesare anche i problemi fisici di elementi importanti come Solet, i cui ripetuti infortuni avrebbero contribuito a frenare l'interesse dell'Inter durante il mercato estivo, compromettendo ulteriormente gli equilibri difensivi dei friulani.
Anche il centrocampo ha faticato a garantire protezione alla retroguardia, mentre la manovra offensiva è apparsa troppo discontinua. Il mister non è riuscito a trovare correttivi efficaci, né a restituire quella compattezza che aveva caratterizzato le sue precedenti stagioni.
Il tecnico tedesco lascia quindi una squadra in piena difficoltà, ma sarebbe ingeneroso cancellare quanto di buono costruito prima di questa crisi. Il suo vero fallimento è stato non riuscire a gestire il momento negativo, permettendo che le difficoltà tattiche si trasformassero in una crisi generale di risultati.
Zanetti, l'uomo scelto per la ripartenza
Il futuro dell'Udinese dovrebbe essere affidato a Paolo Zanetti, allenatore di 43 anni, reduce dall'esperienza sulla panchina del Verona.
La società friulana ha individuato in lui il profilo adatto per affrontare una situazione particolarmente delicata, puntando sulla conoscenza del campionato italiano e sulla capacità di lavorare con squadre impegnate nella lotta per la permanenza in Serie A.
Zanetti ha già dimostrato di saper affrontare sfide complicate. Con il Venezia conquistò una prestigiosa promozione nella massima serie nella stagione 2020-2021, valorizzando un gruppo costruito senza investimenti paragonabili a quelli delle società più importanti.
Successivamente, alla guida dell'Empoli, ottenne una salvezza convincente con 43 punti, dimostrando capacità di organizzazione e valorizzazione dei giovani.
Anche l'esperienza al Verona, pur caratterizzata da momenti difficili, gli ha consentito di raggiungere l'obiettivo della permanenza in Serie A nella stagione 2024-2025.
Un percorso che racconta un allenatore abituato a confrontarsi con realtà nelle quali il risultato deve essere costruito attraverso lavoro, intensità e organizzazione.
Cosa potrebbe cambiare con il nuovo allenatore

L'arrivo di Zanetti potrebbe rappresentare soprattutto una svolta sul piano dell'atteggiamento.
Il tecnico veneto predilige generalmente un calcio intenso, con attenzione alla pressione sugli avversari, alla rapidità delle ripartenze e alla partecipazione collettiva nelle due fasi di gioco.
Tuttavia, la priorità non sarà certamente quella di rivoluzionare immediatamente l'Udinese.
Il primo obiettivo dovrà essere restituire solidità alla difesa, riducendo gli spazi tra i reparti e migliorando la protezione del centrocampo. Soltanto attraverso un maggiore equilibrio sarà possibile recuperare quella fiducia che sembra progressivamente scomparsa.
Zanetti potrebbe inoltre lavorare sulla valorizzazione dei singoli, cercando di recuperare quei giocatori che nelle ultime settimane non sono riusciti a esprimere pienamente le proprie qualità.
Naturalmente, anche il nuovo allenatore presenta qualche incognita. Le precedenti esperienze hanno evidenziato difficoltà nella gestione dei periodi più complicati e una certa vulnerabilità difensiva delle sue squadre. Per questo il suo arrivo non può essere considerato automaticamente una garanzia di salvezza.
La differenza dovrà farla soprattutto la capacità di adattarsi rapidamente alle caratteristiche della rosa, evitando di imporre principi tattici che richiederebbero tempi di assimilazione troppo lunghi.
Con Zanetti arriverà anche Alberto Bertolini
Un elemento importante della nuova gestione dovrebbe essere rappresentato dall'arrivo di Alberto Bertolini, storico vice di Zanetti, con il quale ha condiviso diverse esperienze professionali.
La presenza di un collaboratore fidato potrebbe facilitare il lavoro quotidiano, soprattutto considerando i tempi estremamente ridotti a disposizione del nuovo staff.
Zanetti e Bertolini conoscono reciprocamente metodi e principi di allenamento, un vantaggio non trascurabile quando si tratta di intervenire su una squadra che ha bisogno di risultati immediati.
La società, dopo aver valutato anche Roberto D'Aversa, sembra quindi orientata verso una soluzione che garantisca continuità di lavoro all'interno dello staff tecnico.
Il contratto: fino a giugno, con possibile opzione al 2028

Anche gli aspetti contrattuali sembrano ormai definiti.
Secondo le indiscrezioni, Zanetti dovrebbe firmare un accordo fino al 30 giugno 2027, con un'opzione per proseguire anche nella stagione 2027-2028.
Alcune ricostruzioni collegano il possibile rinnovo al raggiungimento della salvezza, mentre altre escludono che esista un prolungamento automatico legato a questo obiettivo. I dettagli saranno chiariti soltanto con l'ufficializzazione dell'accordo.
La scelta di un contratto inizialmente breve appare comunque coerente con le esigenze della società, intenzionata a valutare i risultati prima di impegnarsi in un progetto pluriennale.
Non risultano al momento confermate cifre ufficiali relative all'ingaggio del nuovo allenatore.
Venezia-Udinese, il primo banco di prova
Il debutto di Zanetti potrebbe arrivare già venerdì contro il Venezia, una sfida dal significato particolare per il tecnico, protagonista proprio sulla panchina lagunare di una delle pagine più importanti della propria carriera.
Sarà soprattutto un confronto delicato per la classifica, nel quale l'Udinese dovrà dimostrare di aver recepito il cambiamento.
Il tempo per lavorare sarà pochissimo, ma spesso un avvicendamento in panchina può produrre una reazione immediata, soprattutto sul piano mentale.
La vera sfida di Zanetti sarà trasformare una squadra impaurita in un gruppo nuovamente consapevole delle proprie possibilità.
Runjaic lascia in eredità risultati deludenti, ma anche una rosa che ha dimostrato in passato di possedere qualità importanti. Il compito del suo successore sarà recuperarle, restituendo organizzazione, carattere e soprattutto punti.