Parma, terremoto in panchina: Gilardino sfida subito l’Inter

Il Parma cambia guida tecnica proprio alla vigilia di una delle partite più difficili della stagione. La società emiliana ha ufficializzato la risoluzione consensuale del contratto con Carlos Cuesta, chiudendo un rapporto durato appena cinque giornate di campionato. Una separazione arrivata a sorpresa, soprattutto dopo il successo per 2-1 contro il Genoa.

Al suo posto arriva Alberto Gilardino, scelto dal Parma per dare subito una nuova identità alla squadra. L’ex attaccante conosce bene l’ambiente gialloblù per il suo passato da calciatore e porta con sé esperienza in Serie A e un’idea di calcio basata soprattutto su organizzazione, equilibrio e concretezza.

Gilardino avrà però pochissimo tempo per lavorare e il calendario non gli concede certo un esordio semplice: la sua prima partita sarà al Meazza contro l’Inter. Una sfida complicata, ma anche l’occasione per vedere subito quale impronta il nuovo allenatore riuscirà a dare al Parma.

Gilardino, debutto di fuoco contro l’Inter 

Inter coreografia San siro

Il calendario non concede però molto tempo per ambientarsi. Il prossimo impegno degli emiliani sarà infatti sabato 10 ottobre alle 18 al Meazza contro l’Inter, nella sesta giornata di Serie A. Per i nerazzurri sarà l’ultima partita prima dell’impegno di Champions League contro il Club Brugge del 13 ottobre. 

E proprio qui nasce la prima insidia per Chivu. 

Affrontare una squadra che ha appena cambiato allenatore è sempre particolare. Ci sono poche certezze tattiche, meno riferimenti rispetto al passato e soprattutto quella scossa psicologica che spesso accompagna l’arrivo di un nuovo tecnico. 

Il nuovo allenatore potrebbe avere inoltre quasi due settimane per lavorare con una parte della squadra durante la sosta. Un vantaggio importante per provare a trasmettere immediatamente pochi concetti, ma chiari.

Come potrebbe giocare il nuovo Parma 

Pensare a una rivoluzione totale sarebbe probabilmente sbagliato. Gilardino ha già dimostrato di apprezzare la difesa a tre, utilizzando soprattutto il 3-5-2 e il 3-4-2-1, pur sottolineando in passato di voler adattare il sistema alle caratteristiche dei giocatori. Le sue squadre cercano compattezza, equilibrio, densità centrale e possibilità di ripartire velocemente una volta recuperato il pallone. 

E il Parma è già costruito per giocare in questo modo. 

Nell’ultima partita vinta contro il Genoa, Cuesta aveva schierato un 3-4-2-1 con Corvi in porta; Diego Carlos, Troilo e Drobnic dietro; Delprato, Sierro, Keita e Valeri a centrocampo; Lontani ed El Bilal Touré alle spalle di Romero. Dalla panchina era poi entrato Almqvist, autore del gol decisivo del 2-1. 

Gilardino potrebbe quindi ripartire proprio da questa struttura, magari trasformandola in alcune fasi in un 3-5-2 o 5-3-2, soprattutto contro un avversario come l’Inter. 

Una possibile idea iniziale potrebbe essere: 

Parma (3-5-2/3-4-2-1): Corvi; Troilo, Diego Carlos, Drobnic; Delprato, Keita, Sierro, Fabbian, Valeri; El Bilal Touré, Romero. 

Dove i Crociati possono mettere in difficoltà l’Inter 

Il primo vantaggio sarà proprio l’imprevedibilità. Chivu potrà studiare il Gilardino visto nelle precedenti esperienze, ma non potrà sapere con certezza quanto del vecchio Parma resterà e quanto verrà modificato. 

Il secondo elemento potrebbe essere la densità centrale. Un Parma molto stretto, con cinque uomini in fase difensiva e un centrocampo aggressivo, potrebbe cercare di togliere spazio alle combinazioni dell’Inter tra le linee e costringere i nerazzurri a sviluppare maggiormente sulle fasce. 

Poi ci saranno le ripartenze. Giocatori come Almqvist ed El Bilal Touré possono dare velocità, mentre Romero ha già trovato il gol contro il Genoa. Il piano potrebbe essere abbastanza semplice: difendere bassi o a metà campo, recuperare palla e attaccare immediatamente gli spazi lasciati dall’Inter. 

Ma il cambio porta anche degli svantaggi

Il rovescio della medaglia è evidente. Gilardino avrebbe pochissimo tempo per cambiare realmente la squadra. 

Un conto è lavorare sui principi generali, un altro è modificare automatismi difensivi, costruzione e movimenti offensivi in pochi allenamenti. Contro una squadra tecnicamente superiore come l’Inter, anche un piccolo errore di posizione può diventare decisivo. 

Inoltre, se i gialloblu decidesse di abbassarsi troppo, rischierebbe di consegnare completamente il pallone ai nerazzurri. L’Inter avrebbe così la possibilità di muovere rapidamente il gioco, allargare la difesa emiliana e cercare gli inserimenti dei centrocampisti. 

C’è infine un altro aspetto: la sosta per le Nazionali. Anche Chivu dovrà gestirla, con diversi giocatori lontani dalla Pinetina e alcuni rientri inevitabilmente ravvicinati alla partita come il capitano Lautaro Martinez.

Per Chivu una partita da non sottovalutare 

Sulla carta l’Inter partirà con maggiori qualità individuali, profondità della rosa e ambizioni completamente differenti. Ma proprio per questo la partita rischia di diventare più complicata di quanto dica il pronostico teorico. 

Il Parma arriverà a Milano con un nuovo progetto da cominciare, un allenatore desideroso di lasciare immediatamente il segno e una squadra che nell’ultima giornata ha finalmente trovato la prima vittoria stagionale. 

Per Chivu la chiave sarà probabilmente non concedere entusiasmo alla squadra avversaria. Servirà partire forte, muovere velocemente il pallone e impedire agli emiliani di trasformare la partita in una battaglia fatta di duelli, seconde palle e ripartenze. 

Il cambio Cuesta-Gilardino, dunque, modifica inevitabilmente la preparazione della sfida. 

L’Inter resta favorita e al Meazza dovrà fare la partita. Ma potrebbe trovarsi davanti un Parma diverso da quello visto nelle prime giornate: una squadra con nuove idee e proprio per questo più difficile da affrontare e da prevedere. 

E spesso, nel calcio, le squadre appena affidate a un nuovo allenatore sono quelle che conviene affrontare con maggiore attenzione. 

 

Il Parma cambia guida tecnica proprio alla vigilia di una delle partite più difficili della stagione. La società emiliana ha ufficializzato la risoluzione consensuale del contratto con Carlos Cuesta, chiudendo un rapporto durato appena cinque giornate di campionato. Una separazione arrivata a sorpresa, soprattutto dopo il successo per 2-1 contro il Genoa.

Al suo posto arriva Alberto Gilardino, scelto dal Parma per dare subito una nuova identità alla squadra. L’ex attaccante conosce bene l’ambiente gialloblù per il suo passato da calciatore e porta con sé esperienza in Serie A e un’idea di calcio basata soprattutto su organizzazione, equilibrio e concretezza.

Gilardino avrà però pochissimo tempo per lavorare e il calendario non gli concede certo un esordio semplice: la sua prima partita sarà al Meazza contro l’Inter. Una sfida complicata, ma anche l’occasione per vedere subito quale impronta il nuovo allenatore riuscirà a dare al Parma.

Gilardino, debutto di fuoco contro l’Inter 

Inter coreografia San siro

Il calendario non concede però molto tempo per ambientarsi. Il prossimo impegno degli emiliani sarà infatti sabato 10 ottobre alle 18 al Meazza contro l’Inter, nella sesta giornata di Serie A. Per i nerazzurri sarà l’ultima partita prima dell’impegno di Champions League contro il Club Brugge del 13 ottobre.

E proprio qui nasce la prima insidia per Chivu.

Affrontare una squadra che ha appena cambiato allenatore è sempre particolare. Ci sono poche certezze tattiche, meno riferimenti rispetto al passato e soprattutto quella scossa psicologica che spesso accompagna l’arrivo di un nuovo tecnico.

Il nuovo allenatore potrebbe avere inoltre quasi due settimane per lavorare con una parte della squadra durante la sosta. Un vantaggio importante per provare a trasmettere immediatamente pochi concetti, ma chiari.

Come potrebbe giocare il nuovo Parma 

Pensare a una rivoluzione totale sarebbe probabilmente sbagliato. Gilardino ha già dimostrato di apprezzare la difesa a tre, utilizzando soprattutto il 3-5-2 e il 3-4-2-1, pur sottolineando in passato di voler adattare il sistema alle caratteristiche dei giocatori. Le sue squadre cercano compattezza, equilibrio, densità centrale e possibilità di ripartire velocemente una volta recuperato il pallone.

E il Parma è già costruito per giocare in questo modo.

Nell’ultima partita vinta contro il Genoa, Cuesta aveva schierato un 3-4-2-1 con Corvi in porta; Diego Carlos, Troilo e Drobnic dietro; Delprato, Sierro, Keita e Valeri a centrocampo; Lontani ed El Bilal Touré alle spalle di Romero. Dalla panchina era poi entrato Almqvist, autore del gol decisivo del 2-1.

Gilardino potrebbe quindi ripartire proprio da questa struttura, magari trasformandola in alcune fasi in un 3-5-2 o 5-3-2, soprattutto contro un avversario come l’Inter.

Una possibile idea iniziale potrebbe essere:

Parma (3-5-2/3-4-2-1): Corvi; Troilo, Diego Carlos, Drobnic; Delprato, Keita, Sierro, Fabbian, Valeri; El Bilal Touré, Romero.

Dove i Crociati possono mettere in difficoltà l’Inter 

Il primo vantaggio sarà proprio l’imprevedibilità. Chivu potrà studiare il Gilardino visto nelle precedenti esperienze, ma non potrà sapere con certezza quanto del vecchio Parma resterà e quanto verrà modificato.

Il secondo elemento potrebbe essere la densità centrale. Un Parma molto stretto, con cinque uomini in fase difensiva e un centrocampo aggressivo, potrebbe cercare di togliere spazio alle combinazioni dell’Inter tra le linee e costringere i nerazzurri a sviluppare maggiormente sulle fasce.

Poi ci saranno le ripartenze. Giocatori come Almqvist ed El Bilal Touré possono dare velocità, mentre Romero ha già trovato il gol contro il Genoa. Il piano potrebbe essere abbastanza semplice: difendere bassi o a metà campo, recuperare palla e attaccare immediatamente gli spazi lasciati dall’Inter.

Ma il cambio porta anche degli svantaggi

Il rovescio della medaglia è evidente. Gilardino avrebbe pochissimo tempo per cambiare realmente la squadra.

Un conto è lavorare sui principi generali, un altro è modificare automatismi difensivi, costruzione e movimenti offensivi in pochi allenamenti. Contro una squadra tecnicamente superiore come l’Inter, anche un piccolo errore di posizione può diventare decisivo.

Inoltre, se i gialloblu decidesse di abbassarsi troppo, rischierebbe di consegnare completamente il pallone ai nerazzurri. L’Inter avrebbe così la possibilità di muovere rapidamente il gioco, allargare la difesa emiliana e cercare gli inserimenti dei centrocampisti.

C’è infine un altro aspetto: la sosta per le Nazionali. Anche Chivu dovrà gestirla, con diversi giocatori lontani dalla Pinetina e alcuni rientri inevitabilmente ravvicinati alla partita come il capitano Lautaro Martinez.

Per Chivu una partita da non sottovalutare 

Sulla carta l’Inter partirà con maggiori qualità individuali, profondità della rosa e ambizioni completamente differenti. Ma proprio per questo la partita rischia di diventare più complicata di quanto dica il pronostico teorico.

Il Parma arriverà a Milano con un nuovo progetto da cominciare, un allenatore desideroso di lasciare immediatamente il segno e una squadra che nell’ultima giornata ha finalmente trovato la prima vittoria stagionale.

Per Chivu la chiave sarà probabilmente non concedere entusiasmo alla squadra avversaria. Servirà partire forte, muovere velocemente il pallone e impedire agli emiliani di trasformare la partita in una battaglia fatta di duelli, seconde palle e ripartenze.

Il cambio Cuesta-Gilardino, dunque, modifica inevitabilmente la preparazione della sfida.

L’Inter resta favorita e al Meazza dovrà fare la partita. Ma potrebbe trovarsi davanti un Parma diverso da quello visto nelle prime giornate: una squadra con nuove idee e proprio per questo più difficile da affrontare e da prevedere.

E spesso, nel calcio, le squadre appena affidate a un nuovo allenatore sono quelle che conviene affrontare con maggiore attenzione.