Manchester United, Carrick sulla graticola: esonero vicino

A Manchester le squadre non se la stanno passando tanto bene. Lato Red Devils, Michael Carrick potrebbe essere il primo allenatore a dover salutare la Premier League. Nulla di nuovo per una squadra che, negli ultimi 5 anni, ha cambiato tecnico ben 7 volte. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'eclatante sconfitta contro il Bournemouth. Uno 0-3 pesante, in un Old Trafford che ha subissato di fischi i giocatori, mentre ha mostrato rispetto e riservato applausi a Carrick.

L'andamento

La società deve però far passare un messaggio forte: non si può continuare a perdere punti e ritrovarsi, dopo 8 giornate, con una sola vittoria e 4 pareggi. Una posizione in classifica, la sedicesima, che non può appartenere a una squadra che attualmente sta giocando la Champions League, anche lì con scarsi risultati. Una sola vittoria contro un debole Sabah, per poi perdere due partite sulla carta equilibrate contro Como e Atlético Madrid, subendo sei gol e segnandone soltanto uno. Il momento è delicato e, si sa, solitamente la prima testa che salta è quella dell'allenatore, che sta avendo anche difficoltà a gestire il rapporto con i calciatori.

Lo spogliatoio

La situazione più difficile che sta affrontando il manager inglese è sicuramente la gestione del gruppo squadra. Anche con il capitano Bruno Fernandes gli animi non sono dei migliori. Nella partita contro il Bournemouth è stato lasciato in panchina per tutti i 90 minuti. I media inglesi parlano di una scelta presa come conseguenza delle parole del capitano dopo la sconfitta con il Como: «Lo staff tecnico ha deciso di non usare la marcatura a uomo, ma quando si concede troppo possesso palla a questo tipo di squadre, recuperarla è difficile. L'allenatore e il suo staff tecnico avrebbero dovuto analizzarlo, non io».La risposta del tecnico non ha tardato ad arrivare: «Al di là del sistema di gioco o della tattica, se non si corre, né in avanti né all'indietro, non si vince».Un clima all'interno del gruppo molto nervoso, che si rispecchia anche nelle prestazioni in campo. Se allenatore e gruppo squadra non remano dalla stessa parte, è difficile portare la barca al largo.

L'anno scorso

I tifosi apprezzano il tecnico inglese, soprattutto per la tenacia dimostrata l'anno scorso. È salito in cattedra in una squadra disastrata ed è riuscito a portarla al terzo posto, garantendosi la Champions League, vincendo 12 delle 17 gare e accumulando solamente due sconfitte, meno di quest'anno nella metà delle partite. Ha vinto anche contro Manchester City, Arsenal, Tottenham, Chelsea e Liverpool. Ricordi di un passato che sembra tanto lontano, ma che invece è molto più vicino di quanto tutti pensino.

I nomi sondati per la panchina

Il Manchester United sta valutando diversi profili per la panchina dopo le difficoltà incontrate da Michael Carrick. Tra i nomi accostati ai Red Devils ci sono Eddie Howe, Julian Nagelsmann e Unai Emery, tutti allenatori di grande esperienza e con idee ben chiare. Nelle ultime indiscrezioni è emerso anche il nome di Antonio Conte, che però ha smentito qualsiasi trattativa con il club inglese.Non si sa ancora se all'allenatore verrà data un'altra possibilità o se sarà lui a lasciare Manchester, ma quel che è certo è che servirebbe un Carrick 2.0 che, come l'anno scorso, possa trascinare i Red Devils dove meritano di stare.

A Manchester le squadre non se la stanno passando tanto bene. Lato Red Devils, Michael Carrick potrebbe essere il primo allenatore a dover salutare la Premier League. Nulla di nuovo per una squadra che, negli ultimi 5 anni, ha cambiato tecnico ben 7 volte. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'eclatante sconfitta contro il Bournemouth. Uno 0-3 pesante, in un Old Trafford che ha subissato di fischi i giocatori, mentre ha mostrato rispetto e riservato applausi a Carrick.

L'andamento

La società deve però far passare un messaggio forte: non si può continuare a perdere punti e ritrovarsi, dopo 8 giornate, con una sola vittoria e 4 pareggi. Una posizione in classifica, la sedicesima, che non può appartenere a una squadra che attualmente sta giocando la Champions League, anche lì con scarsi risultati. Una sola vittoria contro un debole Sabah, per poi perdere due partite sulla carta equilibrate contro Como e Atlético Madrid, subendo sei gol e segnandone soltanto uno. Il momento è delicato e, si sa, solitamente la prima testa che salta è quella dell'allenatore, che sta avendo anche difficoltà a gestire il rapporto con i calciatori.

Lo spogliatoio

La situazione più difficile che sta affrontando il manager inglese è sicuramente la gestione del gruppo squadra. Anche con il capitano Bruno Fernandes gli animi non sono dei migliori. Nella partita contro il Bournemouth è stato lasciato in panchina per tutti i 90 minuti. I media inglesi parlano di una scelta presa come conseguenza delle parole del capitano dopo la sconfitta con il Como: «Lo staff tecnico ha deciso di non usare la marcatura a uomo, ma quando si concede troppo possesso palla a questo tipo di squadre, recuperarla è difficile. L'allenatore e il suo staff tecnico avrebbero dovuto analizzarlo, non io».La risposta del tecnico non ha tardato ad arrivare: «Al di là del sistema di gioco o della tattica, se non si corre, né in avanti né all'indietro, non si vince».Un clima all'interno del gruppo molto nervoso, che si rispecchia anche nelle prestazioni in campo. Se allenatore e gruppo squadra non remano dalla stessa parte, è difficile portare la barca al largo.

L'anno scorso

I tifosi apprezzano il tecnico inglese, soprattutto per la tenacia dimostrata l'anno scorso. È salito in cattedra in una squadra disastrata ed è riuscito a portarla al terzo posto, garantendosi la Champions League, vincendo 12 delle 17 gare e accumulando solamente due sconfitte, meno di quest'anno nella metà delle partite. Ha vinto anche contro Manchester City, Arsenal, Tottenham, Chelsea e Liverpool. Ricordi di un passato che sembra tanto lontano, ma che invece è molto più vicino di quanto tutti pensino.

I nomi sondati per la panchina

Il Manchester United sta valutando diversi profili per la panchina dopo le difficoltà incontrate da Michael Carrick. Tra i nomi accostati ai Red Devils ci sono Eddie Howe, Julian Nagelsmann e Unai Emery, tutti allenatori di grande esperienza e con idee ben chiare. Nelle ultime indiscrezioni è emerso anche il nome di Antonio Conte, che però ha smentito qualsiasi trattativa con il club inglese.Non si sa ancora se all'allenatore verrà data un'altra possibilità o se sarà lui a lasciare Manchester, ma quel che è certo è che servirebbe un Carrick 2.0 che, come l'anno scorso, possa trascinare i Red Devils dove meritano di stare.