Quella che dovrebbe essere una serata di festa e di celebrazioni per Lionel Messi rischia di diventare un caso diplomatico tra Argentina e Serie A. Il prossimo 6 ottobre, alle 22 italiane, al Monumental di Buenos Aires, l'Albiceleste saluterà il proprio capitano in occasione dell'amichevole contro il Benin, un appuntamento speciale al quale sono stati invitati anche Paulo Dybala e Nahuel Molina. Ma la Roma dice no. Per Gasperini e non solo. Il problema non riguarda soltanto i due giocatori giallorossi, ma anche e soprattutto i tanti giocatori del nostro Campionato che saranno direttamente impegnati con l'Albiceleste nelle tre amichevoli contro Bolivia, Burkina Faso e Benin. Una mini tournée sudamericana che arriva durante una sosta di tre settimane, ma che rischia comunque di creare notevoli problemi ai club italiani.
La Roma alza il muro
La Roma è inevitabilmente al centro della discussione: sono addirittura 5 i giocatori giallorossi coinvolti. Balerdi, Soulé e Castro sono stati convocati da Scaloni, mentre Dybala e Molina sono stati invitati dall'AFA insieme alle rispettive famiglie alla festa di addio alla Selecciòn di Messi. Per questi due giocatori, dunque, la situazione è ancora più particolare: dovrebbero affrontare una trasferta intercontinentale senza nemmeno scendere in campo. Oltre 22mila chilometri tra andata e ritorno, 26 ore di volo e un doppio fuso orario da smaltire. Il rientro sarebbe previsto tra l'8 e il 9 ottobre, a pochissime ore dunque da Como-Roma di domenica 11 alle 12.30. Una situazione che ha spinto la Roma, dopo le prime perplessità, a non autorizzare la partenza di Dybala e Molina, privilegiando la preparazione della ripresa del campionato. Soulé, Balerdi e Castro resteranno invece regolarmente con l'Argentina. I giallorossi sembrano aver scelto la strada della prudenza. Una strada comprensibile dal punto di vista professionale, soprattutto considerando gli impegni che attendono la squadra, ma difficile da accettare sul piano umano per due giocatori che avrebbero voluto partecipare personalmente al saluto al calcio di una leggenda del proprio paese. Messi merita la sua ultima notte; Dybala e Molina avrebbero meritato di viverla accanto a lui?
Un problema per tutta la Serie A
La festa di Messi non coinvolge soltanto la Roma, ma un'intera fetta della Serie A. Oltre ai tre giocatori giallorossi appena citati, l'Argentina ha convocato il Capitano nerazzurro Lautaro Martinez, Franco Mastantuono della Fiorentina, Nico Gonzalez della Juventus e Nico Paz del Como. L'Inter e la Fiorentina avrebbero già manifestato all'AFA il proprio disappunto per una programmazione considerata troppo compressa. Lautaro e Mastantuono potrebbero infatti ritrovarsi a dover rientrare in Italia a ridosso delle rispettive partite di campionato: l'Inter affronterà il Parma sabato 10 ottobre alle 18, mentre la Fiorentina sarà impegnata a Genova alle 15. Il rischio è quello di avere giocatori che arriveranno dal Sudamerica con pochissimo tempo per recuperare, allenarsi e smaltire il jet lag. Non è un dettaglio trascurabile quando si parla di titolari e uomini decisivi. Anche la Juventus guarda con attenzione alla situazione di Nico Gonzalez, mentre il Como dovrà fare i conti con il rientro di Nico Paz, uno dei giocatori più importanti della squadra. Proprio Como-Roma potrebbe essere uno dei match più condizionati dalla vicenda Messi: da una parte Gasperini rischia di perdere energie e allenamenti di Dybala e degli altri argentini, dall'altra Fabregas dovrà sperare di riavere Paz nelle migliori condizioni. Insomma, il problema si allarga ben oltre Trigoria. La festa di Messi rischi di diventare un problema logistico per diversi club italiani, proprio nel momento in cui la Serie A si prepara a ripartire dopo la sosta.
L'ultimo ballo vale tutto questo caos?
Da una parte Messi, leggenda assoluta, pronto a vivere l'ultima notte con la maglia dell'Argentina davanti ad un Monumental tutto esaurito. Rinunciare ad un appuntamento del genere, soprattutto per chi con lui ha condiviso il Mondiale del 2022, è emotivamente quasi impossibile. Dall'altra parte però ci sono i club, che pagano gli stipendi dei propri giocatori, preparano le partite e devono tutelare la loro condizione fisica. E una partita celebrativa, seppur storica, non assegna punti e non mette in palio trofei. Il caso Messi mette dunque a nudo una contraddizione sempre più evidente del calcio moderno: le esigenze delle Nazionali e quelle dei club continuano a viaggiare su binari differenti. L'Argentina vuole celebrare il suo campione, i giocatori vogliono esserci, mentre la Serie A deve fare i conti con viaggi intercontinentali, jet lag e partite ravvicinate. Alla fine, l'ultimo ballo di Messi sarà sicuramente una notte storica. Ma per il calcio italiano rischia anche di essere la partita che nessuno aveva bisogno di giocare.
L'addio di Messi alla Nazionale argentina merita certamente una serata all'altezza della sua grandezza. Il 6 ottobre, a Buenos Aires, avrà luogo un evento unico, destinato a rimanere nella memoria del calcio argentino e mondiale. Proprio perché si parla di una leggenda, sarebbe auspicabile che una celebrazione così importante non finisse per creare tensioni e problemi a chi, pochi giorni dopo, deve tornare a rispondere alle esigenze del proprio club. Il caso dimostra ancora una volta quanto sia complesso trovare un equilibrio tra calcio delle Nazionali e calcio dei Club. La festa per Messi passerà, il campionato continuerà e saranno ancora una volta società e allenatori a dover gestire le conseguenze di un calendario sempre più fitto.
Quella che dovrebbe essere una serata di festa e di celebrazioni per Lionel Messi rischia di diventare un caso diplomatico tra Argentina e Serie A. Il prossimo 6 ottobre, alle 22 italiane, al Monumental di Buenos Aires, l'Albiceleste saluterà il proprio capitano in occasione dell'amichevole contro il Benin, un appuntamento speciale al quale sono stati invitati anche Paulo Dybala e Nahuel Molina. Ma la Roma dice no. Per Gasperini e non solo. Il problema non riguarda soltanto i due giocatori giallorossi, ma anche e soprattutto i tanti giocatori del nostro Campionato che saranno direttamente impegnati con l'Albiceleste nelle tre amichevoli contro Bolivia, Burkina Faso e Benin. Una mini tournée sudamericana che arriva durante una sosta di tre settimane, ma che rischia comunque di creare notevoli problemi ai club italiani.
La Roma alza il muro
La Roma è inevitabilmente al centro della discussione: sono addirittura 5 i giocatori giallorossi coinvolti. Balerdi, Soulé e Castro sono stati convocati da Scaloni, mentre Dybala e Molina sono stati invitati dall'AFA insieme alle rispettive famiglie alla festa di addio alla Selecciòn di Messi. Per questi due giocatori, dunque, la situazione è ancora più particolare: dovrebbero affrontare una trasferta intercontinentale senza nemmeno scendere in campo. Oltre 22mila chilometri tra andata e ritorno, 26 ore di volo e un doppio fuso orario da smaltire. Il rientro sarebbe previsto tra l'8 e il 9 ottobre, a pochissime ore dunque da Como-Roma di domenica 11 alle 12.30. Una situazione che ha spinto la Roma, dopo le prime perplessità, a non autorizzare la partenza di Dybala e Molina, privilegiando la preparazione della ripresa del campionato. Soulé, Balerdi e Castro resteranno invece regolarmente con l'Argentina. I giallorossi sembrano aver scelto la strada della prudenza. Una strada comprensibile dal punto di vista professionale, soprattutto considerando gli impegni che attendono la squadra, ma difficile da accettare sul piano umano per due giocatori che avrebbero voluto partecipare personalmente al saluto al calcio di una leggenda del proprio paese. Messi merita la sua ultima notte; Dybala e Molina avrebbero meritato di viverla accanto a lui?
Un problema per tutta la Serie A
La festa di Messi non coinvolge soltanto la Roma, ma un'intera fetta della Serie A. Oltre ai tre giocatori giallorossi appena citati, l'Argentina ha convocato il Capitano nerazzurro Lautaro Martinez, Franco Mastantuono della Fiorentina, Nico Gonzalez della Juventus e Nico Paz del Como. L'Inter e la Fiorentina avrebbero già manifestato all'AFA il proprio disappunto per una programmazione considerata troppo compressa. Lautaro e Mastantuono potrebbero infatti ritrovarsi a dover rientrare in Italia a ridosso delle rispettive partite di campionato: l'Inter affronterà il Parma sabato 10 ottobre alle 18, mentre la Fiorentina sarà impegnata a Genova alle 15. Il rischio è quello di avere giocatori che arriveranno dal Sudamerica con pochissimo tempo per recuperare, allenarsi e smaltire il jet lag. Non è un dettaglio trascurabile quando si parla di titolari e uomini decisivi. Anche la Juventus guarda con attenzione alla situazione di Nico Gonzalez, mentre il Como dovrà fare i conti con il rientro di Nico Paz, uno dei giocatori più importanti della squadra. Proprio Como-Roma potrebbe essere uno dei match più condizionati dalla vicenda Messi: da una parte Gasperini rischia di perdere energie e allenamenti di Dybala e degli altri argentini, dall'altra Fabregas dovrà sperare di riavere Paz nelle migliori condizioni. Insomma, il problema si allarga ben oltre Trigoria. La festa di Messi rischi di diventare un problema logistico per diversi club italiani, proprio nel momento in cui la Serie A si prepara a ripartire dopo la sosta.
L'ultimo ballo vale tutto questo caos?
Da una parte Messi, leggenda assoluta, pronto a vivere l'ultima notte con la maglia dell'Argentina davanti ad un Monumental tutto esaurito. Rinunciare ad un appuntamento del genere, soprattutto per chi con lui ha condiviso il Mondiale del 2022, è emotivamente quasi impossibile. Dall'altra parte però ci sono i club, che pagano gli stipendi dei propri giocatori, preparano le partite e devono tutelare la loro condizione fisica. E una partita celebrativa, seppur storica, non assegna punti e non mette in palio trofei. Il caso Messi mette dunque a nudo una contraddizione sempre più evidente del calcio moderno: le esigenze delle Nazionali e quelle dei club continuano a viaggiare su binari differenti. L'Argentina vuole celebrare il suo campione, i giocatori vogliono esserci, mentre la Serie A deve fare i conti con viaggi intercontinentali, jet lag e partite ravvicinate. Alla fine, l'ultimo ballo di Messi sarà sicuramente una notte storica. Ma per il calcio italiano rischia anche di essere la partita che nessuno aveva bisogno di giocare.
L'addio di Messi alla Nazionale argentina merita certamente una serata all'altezza della sua grandezza. Il 6 ottobre, a Buenos Aires, avrà luogo un evento unico, destinato a rimanere nella memoria del calcio argentino e mondiale. Proprio perché si parla di una leggenda, sarebbe auspicabile che una celebrazione così importante non finisse per creare tensioni e problemi a chi, pochi giorni dopo, deve tornare a rispondere alle esigenze del proprio club. Il caso dimostra ancora una volta quanto sia complesso trovare un equilibrio tra calcio delle Nazionali e calcio dei Club. La festa per Messi passerà, il campionato continuerà e saranno ancora una volta società e allenatori a dover gestire le conseguenze di un calendario sempre più fitto.