Roma-Real Madrid: Mourinho torna all'Olimpico da avversario

Mercoledì sera all’Olimpico sarà una parata di stelle; ma ci sarà un uomo solo capace di far convivere applausi e paura: José Mourinho. Lo aspetta uno stadio in cui ha vissuto tre anni di ricordi, ma dal fischio d’inizio la Roma avrà bisogno di tutto fuorché di nostalgia. 

Mourinho a Roma: trofei e addio

Quando è arrivato a Trigoria, nel 2021, la Roma non vinceva un trofeo da anni. Lui ne ha portato a casa subito uno: la Conference League di Tirana, nel 2022, il primo trofeo Uefa della storia giallorossa. L’anno dopo arrivò la finale di Europa League a Budapest, persa ai rigori contro il Siviglia in una notte amarissima. In mezzo, quarantacinque sold out e uno stadio tornato a sperare in sogni che semravano tanto lontani. Poi il campionato: sesto posto nel 2023 e la sensazione di una squadra non a livello per entrare in Champions.

Il 16 gennaio 2024 arrivò l’esonero, con De Rossi chiamato a prendere il suo posto. I risultati in campionato non bastavano più, ma il nodo era soprattutto un altro: Mourinho ha sempre raccontato di aver pagato il suo schierarsi con la squadra e i tifosi , mentre la proprietà seguiva una strada diversa. Da una parte un allenatore che viveva ogni partita come una battaglia, dall’altra una società che voleva cambiare linguaggio. 

Che Roma troverà lo Special One?

La Roma che affronta è un’altra creatura. Gasperini guida una squadra  terza in classifica con 14 punti in sei giornate, quattro vittorie e due pareggi, appena tre gol subiti. L’avvio è stato travolgente: 4-0 alla Fiorentina all’Olimpico, 4-0 a Lecce, poi il 2-1 all’Atalanta e il 2-0 a Torino. Il 2-2 con l’Inter, davanti a una Curva Sud scatenata, ha dato la misura del salto di qualità. L’ultima uscita, però, ha lasciato un po’ di amaro: 0-0 a Como, con Malen espulso e la squadra rimasta in dieci. In Champions è arrivato l’1-1 a Istanbul contro il Fenerbahçe. Un attacco che ultimamente fatica a pungere e un’emergenza in porta: assente Svilar, tocca a Gollini.

Dall’altra parte c’è un Real Madrid che con Mourinho non ha ancora trovato pace. In Liga i Blancos hanno sei vittorie e due sconfitte in otto partite, e inseguono a sei punti il Barcellona capolista. I numeri offensivi sono buoni, diciannove gol in otto gare, quello che preoccupa è il comportamento della squadra in trasfera: due successi, due ko e sei reti incassate in quattro partite. Il 3-2 a Elche è stato sofferto, la sconfitta per 2-1 nel derby con l’Atletico ha acceso le polemiche, e sabato il Villarreal è stato battuto solo di misura. È un Real nervoso: Vinicius, entrato dalla panchina, ha segnato un gol poi annullato ed è stato espulso per aver tirato i capelli a un avversario, e ora il Clasico del 25 ottobre è a rischio.

Sarà una sfida tra due squadre solide e agguerrite. La Roma è compatta, concreta, ben costruita dietro, ma deve ritrovare i gol sotto porta contro un avversario che conosce la champions come il giardino di casa sua: i giallorossi hanno perso le ultime quattro partite contro il Real, senza mai segnare. Il Real è più talentuoso, ma ha mostrato nervosismo e difficoltà se attaccato con continuità: Gasperini lo sa. Sarà una notte da tutto esaurito, diretta dal francese Letexier. Mourinho torna a casa, ma stavolta da ospite, dovrà espugnare un Olimpico infuocato che sognava da tanto queste notti europee.

Mercoledì sera all’Olimpico sarà una parata di stelle; ma ci sarà un uomo solo capace di far convivere applausi e paura: José Mourinho. Lo aspetta uno stadio in cui ha vissuto tre anni di ricordi, ma dal fischio d’inizio la Roma avrà bisogno di tutto fuorché di nostalgia.

Mourinho a Roma: trofei e addio

Quando è arrivato a Trigoria, nel 2021, la Roma non vinceva un trofeo da anni. Lui ne ha portato a casa subito uno: la Conference League di Tirana, nel 2022, il primo trofeo Uefa della storia giallorossa. L’anno dopo arrivò la finale di Europa League a Budapest, persa ai rigori contro il Siviglia in una notte amarissima. In mezzo, quarantacinque sold out e uno stadio tornato a sperare in sogni che semravano tanto lontani. Poi il campionato: sesto posto nel 2023 e la sensazione di una squadra non a livello per entrare in Champions.

Il 16 gennaio 2024 arrivò l’esonero, con De Rossi chiamato a prendere il suo posto. I risultati in campionato non bastavano più, ma il nodo era soprattutto un altro: Mourinho ha sempre raccontato di aver pagato il suo schierarsi con la squadra e i tifosi , mentre la proprietà seguiva una strada diversa. Da una parte un allenatore che viveva ogni partita come una battaglia, dall’altra una società che voleva cambiare linguaggio.

Che Roma troverà lo Special One?

La Roma che affronta è un’altra creatura. Gasperini guida una squadra  terza in classifica con 14 punti in sei giornate, quattro vittorie e due pareggi, appena tre gol subiti. L’avvio è stato travolgente: 4-0 alla Fiorentina all’Olimpico, 4-0 a Lecce, poi il 2-1 all’Atalanta e il 2-0 a Torino. Il 2-2 con l’Inter, davanti a una Curva Sud scatenata, ha dato la misura del salto di qualità. L’ultima uscita, però, ha lasciato un po’ di amaro: 0-0 a Como, con Malen espulso e la squadra rimasta in dieci. In Champions è arrivato l’1-1 a Istanbul contro il Fenerbahçe. Un attacco che ultimamente fatica a pungere e un’emergenza in porta: assente Svilar, tocca a Gollini.

Dall’altra parte c’è un Real Madrid che con Mourinho non ha ancora trovato pace. In Liga i Blancos hanno sei vittorie e due sconfitte in otto partite, e inseguono a sei punti il Barcellona capolista. I numeri offensivi sono buoni, diciannove gol in otto gare, quello che preoccupa è il comportamento della squadra in trasfera: due successi, due ko e sei reti incassate in quattro partite. Il 3-2 a Elche è stato sofferto, la sconfitta per 2-1 nel derby con l’Atletico ha acceso le polemiche, e sabato il Villarreal è stato battuto solo di misura. È un Real nervoso: Vinicius, entrato dalla panchina, ha segnato un gol poi annullato ed è stato espulso per aver tirato i capelli a un avversario, e ora il Clasico del 25 ottobre è a rischio.

Sarà una sfida tra due squadre solide e agguerrite. La Roma è compatta, concreta, ben costruita dietro, ma deve ritrovare i gol sotto porta contro un avversario che conosce la champions come il giardino di casa sua: i giallorossi hanno perso le ultime quattro partite contro il Real, senza mai segnare. Il Real è più talentuoso, ma ha mostrato nervosismo e difficoltà se attaccato con continuità: Gasperini lo sa. Sarà una notte da tutto esaurito, diretta dal francese Letexier. Mourinho torna a casa, ma stavolta da ospite, dovrà espugnare un Olimpico infuocato che sognava da tanto queste notti europee.