21 anni e 1 mese, precisamente 7720 giorni; questo è il tempo trascorso tra il giorno della prima partita di Lionel Messi con la maglia della nazionale argentina e quella che sarà l'ultima. Sono stati anni di grandi vittorie, soprattutto gli ultimi, ma anche di momenti difficili e di critiche molto spesso esagerate. Nella notte tra martedì 6 e mercoledì 7 ottobre (precisamente all'01:00 italiana) all'Estadio Antonio Vespucio Liberti di Buenos Aires, conosciuto come Monumental, andrà in scena l'ultimo tango del numero 10 con la sua nazionale.
Messi e l'Argentina: l'esordio, le sconfitte e l'addio
Lionel Andres Messi Cuccitini mosse i suoi primi passi con l'Albiceleste il 17 agosto del 2005. Non poteva farlo in una partita banale: pur essendo un'amichevole quell'Argentina-Inghilterra disputato allo stadio “Puskas” di Budapest sarà sempre speciale. La rivalità in campo (ed extra-campo per motivi storici) tra le due nazionali ricopre con un velo di magia il giorno del battesimo di Leo con la nazionale. Il fuoriclasse fece il suo ingresso al minuto 64, sostituendo l'attaccante Lisandro Lopez. Il debutto fu però probabilmente il peggiore possibile: dopo un solo minuto in campo Leo colpì un avversario al volto, rimediando un cartellino rosso. Questo fu solo l'inizio di una storia travagliata dal finale dolceamaro.
Il mondiale del 2010 e la Copa America del 2011 non furono memorabili per Leo e per tutta l'Argentina. L'albiceleste uscì da entrambe le competizioni ai quarti di finale, rispettivamente contro Germania (4-0) e Uruguay (ai tiri di rigore dopo l'1-1 dei tempi regolamentari).
Il successivo Mondiale, quello in Brasile del 2014 era visto come la prima occasione per vincere con la nazionale, ma le cose non andarono come sperato. Il gol di Götze nei tempi supplementari della finale spense le speranze di Leo e compagni, che uscirono sconfitti.
Nel biennio 2015-2016 ecco altre due chance per l'Argentina nelle due edizioni ravvicinate della Copa America. In entrambi i casi la Selección arrivò in finale, uscendo sconfitta dal Cile ai rigori. Nella seconda di queste finali Messi sbagliò il primo rigore della lotteria e al termine del match annunciò l'addio alla Nazionale. Dopo un colloquio con il nuovo CT Bauza decise poi di tornare, prendendo la decisione più saggia della sua carriera.
Il ritorno e i trionfi successivi
Il Mondiale del 2018 per la nazionale biancazzurra si concluse anzitempo contro i futuri campioni. La Francia ebbe la meglio agli ottavi di finale, vincendo per 4-3. Sembrava che il destino non riservasse gioie per Leo con l'Argentina, ma si sa, i grandi giocatori sanno cambiare questo destino a suon di gol e giocate.
Tre anni più tardi ecco la prima grande gioia di Messi con la squadra del suo Paese: la Copa America del 2021. Grazie al gol di Angel Di Maria la Scaloneta, all'inizio della sua gloriosa parentesi, riuscì a battere il Brasile, vincendo il primo grande trofeo dal 1993.
Il Mondiale atipico del 2022 in Qatar era la vera occasione per entrare nella storia. Messi all'appuntamento non mancò, trascinando i suoi fino alla finale. Nella partita più spettacolare dei Mondiali del nuovo millennio, la finale contro la Francia, il numero 10 segnò una doppietta. Ai tiri di rigore l'Argentina riuscì a trionfare, regalando a tutta la nazione e al suo più grande beniamino la “tercera” (la terza Coppa del Mondo).
Sull'onda lunga del Mondiale vinto continuarono ad arrivare i successi: nel 2024 ecco un'altra Copa America, vita in finale contro la Colombia grazie alla rete di Lautaro Martínez ai supplementari.
Eccoci quindi all'attualità e al Mondiale del 2026. La competizione del fuoriclasse argentino è stata degna del suo nome. Tripletta all'esordio, gol e colpi di classe che hanno portato l'albiceleste a disputare la seconda finale consecutiva. Al MetLife Stadium, però, la Spagna ha avuto la meglio, grazie alla rete di Ferrán Torres: l'immagine più significativa di quella partita sarà per sempre quella di Leo, in lacrime dopo il fischio finale.
Dopo 21 anni è quindi arrivato il momento dei saluti tra Messi e l'Argentina: la partita con il Benin sarà una festa, una celebrazione di un idolo indiscusso, tra i più grandi calciatori di sempre, che con la nazionale ha avuto periodi e rapporti complicati, ma che si è regalato un finale vincente e romantico. L'ultimo tango di Lionel Messi è pronto ad andare in scena.
21 anni e 1 mese, precisamente 7720 giorni; questo è il tempo trascorso tra il giorno della prima partita di Lionel Messi con la maglia della nazionale argentina e quella che sarà l'ultima. Sono stati anni di grandi vittorie, soprattutto gli ultimi, ma anche di momenti difficili e di critiche molto spesso esagerate. Nella notte tra martedì 6 e mercoledì 7 ottobre (precisamente all'01:00 italiana) all'Estadio Antonio Vespucio Liberti di Buenos Aires, conosciuto come Monumental, andrà in scena l'ultimo tango del numero 10 con la sua nazionale.
Messi e l'Argentina: l'esordio, le sconfitte e l'addio
Lionel Andres Messi Cuccitini mosse i suoi primi passi con l'Albiceleste il 17 agosto del 2005. Non poteva farlo in una partita banale: pur essendo un'amichevole quell'Argentina-Inghilterra disputato allo stadio “Puskas” di Budapest sarà sempre speciale. La rivalità in campo (ed extra-campo per motivi storici) tra le due nazionali ricopre con un velo di magia il giorno del battesimo di Leo con la nazionale. Il fuoriclasse fece il suo ingresso al minuto 64, sostituendo l'attaccante Lisandro Lopez. Il debutto fu però probabilmente il peggiore possibile: dopo un solo minuto in campo Leo colpì un avversario al volto, rimediando un cartellino rosso. Questo fu solo l'inizio di una storia travagliata dal finale dolceamaro.
Il mondiale del 2010 e la Copa America del 2011 non furono memorabili per Leo e per tutta l'Argentina. L'albiceleste uscì da entrambe le competizioni ai quarti di finale, rispettivamente contro Germania (4-0) e Uruguay (ai tiri di rigore dopo l'1-1 dei tempi regolamentari).Il successivo Mondiale, quello in Brasile del 2014 era visto come la prima occasione per vincere con la nazionale, ma le cose non andarono come sperato. Il gol di Götze nei tempi supplementari della finale spense le speranze di Leo e compagni, che uscirono sconfitti.
Nel biennio 2015-2016 ecco altre due chance per l'Argentina nelle due edizioni ravvicinate della Copa America. In entrambi i casi la Selección arrivò in finale, uscendo sconfitta dal Cile ai rigori. Nella seconda di queste finali Messi sbagliò il primo rigore della lotteria e al termine del match annunciò l'addio alla Nazionale. Dopo un colloquio con il nuovo CT Bauza decise poi di tornare, prendendo la decisione più saggia della sua carriera.
Il ritorno e i trionfi successivi
Il Mondiale del 2018 per la nazionale biancazzurra si concluse anzitempo contro i futuri campioni. La Francia ebbe la meglio agli ottavi di finale, vincendo per 4-3. Sembrava che il destino non riservasse gioie per Leo con l'Argentina, ma si sa, i grandi giocatori sanno cambiare questo destino a suon di gol e giocate.Tre anni più tardi ecco la prima grande gioia di Messi con la squadra del suo Paese: la Copa America del 2021. Grazie al gol di Angel Di Maria la Scaloneta, all'inizio della sua gloriosa parentesi, riuscì a battere il Brasile, vincendo il primo grande trofeo dal 1993.
Il Mondiale atipico del 2022 in Qatar era la vera occasione per entrare nella storia. Messi all'appuntamento non mancò, trascinando i suoi fino alla finale. Nella partita più spettacolare dei Mondiali del nuovo millennio, la finale contro la Francia, il numero 10 segnò una doppietta. Ai tiri di rigore l'Argentina riuscì a trionfare, regalando a tutta la nazione e al suo più grande beniamino la “tercera” (la terza Coppa del Mondo).
Sull'onda lunga del Mondiale vinto continuarono ad arrivare i successi: nel 2024 ecco un'altra Copa America, vita in finale contro la Colombia grazie alla rete di Lautaro Martínez ai supplementari.
Eccoci quindi all'attualità e al Mondiale del 2026. La competizione del fuoriclasse argentino è stata degna del suo nome. Tripletta all'esordio, gol e colpi di classe che hanno portato l'albiceleste a disputare la seconda finale consecutiva. Al MetLife Stadium, però, la Spagna ha avuto la meglio, grazie alla rete di Ferrán Torres: l'immagine più significativa di quella partita sarà per sempre quella di Leo, in lacrime dopo il fischio finale.
Dopo 21 anni è quindi arrivato il momento dei saluti tra Messi e l'Argentina: la partita con il Benin sarà una festa, una celebrazione di un idolo indiscusso, tra i più grandi calciatori di sempre, che con la nazionale ha avuto periodi e rapporti complicati, ma che si è regalato un finale vincente e romantico. L'ultimo tango di Lionel Messi è pronto ad andare in scena.