Gian Piero Gasperini parla e, come spesso gli accade, non lo fa mai in modo banale. Le sue interviste difficilmente sono scontate o prive di contenuti: anche questa volta il mister giallorosso offre spunti interessanti e messaggi tutt’altro che casuali.
Il tecnico della Roma, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, ha affrontato praticamente tutti i temi del momento giallorosso: dalla ripresa del campionato al rapporto con i Friedkin, passando per il mercato, Koné, Cristante e la crescita della squadra.
E dalle sue parole emerge soprattutto una cosa: Gasperini vuole una Roma sempre più vicina alla sua idea di club, non soltanto sul campo.
Il messaggio ai Friedkin

Il mister capitolino non mette in discussione la fiducia della famiglia Friedkin, che dice di percepire anche a distanza, ma sottolinea una differenza rispetto alla sua lunga esperienza all’Atalanta: a Bergamo il rapporto con i Percassi era quotidiano, mentre i proprietari della Roma sono inevitabilmente meno presenti.
Il tecnico ha spiegato di voler riuscire a coinvolgere maggiormente i Friedkin, soprattutto pensando a due passaggi fondamentali per il futuro del club: il centenario della Roma e il progetto del nuovo stadio.
Non sembra una critica alla società. Piuttosto una richiesta precisa: Gasperini vuole che intorno alla squadra si costruisca una presenza forte e riconoscibile anche da parte della proprietà.
Mercato: manca ancora qualcosa
Gasperini non nasconde che alla sua squadra manchi ancora una soluzione offensiva. Il tecnico aspetta un attaccante, pur riconoscendo quanto sia complicato trovare sul mercato giocatori di livello e quanto siano elevate le valutazioni in quel reparto.
Il concetto, però, è altrettanto chiaro: la Roma ha già un buon reparto offensivo e non può trasformare quella necessità in un alibi. Il giocatore desiderato servirebbe per completare la rosa, non per giustificare eventuali difficoltà.
Ed è probabilmente questo uno dei tratti più riconoscibili del Gasp: chiedere alla società ciò che ritiene necessario, ma contemporaneamente lavorare sul materiale che ha a disposizione.
Koné, Gasperini chiarisce tutto

Interessante anche il passaggio su Manu Koné, al centro delle voci di mercato nelle ultime ore della sessione estiva.
Il mister ha spiegato che un'eventuale cessione così a ridosso della chiusura avrebbe creato un problema praticamente impossibile da risolvere: non ci sarebbero stati i tempi per trovare un sostituto adeguato.
E alla fine il tecnico è soddisfatto dell'epilogo.
Il nazionale francese è rimasto a Roma e potrà continuare il proprio percorso di crescita, aumentando ulteriormente un valore che, secondo Gasperini, è già salito.
Cristante, nessun rischio
C'è poi la situazione di Bryan Cristante.
Il centrocampista sta recuperando da un problema al legamento collaterale del ginocchio. Gasperini non ha escluso a priori il suo recupero per le prossime partite, ma ha stabilito una linea molto precisa: la Roma non correrà rischi.
Con un calendario destinato a diventare sempre più intenso, forzare il rientro di un giocatore sempre più importante avrebbe poco senso.
Como avvertito. Ma l’Inter resta davanti

Prima della Roma c'è però un ostacolo tutt'altro che semplice: il Como di Cesc Fabregas.
Gasperini ne ha riconosciuto apertamente la crescita, sottolineando come il progetto lariano non dipenda soltanto dalla forza economica della proprietà, ma anche dalla qualità dei giocatori e soprattutto dal calcio espresso.
Poi arriva una dichiarazione destinata inevitabilmente a far discutere quando il discorso si sposta sulla corsa al vertice.
Per l'ex tecnico della Dea, oggi, l’Inter rimane la squadra più forte, considerando rosa, qualità e risultati. Il Como può inserirsi tra le realtà importanti del campionato, ma i nerazzurri restano il riferimento.
E Gasperini scherza anche con Fabregas, che aveva utilizzato il Subbuteo per mostrare alcuni meccanismi tattici della Roma: il tecnico giallorosso ha promesso di studiare quelle mosse per trovare le necessarie contromisure.
Gasperini è già un idolo della Roma
Il tecnico piemontese sembra ormai completamente immerso nella realtà della Capitale, tanto da essere diventato in poco tempo un vero e proprio idolo della tifoseria giallorossa.
Gasperini ha ricordato come, al suo arrivo, una parte dell’ambiente lo guardasse con un certo scetticismo, anche per il suo lungo passato da avversario. Diffidenze che, però, si sono progressivamente dissolte: i risultati, il lavoro quotidiano e soprattutto l’identità trasmessa alla squadra gli hanno permesso di conquistare la fiducia e l’apprezzamento del popolo romanista.
Gasperini non vuole semplicemente allenare la Roma. Vuole costruirla secondo una precisa identità.
Chiede maggiore vicinanza alla proprietà, aspetta ancora qualcosa dal mercato, protegge i suoi giocatori e contemporaneamente alza l'asticella.
La squadra ha iniziato bene. Adesso arriva la parte più difficile: confermarsi.
E conoscendo il personaggio, accontentarsi non sembra proprio essere contemplato.
Gian Piero Gasperini parla e, come spesso gli accade, non lo fa mai in modo banale. Le sue interviste difficilmente sono scontate o prive di contenuti: anche questa volta il mister giallorosso offre spunti interessanti e messaggi tutt’altro che casuali.
Il tecnico della Roma, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, ha affrontato praticamente tutti i temi del momento giallorosso: dalla ripresa del campionato al rapporto con i Friedkin, passando per il mercato, Koné, Cristante e la crescita della squadra.
E dalle sue parole emerge soprattutto una cosa: Gasperini vuole una Roma sempre più vicina alla sua idea di club, non soltanto sul campo.
Il messaggio ai Friedkin

Il mister capitolino non mette in discussione la fiducia della famiglia Friedkin, che dice di percepire anche a distanza, ma sottolinea una differenza rispetto alla sua lunga esperienza all’Atalanta: a Bergamo il rapporto con i Percassi era quotidiano, mentre i proprietari della Roma sono inevitabilmente meno presenti.
Il tecnico ha spiegato di voler riuscire a coinvolgere maggiormente i Friedkin, soprattutto pensando a due passaggi fondamentali per il futuro del club: il centenario della Roma e il progetto del nuovo stadio.
Non sembra una critica alla società. Piuttosto una richiesta precisa: Gasperini vuole che intorno alla squadra si costruisca una presenza forte e riconoscibile anche da parte della proprietà.
Mercato: manca ancora qualcosa
Gasperini non nasconde che alla sua squadra manchi ancora una soluzione offensiva. Il tecnico aspetta un attaccante, pur riconoscendo quanto sia complicato trovare sul mercato giocatori di livello e quanto siano elevate le valutazioni in quel reparto.
Il concetto, però, è altrettanto chiaro: la Roma ha già un buon reparto offensivo e non può trasformare quella necessità in un alibi. Il giocatore desiderato servirebbe per completare la rosa, non per giustificare eventuali difficoltà.
Ed è probabilmente questo uno dei tratti più riconoscibili del Gasp: chiedere alla società ciò che ritiene necessario, ma contemporaneamente lavorare sul materiale che ha a disposizione.
Koné, Gasperini chiarisce tutto

Interessante anche il passaggio su Manu Koné, al centro delle voci di mercato nelle ultime ore della sessione estiva.
Il mister ha spiegato che un'eventuale cessione così a ridosso della chiusura avrebbe creato un problema praticamente impossibile da risolvere: non ci sarebbero stati i tempi per trovare un sostituto adeguato.
E alla fine il tecnico è soddisfatto dell'epilogo.
Il nazionale francese è rimasto a Roma e potrà continuare il proprio percorso di crescita, aumentando ulteriormente un valore che, secondo Gasperini, è già salito.
Cristante, nessun rischio
C'è poi la situazione di Bryan Cristante.
Il centrocampista sta recuperando da un problema al legamento collaterale del ginocchio. Gasperini non ha escluso a priori il suo recupero per le prossime partite, ma ha stabilito una linea molto precisa: la Roma non correrà rischi.
Con un calendario destinato a diventare sempre più intenso, forzare il rientro di un giocatore sempre più importante avrebbe poco senso.
Como avvertito. Ma l’Inter resta davanti

Prima della Roma c'è però un ostacolo tutt'altro che semplice: il Como di Cesc Fabregas.
Gasperini ne ha riconosciuto apertamente la crescita, sottolineando come il progetto lariano non dipenda soltanto dalla forza economica della proprietà, ma anche dalla qualità dei giocatori e soprattutto dal calcio espresso.
Poi arriva una dichiarazione destinata inevitabilmente a far discutere quando il discorso si sposta sulla corsa al vertice.
Per l'ex tecnico della Dea, oggi, l’Inter rimane la squadra più forte, considerando rosa, qualità e risultati. Il Como può inserirsi tra le realtà importanti del campionato, ma i nerazzurri restano il riferimento.
E Gasperini scherza anche con Fabregas, che aveva utilizzato il Subbuteo per mostrare alcuni meccanismi tattici della Roma: il tecnico giallorosso ha promesso di studiare quelle mosse per trovare le necessarie contromisure.
Gasperini è già un idolo della Roma
Il tecnico piemontese sembra ormai completamente immerso nella realtà della Capitale, tanto da essere diventato in poco tempo un vero e proprio idolo della tifoseria giallorossa.
Gasperini ha ricordato come, al suo arrivo, una parte dell’ambiente lo guardasse con un certo scetticismo, anche per il suo lungo passato da avversario. Diffidenze che, però, si sono progressivamente dissolte: i risultati, il lavoro quotidiano e soprattutto l’identità trasmessa alla squadra gli hanno permesso di conquistare la fiducia e l’apprezzamento del popolo romanista.
Gasperini non vuole semplicemente allenare la Roma. Vuole costruirla secondo una precisa identità.
Chiede maggiore vicinanza alla proprietà, aspetta ancora qualcosa dal mercato, protegge i suoi giocatori e contemporaneamente alza l'asticella.
La squadra ha iniziato bene. Adesso arriva la parte più difficile: confermarsi.
E conoscendo il personaggio, accontentarsi non sembra proprio essere contemplato.